Il Restauro all'Abbazia di Praglia: Un Patrimonio in Continua Riscoperta

Situata sui Colli Euganei, a una dozzina di chilometri da Padova, l’Abbazia di Praglia è un antico monastero benedettino che presenta significative stratificazioni architettoniche medioevali, tardo gotiche e rinascimentali. Questo complesso storico è stato oggetto di importanti interventi di restauro e consolidamento a partire dal 2010, un'opera complessa pianificata e svolta in diverse fasi nel corso di un lungo periodo.

Abbazia di Praglia vista dall'esterno

Gli Interventi Architettonici e Strutturali

I lavori di restauro architettonico hanno riguardato diverse aree dell'Abbazia. È stata realizzata una nuova scala in acciaio Cor-Ten e marmo rosa di Asiago, progettata con l’intento di mantenere una continuità estetica con l’ambiente circostante, creando un elemento architettonico che si integrasse armoniosamente con il contesto pur rispettando le caratteristiche storiche dell’Abbazia. Gli intonaci sono stati restaurati e integrati con cocciopesto e intonachino, preservando l’autenticità degli antichi rivestimenti.

Dettaglio della nuova scala in acciaio Cor-Ten e marmo all'Abbazia di Praglia

Anche la chiesa abbaziale dedicata all’Assunta necessitava di un pronto intervento strutturale sulle coperture. Questo è stato generosamente assicurato dal FEC (Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno), con lo stanziamento di tre milioni di euro. L’obiettivo principale è garantire la messa in sicurezza dell’imponente sistema di capriate e del manto di copertura, oltre che dello scalone di accesso e del sagrato. Il coordinamento generale di questi interventi è curato, per conto del FEC, dalla Prefettura di Padova, che si avvale del Provveditorato alle Opere Pubbliche per la progettazione e l’esecuzione dei lavori, e della Soprintendenza per l’alta sorveglianza.

Il Laboratorio di Restauro del Libro e delle Opere su Carta: Cuore Pulsante dell'Abbazia

Oltre agli interventi strutturali, l'Abbazia di Praglia è rinomata per la sua attività di conservazione del patrimonio librario. Il laboratorio di restauro del libro e di opere d’arte su carta inizia la sua attività il 24 settembre 1951, affermandosi come uno dei centri più importanti per il restauro di beni culturali cartacei e membranacei. Sin dalla fondazione, il laboratorio interviene su manoscritti, libri a stampa, pergamene, disegni, opere d'arte su carta e, più recentemente, anche su fotografie e sigilli.

Interno del laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia di Praglia con un monaco al lavoro

Il restauro è definito come l’intervento diretto, sia fisico sia chimico, sui materiali e sulle strutture del bene culturale da conservare, allo scopo di rallentarne i processi di degrado e di consentirne il più a lungo possibile la fruizione. Il bene culturale da tutelare comprende anche l’immenso patrimonio custodito in archivi e biblioteche, poiché, come ogni altro materiale organico, la carta è soggetta a degrado. La natura stessa delle sostanze che la compongono ne determina l’invecchiamento naturale, che può essere più o meno accelerato.

Numerosi fattori accentuano il degrado dei materiali cartacei e membranacei, tra cui: le componenti delle mediazioni grafiche (inchiostri, colori, vernici, ecc.), la polvere (notevolmente igroscopica), l’infezione da microrganismi (funghi e batteri), le infestazioni (insetti e roditori), la luce sia naturale che artificiale, eventi eccezionali e, non da ultimo, la non corretta manipolazione da parte dell’uomo.

Dettaglio di un libro antico danneggiato da umidità e microrganismi

Il laboratorio opera a favore di enti pubblici, enti ecclesiastici, singoli privati e artisti. È inoltre attrezzato per la digitalizzazione ad alta definizione di stampe, disegni, manoscritti e documenti. I servizi includono anche il condizionamento corretto di disegni, stampe, incisioni e altri materiali in cornice, realizzando passe-partout su misura e studiando sempre la soluzione più idonea ad ogni occasione.

Pietre Miliari e Interventi Significativi del Laboratorio

Dalla fondazione, gli interventi riportati sui registri del laboratorio raggiungono e superano le 27.000 voci, testimoniando un'attività incessante e di fondamentale importanza.

  • Recuperi storici post-alluvione (1966): Tra ciò che ha segnato la storia del laboratorio, resta nella memoria collettiva l'intervento di recupero di circa 2.000 volumi della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, a seguito dell'alluvione del 4 novembre 1966. Nello stesso periodo, il laboratorio intervenne su altre centinaia di volumi della Biblioteca Marciana di Venezia e della Fondazione Querini Stampalia di Venezia.
  • Materiale librario danneggiato dall'alluvione del 1966 prima del restauro
  • Codici antichi: Tra i restauri di prestigio spicca quello del codice membranaceo in onciale di Lattanzio del VI-VII secolo della Biblioteca Universitaria di Bologna, oltre a bolle di Papi e imperatori e lettere autografe di vari personaggi illustri.
  • 2008: È stato restaurato il disegno preparatorio della "Pianta di Padova" che il cartografo Giovanni Valle realizzò nel 1781, oggi di proprietà dell'Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti in Padova.
  • 2011: È stato portato a termine il restauro del graduale Liber VII del XIV secolo, un corale membranaceo di proprietà della Pontificia Biblioteca Antoniana di Padova, con miniature attribuite a Nicolò di Giacomo.
  • 2013: Sono stati restaurati tre corali membranacei dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia.
  • 2014: Di grande prestigio è stato il restauro di tredici manoscritti (XIII-XV secolo) provenienti dalla biblioteca del Sacro Convento di Assisi. Questi codici, di grande importanza storico-artistica e culturale, dopo il restauro sono stati eccezionalmente esposti a New York (da dicembre 2014 a gennaio 2015) presso il Palazzo di Vetro dell'ONU e al Brooklyn Borough Hall. Tra questi si citano: il manoscritto 338, contenente il Cantico delle Creature; il manoscritto 686 con la Vita seconda di san Francesco di Tommaso da Celano; i manoscritti 345 e 347, ovvero la Legenda Major e la Legenda Minor di Bonaventura da Bagnoregio.
  • Manoscritti restaurati del Sacro Convento di Assisi in esposizione a New York
  • 2016: Sono stati restaurati due codici ricchi di miniature e finemente decorati.
  • 2017: Il laboratorio è intervenuto su un diploma membranaceo attribuito a Carlo Magno dell’anno 808, conservato nella Cattedrale di Piacenza.
  • 2018: Sono stati restaurati i codici del Centro Dantesco di Ravenna, inclusi manoscritti, incunaboli e cinquecentine delle opere del sommo poeta. Nello stesso anno, è stato effettuato un intervento sulla partitura originale della “Semiramide” di Rossini, conservata presso il teatro “La Fenice” di Venezia.
  • 2019: È stato restaurato un manoscritto del violinista Tartini, appartenente alla Cappella Musicale della Basilica del Santo.
  • 2022: Sono stati realizzati interventi su manoscritti di Montecassino, Este, Montagnana, Bologna, tutti di inestimabile importanza storica e artistica.

Un interessante episodio nella storia del Laboratorio è anche il recupero di una pergamena che fungeva da coperta di un piccolo volume, un esempio della dedizione alla conservazione di ogni frammento di storia.

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