Il Percorso Artistico di Francis Bacon
Francis Bacon (Dublino, 1909 - Madrid, 1992), uno dei più grandi pittori irlandesi della seconda metà del XX secolo, è un esempio lampante di un artista la cui storia personale è strettamente legata alla sua opera, in quanto usava la pittura come mezzo per esprimere le sue ansie. Nacque a Dublino il 28 ottobre 1909. L'infanzia e la giovinezza di Bacon con la sua famiglia non furono molto facili. A Londra, dove si stabilì dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, Francis Bacon maturò come artista, lasciandovi tracce preziose del suo lavoro.
Nonostante un temperamento estroverso dedito ai divertimenti e alle amicizie, Bacon nutriva dentro di sé sentimenti oscuri e contrastanti a causa delle difficoltà vissute nella sua infanzia e adolescenza. I suoi dipinti sono, infatti, caratterizzati da immagini volutamente inquietanti e disturbanti, in cui la figura umana è distorta o raffigurata in modo antropomorfo, spesso nell'atto di urlare, ed è collocata in stanze spoglie e solitarie. Negli ultimi anni della sua vita, nonostante molti lutti dolorosi, Bacon prese coscienza della necessità di vivere più leggero e introdusse nelle sue opere tonalità più morbide, che continuò a realizzare fino a tarda età.

Bacon aveva un rapporto viscerale con l'arte, che lo portava a distruggere le proprie opere ritenute indegne o a evitare di vedere dal vivo opere di altri pittori che amava profondamente. Un esempio significativo è il Ritratto di Innocenzo X di Diego Velázquez, il dipinto su cui realizzò una rielaborazione che è una delle opere per cui è ancora più conosciuto e che non volle ammirare dal vivo fino a tarda età.
"Tre Studi per Figure alla Base di una Crocifissione" (1944): La Nascita di un Genio
L'artista dipinse i "Tre Studi per Figure alla Base di una Crocifissione" nel 1944, in uno dei periodi più difficili della sua carriera. Passata la trentina, a inizio anni '40, Bacon navigava in cattive acque: i riconoscimenti tardavano a venire, il portafogli era più vuoto che pieno, l'ispirazione mancava spesso all'appello. Al di fuori di un ristretto circolo d’intellettuali londinesi, erano in pochi a scorgere delle reali potenzialità nel suo stile ancora acerbo, fortemente debitore delle fascinazioni surrealiste e cubiste.

Non si sa se "Tre Studi per Figure alla Base di una Crocifissione" nasca già come un trittico nelle intenzioni del suo creatore, oppure sia un semplice assemblaggio di dipinti realizzati in epoche diverse. Fatto sta che la crocifissione di cui parla il titolo non vedrà mai la luce. Il pubblico inglese accolse l'inatteso exploit quasi come un attentato alla propria sensibilità sfinita dai recenti avvenimenti. Il modello di Francis Bacon era davvero l'artista spagnolo, Pablo Picasso, artefice di quell'enorme affresco sulla crudeltà umana rappresentato dal Guernica, un quadro concepito a partire da un triste episodio della guerra di Spagna e divenuto in breve tempo simbolo tragico del ventesimo secolo.
Francis Bacon puntava in alto, molto in alto. Il suo trittico del 1944, tuttavia, non si rifaceva a un evento preciso: a ispirarlo erano l'orrore, lo spavento, l'incredulità nei confronti della ferocia nazista mischiati alla forte suggestione lasciata in lui dalla scoperta della tragedia greca. Dalle foto del Führer e dai versi di Eschilo, dal ghigno di Hitler e dal furore delle Erinni nascevano le tre minacciose creature dipinte dall'artista. Queste tre figure sono rese tanto più mostruose da sprazzi d’inquietanti fattezze umane: la frangia che copre gli occhi e la fronte della creatura di sinistra, l’orecchio della creatura di destra, la bocca digrignante della figura centrale. Su di una parete bianca spicca lo sfondo arancio della tela, dove si stagliano tre creature sfigurate dal dolore: quella di centro ha gli occhi bendati, accecata dall’esperienza vissuta; quella di destra ha la bocca dilatata in un urlo disumano; quella di sinistra è ripiegata su sé stessa ed avvolta da un mantello, ad evocare l’immagine della Maddalena. Sebbene non sia rappresentata alcuna azione violenta, tutta l’opera è pervasa da un senso di tragicità per un fatto accaduto in un tempo impreciso ed indeterminato.
"TRE STUDI PER FIGURE ALLA BASE DI UNA CROCIFISSIONE È L’OPERA CHE HA RIVELATO LA GRANDEZZA DI FRANCIS BACON COME PITTORE." Oggi è possibile ammirare l'opera nelle sale della Tate Britain, fondata nel 1897 con il nome di National Gallery of British Art, in un edificio in stile neoclassico progettato da Sidney R. J.
"Tre Studi per una Crocifissione" (1962): Un Cristo Moderno
Nel "Tre studi per una Crocifissione", dipinto nel 1962, Bacon, secondo un suo tipico procedimento creativo, riflette sul senso attuale di un tema della tradizione, la crocifissione di Cristo, utilizzando una modalità compositiva antica, il trittico, in modo da illustrare lo svolgimento di una storia. L'attenzione del pittore si concentra sul protagonista principale del racconto: un Cristo moderno, uomo comune torturato dai suoi simili e vittima sacrificale dei drammi del tempo, con un chiaro riferimento alle vicende del Secondo conflitto mondiale.

La Visione di Bacon: Il Sublime e il Sub-umano
Francis Bacon è considerato uno dei pittori più importanti della seconda metà del ventesimo secolo. La sua visione dell'arte e dell'umanità è radicale. "Per me il mistero del dipingere oggi è il modo in cui rendere l’apparenza. So che può essere illustrata, so che può essere fotografata." Questa affermazione sottolinea la sua ricerca di una verità più profonda, al di là della mera riproduzione. È stato detto di lui: "Bacon, ultimo erede del sublime, sublima ma non idealizza: perciò il sublime non è, per lui, il super, ma il sub-umano, non il sacro o il divino ma il demoniaco."
FRANCIS BACON - crudeltá, psicosi, bellezza.
Da tutta la sua opera risulta che lui non crede all'elezione o alla salvezza, ma alla degradazione o alla caduta dell'umanità: dunque anche la pittura non è un processo elettivo, ma degradante. Questo approccio si manifesta nella sua predilezione per immagini crude e disturbanti, che spesso sfidano la sensibilità comune, ma che riflettono una profonda e talvolta brutale onestà sulla condizione umana. Come un colore per il secolo, il suo lavoro cattura l'essenza di un'epoca segnata da conflitti e ansie esistenziali.
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