San Mattia Apostolo: Storia, Elezione e Culto

San Mattia (I secolo; † Gerusalemme ?, I secolo) è un personaggio del Nuovo Testamento, un apostolo ebreo il cui nome, abbreviazione dell'ebraico Mattatia o Mattanjah, significa "Dono di Dio". Egli è l'unico dei dodici apostoli non scelto direttamente da Gesù, ma dalla primitiva comunità cristiana per prendere il posto di Giuda Iscariota nel collegio apostolico.

La Necessità di un Nuovo Apostolo: La Caduta di Giuda

Nel libro degli Atti degli Apostoli (At 1,15-26) si narra che, nei giorni seguenti l'Ascensione di Gesù, l'apostolo Pietro si alzò in mezzo all'assemblea dei fratelli, il cui numero era di circa centoventi. Pietro propose di scegliere uno tra loro per ricomporre il numero simbolico dei dodici apostoli, un collegio che raffigurava i dodici figli di Giacobbe e, di conseguenza, le dodici tribù d'Israele, dopo il tradimento e la morte di Giuda Iscariota.

Pietro spiegò che era necessario che si compisse quanto predetto nella Scrittura dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, il quale era diventato la guida di coloro che arrestarono Gesù. Giuda, sebbene fosse stato del loro numero e avesse avuto in sorte il loro stesso ministero, aveva comprato un campo con il prezzo del suo delitto e, precipitando, si era squarciato, spargendosi tutte le sue viscere. Questo fatto divenne noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e così quel campo, nella loro lingua, fu chiamato Akeldamà, cioè "Campo del sangue". Le profezie richiamate da Pietro includevano i Salmi: "Divenga deserta la sua dimora, e non vi sia chi l'abiti!" e "Prenda un altro il suo ufficio".

Il Tradimento di Giuda

Prima della sua tragica fine, Giuda Iscariota era conosciuto dagli altri apostoli. Era l'economo del gruppo, responsabile della borsa. L'evangelista San Giovanni commenta che "non si preoccupasse dei poveri, ma perché era ladro, e avendo la borsa portava via quello che vi si metteva" (Giov 12,1-11). Spinto dall'avidità, Giuda andò dai sommi sacerdoti e promise di tradire Gesù per trenta monete d'argento, il compenso fissato dalla legge per l'uccisione accidentale di uno schiavo.

Durante l'Ultima Cena, Gesù alluse più volte al suo traditore e lo designò apertamente (Mt 26,25). Dopo la cena, nel Getsemani, Giuda giunse a capo di sgherri armati e consegnò Gesù con un bacio. Tuttavia, il rimorso attanagliò il suo animo: quando seppe che il Sinedrio aveva condannato il Maestro, riportò i trenta denari ai sommi sacerdoti e agli anziani, gemendo: "Ho peccato, tradendo sangue innocente!".

dipinto che raffigura il tradimento di Giuda nel Getsemani

L'Elezione di Mattia

Per sostituire Giuda, Pietro delineò i requisiti per il nuovo apostolo: doveva essere tra gli uomini che avevano accompagnato gli apostoli per tutto il tempo in cui il Signore Gesù aveva vissuto tra loro, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui era stato assunto in cielo, affinché divenisse, insieme a loro, testimone della sua risurrezione. Mattia rispondeva a questi criteri, avendo seguito Gesù e ascoltato il suo insegnamento fin dall'inizio della sua predicazione ed essendo stato tra i testimoni della risurrezione.

Furono proposti due discepoli: Giuseppe, detto Barsabba e soprannominato Giusto, e Mattia. L'assemblea, consapevole dell'importanza della scelta, pregò dicendo: "Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava".

Il Commento di San Giovanni Crisostomo

Nelle sue Omelie sugli Atti degli Apostoli, San Giovanni Crisostomo, vescovo, sottolinea la saggezza di Pietro in questo processo. Egli osserva che Pietro, pur essendo il più zelante e avendo ricevuto da Cristo l'incarico del gregge, non impose la sua scelta, ma lasciò il giudizio ai presenti per evitare parzialità e garantire la fiducia nella persona scelta. La decisione di scegliere un testimone richiedeva oculatezza, anche prima della discesa dello Spirito Santo.

