Il 2 febbraio 1995, nella città portuale di Civitavecchia, nel Lazio, a pochi chilometri da Roma, un nuovo capitolo della profetica “era mariana” fu scritto dalla Beata Vergine Maria. Una vicenda famosa in tutto il mondo che pose la famiglia Gregori al centro di un intervento divino con conseguenze diffuse per la Chiesa e per il mondo. Questa storia di fede, mistero e profezia ha stabilito un profondo legame con le apparizioni di Medjugorje e i messaggi di Fatima, diventando un punto di riferimento nel cuore della cristianità.
L'Inizio della Storia: Dalla Bosnia a Civitavecchia
La storia iniziò alcuni mesi prima, nel settembre 1994, quando il parroco di Sant’Agostino a Pantano, don Pablo Martin Sanguiao, partì in pellegrinaggio per Medjugorje. La sua intenzione era quella di portare una statua della Beata Vergine in regalo alla famiglia di Fabio Gregori, un suo parrocchiano di 32 anni, operaio dell'ENEL, che era tornato alla Chiesa cattolica dopo un periodo di crisi religiosa influenzato dalla predicazione dei Testimoni di Geova.
Durante la sua permanenza nella cittadina bosniaca, don Pablo fu guidato da San Pio da Pietrelcina (morto nel 1968) ad acquistare una statua particolare. Il famoso frate cappuccino gli suggerì che «l’evento più bello della sua vita» sarebbe stato proprio il risultato di questa decisione. La statuetta di gesso bianco smaltato, alta circa 40 centimetri, raffigurante la Madonna della pace di Medjugorje, fu fabbricata in serie da un artigiano locale, Stephan Vlaho. Non si trattava di un’opera d’arte, ma di un pezzo di fattura piuttosto modesta. Dopo pochi giorni, don Pablo la donò a Fabio Gregori, dicendogli: «La Madonna sia la maestra e la custode della tua fede».
Nello stesso periodo, una figlia spirituale del famoso esorcista padre Gabriele Amorth lo informò che una «Madonnina avrebbe pianto a Civitavecchia» e che «non sarebbe stato di buon auspicio per l’Italia». Il vescovo di Civitavecchia dell’epoca, monsignor Girolamo Grillo, raccontò nel suo diario che padre Amorth gli telefonò il 13 marzo 1995 per fornirgli queste informazioni. Ma il vescovo non gli credette inizialmente.
Le Lacrime di Sangue: Il Fenomeno Miracoloso
Le Prime Lacrimazioni e i Testimoni

Il 2 febbraio 1995, alle 16:20, giovedì, festa della Madonna Candelora, mentre i Gregori si preparavano per andare a messa, la piccola Jessica, cinque anni, vide per la prima volta lacrime di sangue fluire dall’occhio sinistro fino al cuore della statua della Madonna, posta nella grotta del giardino della loro casa in via Fontanatetta, nel quartiere Pantano. Suo padre Fabio, che stava sistemando il figlio più piccolo Davide, assistette anche lui alla scena. La prima lacrima, quella dell’occhio destro, si era già fermata a metà della guancia, mentre l’altra, sull’occhio sinistro, si muoveva ancora lentamente.
Lo stesso fenomeno si verificò nei giorni seguenti con altri testimoni. Il pomeriggio successivo, venerdì 3 febbraio, don Pablo Martin rivelò quanto accaduto ventiquattr’ore prima durante la messa. Nonostante le sue esortazioni alla prudenza, la notizia si diffuse rapidamente nel piccolo quartiere di Pantano, e la villetta dei Gregori fu presto individuata. La statua pianse altre tredici volte prima che una grazia straordinaria cambiasse l’opinione del vescovo.
Tra i numerosi testimoni di queste prime lacrimazioni vi furono anche il comandante dei vigili urbani di Civitavecchia, Giancarlo Mori, e due agenti di polizia penitenziaria, i quali testimoniarono di aver osservato distintamente gocce di sangue staccarsi dagli occhi della statuetta. La folla che si radunava davanti alla villetta divenne incontenibile, tanto che la zona fu protetta con transenne e i fedeli incanalati lungo percorsi obbligati.
Lo Scetticismo del Vescovo e la Quattordicesima Lacrimazione
Inizialmente, l’atteggiamento del vescovo monsignor Girolamo Grillo fu improntato a un forte scetticismo. Vietò a don Martin di tenere in casa la statuetta e ordinò a sacerdoti e suore di non recarsi nel giardino dei Gregori, dichiarando di essere «decisamente contrario a credere che quelle lacrime abbiano qualcosa di soprannaturale».
