I paramenti sacri rappresentano tutto ciò che serve a ornare e rivestire persone, cose o oggetti destinati al culto. Si tratta, per lo più, di elementi realizzati in stoffa, spesso pregiata e finemente ricamata. Più specificatamente, con questo termine si indicano le vesti sacre che i ministri indossano sopra il camice o la cotta, come la stola, la pianeta, la casula, la dalmatica o il piviale.

Il significato dei colori liturgici
Il colore dei paramenti sacri è prescritto in base alla solennità, alla festa, alla memoria o al periodo specifico dell'anno liturgico. I colori principali sono il bianco, il rosso, il verde, il violaceo (o rosaceo) e il nero.
- Bianco: utilizzato nelle feste del Signore, della Madonna, dei santi non martiri, nei tempi di Natale e Pasqua, nell'adorazione Eucaristica e nei Battesimi. Indica gioia, maestà, purezza e vita eterna.
- Rosso: proprio della Pentecoste, della domenica delle Palme, del Venerdì Santo, della festa della Croce e delle celebrazioni dei martiri. Simboleggia il martirio, l'amore eroico e l'effusione del sangue per Cristo.
- Verde: usato nelle domeniche e nei giorni feriali del tempo ordinario. Indica la speranza della vita eterna per chi è in cammino nel tempo.
- Violaceo: tipico dell'Avvento e della Quaresima. Esprime l'umiltà, il desiderio di pentimento e la purificazione in attesa della redenzione; viene usato anche nei riti di suffragio.
- Nero: può essere utilizzato nelle messe da requiem, nei riti di esequie e di suffragio. Indica la caducità della vita terrena e la necessità di suffragio per le anime del purgatorio.
L'arte liturgica nella sagrestia papale dopo il Vaticano II
Vesti e paramenti dei ministri
I sacri ministri e i chierici indossano vesti liturgiche specifiche in base alle proprie mansioni. Tra le principali si annoverano:
- Vesti base: amitto, camice, cingolo.
- Vesti distintive: stola, pianeta o casula (tipiche della Messa), piviale (per i sacramenti e la Liturgia delle Ore solenne).
- Vesti dei diaconi: dalmatica o tunicella.
- Vesti episcopali: mitra, guanti e calzari pontificali; per gli arcivescovi metropoliti, il pallio.
Esistono inoltre indumenti specifici come la cotta o il camice, usati da chierici e ministranti, e il rocchetto, riservato ai canonici. La mozzetta, una mantellina abbottonata davanti, è indossata dal Papa, dai cardinali, dai vescovi e da alcuni alti prelati come segno distintivo del proprio ufficio.
Norme per l'utilizzo
L'uso dei paramenti è regolato dalla natura del rito. Ad esempio, la stola è l'elemento essenziale per chi presiede la celebrazione di un sacramento. Durante la celebrazione pubblica della Liturgia delle Ore è sufficiente la cotta o il camice, mentre il piviale viene aggiunto nelle occasioni più solenni. Il talare, l'abito ecclesiastico che giunge fino al tallone, rimane la veste prescritta ai chierici nell'esercizio del loro ministero pastorale ed è il presupposto necessario per poter indossare la cotta.