Il Profondo Legame tra Gesù e Padre Pio: Visioni, Sofferenze e Amore Incondizionato

La vita di Padre Pio da Pietrelcina è stata intrinsecamente legata a un rapporto profondo e mistico con Gesù Cristo. Le sue esperienze spirituali, le sue sofferenze e la sua devozione riflettono un'unione ineffabile con il Divin Redentore, manifestata attraverso visioni, ispirazioni e una partecipazione diretta ai dolori della Passione.

Le Apparizioni di Gesù e la Compassione di Padre Pio

La Visione di Pietrelcina del 1913

Il 28 marzo 1913, un venerdì mattina, Padre Pio si trovava a Pietrelcina, in un periodo particolare della sua vita. Quel giorno, nella “torretta di vico storto valle”, gli accadde qualcosa di straordinario. Mentre era a letto, gli apparve Gesù, tutto malconcio e sfigurato. Nella lettera a Padre Agostino, Padre Pio racconta che la vista di Gesù in angustie gli procurava molta pena, perciò volle domandargli perché soffrisse tanto.

Non ebbe risposta, ma lo sguardo del Signore si posò su alcuni sacerdoti. Poco dopo, "quasi inorridito e come se fosse stanco di guardare, ritirò lo sguardo ed allorché lo rialzò verso di me, con grande mio orrore, osservai due lagrime che gli solcavano le gote." Poi Gesù si rivolse al giovane frate cappuccino, dicendo: "figlio mio, non credere che la mia agonia sia stata di tre ore, no; io sarò per cagione delle anime da me più beneficate, in agonia sino alla fine del mondo. Durante il tempo della mia agonia, figlio mio, non bisogna dormire. L’anima mia va in cerca di qualche goccia di pietà umana, ma ohimè mi lasciano solo sotto il peso della indifferenza. L’ingratitudine ed il sonno dei miei ministri mi rendono più gravosa l’agonia. Ohimè come corrispondono male al mio amore! Ciò che più mi affligge è che costoro al loro indifferentismo, aggiungono il loro disprezzo, l’incredulità."

Padre Pio concluse il suo racconto con un'amara riflessione: "Gesù purtroppo ha ragione di lamentarsi della nostra ingratitudine! Quanti disgraziati nostri fratelli corrispondono all’amore di Gesù col buttarsi a braccia aperte nell’infame setta della massoneria!"

Padre Pio in preghiera

La Passione di Cristo attraverso gli Occhi di Padre Pio

Il Divin Redentore, giunto al termine della sua vita terrena, dopo averci lasciato tutto Sé stesso nel Sacramento d’Amore, si avviò con i Suoi all’Orto degli Ulivi. Lungo il tragitto dal Cenacolo all’Orto, Gesù ammaestrò i Suoi discepoli, preparandoli alla prossima separazione e all’imminente Sua Passione, dicendo: «Io sarò con voi». Il Suo Volto, intriso di mestizia e amore, le Sue parole, cariche di affetto, incoraggiavano e confortavano, spiegando i più profondi misteri della Sua Passione. Egli trema come preso da febbre altissima, lo spavento si impossessa di Lui ed il Suo Spirito languisce in mortale tristezza. Egli, l’Agnello innocente, solo, abbandonato in mano dei lupi, senza alcuna difesa. Egli, il Figlio di Dio, si votò spontaneamente al sacrificio per la gloria del Padre e per la Redenzione del genere umano.

Gesù ha esposto la Sua umanità come bersaglio per ricevere su di Sé tutti i colpi della divina giustizia lesa dal peccato. Egli sente al vivo nel nudo spirito tutto ciò che deve soffrire, ogni singola colpa che deve espiare con singola pena e si abbatte perché ha lasciato la Sua umanità in preda a debolezza, a terrori, a spaventi. È prostrato col volto sulla terra dinanzi alla Maestà del Padre Suo. Quella divina Faccia, che tiene estasiati in eterna ammirazione gli Angeli ed i Santi del cielo, sulla terra è tutta sfigurata.

