Le apparizioni di Fatima, iniziate il 13 maggio 1917, videro protagonisti tre umili fanciulli: Lucia Dos Santos e i suoi cugini Francesco e Giacinta Marto. Questi eventi straordinari ebbero luogo mentre i pastorelli conducevano le loro pecore al pascolo sul pendio della Cova da Iria, vicino alla cittadina di Fatima, in Portogallo. Ma chi erano i genitori di Francesco e Giacinta, e quale fu il contesto familiare e sociale in cui crebbero questi due bambini destinati a diventare santi?
Il Contesto Familiare dei Pastorelli di Fatima
Francesco e Giacinta Marto provenivano da una famiglia numerosa e profondamente timorata di Dio. Erano cugini di Lucia Dos Santos, poiché la loro madre, Olimpia de Jesus, era sorella di Antonio Dos Santos, il padre di Lucia. La loro famiglia risiedeva ad Aljustrel, una località della parrocchia di Fatima, nel comune di Ourém, distretto di Santarém.
I genitori di Francesco e Giacinta erano Manuel Pedro Marto (1873-1957) e Olimpia de Jesus (1870-1956). Olimpia, dopo essere rimasta vedova, si sposò con Manuel Marto ed ebbe cinque figli, dei quali Francesco era il penultimo e Giacinta l'ultima. Con i due figli del primo matrimonio di Olimpia, la famiglia contava nove membri in totale. Erano umili agricoltori, e la loro unica fonte di ricchezza era il gregge, che i bambini, come consuetudine dell'epoca, aiutavano a pascolare sin da tenera età: Francesco a circa otto anni e Giacinta a sei.
Il Carattere e la Fede dei Genitori
Manuel Pedro Marto era un uomo molto serio, pio e un grande timorato di Dio. Era di statura piccola e magro, un uomo di poche parole, ma cordiale e benvoluto dagli abitanti del villaggio. Il suo carattere era in linea con quello del figlio Francesco: dolce, umile, paziente, ricercatore di pace ed equilibrato, con un'innata avversione per le storie, i rumori e la confusione. Era un uomo di montagna, dai nervi calmi, dalle fantasie controllate, di gioia semplice e genuina. Possedeva il dono di essere un'anima meditativa, più incline a pensare e ad ascoltare che a parlare.
Olimpia de Jesus, la madre, era una donna semplice e devota, sebbene talvolta descritta come un po' rude, decisa e poco incline all'espansione. Nonostante le difficoltà e le disgrazie che spesso affliggevano la famiglia, Olimpia impartiva a tutti i suoi figli uno spirito cristiano esemplare. Entrambi i genitori trasmettevano una fede impegnata: la partecipazione domenicale all'Eucaristia, la preghiera in famiglia, la verità, il rispetto per tutti e la carità verso i poveri e i bisognosi erano pratiche comuni. A mezzogiorno, al suono della campana della chiesa di Fatima, interrompevano il lavoro per recitare l'Ave Maria e lodare la Trinità. Le semplici devozioni popolari, Francesco le apprese soprattutto dalla mamma. La sera, i genitori riunivano i figli e recitavano il rosario, spesso pregando per la fine della guerra.

Francesco Marto: Il Contemplativo
Francesco Marto nacque l'11 giugno 1908 ad Aljustrel e fu battezzato il 20 dello stesso mese nella chiesa parrocchiale di Fatima. Era un bambino dalla faccia rotonda, con lineamenti di assoluta perfezione, occhi luminosi e ben strutturato. Era affettuoso, umile, paziente, di poche parole e amava starsene in silenzio. Trovavano che non fosse piacevole giocare con Francesco perché cedeva sempre e non si arrabbiava mai. Amava suonare il flauto e unirsi al canto degli uccelli; la natura lo incantava. Conosceva alberi, fiori, uccelli e animali; contemplava le notti stellate, chiamando le stelle le «candele degli angeli» e la luna «la candela di nostro Signore». Iniziò a portare il gregge al pascolo insieme alla cugina Lucia all'età di sette anni, a cui si aggiunse anche la piccola Giacinta.
Durante le apparizioni della Madonna, Francesco vedeva tutto ma non udiva nulla. Questo lo rese il più contemplativo tra i tre veggenti. Dopo le apparizioni dell'Angelo e della Madonna, sviluppò uno stile di vita caratterizzato dall'adorazione e dalla contemplazione. Ogni volta che gli era possibile, si rifugiava in qualche luogo isolato per pregare da solo. Spesso trascorreva lunghe ore nel silenzio della chiesa parrocchiale, vicino al tabernacolo, per fare compagnia a "Gesù nascosto". Nella sua intimità con Dio, Francesco intravedeva un Dio rattristato dalle sofferenze del mondo e desiderava consolarLo, offrendo tutte le sue preghiere e penitenze "per consolare Nostro Signore". Lucia descriveva il suo cuginetto come molto tranquillo e di natura sottomessa, non capriccioso né vivace come Giacinta.

