La Madonna del Carmelo e le Apparizioni di Medjugorje

Le devozioni mariane ricoprono un ruolo centrale nella fede cattolica, e tra queste, la figura della Madonna del Carmelo e le apparizioni di Medjugorje rappresentano due pilastri di profonda spiritualità e richiamo per milioni di fedeli. Entrambe le manifestazioni sottolineano l'importanza della preghiera, della conversione e della mediazione della Vergine Maria nella vita dei credenti.

La Storia di Nostra Signora del Monte Carmelo

Le Origini sul Monte Carmelo

Il Monte Carmelo è stato un luogo di preghiera e di vicinanza a Dio fin dai tempi del profeta Elia, nel X secolo prima di Cristo, come testimoniato in 1 Re 18, 41ss. Lì, inoltre, gli eremiti cristiani hanno continuato a pregare. Come luogo fisico, il Monte Carmelo si affaccia sul Mediterraneo, sulla città e sul porto dell'attuale Haifa, e si trova alla testa della Valle di Jezreel, nota anche come Valle di Megiddo. Gli arabi conoscono il Carmelo come la Montagna del Santo Elia.

In 1 Re 18, Elia dichiarò una gara con 450 profeti del dio cananeo Baal, venerato su quest'altura sacra, per determinare quale "dio" fosse reale: Baal o il Dio di Israele. Il vero dio sarebbe stato colui che avrebbe potuto incendiare un sacrificio. La frenesia dei profeti di Baal non ebbe successo. Il fuoco dell'Eterno cadde e consumò l'olocausto, la legna, le pietre, la polvere e leccò l'acqua che era nella fossa. Quando tutto il popolo lo vide, cadde sulla faccia e disse: “Il Signore è Dio, il Signore è Dio”. Fu anche sul Monte Carmelo che la preghiera di Elia assicurò la fine della siccità e della carestia che avevano colpito Israele.

Come luogo spirituale, la reputazione del Carmelo deriva dal suo legame con Elia, ma la sua menzione nel Cantico dei Cantici (noto anche come Cantico di Salomone) ha prodotto i commenti più cristiani. In questo poema sull'amore, la testa della sposa è paragonata al Carmelo. Molti autori cristiani hanno visto il Cantico come un'allegoria della vita di unione con Dio. Così, nei dottori della teologia spirituale, come San Giovanni della Croce, il Carmelo diventa una metafora della ricerca di Dio, come illustrato nelle sue opere Salita al Carmelo e Cantico spirituale. La parola ebraica “Carmelo” significa “giardino di Dio”.

Il culto mariano della Madonna del Carmelo, caso unico tra i culti dei santi, affonda le sue radici nove secoli prima della nascita di Maria. Il primo profeta d’Israele, Elia, dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Beata Vergine. La vide alzarsi in una piccola nube, portando una provvidenziale pioggia e salvando Israele da una devastante siccità. È uno dei culti più antichi della Roma cristiana, così come l’Ordine carmelitano che si ricollega a quanto descritto nella Bibbia, quando si racconta che Elia ebbe la profezia del Mistero della Vergine e Madre e della nascita del Figo di Dio. Già nel I secolo, gli eremiti che si ritirarono sul monte costruirono una cappellina a Lei dedicata.

Mappa del Monte Carmelo in Israele con indicazioni storiche

L'Apparizione a San Simone Stock e lo Scapolare

Il XIII secolo fu un periodo di persecuzione per i Carmelitani. Nel bel mezzo di questa prova, il 16 luglio 1251, la Beata Vergine apparve a San Simone Stock, Priore Generale dei Carmelitani, dandogli lo Scapolare marrone con la promessa che “chi muore investito di questo Scapolare sarà preservato dalle fiamme eterne”.

Lo Scapolare di Nostra Signora del Monte Carmelo, o Scapolare marrone, consiste in due pezzi di lana marrone su un cordone. Esso è una forma ridotta dell'abito religioso dell'Ordine dei Frati della Beata Vergine del Monte Carmelo, il cui nome formale è “Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo”. La “vestizione” dei discepoli è un tema comune nelle Sacre Scritture: il mantello di Giuseppe (Genesi 37,3) e i Proverbi 31 che descrivono una buona moglie dicendo “Forza e dignità sono i suoi abiti”. La veste raggiunge il suo più alto significato spirituale nella nuova alleanza, dove si dice che il seguace di Gesù si riveste di Cristo stesso, come afferma San Paolo in Galati 3:27: “Perché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo”.