Il 15 marzo, alle 8:15, dopo la messa in episcopio, la sorella del presule, Grazia, espresse il desiderio di pregare davanti alla statua, ricordando le parole di padre Amorth. Monsignor Grillo accolse la richiesta e, insieme a molti altri presenti, iniziarono a recitare il “Salve Regina”. Quando raggiunsero le parole «Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi», la statua cominciò a piangere lacrime di sangue per la quattordicesima volta, e questa volta nelle mani del vescovo stesso. Questo evento straordinario segnò un punto di svolta, dissolvendo ogni dubbio nel vescovo.
Le Indagini Scientifiche
Il presule, ormai fermamente convinto della vera natura degli eventi, portò la statua a Roma per far analizzare le lacrime da due diverse équipe mediche. Entrambi i team, guidati dall’ematologo Angelo Fiori e da Giancarlo Umani Ronchi, direttore dell’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza, tornarono con lo stesso risultato: il sangue proveniva da un maschio di circa trent’anni, ma rivelava anche forti caratteristiche femminili. Il professor Umani Ronchi dichiarò apertamente che durante le prove era emerso un aspetto soprannaturale dalla statua. Le scansioni eseguite da diverse agenzie, insieme alla Chiesa cattolica, dimostrarono che non erano presenti dispositivi o meccanismi nascosti all’interno della statua che avrebbero potuto permettere l’uscita di sangue.
Per i credenti, incluso il vescovo, il sangue era quello di Cristo, e le forti caratteristiche femminili potevano essere spiegate dal fatto che Gesù non aveva un padre terreno, quindi tutto derivava dalla madre Maria. Le analisi del DNA confermarono che il sangue apparteneva a una sola persona, di sesso maschile, escludendo ogni ipotesi di frode o artificio.
Le Controversie e l'Intervento Vaticano
Non mancarono le controversie, tali da portare l’Ufficio della Procura della Repubblica di Civitavecchia a confiscare la statua per ulteriori indagini, causando tumulto tra i fedeli. Due esposti "contro" la Madonnina delle lacrime furono presentati alla Procura, ipotizzando reati come l'abuso della credulità popolare e una possibile truffa. Le abitazioni della famiglia Gregori e dei loro parenti furono perquisite, ma non fu trovato nulla di sospetto. Nuove perizie, affiancate dal biologo della Criminalpol Aldo Spinella, confermarono l'assenza di marchingegni e la natura umana del sangue.
A questo punto fu coinvolto il Vaticano, che mostrò un sostegno tangibile per la famiglia Gregori. Papa Giovanni Paolo II inviò, il 10 aprile 1995, il suo grande amico cardinale Andrej Maria Deskur per regalare ai Gregori una replica della statua, fatta dallo stesso artigiano che realizzò l’originale. Fu un dono personale del Papa polacco e presto, inspiegabilmente, iniziò ad emettere un olio profumato nei giorni di festa liturgica, nell’anniversario delle lacrime, e anche in molte occasioni di fronte a semplici pellegrini che invocavano l’aiuto della Madonnina.
La statua donata dal Papa pianse anche lacrime umane il 2 aprile 2005, il giorno della morte di San Giovanni Paolo II, e il 31 marzo 2006, quando il vescovo Grillo vide personalmente il pianto e lo rese noto.
Le Apparizioni e i Messaggi
Le Apparizioni alla Famiglia Gregori

Per quanto incredibili fossero questi eventi nella primavera del 1995, furono solo l’inizio della chiamata divina, poiché in pochi mesi Fabio, sua moglie Annamaria, Jessica e il loro figlio più giovane Davide iniziarono ad avere apparizioni della Vergine e di Gesù. A partire dal 2 luglio e terminando il 17 maggio 1996, durante queste apparizioni furono lasciati 93 messaggi pubblici su una serie di temi; ancora prima, la madre Annamaria disse di aver ricevuto delle rivelazioni sotto forma di sogni. Chiaramente l’intenzione della Madonna era di attirare l’attenzione sull’importanza vitale della famiglia cristiana.
