Frasi celebri contro la dittatura e la storia di Madre Teresa in Albania

La storia dell'umanità è costellata di figure che, con le loro azioni o le loro parole, si sono opposte ai regimi autoritari. Questo articolo esplora alcune frasi significative sulla dittatura, sul desiderio di libertà e sul contrasto con l'autoritarismo, e racconta una vicenda poco nota di Madre Teresa di Calcutta, legata alla sua visita nell'Albania post-dittatoriale.

La natura della dittatura e il desiderio di libertà

Le dittature si presentano apparentemente più ordinate, nessun clamore si leva da esse. Spesso, il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell'intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell'intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura.

infografica sui meccanismi del totalitarismo

La psicologia della sottomissione e del potere

In Italia, a fare la dittatura non è tanto il dittatore, quanto la paura degli italiani e una certa smania di avere un padrone da servire. Gli italiani sono fatti così, vogliono che qualcuno pensi per loro. E poi, se va bene, va bene. Pensate agli uomini più crudeli del passato - fascisti, autocrati - e vedrete che esigevano l'ammirazione delle persone perché non erano capaci di volersi bene.

Uomini che permettono al loro amore per il potere di distorcere la loro visione del mondo possono trovarsi in ogni manicomio: uno pensa di essere il governatore della Banca d’Inghilterra, un altro pensa di essere un re, e un altro ancora pensa di essere Dio.

La negazione della libertà individuale

La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. L'estremismo può prosperare solo in un ambiente in cui la responsabilità sociale di base del governo verso il benessere del popolo è trascurata. Si deve chiamare tirannide qualunque governo in cui chi è preposto all'esecuzione delle leggi può farle o infrangerle con sicurezza e impunità. Di regola, la dittatura garantisce strade sicure e il terrore alla porta di casa.

“Mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore: non è il mio mestiere; non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro."

La retorica del "salvatore"

"Sta arrivando l'uomo della provvidenza. E io, in vita mia, di questi personaggi ne ho già conosciuto uno. Mi è bastato." Spesso, figure come Giuseppe Stalin vengono esaltate come giganti del pensiero e dell'azione. Tuttavia, "Per fare arrivare i treni in orario, però, se vogliamo, mica c'era bisogno di farlo capo del governo." Questo evidenzia come spesso piccoli miglioramenti vengano usati per giustificare il controllo totalitario. Il Duce e Hitler sono esempi storici di questi "uomini della provvidenza".

Dittatori del novecento - 05 Adolf Hitler

La dittatura populista non pesa. Noi ne abbiamo un esempio relativamente recente con Mussolini. Neanche lui aveva un partito. Aveva origini socialiste ma rivoluzionarie. Nixon pensava che il generale Pinochet fosse uno buono perché odiava i comunisti, così abbiamo aiutato Pinochet a prendere il potere. Poi Pinochet cambiò faccia ed uccise migliaia di persone.

La resistenza all'assolutismo

Quando una lunga serie di abusi e usurpazioni, volti a perseguire il medesimo obbiettivo, rivela il disegno di riunire tutti gli uomini all'assolutismo, è loro diritto e loro dovere rovesciare un sì fatto governo e provvedere alla sicurezza per l'avvenire. La letteratura autentica e le dittature sono incompatibili. Di tutte le tirannie che affliggono l'umanità, quella religiosa è la peggiore.

Madre Teresa e il regime albanese: una storia poco nota

C’è una vicenda della vita di Santa Teresa di Calcutta sconosciuta ai più. Marcel, un amico del sacerdote che accompagnò Madre Teresa, iniziò a raccontarla a partire da un episodio del settembre 1985, quando si trovava sotto le armi in Albania. Era in un reparto mal equipaggiato e disarmato, il più umile dell’esercito albanese, perché fatto di uomini considerati pericolosi per il regime. Il dittatore Hoxha era morto l’11 aprile, ma il regime perdurava e impiegava i soldati nella costruzione di bunker, tunnel e trincee per difendere la patria dai nemici.

foto storica di Madre Teresa

Il soldato e il mistero della tomba di Hoxha

Un giorno arrivò nel reparto un soldato che era stato espulso dalla Guardia della Repubblica, il corpo più prestigioso dell’esercito. Tutti avevano paura che fosse una spia. A tavola, Marcel gli chiese: "Che hai fatto di male per finire qui?". Lui rispose: "Ho avuto una rissa con un altro soldato e mi hanno mandato qui per punizione". Marcel replicò: "Certo, sarà duro per te. Là eri in un corpo prestigioso, un lavoro leggero, avevate gli stivali, mentre da noi devi solo lavorare duramente e non abbiamo neppure le scarpe".

Con sua sorpresa, il soldato sgranò gli occhi: "Ma sono fortunato! Tu non puoi capire cosa vuol dire montare la guardia di notte alla tomba di Enver Hoxha. Si sentono rumori, tremori, grida, sono come gemiti che salgono da un abisso. È una tortura. Da questo mi sono salvato. Sono più di 20 i compagni del mio gruppo che sono finiti in un reparto di psichiatria. Qui lavoro un po' di più, ma non sento questo inferno". Marcel e gli altri soldati presenti si alzarono dal tavolo per prendere le distanze da questo soldato.

La visita di Madre Teresa e il suo significato

Alcuni anni dopo, nel 1989, con grande sorpresa di tutti, arriva in Albania Madre Teresa di Calcutta. Se la stampa di regime era costretta a nominarla, come ad esempio quando le venne assegnato il Premio Nobel dieci anni prima, era solo per denigrarla con epiteti infamanti (l’Albania, sotto il regime comunista, aveva adottato una Costituzione che la dichiarava ufficialmente un paese ateo). Nel 1989 invece ecco improvvisamente che arriva, e va ad accoglierla all’aeroporto nientemeno che la vedova di Enver Hoxha, che appena arriva la porta dritto alla tomba del dittatore!

mappa dell'Albania con indicazioni storiche

Questa visita naturalmente sembrò un omaggio, e la televisione la riportò come un grande successo del regime. La sosta di Madre Teresa sulla tomba fu presentata come un modo di dimostrare alla gente il suo rispetto per il grande statista scomparso. Ma non era così. Marcel seppe la ragione vera quattro anni dopo, nel 1993, quando gli capitò di conoscere un sacerdote kosovaro che quel giorno aveva accompagnato Madre Teresa nel suo viaggio di ritorno in Albania. Egli gli raccontò che la visita era stata sollecitata da Nexhmije Hoxha perché si vergognava delle grida e del tremore che si sentivano provenire dalla sua tomba.

La preghiera di Santa Teresa di Calcutta fu esaudita? I rumori terrificanti intorno alla tomba di Hoxha cessarono? Pare di sì. "Non ripresa dalla Tv, mi disse il sacerdote, Madre Teresa rimase a lungo in preghiera sulla tomba, dove da allora è tornata la calma, non si è sentito più nulla.”

Eventi successivi e il destino di Madre Teresa

Quel giorno Madre Teresa poté visitare per la prima volta la tomba della madre e della sorella, morte in Albania nel 1971 e nel 1974. "Il sacerdote - conclude Marcel - mi raccontò che più tardi fu permesso loro di riunirsi con altri fedeli in una casa, dove fu possibile anche celebrare la Messa. Mentre stavano pregando a un certo punto una forza misteriosa, come una mano invisibile, sollevò in aria Madre Teresa e poi la scaraventò pesantemente a terra. Di lì iniziarono i suoi problemi di cuore, che sono continuati sempre, fino a causarle la morte nel 1997."

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