Il Conclave rappresenta un momento cruciale nella vita della Chiesa Cattolica, il processo attraverso il quale i Cardinali elettori scelgono il successore di San Pietro. Questo antico rito, sebbene radicato nella storia, si adatta alle sfide del mondo contemporaneo, mantenendo intatta la sua solennità e il suo mistero.

L'Inizio del Conclave: Preparazione e Cerimonie
La giornata che precede l'inizio del Conclave è scandita da momenti di profonda spiritualità. Il cardinale decano, Giovanni Battista Re, celebra la messa "Pro eligendo pontifice", un momento di preghiera per invocare la guida dello Spirito Santo sull'elezione del nuovo Papa.
Nel pomeriggio, la processione dei porporati segna l'ingresso solenne nella Cappella Sistina. Guidati dal cardinale decano, i cardinali, vestiti con l'abito corale, si dirigono verso il luogo sacro dove avverrà l'elezione. È il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, a dirigere i lavori, dato che il cardinale decano e il suo vice, entrambi ultraottantenni, non partecipano attivamente al voto.
Gli elettori, che avrebbero diritto ad entrare nella Sistina, sono 135. Tuttavia, due di loro, il cardinale kenyano John Njue e lo spagnolo Antonio Cañizares Llovera, sono assenti per motivi di salute. Tra i partecipanti, spiccano due cardinali svizzeri: Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, e Emil Paul Tscherrig, uomo della diplomazia vaticana. Le loro possibilità di elezione sono considerate minime.

Il Giuramento e il Segreto del Conclave
Una volta presi posto sotto gli affreschi di Michelangelo, i cardinali prestano giuramento secondo la formula stabilita dalla Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis. Questo giuramento solenne impegna ogni cardinale a:
- Osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica.
- Impegnarsi, qualora eletto Sommo Pontefice, a svolgere fedelmente il munus Petrinum e a difendere i diritti spirituali e temporali della Santa Sede.
- Mantenere il massimo segreto su tutto ciò che riguarda l'elezione del Romano Pontefice e su quanto avviene nel luogo dell'elezione, sia durante che dopo il processo.
La formula latina recita: "Ego N. S. R. E. Cardinalis N. promitto, voveo ac iuro. Sic me Deus adiuvet et haec Sancta Dei Evangelia, quae manu mea tango" (Io, N. Cardinale N. della Santa Romana Chiesa, prometto, mi obbligo e giuro. Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli che tocco con la mia mano).
Anche gli addetti al conclave, ecclesiastici e civili, hanno prestato giuramento di rispettare il segreto, pena la scomunica latae sententiae. La violazione di questo segreto è considerata un atto gravissimo.
Il momento culminante della chiusura è scandito dall' "Extra omnes", pronunciato dal maestro delle cerimonie pontificie, monsignor Diego Ravelli. Da questo momento, chiunque non sia cardinale elettore deve lasciare la Cappella Sistina, sigillando l'inizio del conclave.
Il card. Roberto Repole pronuncia il giuramento da cardinale elettore a inizio Conclave, 7-5-2025
Le Modalità di Votazione
Tutto ciò che accade all'interno del conclave è coperto da segreto assoluto. Ogni dispositivo tecnologico è bandito per garantire l'integrità del processo. L'elezione avviene oggi unicamente "per scrutinium", modalità che prevede:
- Distribuzione delle schede e estrazione a sorte: Vengono estratti tre cardinali scrutatori, tre revisori e tre "infirmarii". Questi ultimi si occupano di raccogliere le schede dei cardinali malati impossibilitati a recarsi in Cappella.
- Scrutinio: Ogni cardinale elettore scrive il nome del suo prescelto sulla scheda, sotto la scritta "eligo in summum pontificem". La scheda viene piegata e, a turno, ogni cardinale la porta all'altare, la deposita su un piatto e la inserisce nell'urna, pronunciando una formula di giuramento.
- Conteggio e verifica: Le schede vengono mescolate e lette dagli scrutatori. I revisori certificano il conteggio.
Se nessun candidato raggiunge la maggioranza qualificata dei due terzi dei voti (attualmente 89 voti su 133 elettori), le schede vengono bruciate. Il fumo nero che esce dal comignolo installato sul tetto della Cappella Sistina segnala l'esito negativo della votazione.