Quando arrivarono al vescovo Grillo le notizie di queste apparizioni, il vecchio scetticismo tornò. Interrogò Jessica nel settembre 1995 accusandola di aver mentito, ma la ragazza rimase ferma, rivelando anche in un secondo incontro che la Beata Vergine le aveva detto che il vescovo «ha un cuore di pietra». A questo punto, il presule mise alla prova Jessica, chiedendole di riferire un fatto su sé stesso che solo lui sapeva. In seguito Jessica tornò non con uno, ma con diversi fatti riguardanti la sua persona. Chiaramente colpito dai dettagli sorprendenti e veritieri, il vescovo si ammalò, ma da quel momento tutti i dubbi svanirono e divenne di grande supporto ai piani della Beata Vergine per Civitavecchia e la famiglia Gregori. Al vescovo fu consegnato anche un segreto della Vergine con dettagli su eventi futuri della sua vita; poco prima della sua morte nel 2016, monsignor Grillo ha rivelato pubblicamente che i contenuti del segreto si erano avverati.
Uno degli aspetti più belli delle apparizioni era la tenerezza e l’umiltà mostrata dalla Vergine Maria. Ad esempio, raccontarono che, quando apparve, la Madonna si sarebbe scusata per aver tolto il tempo alla famiglia. In un’occasione Davide fu abbracciato dalla Madonna mentre le tirava la corda intorno alla cintola. Fabio riferì di essere stato inizialmente incredulo all’idea che la Beata Vergine apparisse ai figli Jessica e Davide, ma poi quando vide la Madonna «Ella mi ha dato un bacio sulla fronte. Ho sentito il calore e la carne». Jessica e sua madre Annamaria parlarono entrambe con Gesù in Chiesa. Il Signore uscì fuori dall’immagine della Divina Misericordia e si avvicinò ad Annamaria e le tenne la mano. Sebbene i messaggi pubblici fossero terminati nel maggio 1996, le apparizioni proseguirono in modo privato. Manuel, nato nel 2002, disse di aver visto la Madonna all’età di sette anni, in un momento di particolare sofferenza per la famiglia, e più di recente, nel dicembre 2018, la Madonna è apparsa a Fabio e Annamaria durante la messa. Jessica ha continuato ad avere apparizioni anche negli anni successivi.
I Messaggi e le Profezie
I messaggi di Civitavecchia, che non hanno carattere di obbligatorietà di fede come la Scrittura o il magistero della Chiesa, permettono di capire il motivo delle lacrime di sangue. Descrivono alla Chiesa in modo profetico e apocalittico i pericoli che incombono sull’umanità: apostasia dalla vera fede, un attacco satanico alla famiglia, una terza guerra mondiale, l’importanza della devozione al Cuore Immacolato di Maria e un avvertimento che la visione del terzo segreto di Fatima si sarebbe iniziata a compiere alla fine del secondo millennio. La Madonna parlò anche dell’imminente vittoria finale sul male con il ritorno nella gloria del Signore.
L'Apostasia e la Crisi della Fede
In termini di «grande apostasia» della vera Fede, come la descrisse la Madonna, l’avvertimento fu severo: «Figli, la Chiesa è entrata nel periodo di grande prova e in molti di voi la fede diventerà instabile». In un’altra occasione disse: «Satana si sta impadronendo di tutta l’umanità, e ora sta cercando di distruggere la Chiesa di Dio tramite molti sacerdoti. Non permettetelo! Aiutate il Santo Padre!». Ancora: «A Roma le tenebre stanno scendendo sempre di più sulla roccia che mio figlio Gesù vi ha lasciato per edificare, educare e far crescere spiritualmente i suoi figli».
Gli avvertimenti di apostasia si trovano anche nel magistero dei Papi recenti. Giovanni Paolo II si riferiva specificatamente ad una «apostasia silenziosa» nella sua Esortazione apostolica Ecclesia in Europa, mentre Benedetto XVI riprese la profezia di San Paolo a Timoteo riguardante il giorno «in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole» (2 Tm 4,3). Papa Francesco in innumerevoli occasioni ha messo in guardia dal pericolo rappresentato dalla mondanità spirituale che è «la tentazione più perfida che minaccia la Chiesa».
La Beata Vergine implorava l’unità nella Chiesa attraverso l’obbedienza di tutti i vescovi al Papa. «La sua forza conferma che la vera Verità Evangelica è soltanto nella Chiesa di Gesù affidata al Papa e a tutti i vescovi uniti a lui nell’obbedienza». I vescovi sono anche invitati a «tornare ad essere un solo cuore pieno di vera fede e di umiltà». L'apostasia all'interno della Chiesa è considerata la cosa più grave e scioccante che emerge dalle mariofanie del XX secolo, con l'avvertimento che tale apostasia potrebbe iniziare dai vertici stessi della Chiesa.