Padre Pio rifletteva: "Mio Dio! Mio Gesù! Non sei Tu il Dio del cielo e della terra, eguale in tutto al Padre Tuo, che Ti umili sino al punto di perder quasi le sembianze dell’uomo? Ah… sì, lo comprendo, è per insegnare a me superbo che, per trattare col Cielo, devo inabissarmi nel centro della terra. È per riparare ed espiare la mia alterigia, che Tu Ti profondi così, dinanzi al Padre Tuo; è per piegare il Suo pietoso sguardo sulla umanità, ritrattolo per la sua ribellione a Lui. E per la Tua umiliazione Egli perdona alla creatura superba. È per pacificare la terra col Cielo, che Tu ti abbassi su di essa, come per darle il bacio di pace."

Gesù nell'Orto degli Ulivi

Le Sofferenze e le Gioie Mistiche di Padre Pio

Dolci Colloqui con il Paradiso

Frate Pio, trovandosi nella sua Pietrelcina, raccontò al suo confessore Padre Agostino da San Marco in Lamis che: "finita la messa, mi trattenni con Gesù per il rendimento di grazie. Oh quanto fu soave il colloquio tenuto col Paradiso in questa mattina! Il cuore di Gesù ed il mio, permettetemi l’espressione, si fusero. Il mio cuore era scomparso, come una goccia d’acqua che si smarrisce in un mare. Gesù ne era il Paradiso, il Re. La gioia in me era sì intensa e sì profonda, che non potei contenere; le lacrime più deliziose mi inondarono il volto."

A Padre Benedetto da San Marco in Lamis, scriveva: "Gesù non lascia di tratto in tratto di raddolcire le mie sofferenze in altro modo, cioè col parlarmi al Cuore. Oh sì, padre mio, quanto è buono Gesù con me! Oh che preziosi momenti sono questi, e una felicità che non so a che paragonarla; è una felicità che quasi solo nelle affezioni il Signore mi dà a gustare. In questi momenti, più che mai, nel mondo tutto mi annoia e mi pesa, niente desidero, fuorchè amare e soffrire."

La Fiammata d'Amore e la Transverberazione

Il 23 agosto 1912, un venerdì, il giovane sacerdote cappuccino era in chiesa per il ringraziamento alla Santa Messa. Comunicando il fenomeno a Padre Agostino, scrisse: "mi mancano le parole adatte per farvi comprendere l’intensità di questa fiamma: sono affatto impotente a potermi esprimere. Ci credete? L’anima, vittima di questa consolazione diventa muta. Mi sembrava che una forza invisibile m’immergesse tutto quanto il fuoco… Dio mio che fuoco! Quale dolcezza."

Padre Pio, "ammalato di cuore", mancava soltanto il "suggello d’Amore": la piaga fisica al cuore. Ed anche questa venne, nel mese di dicembre del 1918. Il giorno 20 confidò al Padre Benedetto: "da più giorni avverto in me una cosa simile ad una lamina di ferro che dalla parte bassa del cuore si estende fino a sotto la spalla destra in linea trasversale. Mi causa dolore acerbissimo e non mi lascia prendere un pò di riposo." Era il fenomeno della transverberazione fisica del suo cuore.

Illustrazione del cuore di Padre Pio con la transverberazione

L'Ineffabile Predilezione di Padre Pio per il Natale

La Festa più Bella

Per il santo di Pietrelcina, il Natale era la festa più bella di tutto l'anno liturgico. Attraverso i suoi scritti e le testimonianze di chi ha vissuto insieme a lui, scopriamo il perché di questa ineffabile predilezione, che lo portava a vivere la Notte Santa tutto preso in un'estasi d'amore. «Tutte le feste della Chiesa sono belle, la Pasqua, sì, è la glorificazione… ma il Natale ha una tenerezza, una dolcezza infantile che mi prende tutto il cuore».

Padre Pio precisava: «Pasqua è certo la festa più importante dell’anno.» Ma le parole di San Pio da Pietrelcina ci introducono potentemente dentro al mistero che stiamo per celebrare nella sacra liturgia: il Natale di Gesù. Se si considera sino a dove arrivò l’intima unione del Santo di Pietrelcina con il Crocifisso, e con quale ardore egli si accingesse a salire sull’altare per rivivere nella sua carne i patimenti del Cristo morto e risorto, si comprende la sua devozione.

