Nel contesto di un mondo sempre più lacerato da conflitti e violenze, Papa Francesco ha indetto una giornata straordinaria di orazione e astensione dai pasti per invocare il dono della pace. Questa iniziativa è fissata per il 7 ottobre, in concomitanza con il primo anniversario dell'attacco terroristico perpetrato da Hamas in Israele, evento che ha scatenato un'escalation di brutalità e sofferenze in Terra Santa e oltre.

L'Appello del Pontefice per il 7 Ottobre
Al termine di una Messa solenne in Piazza San Pietro per l’apertura della seconda sessione dell’Assemblea generale, il Pontefice ha annunciato questa Giornata di preghiera e di digiuno per la pace nel mondo. In un crescendo di tensioni nella polveriera mediorientale, tra le bombe e i missili che continuano a piombare nella “martoriata” Ucraina, e in mezzo ai tanti piccoli e grandi conflitti che lacerano e affamano i popoli dell'Africa, il Papa ha richiamato l'attenzione sui "venti della guerra e i fuochi della violenza" che continuano a sconvolgere intere popolazioni e Nazioni. Per questo, egli chiama milioni di credenti alle “armi” del digiuno e della preghiera per implorare da Dio il dono della pace in un mondo sull’orlo dell’abisso.
Inoltre, il Papa ha annunciato una nuova visita nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 6 ottobre, la domenica precedente, per elevare alla Madonna una supplica di pace attraverso la recita del Santo Rosario. Per questo appuntamento spirituale, ha chiesto la partecipazione di tutti i membri del Sinodo riuniti a Roma, estendendo l'invito a unirsi a lui in quell'occasione anche ai membri del Sinodo. L'Ufficio Liturgico Nazionale ha predisposto testi per l’animazione di questi due momenti di preghiera, resi disponibili sul sito www.chiesacattolica.it.
Una Costante nel Pontificato di Papa Francesco: Appelli per la Pace
Le giornate di digiuno e preghiera per le terre lacerate dalle violenze sono una costante del pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Fin dall'inizio del suo ministero petrino, il Papa ha mostrato una profonda preoccupazione per la pace globale:
- 7 settembre 2013: Meno di sei mesi dopo la sua elezione, il Papa argentino raccolse in Piazza San Pietro migliaia di persone, cattoliche e non, per pregare con fiaccole e candele per la pace nell’amata nazione siriana, nel Medio Oriente e in tutto il mondo. La Siria era allora dinanzi all’eventualità di una guerra feroce, acuita dopo un attacco con gas nervino. Il conflitto, fortunatamente, non deflagrò mai.
- 23 febbraio 2017: Con eguale vigore, Francesco invocò un’azione immediata dei cristiani, declinata nella preghiera e nel digiuno, per il Sud Sudan e la Repubblica Democratica del Congo. Queste due nazioni africane, visitate personalmente dal Pontefice nel gennaio e febbraio 2023, sono tuttora piagate da fame, sfruttamento, emigrazione e violenze. In quell'occasione, il Papa invitò anche cristiani di altre Chiese e seguaci di altre religioni a unirsi all’evento.
- 4 settembre 2020: Una giornata universale fu indetta per il Libano, un Paese che il Papa ha definito "un messaggio… martoriato". L'appello arrivò un mese dopo l'esplosione nel porto di Beirut, che aggravò una già profonda crisi politica, sociale ed economica, con il Paese ancora oggi sotto attacco da raid israeliani.
- 2 marzo 2022: In un Mercoledì delle Ceneri, a neppure una settimana dal primo attacco russo su Kyiv, il Papa chiese alla Chiesa universale di intensificare il digiuno e la preghiera da rivolgere soprattutto alla Vergine Maria, Regina della Pace, per "preservare il mondo dalla follia della guerra". Questo fu il primo di migliaia di appelli per l'Ucraina, un Paese affidato insieme alla Russia al Cuore Immacolato di Maria il 25 marzo dello stesso anno.
- 27 ottobre 2023: A soli venti giorni dall'inizio del nuovo orrore in Terra Santa e nei giorni conclusivi della prima sessione del Sinodo, il Papa indisse un'altra giornata per invocare il dono della pace. In quell'occasione, fu organizzata una veglia in Basilica, denominata “Pacem in Terris”, a cui presero parte membri del Sinodo ed esponenti di altre confessioni cristiane e fedi.