L'Attacco alla Famiglia
Un messaggio centrale trasmesso alla famiglia Gregori attraverso i vari segni soprannaturali riguardava la distruzione del matrimonio e della famiglia. Ad esempio, la Madonna si presentò come «Regina della Chiesa e Regina della famiglia»; i messaggi parlavano di «atti d’amore» all’interno della famiglia che «salvano le anime da Satana». Il 16 luglio 1996, la Beata Vergine dichiarò anche che «Satana vuole distruggere la famiglia» e veniva proposto il Rosario come mezzo per sconfiggere il diavolo. Jessica sentì la chiamata al matrimonio piuttosto che alla vita consacrata proprio perché capì che la volontà di Dio per lei era quella di essere testimone della bellezza del matrimonio, in un’epoca in cui le forze del male desideravano distruggerla.
La preoccupazione della Madre di Dio si è andata chiarendo sempre di più negli anni con la disgregazione delle famiglie ancora in atto: divorzi, separazioni, unioni di fatto, matrimoni omosessuali, poligamia. Questa aggressione nei confronti della famiglia si è manifestata anche all’interno della Chiesa, con il rischio di negare l’indissolubilità del sacramento del Matrimonio. I messaggi di Civitavecchia hanno anticipato questo terremoto e invitato a costruire la famiglia nel rispetto dei valori cristiani e a coltivare l’amore, la fedeltà, l’indissolubilità e l’unità.
Avvertimenti di Guerra e Consacrazione
Padre Amorth in seguito confessò che la sua figlia spirituale che l’aveva informato nell’estate del ’94 del futuro evento miracoloso, lo aveva anche avvertito che se non fosse stata fatta molta preghiera e penitenza, l’Italia avrebbe dovuto affrontare una guerra civile e un terribile spargimento di sangue. A causa di questo pericolo, la donna si offrì come vittima in riparazione per i peccati dell’Italia e presto si ammalò gravemente. Il vescovo Grillo nel frattempo si era anche impegnato a chiedere a tutti i conventi e monasteri di clausura di pregare ardentemente per il Paese.
I messaggi a Civitavecchia hanno anche accennato ai rischi di una terza guerra mondiale tra Oriente e Occidente. Il messaggio dato il 19 maggio 1995 avvertiva: «L’umanità sta per incombere in una tragedia molto brutta che si sta avvicinando. Non si sta accorgendo che sta per entrare in una guerra mondiale che può essere fermata». I messaggi fanno capire che si tratta di una «guerra nucleare» che potrebbe avere conseguenze incalcolabili. Il Cielo ha le sue «armi»: la Vergine, per fermare la guerra, ha indicato l’amore, le preghiere, il Rosario in particolare, l’umiltà, la conversione autentica, la consacrazione al suo Cuore Immacolato. Ma soprattutto una grande confidenza con Gesù, che si stabilisce nella Comunione e nell’Adorazione Eucaristica, e nella Confessione frequente.
Il Legame tra Civitavecchia e Fatima
CIVITAVECCHIA : LA MADONNA E' APPARSA REALMENTE !!!
Uno degli aspetti più profetici dei messaggi riguardava inoltre il vincolo di Civitavecchia con Fatima. Ci sono diverse ragioni per questo. Anzitutto il fatto che la Madonna menzionò specificamente Fatima: «Figli miei, le tenebre di Satana stanno ormai oscurando tutto il mondo e stanno oscurando anche la Chiesa di Dio. Preparatevi a vivere quanto io avevo svelato alle mie piccole figlie di Fatima».
Poi la Madonna rivelò il terzo segreto di Fatima a Jessica il 27 agosto 1995. La ragazza visitò anche suor Lucia nel 1996 e insieme discussero del segreto. Sembrano esserci diversi elementi dal significato profondo che legano Fatima e Civitavecchia dal punto di vista storico, geografico ed escatologico, ma convergono tutti su una questione: le sofferenze del Papa e della Chiesa. Fatima ha annunciato che le sofferenze sarebbero arrivate all’inizio del secolo, mentre a Civitavecchia alla fine del secolo.
Da un punto di vista escatologico, è significativo l’aver affidato il terzo segreto a Jessica, cinque anni prima della sua pubblicazione nel 2000. Non sappiamo se alla ragazza fosse stata data una interpretazione precisa della visione, ma c’è chiaramente un motivo per cui le è stato detto. In ogni caso, Civitavecchia sembrerebbe indicare due realtà mostrate nella visione originale di Fatima: in primo luogo, la distruzione di una città in cui il Papa prega per i morti. Ciò rappresenterebbe una punizione per l’umanità in generale. In secondo luogo, il martirio del Papa e di quei vescovi, sacerdoti, religiosi e laici davanti alla Croce in cima alla montagna. Questo senza dubbio rappresenta una persecuzione universale della Chiesa che sembrerebbe indicare la prova finale prima della seconda venuta del Signore (CCC 675).