Lo Scapolare, come indumento speciale della religione consacrata, è noto fin dai tempi di San Benedetto (VI secolo), i cui monaci dovevano indossarne uno sopra il loro abito mentre lavoravano. Da questo scopo pratico, lo Scapolare venne chiamato “il giogo di Cristo” e acquisì un significato spirituale come segno di devozione e pietà. Non è un portafortuna o un talismano, ma un segno di salvezza che significa essere rivestiti della grazia della Madonna e dei suoi doni, aiutando a impegnarsi a vivere come lei.

Rappresentazione artistica dell'apparizione della Madonna a San Simone Stock

La Devozione Mariana e lo Scapolare

La storia della pietà mariana comprende anche la “devozione” a diversi Scapolari, il più comune dei quali è quello di Nostra Signora del Monte Carmelo. La Vergine si meraviglia dell'amore di Dio (Lc 1,46-55), medita il Signore nel suo cuore (Lc 2,19), ci chiede di obbedire a Gesù (Gv 2,5) e si preoccupa del benessere degli altri, soprattutto di coloro che sono spiritualmente e materialmente impoveriti.

Tra i numerosi santi carmelitani si annoverano: San Giovanni della Croce, Santa Teresa d'Avila, Santa Teresa di Lisieux, Santa Elisabetta della Trinità, Santa Teresa delle Ande e Santa Edith Stein.

Un legame significativo tra lo Scapolare e le apparizioni mariane moderne si trova a Fátima. L'ultima volta che Maria è apparsa a Fátima, era vestita come Nostra Signora del Monte Carmelo. Lúcia, una delle pastorelle, disse in seguito che la Madre apparve in questo modo “perché la Madonna vuole che tutti indossino lo Scapolare... Il motivo è che lo Scapolare è il nostro segno di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria”.

Secondo l'iconografia popolare, la Madonna del Carmelo non tiene in braccio Gesù, ma distende le braccia in avanti offrendo lo scapolare. Questa immagine fa riferimento all’apparizione del 16 luglio 1251. A Roma, le origini del culto, ancora oggi molto sentito nella Capitale, risalgono al 1535, quando alcuni marinai corsi trovarono in prossimità della foce del Tevere una statua della Madonna del Carmine. Questa venne subito trasportata a Ripa Grande e collocata nella chiesa di S. Crisogono. Da allora, la Vergine dello Scapolare fu detta "De Noantri" o "Fiumarola", in ricordo del luogo del ritrovamento. La statua della Madonna del Carmelo è conservata nella chiesa di S. Agata a Trastevere, dove non tiene il Bambino in braccio ma rivolge le braccia verso il basso ed è vestita da terziaria carmelitana. Nelle teche della chiesa è esposto un ricchissimo corredo di abiti di seta celesti, bianchi e gialli e il mantello donati dalla principessa Bianca Caracciolo di Fiorino. Oltre a quelli della principessa, gli abiti custoditi dalle suore di S. Pasquale provengono da persone di tutte le condizioni sociali, inclusi abiti donati nel 1970 da un gruppo di sarte che vi lavorò per ben tre anni.

Iconografia tradizionale della Madonna del Carmelo con lo Scapolare

Le Apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje

Contesto e Inizio delle Apparizioni

Medjugorje è la frazione principale di una parrocchia formata da cinque villaggi: Međugorje, Bijakovići, Vionica, Miletina e Šurmanci, con popolazione a maggioranza croata e cattolica. È situata alla base di due colline, il Križevac e il Podbrdo (il nome Međugorje significa proprio “fra i monti“). Tale località è diventata celebre nel mondo perché, dal 24 giugno 1981, sei ragazzi (che allora avevano tra 10 e 16 anni, oggi sono tutti adulti, padri e madri di famiglia) affermano di ricevere apparizioni della Vergine Maria.

