L'analisi della personalità di figure storiche e religiose attraverso la lente della psicologia è un campo affascinante e complesso. Tra gli studi più interessanti in questo ambito spicca l'approccio alla figura di Gesù di Nazareth riletta alla luce della psicologia del profondo, in particolare quella inaugurata da Sigmund Freud. Questo tema è al centro di opere come il libro "Gesù secondo Freud - Per un incontro tra Vangelo e psicologia" di Alberto D’Auria e Fausto Bertolini, edito da Effatà Editrice, che propone un'indagine approfondita sull'impianto psichico di Gesù.
Il testo si prefigge di esplorare le caratteristiche della personalità di Gesù, così come descritta nei Vangeli, per coglierne gli aspetti alla luce dei dinamismi inscritti nella nostra umanità. Attraverso un linguaggio comprensibile e scorrevole, questo approccio intende portare il lettore alla soglia del "mistero" di Gesù, offrendo un piccolo trattato di "cristologia" che aiuta a rendere ragione della speranza intrinseca nella fede.
La Struttura della Personalità secondo Sigmund Freud
Prima di addentrarsi nell'analisi della personalità di Gesù, è fondamentale comprendere la teoria freudiana su cui si basa tale interpretazione. Sigmund Freud (1856-1939) riteneva che la personalità dell’individuo fosse strutturata in tre istanze principali:
- Es: Rappresenta la sede delle pulsioni, dei desideri e degli istinti primari. È completamente inconscio e opera secondo il principio di piacere, cercando la gratificazione immediata.
- Io: È la zona cosciente del sé, la parte dell'uomo che sa di sé stesso. Funziona secondo il principio di realtà, mediando tra le richieste dell'Es, le imposizioni del Super-Io e le esigenze del mondo esterno.
- Super-Io: Ingloba i valori educativi ed etici di riferimento, le norme morali e gli ideali. A seconda del contesto e dell'educazione, può migliorare o deturpare l'Io, generando sentimenti di colpa o di orgoglio.

La Personalità di Gesù alla Luce della Psicologia del Profondo
A partire da tali acquisizioni, D’Auria e Bertolini si propongono di indagare la personalità di Gesù nei Vangeli per evidenziare lo stretto legame tra psicologia e Sacra Scrittura. Ciò al fine di una maggiore conoscenza della verità del messaggio cristiano, che gli autori presuppongono essere l'unico messaggio capace di guidare, illuminare e guarire l’essere umano contemporaneo dalla nevrosi da cui è affetto.
L'essere umano odierno, secondo diverse analisi del contesto socio-culturale, risulta spesso soggiogato e dominato dalle istanze nevrotiche di base: potere, avere e apparire; in tal modo vive una profonda scissione tra ciò che è realmente, ciò che vuole essere e ciò che si illude di essere. In questo contesto, il profilo psicologico di Gesù che emerge dagli episodi evangelici è quello di una personalità equilibrata, matura e pienamente cosciente di sé.
Gesù, uomo-Dio, matura gradualmente la consapevolezza della sua doppia natura, divina e umana, già nella fase evolutiva dell’infanzia e dell’adolescenza - come quando discute coi dottori nel Tempio - fino ad acquisire piena coscienza del suo status all'inizio del suo ministero pubblico. Egli palesa sempre una struttura della personalità incentrata su un Io dotato di una chiara coscienza della propria doppia natura, divina e umana, e mostra consapevolezza della presenza, nelle profondità dell’animo umano, della forza propulsiva caratterizzata dall’Es, che sprigiona pulsioni istintuali.

Episodi Emblematici dei Vangeli: Esempi di Analisi Psicologica
Gli episodi evangelici proposti nel testo offrono diversi spunti di riflessione in tal senso. Soffermandosi su alcuni momenti emblematici della Sua vita, si può cogliere nitidamente come Gesù fosse perfettamente padrone di se stesso e dotato di una capacità relazionale straordinaria. In mezzo a persone "squinternate, malate, con il cuore inquinato e ferito", egli mostra un’autorevolezza sconcertante e non lesina mai la parola del perdono. È in grado di instaurare rapporti veri, di pacificare la persona che incontra e di farla ripartire daccapo, fiduciosa e colma di speranza, qualunque sia la sua situazione.