Le lacrime di sangue della statua originale appartenente alla famiglia Gregori potrebbero essere interpretate in questa luce: rappresentano profeticamente la sofferenza che deriverà dalla mancata conversione dell’umanità. Maria piange per tutti i suoi figli, ma rappresenta la Chiesa nella sua sofferenza. Fatima non si è conclusa con la promessa di fallimento, ma piuttosto con la promessa di un trionfo definitivo contro Satana. Ecco perché a Civitavecchia come a San Nicolas, in Argentina, e Kibeho, in Ruanda, la Madre e il Figlio annunciano un messaggio di grande gioia.
A Fabio Gregori, il Signore disse: «Ti manderò un angelo per mostrarti ciò che deve accadere tra breve. Beato chi avrà custodito e predicato le parole profetiche della Chiesa di Dio, nostro Padre, che tramite la nostra mamma celeste, la Madonna, ci prepara la strada per intercedere presso nostro Padre, Dio. Non abbandonare mai i sacramenti, la Confessione, la preghiera, il digiuno e il corpo di Cristo Gesù nella Santa Messa, perché la mia venuta sarà molto presto». In un’altra occasione la Madonna avrebbe detto: «Aprite il cuore e le braccia con lo stesso modo e amore con cui si abbraccia il proprio figlio, per essere pronti ad abbracciare il Cristo nello splendore della sua gloria, perché il suo grande avvento sta per arrivare. Pregate e non stancatevi mai di pregare. Dolci figli miei, amatevi, perché l'amore in Cristo mio figlio è la vostra chiave per entrare in quella porta piccola che conduce al Regno di Dio».
Messaggi di questo tipo sono una chiamata a rispondere al Vangelo nel modo più autentico e radicale possibile. Ci invitano a vivere ogni giorno nello spirito dell’Avvento, non rinunciando alla vita ma abbracciandola, e di vivere ogni giorno al servizio degli altri. L’altro collegamento principale tra Fatima e Civitavecchia è il desiderio della Madonna che la devozione al suo Cuore Immacolato fosse diffusa e la consacrazione a Esso, non un semplice affidamento, poiché la consacrazione è un atto potente che coinvolge profondamente la persona, la famiglia, la Chiesa o la nazione che la compie.
Riconoscimento Ecclesiastico e Impatto Globale
Quando la vicenda delle lacrimazioni si è fatta sempre più seria e meritevole d’attenzione, il vescovo ha istituito una Commissione Teologica Diocesana d’inchiesta. Le indagini, nonostante fossero state lunghe e condotte in tutte le direzioni, non avevano, tuttavia, rivelato alcun dolo nei confronti della famiglia Gregori. La Commissione ha ravvisato nei testimoni, che variano per anni, sesso, condizione sociale e fede religiosa, una «molteplice attestazione» che esclude ogni dubbio sulla loro credibilità. È stata constatata la «non spiegabilità scientifica del fenomeno» e che un eventuale trucco sarebbe potuto venire solo dall’esterno, ma questa possibilità è stata scartata dai molteplici testimoni. È stata esclusa la possibilità che fosse opera diabolica, in quanto sia l’esorcista della diocesi sia il vescovo hanno sottoposto la statuina al rito esorcistico.
Conclusa l’indagine a livello locale, il proseguimento delle indagini sulla mariofania di Civitavecchia è passato, secondo l’iter previsto in questi casi, anche in considerazione dell’eco internazionale avuto dall’evento, alla Santa Sede. «Madonnina delle lacrime di Civitavecchia» è il devoto appellativo assegnato a una statuetta di Medjugorje protagonista dell’ultima, clamorosa “rivelazione“ mariana. Un episodio avvenuto il 2 febbraio e diventato in pochi mesi un caso di dimensioni internazionali. Sia per i misteriosi ma significativi collegamenti con Medjugorje, sia per l’intervento immediato della gerarchia ecclesiastica locale e della Congregazione pontificia per la dottrina della fede. In poco più di un anno Civitavecchia, per il vastissimo intervento di giornali e televisioni, per le sue ripercussioni sull’opinione pubblica, per i suoi risvolti sociali e culturali, per la devozione popolare suscitata, è stata accostata alle altre grandi epifanie mariane dell’Otto e del Novecento. Tanto che qualcuno ha già tracciato una linea retta che muove da Lourdes e, attraverso Fatima e Medjugorje, arriva a Civitavecchia, alle porte di Roma, nel cuore stesso della cristianità.
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