La Trasformazione Natalizia

Le parole di Padre Ignazio da Ielsi, guardiano del convento di San Giovanni Rotondo (1922-1925), nel suo diario del 24 dicembre 1923, sembrano iniziare a rispondere: «È inutile dire con quanta passione Padre Pio celebra il Natale. Sempre vi pensa e conta i giorni che lo separano da un Natale all’altro, sin dal giorno dopo. Gesù Bambino per lui è un’attrazione specialissima.»

Il confratello rivela che, a dispetto dell’umiltà di Padre Pio, che lo rendeva del tutto incapace di chiedere qualcosa per sé, «la Messa della notte di Natale amava celebrarla lui», benché spettasse di diritto al superiore del convento. Padre Pio, nell’imminenza del Santo Natale, si trasformava completamente. Chi lo conosceva bene e sapeva dei terribili dolori fisici e dei violenti assalti diabolici che subiva in continuazione, subito si accorgeva del misterioso cambiamento in lui.

Ma è il Santo stesso a spiegarne il perché, in una lettera del 17 dicembre 1914, indirizzata alla figlia spirituale, la nobildonna Raffaelina Cerase: «Al cominciarsi della sacra novena in onore del santo Bambino Gesù - scrive padre Pio - il mio spirito si è sentito come rinascere a novella vita: il cuore si sente come abbastanza piccino per contenere i beni celesti; l’anima si sente tutta disfarsi alla presenza di questo nostro Dio per noi fatto carne.» E dove lo si vedeva incarnarsi, questo Dio Amore, se non nell’istante stesso in cui il padre celebrava la Santa Messa?

La Messa di Mezzanotte: Un'Esperienza Straordinaria

Gli occhi di Padre Pio rifulgevano di lacrime e le sue guance si facevano paonazze quando, a conclusione della liturgia eucaristica, egli proclamava a gran voce il Prologo di Giovanni: «E il Verbo si è fatto carne / e venne ad abitare in mezzo a noi». Su tale fondamento teologico, che concludeva l’Eucaristia nella messa tridentina, si fondava tutta la predilezione del Santo cappuccino per la festa dell’Incarnazione.

La Santa Messa di mezzanotte di Padre Pio, nel giorno di Natale, era qualcosa di veramente straordinario. Né le intemperie, né il freddo pungente e nemmeno il protrarsi della celebrazione sino alle cinque del mattino, potevano dissuadere coloro che cercavano il Paradiso negli occhi del Santo durante la notte più speciale di tutte. «Al termine - racconta ancora un confratello - padre Pio indossava il pivale bianco intessuto d’oro, incensava la statua di Gesù Bambino e, preceduto dai chierichetti e da alcuni confratelli che reggevano tra le mani le candeline accese, la portava in processione, dal coro all’altare e dall’altare al Presepe, stringendo a sé la piccola culla… Poi, porgeva l’amata statuetta al bacio dei fedeli. Il suo volto era raggiante, luminoso. Le sue labbra disegnavano sorrisi di gaudio mentre tutti poggiavano le labbra sulle ginocchia o sui piedini di Gesù Bambino. Quindi “a cuore aperto e a voce spiegata”, si univa al coro dei confratelli e dei fedeli per cantare Tu scendi dalle stelle, la dolce canzoncina composta da Sant’Alfonso M.»

Santa Messa. Notte di Natale nel Santuario di Padre Pio. 24 dicembre 2024

Testimonianze di Miracoli Natalizi

La Visione di Lucia Iadanza (1922)

È particolarmente bello poi ascoltare le testimonianze di chi, al fianco dell'umile frate, ha imparato a vivere il mistero natalizio. Come Lucia Iadanza, una delle sue figlie spirituali, che si era recata appositamente da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo per trascorrere il Santo Natale con il suo illustre compaesano. In una pagina del suo diario, datata 24 dicembre 1922, Lucia scrive: «I frati avevano portato un grande braciere in sacrestia e molte persone stavano intorno per scaldarsi. Recitavamo il Rosario in attesa della Messa. Padre Pio pregava in mezzo a noi. Ad un tratto, in un alone di luce, tra le sue braccia vidi apparire Gesù Bambino. Il volto del Padre era trasfigurato, i suoi occhi rivolti a quella figura di luce che aveva tra le braccia, le braccia aperte in un sorriso stupito. Quando la visione svanì, il Padre, da come lo guardavo, si rese conto che avevo visto tutto."

