Il Dono dello Spirito e la Nascita della Chiesa: Gesù agli Apostoli e la Nuova Legge Divina

Il libro degli Atti degli Apostoli, opera di Luca, inizia ripercorrendo gli eventi successivi alla resurrezione di Gesù, focalizzandosi sugli insegnamenti impartiti agli apostoli e sull'effusione dello Spirito Santo, che segna l'inizio della missione della Chiesa. In questo contesto, Gesù parla agli apostoli della legge divina, che si manifesta attraverso l'amore e l'azione dello Spirito.

Gesù Istruisce gli Apostoli dopo la Resurrezione

Nel suo primo libro, Luca ha già trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo. Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. I discepoli avevano condiviso con lui quaranta giorni dopo la sua risurrezione, un tempo di grazia durante il quale il Risorto li educava alla logica della Pasqua, quella logica secondo cui vince chi ama di più, insegnando loro ad «amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutta la forza. E il prossimo loro stessi».

Gesù che istruisce gli apostoli dopo la resurrezione

Le Ultime Disposizioni e la Promessa dello Spirito Santo

Mentre si trovava a tavola con essi, Gesù ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre: «quella, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni».

Così, venutisi a trovare insieme, gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». In questo brano, Gesù presenta la sua identità e la sua realtà: «Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Egli reagisce dando prove che è un essere umano, il Gesù che hanno visto in croce con le mani e i piedi forati dai chiodi, un essere reale, non un fantasma, il Figlio di Maria, il Maestro che avevano seguito.

Gesù Bibbia Video - Il grande incarico e l'Ascensione al cielo

L'Ascensione di Gesù e il Ritorno degli Apostoli a Gerusalemme

Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. Con la sua Ascensione al cielo si chiude definitivamente l’esperienza terrena di Gesù. Non bisogna più stare a guardare il cielo, i discepoli devono imparare a lasciarlo andare e avere il coraggio della sua assenza. Gesù aveva detto: «Vado a prepararvi un posto; del luogo dove io vado, conoscete la via; è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi». Solo dopo l’Ascensione il dono dello Spirito potrà renderli protagonisti della nuova fase della Chiesa nascente.

E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo». Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi.

La Comunità dei Discepoli in Attesa dello Spirito

In questa stanza, vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù, e con i fratelli di lui. Per Luca, la comunità dei discepoli è, fin dall'inizio, un segno di questa nuova stagione della Chiesa e dell’umanità, essendo un gruppo insieme variegato e unito. Spicca la presenza di Maria, che con tenera ispirazione è in preghiera e in dialogo con coloro che avevano tradito e abbandonato suo figlio.

Maria aveva già ricevuto lo Spirito al momento dell’Annunciazione, e lo stesso Spirito torna ora su di lei, mostrando un progresso nella sua vita spirituale che la porta dall’“io” al “noi”. Questa volta, l’azione dello Spirito non riguarda solo lei, madre e discepola, ma si estende a tutti i discepoli presenti e futuri. Lo strano gruppo misto e compatto si ritrova nella stanza “al piano superiore”, forse il Cenacolo, dove l’Eucaristia, il dono che Cristo ha fatto di sé in un contesto familiare, consente a tutti di essere concordi nella preghiera. La nuova comunità riparte da una casa, non dal tempio.

La Sostituzione di Giuda e la Preparazione alla Pentecoste

L'Elezione di Mattia

In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli (il numero delle persone radunate era circa centoventi) e disse: «Fratelli, era necessario che si adempisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Gesù. Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero». Pietro spiegò che Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi, precipitando in avanti, si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere. La cosa è divenuta così nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel terreno è stato chiamato nella loro lingua Akeldamà, cioè Campo di sangue. Infatti, sta scritto nel libro dei Salmi: «La sua dimora diventi deserta, e nessuno vi abiti, il suo incarico lo prenda un altro».

«Bisogna dunque che tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione». Ne furono proposti due, Giuseppe detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. Allora essi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostraci quale di questi due hai designato a prendere il posto in questo ministero e apostolato che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto da lui scelto». Gettarono quindi le sorti su di loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

Mattia viene eletto apostolo

La Pentecoste: L'Effusione dello Spirito Santo e la Nuova Legge

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.

Il Miracolo delle Lingue e la Reazione della Folla

Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l’un l’altro: «Che cosa significa questo?». Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto».

Tra gli effetti dell'irrompere dello Spirito sui discepoli, c'è il miracolo di intendersi, di percepire che si sta parlando la stessa lingua, un miracolo che per Luca riguarda tutti, credenti e non-credenti, gente di ogni provenienza, indistintamente, anche al di fuori della cerchia dei discepoli. Le reazioni della folla erano diverse: chi era confuso, chi era estasiato, chi era stupito, chi era solo perplesso e chi canzonava i discepoli. I sentimenti della folla, come sempre, erano misti: di apprezzamento, di timore e di derisione, a indicare che sin dall’inizio la storia della Chiesa non ha mietuto solo successi.

Pietro Spiega l'Evento della Pentecoste

Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino. Accade invece quello che predisse il profeta Gioele: "Negli ultimi giorni, dice il Signore, Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno. Farò prodigi in alto nel cielo e segni in basso sulla terra, sangue, fuoco e nuvole di fumo. Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, prima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e splendido. Allora chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato".»

