Il Beato Angelo da Furci: Vita, Culto e il Percorso verso la Canonizzazione

Le Origini e la Vocazione del Beato Angelo

Nascita e Infanzia

Il Beato Angelo da Furci, agostiniano, nacque a Furci (Abruzzo) nel 1246 da Adalipto e Albizia (o Abbazia).

Entrambi i genitori, secondo la tradizione, erano di nobile origine, ricchi e pii. Essendo il loro matrimonio sterile da molti anni e giunti a vecchiaia, invocarono ardentemente la Divina Maestà per intercessione di San Michele Arcangelo, a cui erano devotissimi.

Dopo essersi recati in pellegrinaggio al Santuario di Monte Sant'Angelo sul Gargano, ebbero una visione: apparve loro San Michele in compagnia di Sant'Agostino, gran Dottore della Chiesa. La visione disparve e poco dopo ebbero la nascita d'un figliuolo, cui imposero il nome Angelo per riconoscenza.

Educato esemplarmente dai genitori, Angelo trascorse la sua infanzia presso il monastero benedettino di Cornaclano sotto la guida dello zio materno, abate benedettino di Cornaclano, presso Furci, con cui fece rapidi progressi sia nella scienza che nella santità. A diciotto anni perse lo zio e ritornò a casa.

L'Ingresso nell'Ordine Agostiniano

Dopo la morte del padre, Angelo si recò a Vasto, dove entrò nel convento degli Agostiniani (oggi chiesa di San Giuseppe) nel 1266. A Vasto, il Beato Angelo si formò spiritualmente ed è stato ordinato sacerdote.

Quando il giovane si presentò davanti al Priore chiese di prendere subito i voti, "tanto preso da fervore divino da desiderare questo al più presto", come si legge nelle memorie di P. J. Bolland riportate sull’Acta Sanctorum. Il Priore inizialmente non acconsentì, in quanto era in contrasto con le regole del Convento e la legge e le istituzioni dei Santi Padri, e per informarsi dei costumi della sua vita. Ma quando capirono che i suoi costumi corrispondevano alle parole, con ancor maggiore devozione lo accolsero già professo. In lui il tempo del noviziato giunse a tanto compiacimento divino che tutti i frati decisero che poteva essere già annoverato fra i professi.

Compiuto un anno di noviziato, nel 1280, Angelo "fece la solenne professione con pienezza di voti e con plauso universale di quei Religiosi".

illustrazione del Beato Angelo da Furci in abiti agostiniani

Formazione Intellettuale e Carriera Ecclesiastica

Gli Studi a Parigi

Venticinquenne, Angelo fu mandato a studiare alla Sorbona di Parigi. Tra il 1271 e il 1276, si trattenne in questa città per cinque anni, frequentando l'università dove si perfezionò nelle discipline teologiche e filosofiche sotto la guida del noto Egidio Romano, conseguendo il grado di lettore.

Insegnamento e Ruoli di Governo

Tornato in Italia, Angelo insegnò teologia in vari conventi agostiniani. Fu creato da Clemente da Osimo lettore di teologia per lo Studio generalizio dell'Ordine a Napoli, città in cui, al suo rientro dalla Francia, aveva predicato con molto successo. La scelta fu fortunata e diede ottimi frutti di dottrina e di santità, apprezzati non solo dal nostro Ordine, ma anche dal clero e dai laici.

Tre anni dopo la sua scelta come professore, i Capitolari furono d'accordo nell'eleggere Padre Angelo a Provinciale. Egli, tuttavia, umilmente rifiutò, ritenendosi incapace al governo. Ma il Beato Clemente da Osimo gl'impose d'accettare. Era tanto capace nell'insegnare, quanto capace riusciva nel governare, mettendo in pratica le più alte virtù dell'uomo di governo: amava ed era più amato che temuto.

Miracoli, Morte e Traslazione delle Reliquie

I Miracoli e la Conferma del Culto

Angelo si adoperava a far rivivere nei popoli la prisca virtù, che in tempi di invasioni barbariche aveva portato confusione, fanatismo e corruzione. I suoi sermoni erano profondi, e infiammavano gli animi al bene. L'uomo è attratto dal meraviglioso e il miracolo ha una voce più stringente, più eloquente.

Un evento particolare legato al Beato Angelo è ricordato a Furci, dove si tiene la benedizione delle arance in memoria di un miracolo avvenuto durante un suo sermone. La tradizione narra che, quando qualcuno gli disse: "Fai fiorire sul pulpito un ramoscello d’arancio e io crederò", apparve sul pulpito un ramoscello d’arancio e il ramoscello spuntò.

Il suo culto, caratterizzato da numerose guarigioni miracolose operate a Furci, fu confermato, in seguito a regolare processo, da Papa Leone XIII nel 1888. Durante questo processo, il promotore della fede sollevò notevoli difficoltà circa l'attendibilità delle fonti di informazioni sulla vita di Angelo, ma il culto fu comunque ratificato e confermato.

infografica sui miracoli attribuiti al Beato Angelo da Furci

La Morte e la Sepoltura

Il Beato Angelo morì a Napoli il 6 febbraio 1327 nel convento di Sant'Agostino alla Zecca (o Sant'Agostino Maggiore). Fu sepolto nella chiesa omonima, presso l'altare detto del Presepio, dove una lapide avrebbe ricordato la sua tumulazione con le parole: "Hic iacet Beatus Angelus de Furcio, Ordinis S. Augustini".