Giacinta Marto: L'Anima Sensibile
Giacinta Marto, sorella minore di Francesco, nacque ad Aljustrel l'11 marzo 1910 e fu battezzata il 19 dello stesso mese. Aveva tratti graziosi: il corpo ben proporzionato, il volto rotondo, occhi castani vivi, capelli quasi dorati e ben pettinati da mamma Olimpia, e una bocca piccola con labbra fini. Era allegra e amava ballare al suono del flauto di Francesco. Possedeva un'anima delicata e uno spirito gioviale, ereditando dal padre Manuel la bontà e l'amabilità, e dalla madre Olimpia l'amore per la verità. Inizialmente, era un po' capricciosa ed espansiva, a volte permalosa, faceva il broncio per un nonnulla e non si rassegnava facilmente a perdere. Tuttavia, dopo le apparizioni, il suo carattere vivace trovò mitezza, e si dedicò completamente alla preghiera.
Giacinta, durante le apparizioni, sentiva e dialogava con la Signora, ma non parlava direttamente. Lucia racconta che all'età di 5 anni, ascoltando i patimenti del divino Redentore, si commuoveva fino alle lacrime, ripetendo: "Povero Gesù, non devo fare più peccati, non voglio che Gesù soffra di più". La visione dell'inferno la turbò profondamente, e il suo cuore si riempì di compassione e di devozione all'Immacolato Cuore di Maria. Iniziò a darsi al sacrificio, alla recita del rosario e all'orazione per il Papa, il cui amore ardente sentiva per i Cuori di Gesù e di Maria. Spesso divideva la sua merenda con i poveri, offrendo il sacrificio del suo digiuno come segno della sua disponibilità a essere totalmente di Dio in favore degli altri. Lucia la descriveva come una bambina virtuosa che mostrava a Dio e alla Santissima Vergine il suo amore attraverso il sacrificio, ricevendo una "più alta abbondanza di grazie" e una "miglior conoscenza di Dio e delle virtù".

La Malattia e la Morte Prematura
Entrambi i fratelli Marto furono colpiti dall'epidemia di broncopolmonite, nota come "spagnola", che afflisse il Portogallo e l'Europa tra il 1918 e il 1920. La Vergine Maria aveva preannunciato ai pastorelli che Francesco e Giacinta sarebbero stati presto portati in cielo, mentre Lucia sarebbe rimasta in terra ancora per qualche tempo.
La Morte di San Francesco Marto
Francesco si ammalò nell'ottobre 1918. Durante la malattia, si mostrò sempre sereno e riuscì anche a fare la Prima Comunione il 3 aprile del 1919, un mattino di primavera, nel pieno della sofferenza. Quando Lucia gli domandò se patisse, lui rispose: "Abbastanza, ma non fa niente, soffro per consolare il Signore, e poi tra poco vado in cielo!". Sopportò grandi dolori senza lamentarsi, affermando che tutto gli sembrava poco per consolare Gesù. Si spense serenamente il 4 aprile 1919, nella casa paterna, all'età di nemmeno undici anni. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Fatima il giorno dopo, con un rosario posto tra le mani.
La Morte di Santa Giacinta Marto
Nello stesso periodo, anche Giacinta si ammalò dello stesso morbo nell'ottobre 1918. Il suo calvario fu più tormentato di quello di Francesco, poiché alla spagnola si aggiunse una pleurite purulenta e osteite a due costole. Sopportò e offrì le sue sofferenze "per la conversione dei peccatori e per riparare gli oltraggi che si fanno al Cuore Immacolato di Maria". Un ultimo grande sacrificio le fu chiesto: allontanarsi dai suoi per un ricovero nell'ospedale di Lisbona. Giacinta anticipò a Lucia che la Vergine le aveva detto: "Vado a Lisbona, in un altro ospedale; non rivedrò più nemmeno i miei genitori; dopo molto soffrire morirò sola, ma non abbia paura, perché verrà lei là a prendermi per portarmi in cielo". Giacinta lasciò la vita terrena a Lisbona, nell'ospedale Dona Estefania, il 20 febbraio 1920, all'età di nemmeno dieci anni, con la maggiore delle serenità e senza alcun lamento, insistendo solo per ricevere la Comunione.
Le apparizioni di Fatima - Documentario
Il Processo di Beatificazione e Canonizzazione
La fama di santità che Francesco e Giacinta ebbero in vita si protrasse e rimase luculenta anche dopo la loro morte. Il 30 aprile 1952, Mons. José Alves Correia da Silva, vescovo di Leiria, aprì i processi diocesani sulla fama di santità e sulle virtù dei due fratelli.
Il 13 maggio 1989, Papa Giovanni Paolo II riconobbe solennemente la natura eroica delle virtù praticate da Francesco e Giacinta, dichiarandoli "modelli di santità e potenti intercessori per tutti i fedeli, specialmente per i bambini". Furono dichiarati venerabili, segnando la prima volta nella storia della Chiesa cattolica che bambini non martiri raggiungevano tale status.
Il 13 maggio 2000, durante una celebrazione a Fatima alla presenza di Suor Lucia, Papa Giovanni Paolo II, per la sua Autorità Apostolica, beatificò Francesco e Giacinta Marto, presentandoli alla Chiesa e al mondo come "due fiammelle che Dio ha acceso per illuminare l'umanità nelle sue ore buie e inquiete". Il decreto pontificio concesse che la loro festa liturgica fosse celebrata il 20 febbraio.
Il 23 marzo 2017, nell'anno del Centenario delle Apparizioni, il miracolo di Lucas Maeda de Oliveira, un bambino brasiliano guarito per intercessione dei Beati Francesco e Giacinta, portò alla loro canonizzazione. Infine, il 13 maggio 2017, Papa Francesco ha canonizzato Francesco e Giacinta Marto, due dei tre pastorelli veggenti di Fatima, che la Chiesa ricorda il 20 febbraio.