L'Apparizione a Padre Raffaele (1924)

Un altro racconto sorprendente è quello di Padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi, che visse trentacinque anni a San Giovanni Rotondo, occupando la cella di fronte a quella che, per un certo tempo, fu di Padre Pio, la numero 5. Così narra il confratello: «Mi ero alzato per scendere in chiesa per la Messa di mezzanotte del Natale del 1924. Il corridoio era immerso nell’oscurità, rotta dalla piccola fiamma di un lumicino a petrolio. In quella penombra vidi che anche Padre Pio stava scendendo in chiesa. Era uscito dalla sua cella e procedeva a passi lenti. Mi resi conto che era avvolto in un alone di luce. Guardai meglio e vidi che aveva tra le braccia Gesù Bambino. Rimasi allibito sulla porta della mia cella. Mi inginocchiai.» Così, le umili mani del frate crocifisso, tutte mortalmente piagate, sorreggevano il Signore della Vita, disceso in quel piccolo Bambinello, e Lo portavano in processione a tutti, per essere baciato e onorato.

Padre Pio tiene in braccio Gesù Bambino, rappresentazione artistica

Il Natale del 1963

«Ricorderò per sempre il Natale del 1963, vissuto accanto a Padre Pio, mio amato e venerato padre spirituale. L’espressione di attesa, che era in tutta la sua persona, mi è impressa nella memoria. Come pure indelebile è nella mia mente il suo profondo raccoglimento e la sua estatica preghiera. Ma soprattutto è ancora vivo davanti ai miei occhi il colore delle sue guance arrossate, quando il canto del Te Deum diede l’annunzio della nascita del Salvatore. (…) Dopo l’ultima lettura, la statuina di Gesù Bambino fu posta sul leggio e incensata. Iniziò poi, al canto del Te Deum, la lunga e misteriosa processione. I frati osannanti con i ceri in mano, le volute ed il profumo dell’incenso, i sacri paramenti scintillanti d’oro, nella penombra claustrale… Quella processione mi sembrava il corteo di tutta l’umanità, che da sempre va incontro al Cristo che viene. E mentre passavamo, notai che gli occhi di tutti erano rivolti a Lui: al Pargolo divino tra le braccia del padre stigmatizzato. (…) Ma il sigillo su quell’indimenticabile Natale, doveva essere apposto a sera. Recatomi nella camera del padre amato, per fargli, per l’ultima volta, gli auguri natalizi, mi sentii misteriosamente attratto verso di lui. Egli, con le guance arrossate come al canto del Te Deum durante la notte, e con gli occhi sfavillanti di gioia e di luce, mi recitò in latino il versetto del Vangelo di San Giovanni: “Sic Deus dilexit mundum ut filium suum unigenitum”: “Così Dio ha amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”.»

L'Influenza della Santa Messa di Padre Pio e la Sua Intercessione

Un Incontro con la Grazia

Un testimone racconta di aver incontrato Padre Pio per la prima volta nel 1966, a 22 anni, in un momento difficile della sua vita. L'atmosfera a San Giovanni Rotondo era "un paese toccato dalla grazia, dove si avvertiva la presenza di Dio, in modo speciale, viva e reale. Erano notti speciali, dove tutto era trascendente, quasi irreale, solenne, austero e nello stesso tempo si respirava tanta serenità e speranza."