L'Adesione e gli Appelli alla Responsabilità
L'appello del Santo Padre è stato accolto con adesione diffusa. La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha invitato le Chiese in Italia a unirsi alla recita del Rosario di domenica 6 ottobre e a vivere la giornata di preghiera e di digiuno del 7 ottobre. La CEI ha espresso il "peso degli orrori della guerra e delle campagne di odio che lacerano la convivenza umana in tante regioni del mondo", sottolineando come "la ragione ha lasciato spazio all’odio: In Terra Santa, come dall’Ucraina al Myanmar, dal Sudan allo Yemen, parlano le armi".

Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, in una lettera alla sua Diocesi estesa a tutto il mondo, ha proposto ai fedeli di fare del 7 ottobre un tempo di preghiera, digiuno e richiesta di perdono. Il Cardinale ha ribadito l'importanza dell'impegno di ognuno per costruire la pace nel proprio cuore e nei contesti comunitari, sostenendo "chi è nel bisogno, aiutando chi si sta spendendo per alleviare le sofferenze di quanti sono colpiti da questa guerra e promuovere ogni azione di pace, di riconciliazione e di incontro". Ha inoltre richiamato i governanti e quanti hanno la grave responsabilità delle decisioni "ad un impegno per la giustizia e per il rispetto del diritto di ciascuno alla libertà, alla dignità e alla pace", evidenziando la necessità di "fermare questa deriva di violenza, e ad avere il coraggio di individuare altre vie di risoluzione del conflitto in corso, che tengano conto delle esigenze di giustizia, di dignità e di sicurezza per tutti".
Anche Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, ha sottolineato "l’importanza di unire pensieri e azioni di pace, di favorire prospettive di riconciliazione e solidarietà tra le persone e tra i popoli", richiamando a farlo con "la creatività che viene dal Vangelo e camminando sulla via degli ultimi".
Testimonianze di Dolore e Speranza
Il Papa, osservando i "venti di guerra e i fuochi della violenza", ha ribadito la grave sofferenza che colpisce intere popolazioni. "È passato un anno dall’attacco terroristico contro la popolazione in Israele, alla quale rinnovo la mia vicinanza. Da quel giorno il Medio Oriente è precipitato in una sofferenza sempre più grave, con azioni militari distruttive che continuano a colpire la popolazione palestinese. Questa popolazione sta soffrendo tantissimo a Gaza e negli altri territori."
Le armi continuano a parlare in Terra Santa, come dall’Ucraina al Myanmar, dal Sudan allo Yemen. Si riscoprono "i fantasmi di un tempo che speravamo perduto: l’odio per l’ebreo", e la risposta dell’Iran agli attacchi di Israele promette un ulteriore allargamento del conflitto con conseguenze globali. Di fronte a questo scenario, il Papa ha chiesto un "cessate il fuoco immediato su tutti i fronti, compreso il Libano".
In questi "giorni di lutto, di sangue, di vendetta", il Pontefice e la Chiesa universale chiamano tutti a non stancarsi di chiedere che tacciano le armi, di pregare perché l’odio faccia spazio all’amore e la discordia all’unione. È tempo di fermare la follia della guerra: ognuno è chiamato a fare la propria parte, ognuno sia artigiano di pace.
Preghiera per la Pace
In appendice alla sua lettera, il Cardinale Pizzaballa ha proposto una preghiera, che la Chiesa offre a quanti vorranno farla propria:
Signore Dio nostro,
Padre del Signore Gesù Cristo
e Padre dell’umanità intera,
che nella croce del Tuo Figlio
e mediante il dono della sua stessa vita
a caro prezzo hai voluto distruggere
il muro dell’inimicizia e dell’ostilità
che separa i popoli e ci rende nemici:
manda nei nostri cuori
il dono dello Spirito Santo,
affinché ci purifichi da ogni sentimento
di violenza, di odio e di vendetta,
ci illumini per comprendere
la dignità insopprimibile
di ogni persona umana,
e ci infiammi fino a consumarci
per un mondo pacificato e riconciliato
nella verità e nella giustizia,
nell’amore e nella libertà.
Dio onnipotente ed eterno,
nelle Tue mani sono le speranze degli uomini
e i diritti di ogni popolo:
assisti con la Tua sapienza coloro che ci governano,
perché, con il Tuo aiuto,
diventino sensibili alle sofferenze dei poveri
e di quanti subiscono le conseguenze
della violenza e della guerra;
fa’ che promuovano nella nostra regione
e su tutta la terra
il bene comune e una pace duratura.
Vergine Maria, Madre della speranza,
ottieni il dono della pace
per la Santa Terra che ti ha generato
e per il mondo intero.