Il suo deposito fu oggetto di venerazione non comune; accorrevano le anime e il Beato sorrideva dalla bara, quale padre tra i figli. In seguito, il corpo fu traslato nella Chiesa di Sant'Agostino Nuova.

La Traslazione delle Reliquie a Furci

Le sue reliquie furono traslate da Napoli a Furci nel 1808, in seguito a una visione avuta da un arciprete del luogo. Le sue ossa giunsero a Furci il 13 agosto 1808 e sono da allora venerate nel santuario a lui dedicato. Questa traslazione si celebra il 13 settembre con ogni solennità. Le reliquie più importanti includono il suo corpo, conservato in un’urna nel Santuario di Furci.

Altre reliquie significative sono la gamba e il braccio destro del Beato Angelo, ottenute dai frati agostiniani di Napoli nel 1599, a seguito della richiesta di Giuseppe Cencioni, che fece innalzare un altare al Beato nella Chiesa di Sant'Agostino in Furci.

Il Santuario del Beato Angelo a Furci

Il Santuario del Beato Angelo, situato nel comune di Furci, in provincia di Chieti, è un luogo sacro che custodisce la storia e il culto del Beato Angelo da Furci. Il vecchio santuario ha rappresentato per secoli un luogo sacro dove i fedeli potevano venerare le reliquie del Beato Angelo. La casa natale del Beato Angelo è una tappa fondamentale per chi desidera approfondire la vita e l’eredità spirituale di questo importante personaggio storico.

Il Santuario, da poco restaurato e abbellito, è un luogo di pace e di preghiera. Attualmente, il nuovo santuario sta subendo lavori di restyling volti a migliorare l’esperienza dei visitatori e ad ampliare gli spazi liturgici. Questo luogo rappresenta non solo un importante sito religioso ma anche una testimonianza viva della fede popolare abruzzese.

Ancora oggi, ogni anno, Furci omaggia il Beato Angelo con la presenza di un alto prelato, ricordando la traslazione delle spoglie da Napoli a Furci. Tale legame dura da oltre settecento anni, estendendosi anche al Vastese.

Furci - Santuario del Beato Angelo

Il Processo di Canonizzazione e l'Interesse di Papa Francesco

Le Reliquie e la Visita a Roma

Il 27 maggio una delegazione da Furci si recherà a Roma, dove la statua del Beato Angelo da Furci sarà portata nella Basilica di San Pietro al cospetto di Papa Francesco. Non era mai successo che al Papa fossero donate reliquie del Beato Angelo.

Questa trasferta romana è un momento importantissimo e segnerà la storia della comunità, anche se non è la prima volta che la delegazione di Furci si reca a Roma. La delegazione è stata ricevuta una prima volta subito dopo l’elezione di Papa Francesco, che ascoltò la storia del Beato Angelo con interesse.

Il primo cittadino, Angelo Marchione, insieme a don Angelo Di Prinzio e Silvio Bellano, che ha coordinato personalmente l’incontro con la Santa Sede, ha ripercorso le tappe dell’incontro. "Abbiamo avuto la possibilità di parlare direttamente col Santo Padre, al quale abbiamo donato e spiegato la reliquia del nostro patrono", ha dichiarato Marchione.

"È stato davvero emozionante vedere come Papa Francesco, nel baciare la reliquia, si sia fermato a dialogare con molta naturalezza, chiedendo della vita del Beato ed estendendo a tutta la comunità il suo grazie e la sua benedizione", recita il comunicato del sindaco e di don Angelo Di Prinzio. Durante l'udienza, Papa Francesco ha anche benedetto una papalina donata da Bellano, da destinarsi probabilmente alla parrocchia del paese.

foto di Papa Francesco che bacia una reliquia

Le Speranze della Comunità e le Dichiarazioni Pontificie

Questo nuovo incontro ha un significato particolare e riaccende le speranze poiché Papa Francesco ha già mostrato interesse per la canonizzazione del Beato Angelo da Furci. Va ricordato che il processo è attualmente in corso.

L’attesa della canonizzazione è palpabile a Furci e nel Vastese. Migliaia di fedeli sperano di vedere elevato agli altari il Beato Angelo. "Nel salutare il Santo Padre ho sentito forte la responsabilità e le speranze che animano tutti i furcesi e i devoti del nostro Beato Angelo, nell’attesa di vederlo proclamare santo", ha annotato Silvio Bellano, ringraziando padre Pasquale Di Lernia e il padre generale Alejandro Morale.

Nell’abbraccio e nel dono dei "cellari pieni", il Papa ha ribadito non solo il desiderio di venire a Furci, ma soprattutto la vicinanza e l’attenzione verso la canonizzazione del Beato Angelo. Per i furcesi il Beato Angelo è già santo, ma ufficialmente non è così. Tutta Furci ora confida in Papa Francesco, il quale ha più volte ribadito il proprio interessamento in proposito.

Sull’eventualità che la visita abbia riaperto il processo di canonizzazione tanto auspicato, il sindaco esprime un discreto ottimismo: "L’iter sulla possibilità di una sua santificazione è stato ripreso, ma non saprei dire a che punto si trova". Al momento non ci sono previsioni ufficiali sulla data esatta della santificazione, tuttavia, secondo quanto riportato da monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, la canonizzazione è in corso e il Papa ha approvato questo itinerario. Circola anche una voce non ufficializzata che potrebbe avvenire entro quest’anno, ma mancano conferme ufficiali al riguardo.

tags: #furci #reliquia #beato #angelo #papa #francesco