La Santa Messa celebrata da Padre Pio era un'esperienza indescrivibile: "Nel profondo silenzio, un povero frate celebrava il sacrificio di Gesù sulla croce. Una figura ieratica, ma allo stesso tempo semplice, un volto che sembrava essere quello di un bambino dal colorito roseo, terso, puro, dove l’innocenza traspariva palese. Era una persona fatta preghiera, che parlava con Dio, conversava con Lui in un mistero di amore e di grazia. Si restava ammutoliti, mentre le parole in latino della Santa Messa, erano scandite, chiare, serene, intrise di un amore immenso. Quante lacrime rigavano il suo viso! Erano lacrime di amore puro, di partecipazione sentita, di donazione piena incondizionata. La Santa Messa durava due ore. Uscivamo dalla chiesa diversi, felici, pronti a tutto, ad affrontare la vita con le sue gioie e i suoi dolori, perché avevamo trovato Dio, avevamo visto Dio. Attraverso gli occhi profondi, immensi, puri di un povero frate, vittima di amore, che parlava con Lui."

Padre Pio celebra la Messa

Miracoli di Guarigione per Intercessione

La Lotta contro il Cancro al Seno

Dopo la morte di Padre Pio, il testimone sprofondò nel dolore, sentendosi solo e nel vuoto. Con la forza della fede e l'aiuto del Signore, uscì da questo tunnel, aiutato da Angela Stramaglia, figlia spirituale di Padre Pio. Nel 1985, si avvicinò a Fra’ Modestino, il portinaio del convento. Nel 1987, una pesante prova arrivò: due noduli maligni ai due seni, scoperti all’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Una visita non prenotata fu concessa da Suor Myriam Brusa, con cui il testimone aveva una profonda amicizia spirituale.

Uscita dall’Ospedale, sola e impaurita, si recò da Angela per conforto. Angela le suggerì di andare da Fra’ Modestino. Con animo trepidante, raccontò l'accaduto. Egli le disse: «Vedrai che verrai a ringraziare Padre Pio.» A casa, tutti si preoccuparono e cominciò la ricerca di professori illustri. Andò a Milano dal professore Cupmas, un radiologo del professore Veronesi, che confermò la diagnosi: due carcinomi duttali infiltranti ai due seni da togliere subito. Il professore Veronesi consigliò un intervento radicale e la indirizzò al professore Tardio a San Giovanni Rotondo. La sera stessa partirono per San Giovanni Rotondo. Il 29 aprile fu operata con l’asportazione totale dei due seni e relativi scavi ascellari.

Prima dell'operazione, recandosi da Fra’ Modestino avvilita e in lacrime, lui rimase meravigliato ripetendo: "Ritornerai a ringraziare Padre Pio”. Poi prese un crocifisso benedetto da Padre Pio e disse: “Preghiamo che i noduli non abbiano le radici.” Fu così: i noduli erano altamente maligni ma senza nessuna metastasi, i linfonodi erano indenni. Angela Stramaglia curò non solo la degenza in ospedale ma soprattutto lo spirito con i suoi consigli e la sua preghiera.

La Guarigione dal Tumore all'Utero

Il testimone aveva chiesto al Signore sei anni di vita dopo il tumore al seno, per far crescere i figli. Gesù lo aveva concesso. Al settimo anno, però, arrivarono delle avvisaglie: un tumore all’utero. Non avendo il coraggio di chiedere altro al Signore, con la forza della fede si rivolse a Maria Santissima: “Mamma non posso chiedere un’altra grazia a Gesù, Egli già me ne ha concessa una tanto grande ma tu, come a Cana di Galilea, puoi chiederla, affinché trasformi l’acqua del tumore nel vino della guarigione.” Lo chiese con tanta fede e fiducia e aspettò. Fu operata, con l’asportazione di utero e ovaie. A San Giovanni Rotondo, il ginecologo, professore Bruno Pavone, da cui era andata per un controllo, le disse che si era trattato di un tumore benigno. Gesù aveva cambiato l’acqua in vino, grazie all’intervento di Maria! Ne ebbe conferma sentendo un forte profumo di rose.

Ora, sebbene ancora "sotto la croce" per una mielofibrosi, un tumore raro del midollo, il testimone afferma: "non ho paura. Sono felice, ma anche confusa perché il Signore ha elargito tanta grazia a me, immeritevole e fragile."

tags: #gesu #e #padre #pio