I cristiani ortodossi inneggiano alla Vergine con le parole: «Quando hai dato alla luce, hai conservato la tua verginità; quando ti sei addormentata, non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio. Sei stata assunta alla vita, Madre della Vita, e con le tue preghiere liberi le nostre anime dalla morte». Queste sono le invocazioni in occasione del Funerale della Madre di Dio, celebrato il 14 di agosto (25 agosto, secondo il calendario giuliano seguito dagli ortodossi).
La chiesa ortodossa che racchiude la tomba vuota della Vergine Maria si trova a Gerusalemme, presso il Getsemani, un luogo di profonda venerazione.
Le Radici della Fede: Il Funerale della Madre di Dio e l'Assunzione
«Né la tomba, né la morte potrebbero accogliere la Madre di Dio, … Poiché Madre della Vita, è stata assunta alla vita da colui che prese dimora nel suo grembo verginale». Queste parole riecheggiano un’antica tradizione sorta a Gerusalemme, secondo la quale Maria, la madre di Gesù, morì nella città santa e fu sepolta al Getsemani. Dopo tre giorni gli apostoli, andati alla tomba, la trovarono vuota. Nel disegno di Dio, il destino di glorificazione toccato al Figlio spettava in primo luogo alla Madre. Questa fede è all’origine del dogma dell’Assunzione della Vergine Maria.
Un autore del VI secolo, (Pseudo) Giovanni il teologo, scrive: «Per tre giorni si udirono voci di Angeli invisibili che glorificavano Cristo, Dio nostro, nato da Lei».

La Processione della Dormizione a Gerusalemme
Qualche ora dopo l’alba, i fedeli si muovono in processione dalla sede del patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, situata poco distante dalla basilica del Santo Sepolcro, verso il Getsemani. Un lungo corteo attraversa le strette vie della città antica mentre intona canti ed eleva preghiere. Il tratto di strada da coprire è abbastanza lungo. Alla testa del corteo è portata l’icona della Dormizione della Santissima Vergine Maria. È tradizione che lungo il percorso i fedeli le vadano incontro per baciarla in segno di venerazione. I genitori alzano i propri figlioli in direzione dell’icona perché la Vergine li benedica e li protegga. Alle spalle dell’icona segue il clero e, su due file, i monaci e le monache delle diverse Chiese ortodosse: greci, rumeni, russi.
Il Santuario della Tomba della Vergine nel Getsemani
La chiesa della Dormizione si trova nella valle di Giosafat, al di là del torrente Cedron, ai piedi del Monte degli Ulivi, in una zona particolarmente cara alla memoria dei pellegrini. Questi ultimi sono da sempre desiderosi di ricostruire e ripercorrere il cammino di Gesù verso Gerusalemme. L’attuale chiesa è quanto resta del santuario elevato in epoca bizantina sulla tomba della Madonna e poi ricostruito in epoca crociata. Gli architetti bizantini, al centro del braccio orientale della chiesa, isolarono dalla roccia circostante la tomba della Vergine. La disposizione attuale è concretamente la stessa di allora.
L’ampia e lunga scala che, immediatamente dopo l’entrata, scende alla tomba testimonia che in origine doveva essere la chiesa inferiore di un complesso comprendente anche una chiesa superiore. Archeologi e storici datano la costruzione della prima all’epoca dell’imperatore Teodosio (IV secolo), quella della seconda sotto l’imperatore Maurizio (VI secolo).

Devozione e Usanze dei Fedeli
Dietro la tomba della Madonna, su di un banco elevato e sormontato da una copertura (una sorta di baldacchino in legno), tra rami di mirto e fiori profumati, viene deposto il sudario della Santissima Madre di Dio. Dopo aver baciato l’icona, molti fedeli, seguendo un costume secolare, si prostrano a terra e passano sotto il baldacchino. Vi è anche la consuetudine di accendere e di porre lungo la grande scalinata centinaia di candele. L’effetto visivo è davvero unico, ma, in alcuni momenti, lo spessore del fumo nella chiesa, nonostante la porta di accesso rimanga spalancata, raggiunge una densità soffocante.
Dal 14 (25) agosto fino al 23 (5 settembre per il nostro calendario) è un continuo via vai di fedeli locali e di pellegrini. In chiesa si benedicono fiori ed erbe aromatiche, che la gente porta volentieri con sé a casa. Quando le famiglie si trovano di fronte a problemi di salute (o altro), nei piccoli bracieri, al consueto incenso, si aggiungono i petali dei fiori in segno di benedizione.
Al termine dei giorni della commemorazione il santo sudario è riportato, sempre in processione, al patriarcato della Chiesa greca.

Descrizioni Storiche e Coesistenza di Fedi
L’abate russo Daniele, pellegrino in Terra Santa nel 1106, ricorda: «Il sepolcro della santa Madre di Dio … è una piccola grotta scavata nella pietra, che ha porticine così piccole che un uomo si deve piegare per introdursi. All’interno della grotta, di fronte alle porticine, c’è come un banco scolpito nella pietra della grotta, e su quel banco fu posto il corpo venerabile». Chi ha visitato il luogo sa che l’edicola della tomba corrisponde alla descrizione dell’abate Daniele: per entrarvi occorre piegarsi e all’interno si trova un banco funebre.
Dopo la conquista di Gerusalemme (1099) il santuario fu affidato ai benedettini. Sorse così sul lato occidentale l’abbazia detta di Santa Maria in Valle Josaphat. Le truppe di Saladino, tuttavia, risparmiarono la chiesa inferiore per devozione alla Madre di Gesù.
Il francescano Bernardino Amico, illustre disegnatore dei santuari palestinesi alla fine del ‘500 e autore del Trattato delle Piante & Immaginj de Sacri Edifizi di Terra Santa, nei suoi preziosi disegni riproduce nei dettagli la chiesa, dove ai suoi tempi prestavano il loro servizio i francescani della Custodia di Terra Santa. L’edicola sulla tomba vi appare riprodotta con le sue strette e basse porte e il letto funebre. All’esterno, sul lato occidentale, il frate riproduce gli altari dei greci ortodossi e delle altre comunità cristiane presenti a Gerusalemme che officiavano nel santuario. Nei disegni si vede anche il mihrab (la nicchia che indica la direzione della Mecca) dei musulmani, che insieme ai cristiani veneravano la tomba della Madre di Gesù.

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