La Madonna di Međugorje, detta anche Regina della Pace o Gospa (“la Signora” o “Madonna”), è l’appellativo con cui viene venerata Maria, madre di Gesù, in seguito ad alcune presunte e lunghe apparizioni mariane ancora in atto. I sei veggenti sono: Vicka Ivanković, Mirjana Dragičević, Marija Pavlović, Ivan Dragičević, Ivanka Ivanković e Jakov Čolo. Il 24 giugno 1981, i sei ragazzi avrebbero visto «una figura femminile luminosa sul sentiero che costeggia il Podbrdo», con un bambino fra le braccia. Nel 1981, la Bosnia-Erzegovina apparteneva alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, guidata da una dittatura comunista. La polizia era insospettita da questa vicenda, in quanto attirava molte persone attorno a questi ragazzi. Dal 1981 ad oggi, i veggenti hanno continuato ad avere visioni, anche se non vivono più tutti a Međugorje.

Foto panoramica di Medjugorje con i suoi monti e la chiesa

I Messaggi della Madonna di Medjugorje

La protagonista delle apparizioni invita alla conversione, alla preghiera, alla pace e al digiuno. Il digiuno è richiesto nei giorni di mercoledì e di venerdì; il digiuno migliore, come indicato dalla Madonna, è a pane e acqua, con l’eccezione degli ammalati, ai quali è richiesto solo di fare una piccola rinuncia. Secondo i messaggi diffusi dai veggenti, attraverso questi mezzi la Madonna aiuterebbe con la sua intercessione e favorirebbe la conversione personale, affinché ogni uomo possa ricevere una fede forte che, con le opere che ne conseguono, conduca alla vera pace.

I veggenti riferiscono che la Madonna chiede soprattutto di pregare per gli altri con umiltà e amore, in particolare per le seguenti intenzioni:

  • Per la conversione dei peccatori.
  • Per i giovani e le famiglie.
  • Per essere capaci di mettere in pratica i suoi messaggi.
  • Per essere d’esempio con la nostra vita.
  • Più in generale, secondo le sue intenzioni dettate di volta in volta ai veggenti.
Statua della Regina della Pace a Medjugorje

La Posizione della Chiesa Cattolica

Il 17 marzo 2010, la Santa Sede ha istituito, presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, una speciale commissione internazionale di inchiesta e di studio sulle apparizioni della Madonna di Međugorje, presieduta dal cardinale Camillo Ruini e composta da una ventina di membri tra cardinali, vescovi, periti ed esperti.

I Luoghi Sacri di Medjugorje

Il Podbrdo (Collina delle Apparizioni / Monte Crnica)

Il Podbrdo è il luogo situato sopra il villaggio di Bijakovići dove i veggenti per la prima volta videro la Vergine. Con questo nome, in realtà, non si indica il monte, ma la zona ad esso sottostante; il nome del monte è Crnica. Esso non è altro che una collina brulla e piena di pietre. Nei primi anni, il sentiero era quasi impraticabile. La collina si trova nella frazione di Bijakovići, dove abitavano i sei veggenti, a 1,5 chilometri dalla Chiesa di San Giacomo. Vi si può arrivare dalla Chiesa o percorrendo una stradicciola in mezzo ai campi, detta appunto “sentiero dei campi” o attraverso la strada asfaltata in macchina o, meglio ancora, a piedi. Da allora in questo luogo i pellegrini si radunano per recitare il Rosario. Sia di giorno che di notte è possibile imbattersi in gruppi di pellegrini che salgono verso il luogo della prima apparizione, segnato anche da un mucchio di sassi in cui è conficcata una semplice croce. Lungo il sentiero in salita, nel 1989, sono stati collocati dei rilievi illustranti i misteri gaudiosi e dolorosi del Rosario, opera del Prof. Krizevac. La salita, cadenzata dal Rosario, sulla collina delle prime apparizioni regala momenti d’intensa commozione: un dono della Regina della Pace.

Pellegrini in preghiera sul Podbrdo a Medjugorje

Il Križevac (Monte della Croce)

A circa un chilometro in linea d’aria dalla chiesa di Medjugorje si innalza il monte Križevac che, unendosi al monte Crnica, forma un angolo. Sulla sua cima (520 metri sul livello del mare) il parroco di allora e gli abitanti di Medjugorje hanno innalzato una croce in cemento armato alta 8,56 metri. Nello stesso punto si trova una reliquia appositamente venuta da Roma, un pezzettino della croce che i cristiani considerano quella sulla quale è stato crocifisso Gesù Cristo ed il cui pezzo più grande si trova nella chiesa della Santa Croce di Gerusalemme a Roma. La croce è stata completata il 15 marzo 1934.

