L'Istruzione Professionale e le Condizioni Socio-Economiche nell'Italia Post-Unitaria (1880-1889)

L'Italia del decennio 1880-1889 fu un periodo di importanti trasformazioni politiche, economiche e sociali, con un impatto significativo sullo sviluppo dell'istruzione professionale.

Il Contesto Politico e Sociale

I Governi e l'Alternanza Politica

In questo decennio si assistette a un'alternanza di governi di Destra e di Sinistra, che cercavano di affrontare le sfide di un Paese da poco unificato. Tra gli eventi politici di rilievo, si annovera la nascita del Partito Socialista Italiano e la presenza organizzata dei cattolici, che iniziavano a giocare un ruolo sempre più rilevante nel panorama nazionale. Diversi personaggi chiave hanno lasciato il segno in questo periodo.

Figure Politiche Salienti

  • Giuseppe Zanardelli (1826-1903): Partecipò alle Dieci giornate di Brescia del 1849 e alla seconda guerra d’indipendenza italiana. Una volta che la Sinistra storica prese il potere, Zanardelli ricoprì vari incarichi ministeriali in numerosi governi. Fece parte della cosiddetta "Pentarchia" e il suo operato fu fondamentale, specialmente con l'introduzione di un nuovo Codice Penale, in vigore fino al 1931, precursore per l’epoca in quanto aboliva la pena di morte. Si dimise dopo la repressione dei Moti di Milano nel 1898.
  • Giovanni Nicòtera (1828-1894): Partecipò ai moti di Napoli del 15 maggio 1848 e, successivamente, insieme a Garibaldi durante la Repubblica Romana nel 1849. Arrestato nel 1857, fu condannato a morte, pena poi tramutata in ergastolo. Successivamente liberato da Garibaldi, intraprese un’attività politica e per un decennio fu su posizioni di estrema opposizione. Ebbe l'incarico di Ministro dell'Interno, che esercitò con particolare fermezza, prima di essere costretto alle dimissioni nel dicembre 1878. Fece parte anch'egli della "pentarchia" con Crispi, Cairoli, Zanardelli e Baccarini, in opposizione a Depretis. Ritornò al governo, sempre come Ministro dell’Interno, nel 1891, con il primo governo di Rudinì, promuovendo l’adozione di severe misure repressive contro le banconote false stampate dalla Banca Romana. La sua permanenza al governo terminò con la caduta di Rudinì nel maggio 1892.
  • Benedetto Brin (1833-1898): Ingegnere navale. Entrò nella marina sarda e si distinse negli studi del génie maritime. Successivamente operò come consulente per le costruzioni navali. Nel marzo 1896 entrò nel gabinetto Rudinì. Fu anche Ministro degli Esteri nel primo governo Giolitti. Si impegnò per le costruzioni navali fatte in Italia e per lo sviluppo dell’industria nazionale, portando alla creazione delle prime grandi corazzate moderne (Duilio e Dandolo).

L'allargamento del suffragio elettorale, con la Legge n. del 15 luglio 1877 e la successiva legge elettorale (L. Zanardelli), rappresentò, per molti, un passo fondamentale per garantire al Paese una crescita politica e civile, sebbene il diritto di voto fosse ancora limitato a coloro che avessero versato almeno 20 lire di imposte annue. Questa fase vide una svolta anche nella gestione della finanza pubblica, spesso caratterizzata da interessi particolaristici legati ai vari collegi e ai territori dove le politiche venivano realizzate, fenomeno che si coniugava con il clientelismo. La politica coloniale in Africa, in particolare in Eritrea, rivelò come il Paese avesse forti interessi economici e la necessità di avere uno sbocco sul Mediterraneo per le vie commerciali. Nonostante il Trattato di Uccialli, la richiesta italiana di trattare prima dei tempi stabiliti venne respinta, portando alla netta sconfitta italiana ad Adua.

Mappa politica dell'Italia e delle sue colonie nel 1880-1890

Economia, Società e Demografia

Il Censimento del 1871 aveva evidenziato grandi problemi di affidabilità, sebbene la rilevazione e lo spoglio, la sistemazione e i riepiloghi dei dati fossero compiti degli uffici comunali, che provvedevano a riepilogarli in tabelle inviate alla Direzione di statistica. Nonostante alcune misure lacunose e incerte, l'elaborazione dei dati doveva essere effettuata dall’Ufficio di statistica in Roma. L'Italia stava cercando di definire legislativamente gli obiettivi di centralizzazione statistica, ponendosi all’avanguardia rispetto ad altri paesi europei, coinvolgendo regioni, province e comuni oltre che ad altri «produttori» di statistiche. Il Regno ammontava a 28.459.451 abitanti, con 28.951.374 residenti.

La popolazione italiana era relativamente giovane, con una percentuale significativa sotto i 30 anni. La popolazione oltre i 15 anni era in maggioranza sposata (53,6%) o lo era stata (vedovi 9,8%).