Gesù e la Donna Adultera
Emblematico è l’episodio di Gesù che perdona e riabilita la donna adultera, riportato dal Vangelo secondo Giovanni (cfr. 8, vv. 1-11). In tale circostanza, le parole e le azioni di Gesù suscitano un attento esame introspettivo nei lettori circa l’"eresia originaria" di cui tutti gli esseri umani risultano affetti: un Super-Io ipertrofico e moralista.
Molte volte, inconsciamente, si tende ad accusare gli altri di aver assunto un comportamento inadeguato e perciò stesso reo di punizione, semplicemente perché attraverso ciò si ha la sensazione di liberarsi dalle proprie scorie e pulsioni istintuali che si tengono ben represse nel profondo del proprio Io. Mettere in evidenza gli errori degli altri illude di gettare un’ombra e di nascondere "meglio" i nostri errori. Punire con la violenza chi si rende responsabile di un atto moralmente inaccettabile offre l’illusione di elevarsi al di sopra degli altri e sentirsi per un momento pacificati con sé stessi.
Gli scribi e i farisei del tempo di Gesù sorprendono una donna in adulterio e, giustificati dalla legge mosaica (perché interpretata arbitrariamente), vogliono lapidarla pubblicamente. Gesù, che conosceva tutto quanto alberga nel profondo dell’animo dell’essere umano, si china e scrive col dito per terra. Quando insistono nell'interrogarlo, alza il capo e dice: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». Poi si china di nuovo e continua a scrivere per terra.
Gesù costringe gli accusatori a valutare i propri "scheletri riposti in fondo all’armadio del cuore" prima che si rendano responsabili del sangue altrui. L’adulterio è certamente un atto ignobile, ma punire un atto moralmente inaccettabile con l’omicidio non è la soluzione migliore né quella proposta dal Dio della Bibbia. Gli scribi e i farisei non volevano punire la donna per il peccato, ma ribadire al popolo che erano loro i detentori privilegiati della Legge, autorizzati a disporre della vita e della morte degli altri. Si tratta di un abuso di potere collettivo, dove le loro azioni e parole sono guidate esclusivamente da un Es cieco, confusionale e nevrotico.
In termini psicologici, i personaggi coinvolti sono le autorità religiose, la donna, il popolo e Gesù. L'imputata è la donna, gli accusatori sono scribi e farisei, gli aguzzini il popolo e l'avvocato Gesù, interpellato per essere tratto in fallo. Emerge tutta l’attenzione e la premura che Gesù ha nei confronti della figura della donna, aspetto che raggiungerà il suo apice quando affiderà a una donna l’annuncio della sua Resurrezione.
L’Io di Gesù, costruito su una coscienza armonica e "buona", costringe il Super-Io sociale a rivedere la propria posizione di fronte alla realtà umana, di cui fa parte anche un Es nascosto, ma attivo, portatore di istinti e di pulsioni inalienabili. Le riflessioni sulla psicologia di Gesù, con i rimandi alla teoria freudiana della psicoanalisi, mostrano come Cristo riesca ad avere con la gente rapporti profondi, anche in situazioni estreme. Questo parallelismo con la professione dello psicologo - sebbene Gesù non fosse psicologo e la fede non sia psicoterapia - evidenzia un "modello terapeutico" in cui Cristo riesce ad avere rapporti "alla giusta distanza", non oggettificando chi ha davanti e usando la relazione come veicolo di cambiamento.
Altri Incontri Significativi
Il libro di D'Auria e Bertolini esplora numerosi altri episodi per analizzare la personalità di Gesù, tra cui:
- Gesù e la Maddalena: In questo capitolo, si fa notare come Lui, pur avendo tutte le caratteristiche psicofisiologiche di un uomo capace di desiderare, non tratta Maria Maddalena come un oggetto. La guarda con uno sguardo pulito che le restituisce una visione diversa di sé stessa.
- Gesù e il ragazzino
- Gesù e la Samaritana
- Gesù e il Padre (inclusa una riflessione sul complesso di Edipo)
- Gesù e il diavolo (L’«altro», Perché il male?)
