La chiesetta di San Martino rappresenta uno dei luoghi di culto più antichi e significativi del territorio di Schio, nell'alto vicentino. La sua storia affonda le radici in un passato remoto, legandosi non solo alla fede cristiana, ma anche a testimonianze di epoca romana.
Origini e architettura
È probabile che la chiesa sia stata costruita sulle fondamenta di un tempietto pagano dedicato alle Ninfe, come testimoniato da un'iscrizione risalente al IV secolo, che recita: "Alle sacre ninfe e alle linfe per il ritorno delle acque". Una prima edificazione di un tempio cristiano risale al VII secolo, seguita da una ricostruzione intorno all'anno mille. La prima menzione documentaria della chiesa risale al 1185.
L'edificio presenta una struttura semplice a capanna. La facciata è caratterizzata da un unico portale d'accesso, fiancheggiato da una lapide che ne riassume la storia. L'interno è dominato da un soffitto a capriate lignee; ai lati dell'altare sono ancora visibili tracce dell'abside primitivo. Di particolare pregio sono gli affreschi posti sulla parete di fondo, risalenti alla fine del Trecento o agli inizi del Quattrocento, di autore ignoto ma ben conservati.

Dal priorato alla proprietà privata
Per secoli, la chiesetta ha ospitato un priorato. Tuttavia, in seguito all'occupazione napoleonica, tutti i beni ecclesiastici furono requisiti. Nel 1810, l'edificio fu riscattato da un privato e da allora è proprietà della famiglia Clementi di Schio.
La statua della Madonna e le vicende del Novecento
All'interno della chiesetta è custodita una statua della Madonna del Rosario (oggi nota come Regina dell'Amore), scolpita dal Cremasco nel 1940 per ottemperare a un voto fatto dalle famiglie di San Martino e Poleo per l'inizio della Seconda Guerra Mondiale. La statua fu inizialmente collocata nella chiesa dei frati Cappuccini di Schio.
Nel 1951, Renato Baron, custode della chiesetta, decise di trasferire temporaneamente la statua nella chiesa di San Martino, che ne era sprovvista, per celebrare il mese di maggio. Un evento prodigioso spinse la permanenza dell'effigie: per quattro anni consecutivi, un temporale improvviso impedì il ritorno della statua dai frati, portando il priore a esclamare: “Si vede che la Madonna vuol rimanere qui per starti vicino”.
Il 25 marzo 1985, proprio davanti alla statua, ebbe inizio una storia di conversione legata a presunte apparizioni, che resero la chiesetta un noto luogo di culto mariano, nonostante la posizione sempre prudente della Chiesa ufficiale.
DOCUFILM SANTUARIO SAN MICHELE ARCANGELO DI MONTE FAITO: INIZIO DELL'ANNO GIUBILARE
Itinerari di visita: "Terre e Miniere"
La chiesetta è una tappa fondamentale del percorso escursionistico "Terre e Miniere" (SM2), un anello di 3,8 km adatto a tutti che parte dal Parco Robinson a Poleo. Il sentiero, immerso in un rilassante ambiente silvestre, conduce i visitatori attraverso contrade caratteristiche e paesaggi rigogliosi, offrendo una deviazione suggestiva verso la storica chiesetta del X-XII secolo, vero cuore spirituale della zona.