Chi è Gesuino Némus?
Gesuino Némus, pseudonimo di Matteo Locci, è uno scrittore italiano nato a Jerzu, nella provincia di Nuoro (Ogliastra), nel 1958. Dopo innumerevoli mestieri, esordisce nella narrativa nel 2015.
I primi successi letterari
L'esordio di Némus nella narrativa avviene con il romanzo La teologia del cinghiale, edito da Elliot nel 2015. Quest'opera gli ha valso numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Campiello Opera Prima, il Premio Selezione Bancarella 2016, il Premio John Fante Opera prima 2016, il Premio letterario Osilo e il POP16 Premio Opera Prima. Con il suo secondo romanzo, I bambini sardi non piangono mai, pubblicato l'anno successivo sempre da Elliot, ha vinto la XVII edizione del Premio Fedeli come "Miglior Poliziesco dell’anno".
"Il catechismo della pecora": Un'epica ogliastrina
Nel 2019, Gesuino Némus torna in libreria con Il catechismo della pecora, edito da Elliot. Questo libro viene descritto come il quarto capitolo di una saga corale ambientata a Telévras, un paese abbarbicato tra i Tacchi d'Ogliastra, nella Sardegna più nascosta, che trasmette l'anima vera del popolo sardo e della sua terra.

Trama e personaggi principali
La narrazione prende il via il primo ottobre del 1964, quando Mariàca Tidòngia sale sul davanzale della scuola di Telévras e scappa. Mariàca, figlia di un pastore, sembra avere un futuro già segnato. Nonostante ciò, Marcellino Nonies, maestro unico al suo primo incarico, si impegna affinché la bambina, straordinariamente intelligente, riesca a conseguire almeno la licenza elementare. Un giorno, però, Mariàca, appena quattordicenne, annuncia di essere incinta e si rifiuta di rivelare l'identità del padre del bambino. Poco dopo scompare nel nulla.
Sono passati cinquant'anni, e nel paese nessuno sembra più ricordare questa storia, finché non si torna a parlare di Mariàca. La sua presenza aleggia come un'ombra, insieme a due morti sospette, sulla piccola comunità di Telévras. Sarà Ettore Tigàssu, "brigadiere per l'eternità", a impegnarsi a fondo per scoprire il mistero che circonda da decenni la donna. I ricordi del maestro unico, vergati a mano in "bella e ornata grafia", lo aiuteranno a comprendere - almeno in parte - la verità.
Temi e contesto storico
"Il catechismo della pecora" narra mezzo secolo di storia attraverso i miti culturali e politici degli anni Sessanta e Settanta, includendo temi come il terrorismo, i latitanti e i pentiti. Questi miti ritornano prepotenti in questa avventura narrata da Gesuino Némus, che continua a costruire una vera e propria epica ogliastrina.
il Sapore di un Libro intervista Gesuino Nemus
Stile e accoglienza critica
L'opera di Némus è caratterizzata da una "saga corale intessuta di ironia folgorante e improvvise impennate liriche", come evidenziato da Grazia Brundu su La Nuova Sardegna. Manuela Arca, su L'Unione Sarda, sottolinea come il libro dialoghi intensamente con l'opera d'esordio, La teologia del cinghiale, a cominciare dalla copertina. Se in principio il Salvatore era rappresentato con un volto da cinghiale e un cannonau sotto braccio, ora la fisionomia è quella di una pecora, "emblema di virtù e vizi dell'umanità in genere e, in particolare delle anime di Telévras". Questo cambio di simbologia riflette la capacità dell'autore di creare un racconto che coinvolge senza pause nella lettura.

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