- Gesù e Nicodemo
- Gesù e Lazzaro (La morte, «Vieni fuori!»)
- Gesù e i mercanti (Un episodio che interroga, Il Tempio)
- Gesù e Maria (Il figlio e la madre)
- Gesù e i pescatori (Nella tempesta, Chi è quest’uomo?)
- Gesù, jhwh, l’Io Sono (Prima di Abramo)
- La lavanda dei piedi
- Mangiatemi e bevetemi (Il suo corpo, il suo sangue)
- Gesù, il cieco e i rabbi (La luce del mondo)
- La personalità di Gesù
- Gesù e il ladrone
- Le provocazioni di Gesù (L’assurdità del fico)
- Gesù e le dissonanze umane (Dissonanze armoniche, Settanta volte sette)
- Gesù e Zaccheo (Bisogno d’amore)
- Gesù, l’emorroissa, la figlia di Giairo, il ragazzino (Lo scetticismo, Il taumaturgo, Il miracolo a Cana)
- Gesù e Disma (Il Regno di Dio)
- Gesù e la Resurrezione («È risorto dai morti» Mt 28,7)
Psicologia, fede e spiritualità: quale legame?
L'Importanza dell'Approccio e l'Attualità del Vangelo
Dalla disamina di queste pagine si può apprendere una maggiore conoscenza della personalità di Gesù e si consegue una maggiore consapevolezza del modo in cui egli ha gestito e vissuto le sue emozioni e la sua affettività. Tali acquisizioni si pongono quale strumento privilegiato per coloro che operano nel campo educativo, dal momento che - particolarmente nell’attuale contesto socio-culturale - urge ripensare l’azione educativa e didattica affinché possa raggiungere il cuore dei giovani, i quali hanno tanto bisogno di approfondire la conoscenza della loro personalità.
Le considerazioni del libro consentono di affermare in tutta onestà che il Vangelo, mai come in questo tempo particolarmente travagliato e complesso, deve essere riscoperto e valorizzato per poter attingere da esso percorsi adeguati di educazione psichica, emotiva e affettiva. Come osserva C.S. Lewis, «Sto cercando di impedire che qualcuno dica del Cristo quella sciocchezza che spesso si sente ripetere: ‘Sono pronto ad accettare Gesù come un grande maestro di morale, ma non accetto la sua pretesa di essere Dio’... Gesù o è un bugiardo, o è affetto da gravi patologie psichiatriche… o è Dio». Il libro affronta la questione della psicologia del Cristo in maniera non banale, mettendo in luce la straordinaria capacità di Gesù di instaurare rapporti veri e profondi.
Informazioni sul Libro "Gesù secondo Freud"
Il titolo completo del lavoro è: "Gesù secondo Freud - Per un incontro tra Vangelo e psicologia" di Alberto D’Auria e Fausto Bertolini, edito da Effatà Editrice. È un piccolo trattato di "cristologia" alla luce della psicologia del profondo, che ci aiuta a rendere ragione della speranza che è in noi. Il libro è di stampo psicoanalitico-psicodinamico e cerca di spiegare in maniera divulgativa un argomento difficile se non impossibile da trattare anche per gli accademici: l’impianto psichico di Gesù.
- Autori: Alberto D’Auria e Fausto Bertolini.
- Editore: Effatà Editrice, che pubblica libri di qualità dal 1995 e si occupa anche di editoria digitale con eBook D.O.C.
- Anno di pubblicazione: 2014.
- Pagine: 112.
- Formato eBook: ePub, protetti da Adobe DRM e sincronizzati automaticamente su tutti i client di lettura Kobo.
Gli Autori
Alberto D’Auria è consulente educativo e operatore di Training Autogeno. Laureato in Psicologia Clinica e dell’Educazione e in Scienze Politiche, è psicoterapeuta a indirizzo psicodinamico e tiene seminari di formazione. È autore di numerosi articoli e trasmissioni radiofoniche e promotore del progetto Mistero Grande.
Fausto Bertolini è nato nel 1944. Laureato in Filosofia, ha conseguito un Master in Psicologia del profondo. Ha frequentato corsi di regia e ha diretto diversi servizi e documentari per la RAI.