Il Križevac attira i pellegrini non solo per le sue bellezze naturali o per l’importanza della sua croce, ma perché in molti affermano che, dopo l’inizio delle apparizioni della Vergine, hanno visto sulla croce una luce o altri “segni”. Tutti li hanno messi in rapporto con le apparizioni della Vergine e con i messaggi di Medjugorje, in particolare con la pace tra Dio e gli uomini e in mezzo agli uomini. Si è capito che il cammino verso tale pace porta a questa croce e la gente ha inserito nella propria devozione e nella prassi dei pellegrinaggi anche la venerazione della croce. Inerpicandosi lungo il difficile sentiero verso Križevac, i pellegrini seguono il percorso della Via Crucis. Ecco perché alla fine del percorso verso il monte Križevac si trovano rilievi in bronzo e su tutti è raffigurata l'immagine della Madonna.

In origine questo monte si chiamava Sipovac. Nel 1933 il villaggio di Medjugorje fu colpito da un'intensa ondata di piogge che minacciava di distruggere tutto il raccolto di quell’anno. Su iniziativa del Parroco di allora, fra Bernardin Smoljan, la gente costruì su questo monte una grande croce per chiedere a Dio di far cessare quelle piogge insistenti. Da allora il monte ha preso il nome di “Križevac”, cioè “monte della Croce”. Il Križevac si trova nella frazione di “Miletina”. Nei suoi messaggi la Regina della Pace ha affermato che “La Croce che avete costruito faceva parte di un piano divino” e ha invitato spesso i pellegrini a recarsi sul monte a pregare. Per questo, con il passare degli anni, lungo il sentiero ripido e scosceso che conduce alla croce, sono stati posti 16 pannelli bronzei raffiguranti la “Via Crucis” realizzati dall’artista italiano Carmelo Puzzolo. Le particolarità più grandi di questa Via della Croce sono che essa incomincia con la stazione di Gesù agonizzante nel Getsemani e che in tutte le stazioni l’artista ha raffigurato anche la Vergine. Accanto ad ogni stazione si trova una Croce di legno. Da moltissimi anni ormai la Parrocchia di Medjugorje organizza tutti i Venerdì la Via Crucis su questo monte che, fino al 24 Novembre 2000, è stata guidata dal carissimo fra Slavko Barbaric. Il 24 novembre 2001, nel primo anniversario della sua morte, un memoriale è stato collocato nel luogo dove ha rimesso la sua anima al Signore: il rilievo del padre Slavko in bronzo, incastrato nella pietra. Il sentiero del Križevac è molto difficile da percorrere e, proprio per questa ragione, permette di entrare anche fisicamente in quella che è stata la sofferenza di Gesù per la nostra salvezza. Come per il Rosario al Podbrdo, è bene che ognuno preghi spontaneamente davanti ad ogni stazione. Fra Slavko diceva che per incontrare il Signore nella preghiera dobbiamo dare tempo per la preghiera.

La grande croce monumentale sul monte Križevac a Medjugorje

La Chiesa Parrocchiale di San Giacomo

La chiesa parrocchiale e l’area attorno ad essa sono il luogo della celebrazione dell’eucaristia e della vita sacramentale. Un terremoto distrusse la vecchia chiesa parrocchiale, costruita alla fine del secolo scorso. La nuova chiesa venne ultimata nel 1969. La chiesa, come pure la parrocchia, vennero consacrate a San Giacomo, apostolo e protettore dei pellegrini. Insieme alla chiesa, nel 1991, vennero eretti un altare per poter celebrare all’esterno e venti confessionali. Venne costruita anche una piccola cappella per l’adorazione del Santissimo con degli spazi per lezioni e colloqui spirituali. Sono stati costruiti anche due padiglioni per celebrazioni speciali.

La chiesa di San Giacomo a Medjugorje, con l'altare esterno

L’agenzia di viaggi e tour operator TRAVELBUY COSENZA organizza ormai da diversi anni pellegrinaggi al santuario mariano di Medjugorje con pullman gran turismo da Cosenza, con possibili fermate agli svincoli autostradali di Rende - Montalto Uffugo - Torano - Sibari e lungo il percorso (con eventuali partenze, a richiesta per i gruppi precostituiti, anche da Catanzaro - Lamezia Terme - Falerna, ecc.).

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