Analfabetismo, Istruzione Elementare e Obbligo Scolastico

Nel quarto volume, si analizzano le problematiche che minavano seriamente l’attendibilità dei dati sull’istruzione. Il tasso di analfabetismo si attestava sul 71,8%. La scuola primaria elementare rappresentava la base generale su cui si innestavano i processi di formazione professionale. Esistevano Municipi in piccole borgate o frazioni, nelle quali la scuola non era obbligatoria. Le scuole erano spesso gestite da insegnanti non sempre in possesso di titoli legali, pagate dai Comuni con tenuissime rimunerazioni, e la durata non aveva norme fisse. Molte scuole venivano sorvegliate, ingrandendone così il numero, ma molte altre sfuggivano alla statistica. I bambini frequentavano le scuole elementari prima di aver raggiunto il 6° anno di età e anche fanciulli al di sotto del 6° anno erano presenti. Si registravano 2606 scuole irregolari, ma l’incremento dell’istruzione era stato costante dall’unificazione.

Infografica: Tasso di analfabetismo in Italia nel 1880 per regione

Popolazione per Professioni, Lavoro Minorile e Settore Agricolo

Il Paese era prevalentemente agricolo. La crisi del settore agricolo portò all'inchiesta Jacini, i cui risultati furono significativi per comprendere le difficoltà del settore. In questo contesto, il lavoro minorile era una realtà diffusa. L'Italia era anche un Paese di emigranti, con molti cittadini che lasciavano la penisola in cerca di migliori opportunità economiche.

LA GRANDE MIGRAZIONE ITALIANA DI FINE '800

Il Sistema dell'Istruzione Professionale

Aspetti Istituzionali

Il sistema dell'Istruzione Professionale presentava diversi aspetti istituzionali complessi. Il Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio (MAIC) giocava un ruolo centrale. Nonostante i tentativi di una legislazione organica, l’alternativa normativa si concretizzò spesso nei Regi Decreti. Il Regno d’Italia aveva ereditato dagli Stati preunitari un panorama scolastico frammentato e l'articolo delegava alle istituzioni esistenti, principalmente di carattere ecclesiastico, le relative funzioni, sia tramite sussidi pubblici che da altre fonti come religiose e banche.

Le scuole potevano essere convenzionalmente chiamate scuole governative, sussidiate dal MAIC, o gestite da soggetti pubblici e/o privati. L'entità dei sussidi poteva variare di anno in anno.

Istruzione Professionale per Settore

Istruzione Professionale per l'Agricoltura

Il mercato del lavoro in agricoltura era vasto ma in crisi. La regolamentazione dell’Istruzione Professionale agraria vedeva il MAIC come principale ente sussidiatore. Le attività formativo-professionali sussidiate dal MAIC includevano anche le Cattedre ambulanti di agricoltura. Esistevano anche attività formativo-professionali sussidiate da soggetti locali.

Le cattedre ambulanti di agricoltura rappresentavano una forma innovativa di diffusione delle conoscenze agrarie, portando l'istruzione direttamente ai contadini nelle zone rurali.

Istruzione Professionale per le Miniere

Il mercato del lavoro di riferimento per questo settore era specifico. Esistevano scuole minerarie dedicate a formare la manodopera specializzata per le miniere.

Istruzione Professionale nel Settore Manifatturiero

Il settore manifatturiero, in crescita nel decennio 1880-1889, necessitava anch'esso di forza lavoro qualificata. Le scuole industriali indicavano la direzione verso cui si muovevano i decisori politici, un aspetto già segnalato nel volume I, Capitolo II, paragrafo b.

Istruzione Professionale nel Settore del Commercio e dei Trasporti

Per il mercato del lavoro nel commercio e nei trasporti, si svilupparono le scuole superiori di commercio e altre scuole di commercio, molte delle quali furono sussidiate dal MAIC nel decennio 1880-1889.

Istruzione Professionale Femminile

Le opportunità formative per le donne iniziarono a prendere forma con la creazione di scuole professionali femminili, anch'esse sussidiate dal MAIC o da soggetti locali. Queste istituzioni miravano a fornire alle donne competenze utili per entrare nel mondo del lavoro, spesso in settori considerati più "femminili".

Foto storica di una scuola professionale femminile italiana di fine '800

Aspetti Quantitativi e Organizzativi

Aspetti Quantitativi

Le fonti, come quelle relative agli anni scolastici 1902-03, 1903-04, 1904-05 e 1905-06, riportano dati su nuove scuole e scuole riordinate ed ampliate. Il numero degli alunni iscritti, le risorse finanziarie (distinte per tipologie) e le spese per il personale erano oggetto di analisi e statistica. Le informazioni includevano anche il collocamento degli allievi e la statistica degli alunni per anno scolastico. Queste statistiche permettevano di monitorare l'evoluzione del settore. Ad esempio, il Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio (MAIC) nel volume "Statistica dell'Istruzione professionale e tecnica", pubblicato in Gazzetta Ufficiale, forniva dettagli sull'industria e il commercio nel 1885.

Aspetti Organizzativi

L’identità dell’Istruzione Professionale si definiva progressivamente, adattandosi alle esigenze delle diverse utenze. Le offerte formative erano varie e la didattica cercava di combinare teoria e pratica. I soggetti finanziatori e gestionali erano molteplici, inclusi lo Stato (attraverso il MAIC), enti locali e privati. Il governo e la regolamentazione del settore erano in continua evoluzione, cercando di dare un assetto organico a un sistema ancora frammentato. Alcune scuole "alle quali il Ministero (N.d.R. Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio) assegna, per il loro mantenimento e per lo sviluppo del loro insegnamento sussidi governativi" erano quelle che fornivano un servizio pubblico.

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