Le Votazioni Giornaliere e la Fumata Bianca
A partire dal secondo giorno, sono previste quattro votazioni al giorno: due al mattino e due al pomeriggio. La giornata segue un ritmo preciso:
- Colazione alle 6:30.
- Messa e ingresso in Sistina alle 9:30 per la preghiera, seguita da due votazioni.
- Pausa pranzo a Santa Marta.
- Nel pomeriggio, rientro in Sistina alle 16:00 per altre due votazioni.
La fumata, bianca in caso di elezione e nera in caso contrario, avviene al termine della sessione mattutina (verso mezzogiorno) e pomeridiana (verso le 17:30 o 19:00).
Se dopo tre giorni di votazioni non si raggiunge l'elezione, è prevista una pausa di preghiera e colloquio. Dopo ulteriori sette scrutini senza esito, si procede a un ballottaggio tra i due candidati più votati, mantenendo sempre la maggioranza dei due terzi.
L'Elezione e l'Annuncio "Habemus Papam"
Una volta raggiunto il quorum necessario, il cardinale Pietro Parolin (o chi per lui, se fosse lui l'eletto) chiede all'eletto se accetta la sua elezione ("Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?") e quale nome desidera assumere ("Quo nomine vis vocari?").
A questo punto, la Chiesa ha un nuovo Papa. Dalla Sistina, il nuovo Pontefice si ritira nella "Stanza delle Lacrime", un'anticamera dove indosserà l'abito papale preparato in tre diverse taglie. Il nome della stanza deriva dalla commozione che può sopraffare il neo-eletto di fronte all'immensità del suo nuovo incarico.

Successivamente, il cardinale protodiacono, Dominique Mamberti, si affaccia dalla loggia centrale di San Pietro per annunciare al mondo: "Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum Dominum, Dominum Cardinalem... Sanctae Romanae Ecclesiae, qui sibi nomen imposuit..." (Vi annuncio una grande gioia: abbiamo il Papa! L'Eminente e Reverendissimo Signore, il Signore Cardinale... della Santa Romana Chiesa, che ha preso il nome di...).
Dopo un'ulteriore attesa, il nuovo Papa apparirà al balcone di San Pietro per la sua prima benedizione "Urbi et Orbi".
Il Conclave del 2025: Un Contesto Globale e Sfide Contemporanee
Il Conclave del 2025, convocato a seguito della morte di Papa Francesco il 21 aprile 2025, si è svolto nella Cappella Sistina dall' 7 all' 8 maggio. Con 133 cardinali elettori provenienti da 70 paesi, è stato definito il Conclave più globale della storia. Il numero record di elettori, superiore al limite di 120 stabilito da Paolo VI, ha reso necessario un quorum di 89 voti per l'elezione.
L'80% dei votanti (108) è stato nominato da Papa Francesco, conferendo un peso significativo alla sua visione di sinodalità, attenzione ai poveri e dialogo interreligioso. Tuttavia, le divisioni interne sono emerse chiaramente: i "bergogliani" spingono per la continuità, il "partito romano" per una figura istituzionale, e gli americani si presentano uniti con una potenziale figura a sorpresa.
Tra i candidati più accreditati figuravano:
- Pietro Parolin: Segretario di Stato, considerato un diplomatico centrista e una figura di compromesso. La sua esperienza diplomatica è vasta, ma alcuni criticano il suo accordo con la Cina e il caso Becciu.
- Matteo Zuppi: Arcivescovo di Bologna, incarnazione del "bergoglianesimo di strada", amato dai progressisti ma osteggiato dai conservatori.
- Fernando Filoni: Figura di peso tra i tradizionalisti, con una lunga esperienza pastorale e diplomatica.
- Luis Antonio Tagle: Arcivescovo di Manila, soprannominato il "Francesco asiatico", sostenuto dai riformisti.
- Robert Francis Prevost: Arcivescovo di Chicago, considerato una figura di compromesso con esperienza missionaria e in linea con le posizioni di Papa Francesco su molteplici temi.
La prima fumata del Conclave del 2025 è stata nera, indicando che nessun candidato ha raggiunto la maggioranza qualificata al primo scrutinio. L'attesa per la fumata bianca è proseguita, con giornalisti e fedeli incollati al comignolo per captare il segnale dell'elezione del 267° Pontefice.
La storia dei conclavi, che affonda le radici nel Medioevo, è un intreccio di fede, politica e tradizione. Dal caos di Viterbo alla stabilità della Cappella Sistina, il processo di elezione papale continua a evolversi, mantenendo la sua essenza di scelta guidata dallo Spirito Santo.