Il patrimonio artistico e culturale di Gemona del Friuli

La mostra fotografica di Elio Ciol

Il Comune di Gemona del Friuli, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, ha inaugurato la mostra fotografica “Elio Ciol. Sguardi nel tempo”, un sentito tributo a uno dei più grandi maestri della fotografia italiana. Dopo l'apertura sperimentale a dicembre, che ha registrato un grande successo di pubblico con circa un migliaio di visitatori durante le festività natalizie, l'esposizione è stata inaugurata ufficialmente sabato 18 gennaio presso le ex carceri del castello, alla presenza dello stesso artista.

Promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Gemona, la mostra celebra l'opera di un artista capace di immortalare l'essenza del Friuli attraverso i paesaggi, la luce e i volti della sua terra. Ad arricchire il percorso espositivo si trovano contenuti multimediali di grande valore, tra cui spicca la storica intervista Rai a Ciol, curata da Fulvio Toffoli, e la versione restaurata del film “Gli Ultimi”, grazie al prezioso contributo della Cineteca del Friuli.

Foto di un paesaggio friulano in bianco e nero scattata da Elio Ciol, che mostra la maestria dell'artista nel catturare la luce e l'atmosfera locale.

Documentazione degli affreschi di Giacomo Brollo

Una sezione speciale della mostra è dedicata alla documentazione fotografica degli affreschi del pittore gemonese Giacomo Brollo (1834-1918). Questo lavoro di catalogazione è stato realizzato in collaborazione con Stefano Ciol nella chiesa di Nova Cerkev, in Slovenia.

Le riflessioni sul valore della memoria

Il sindaco di Gemona, Roberto Revelant, ha sottolineato l'importanza dell'evento come ponte tra passato e futuro: «Questa mostra rappresenta un ponte tra generazioni, un’occasione per riscoprire la nostra storia e il valore del tempo. L’opera di Elio Ciol va oltre la documentazione: è un viaggio emotivo e culturale che ci restituisce un Friuli autentico e universale».

La vicesindaco e assessore alla Cultura, Flavia Virilli, curatrice del progetto, aggiunge: «Ogni scatto di Elio Ciol è un invito a riflettere sul nostro tempo e sul valore della memoria. Questa mostra è molto più di un’esposizione: è un atto di speranza, una celebrazione del nostro patrimonio culturale e un invito a mantenere vivo il legame con le nostre radici, senza temere il cambiamento».

Opere barocche nel Duomo di Gemona

Il legame di Gemona con l'arte non si limita alla fotografia. All'interno del Duomo (la parrocchia di San Giovanni Battista), icona della città con la sua cupola variopinta e l'alto campanile, si trova una preziosa opera attribuita all'esponente del barocco campano, Francesco Solimena.

Nella cappella dei santi Fabiano e Sebastiano, appartenente alla famiglia De Simone, una pala d’altare incanta i fedeli. L'opera, un olio su tela databile alla fine del Seicento (intorno al 1670), fu donata al Duomo da Annunziata Spagnuolo. Le caratteristiche tecniche dell'opera includono:

  • Uso del colore: dominano il rosso e il giallo in varie gamme.
  • Gioco di luci e ombre: le figure religiose sono illuminate come da un riflettore, mentre le anime sofferenti restano in penombra.
  • Attenzione ai dettagli: la cura per i tessuti e la precisa collocazione spaziale riflettono la formazione di Solimena come architetto.
Dettaglio fotografico della pala d’altare attribuita a Francesco Solimena, evidenziando il gioco di luci e ombre tipico del barocco.

Architettura storica: il palazzo di via Bini

L'architettura civile di Gemona presenta esempi significativi, come il fabbricato situato in via Bini ai civici 20 e 22. L'edificio si sviluppa su tre piani fuori terra più sottotetto e mostra elementi architettonici distintivi:

  • La facciata poggia su tre arcate con colonne in pietra.
  • Ai piani superiori si trovano due file di quattro finestre con cornice in pietra.
  • L'ultimo livello presenta caratteristiche aperture ellittiche.
  • Il tetto è composto da travi di legno sagomate con rivestimento in coppi.

tags: #francesco #alois #altarista #gemona