Crisostomo evidenzia anche l'importanza della preghiera comune: "Pregarono insieme dicendo: “Tu che conosci il cuore di tutti, mostraci…”. Tu, non noi. Molto giustamente lo invocano come colui che conosce i cuori: da lui, infatti, dev’essere fatta l’elezione, non da altri." Gli apostoli non chiesero a Dio di scegliere, ma di mostrare "colui che hai designato", ben sapendo che la volontà divina era già stabilita. Dopo la preghiera, "tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli". Questa fu la prima elezione a dignità ecclesiastica.

dipinto che rappresenta l'elezione di Mattia a sorte

Il Ministero e il Martirio di San Mattia

Dopo la Pentecoste e la ricezione dello Spirito Santo, Mattia rimase nel cenacolo con gli altri Apostoli e iniziò il suo ministero di predicazione. Non si hanno molte notizie certe sulla sua vita successiva.

Diverse tradizioni e fonti apocrife narrano il suo apostolato e la sua fine:

  • Secondo Niceforo, Mattia predicò prima in Giudea e poi in Etiopia, dove sarebbe stato crocifisso.
  • Altre fonti affermano che "Mattia predicò il Vangelo all’interno dell’Etiopia, dove si trovano il porto di Hyssus e il fiume Phasis, a uomini barbari e carnivori." Nelle sue istruzioni, egli insisteva sulla necessità di mortificare la carne e reprimere i desideri della sensualità, come aveva imparato da Gesù Cristo e come egli stesso praticava.
  • Alcuni studiosi ritengono che abbia predicato in Palestina agli Ebrei, i quali lo lapidarono.
  • Un'altra tradizione sostiene che fu ucciso a Sebastopoli dopo essere stato decapitato.

Nonostante le diverse versioni, tutte concordano nel dire che fu un martire, fedele al suo apostolato fino alla fine.

Le Reliquie e il Culto

Anche per quanto riguarda le sue reliquie, le informazioni sono variegate. È stato detto che sant'Elena Imperatrice, madre dell'imperatore Costantino, portò le reliquie di san Mattia a Roma, e che una parte di esse furono poste presso Treviri, in Germania, dove sono venerate. Le sue reliquie, vere o presunte, sono infatti venerate a Roma nella basilica di Santa Maria Maggiore. Un'altra tradizione indica che le sue reliquie sono contenute in un'arca marmorea custodita nel transetto dell'Abbazia di Santa Giustina a Padova, a poca distanza dall'arca dell'evangelista Luca.

La festa di San Mattia apostolo si celebra il 14 maggio nel calendario romano. Il Martirologio Romano lo descrive come colui che "seguì il Signore Gesù dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui Cristo fu assunto in cielo; per questo, dopo l’Ascensione del Signore, fu chiamato dagli Apostoli al posto di Giuda il traditore, perché, associato fra i Dodici, divenisse anche lui testimone della resurrezione".

Iconografia di San Mattia

Nell'iconografia cristiana, San Mattia viene generalmente rappresentato come un uomo anziano che indossa la tunica caratteristica degli apostoli. I suoi principali attributi sono:

  • L'alabarda o ascia: simbolo del suo martirio, suggerendo una morte violenta.
  • Un libro: simbolo della predicazione del Vangelo, che tiene quasi sempre in mano.

Diverse opere d'arte raffigurano l'apostolo con questi elementi. Ad esempio, il "Martirio di San Mattia" di Stefan Lochner (1435) o le rappresentazioni di San Mattia di Pieter Paul Rubens (1611) e Orazio Fidani (1640-56), che lo ritrae con un grande libro recante la scritta "remissionem peccatorum" e una daga.

iconografia di San Mattia con alabarda e libro

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