Pietro che predica dopo la Pentecoste

Gesù Cristo, Signore e Salvatore

Pietro continuò: «Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -, dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere».

Pietro citò Davide riguardo a Gesù: «Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; poiché egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua; ed anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai l'anima mia negli inferi, né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza». E spiegò: «Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne vide corruzione. Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice: Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi. Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!».

All'udire tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone. Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere.

Gesù Bibbia Video - Il grande incarico e l'Ascensione al cielo

La Vita della Comunità Nascente e i Primi Miracoli

Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

La Guarigione dello Storpio alla Porta Bella

Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta «Bella» a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. Ma Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!». E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto. Mentr'egli si teneva accanto a Pietro e Giovanni, tutto il popolo fuor di sé per lo stupore accorse verso di loro al portico detto di Salomone.

Pietro Insegna al Popolo dopo il Miracolo

Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo e continuate a fissarci come se per nostro potere e nostra pietà avessimo fatto camminare quest'uomo? Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, avete chiesto che vi fosse graziato un assassino e avete ucciso l'autore della vita. Ma Dio l'ha risuscitato dai morti e di questo noi siamo testimoni. Proprio per la fede riposta in lui il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo che voi vedete e conoscete; la fede in lui ha dato a quest'uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi».

«Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, così come i vostri capi; Dio però ha adempiuto così ciò che aveva annunziato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo sarebbe morto. Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Egli dev'esser accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall'antichità, per bocca dei suoi santi profeti. Mosè infatti disse: Il Signore vostro Dio vi farà sorgere un profeta come me in mezzo ai vostri fratelli; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. E chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo. Tutti i profeti, a cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunziarono questi giorni. Voi siete i figli dei profeti e dell'alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: Nella tua discendenza saranno benedette tutte le famiglie della terra. Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l'ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione e perché ciascuno si converta dalle sue iniquità».

La Persecuzione degli Apostoli e la Diffusione del Messaggio

Stavano ancora parlando al popolo, quando sopraggiunsero i sacerdoti, il capitano del tempio e i sadducei, irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dai morti. Li arrestarono e li portarono in prigione fino al giorno dopo, dato che era ormai sera. Molti però di quelli che avevano ascoltato il discorso credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila.

Il Processo di Pietro e Giovanni davanti al Sinedrio

Il giorno dopo si radunarono in Gerusalemme i capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. Fattili comparire davanti a loro, li interrogavano: «Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?». Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, la cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo. In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati».

Pietro e Giovanni davanti al Sinedrio

L'Intimazione del Sinedrio e la Risposta degli Apostoli

Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e considerando che erano senza istruzione e popolani, rimanevano stupefatti riconoscendoli per coloro che erano stati con Gesù; quando poi videro in piedi vicino a loro l'uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa rispondere. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che dobbiamo fare a questi uomini? Un miracolo evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché la cosa non si divulghi di più tra il popolo, diffidiamoli dal parlare più ad alcuno in nome di lui».

E, richiamatili, ordinarono loro di non parlare assolutamente né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando motivi per punirli, li rilasciarono a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l'accaduto. L'uomo infatti sul quale era avvenuto il miracolo della guarigione aveva più di quarant'anni. Appena rimessi in libertà, andarono dai loro fratelli e riferirono quanto accaduto.

La Legge dello Spirito nel Cuore dell'Uomo

Dieci giorni dopo, cinquanta dopo la Pasqua, si celebrava Shavuot, la “festa delle Settimane” o “della mietitura” o “delle primizie”, un'occasione per ringraziare il Signore per il dono dell’alleanza e della Legge. Quando lo Spirito irrompe nello scenario domestico, lo fa con immagini e suoni a stento descrivibili: come lingue di fuoco e vento prorompente. Se c’è qui un richiamo a Shavuot, allora Luca ci sta rimandando al monte Sinai, dove si erano scatenati eventi atmosferici straordinari, mentre Dio donava la legge al popolo tramite Mosè. Adesso la comunità cristiana sta ricevendo un’altra legge, la legge dello Spirito che i profeti avevano preannunciato, quella iscritta nel cuore dell’uomo.

Questo passaggio dalla legge mosaica alla legge dello Spirito è cruciale. La legge dello Spirito non è un insieme di precetti esterni, ma una trasformazione interiore che permette ai credenti di vivere secondo la volontà di Dio, guidati dall'amore. Gesù ha istruito i suoi discepoli sui fondamenti della vita cristiana: il perdono, la pace, la fame e la sete di giustizia, la mitezza, la purezza di cuore, il dono di sé. Questi principi rappresentano l'essenza della nuova legge divina, che si realizza pienamente attraverso l'azione dello Spirito Santo.

Il libro degli Atti continua a narrare gli eventi della Chiesa primitiva, con Pietro e poi Paolo protagonisti della grande evangelizzazione. Il sogno è far conoscere a tutti l’esperienza della misericordia di Dio, di cui sono stati i primi destinatari. La storia della Chiesa nascente è una testimonianza di come, nonostante problemi e persecuzioni, una comunità di peccatori perdonati, guidati dallo Spirito, possa diffondere il messaggio di salvezza a tutti i popoli.

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