La liturgia cattolica, con la sua ricchezza di formulari e preghiere, ha sempre riflettuto il profondo legame tra l'uomo, il creato e Dio. Negli ultimi decenni, questa consapevolezza si è ulteriormente approfondita, portando all'introduzione di nuovi strumenti liturgici e al rafforzamento di quelli esistenti, in particolare riguardo al tema della cura del creato e alla vita dei fedeli in Terra Santa.
L'Introduzione della Messa per la Custodia della Creazione
All'inizio di luglio, il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti - a dieci anni dalla pubblicazione dell'enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco - ha inserito la
Il Pontefice ha utilizzato per la prima volta questo formulario il 9 luglio nel “Borgo Laudato Si’” a Castel Gandolfo, e il vescovo Ivo lo ha scelto per la celebrazione eucaristica del 150° anniversario del rifugio Payer a Solda il 25 agosto. Il formulario può essere scelto nei giorni feriali del Tempo Ordinario.

La Chiesa ha costantemente affermato la «reciproca responsabilità tra essere umano e natura» (LS 67). Il tema del creato non è un'aggiunta recente, ma è sempre presente nella liturgia cattolica. Durante ogni Messa, infatti, "tutto il cosmo rende grazie a Dio"; si benedice Dio per il pane e il vino ricevuti e offerti, riconoscendoli come "frutto della terra... frutto della vite... e del lavoro dell'uomo". In ogni domenica e solennità, si proclama la fede con le parole: "Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra".
La
Con l’approvazione del Pontefice, la
Il Nuovo Proprio della Liturgia delle Ore per la Custodia di Terra Santa
«Finalmente consegniamo il Proprium della Custodia di Terra Santa perché ci aiuti a scandire il tempo quotidiano dandogli il sapore di quel tempo eterno in cui si inserisce la preghiera». Così è stata annunciata la

La speranza è che questa nuova edizione della Liturgia delle Ore diventi anche uno strumento per favorire l’inserimento locale per i numerosi sacerdoti, monaci, monache, religiosi, religiose e fedeli laici che celebrano in lingua italiana la Liturgia delle Ore in Terra Santa. A chi celebra la Liturgia delle Ore nei santuari viene anche permesso di celebrare l’Ufficio divino «del luogo» e non solo quello «del giorno».
Il tema della creazione è ben presente anche nella Liturgia delle Ore. Basti citare il cantico di Daniele (Dn 3, 57-88. 56 - Benedite, opere tutte del Signore, il Signore) nelle lodi della Domenica della I settimana, nelle solennità e nelle feste, come pure il riferimento all’impegno dell’uomo nel custodire la creazione presente nelle preci.
La Tematica della Creazione nella Tradizione Liturgica
La celebrazione dei singoli sacramenti è un'ulteriore espressione della lode alla creazione. Grandi preghiere di benedizione dell’acqua per il battesimo o dell’olio per le sacre unzioni ne sono testimonianza, ricordando che la Liturgia dei Sacramenti e dei Sacramentali offre ai fedeli ben disposti la possibilità di santificare quasi tutti gli avvenimenti della vita per mezzo della grazia che fluisce dal mistero pasquale.
In particolare, nella memoria annuale della Pasqua, la liturgia celebra il mistero della creazione redenta, rinnovata, finalmente compiuta. San Giovanni Paolo II, nella Lettera apostolica Dies Domini sulla santificazione della domenica, dedica il capitolo I al tema della creazione ("La celebrazione dell’opera del Creatore"). Nella visione cristiana, la domenica è una festa pasquale che celebra la «nuova creazione», indissolubilmente legata al disegno di Dio nella creazione del mondo. Cristo è origine e fine dell’universo, e il progetto divino implicava già nel mattino della creazione il suo «compito cosmico». La Pasqua è la festa della nuova creazione, e la Chiesa, nella Veglia pasquale, ripropone il racconto della creazione del mondo per comprendere meglio la nuova creazione, iniziando con la creazione della luce come simbolo di rinascita.
25 Aprile 1945: la storia della LIBERAZIONE in Italia
Una particolare rilevanza alla creazione è data anche dalle Rogazioni e dalle Quattro Tempora, trattate dalle Norme generali per l’ordinamento dell’Anno liturgico e del Calendario. La preghiera di «rogazione» può manifestare, attraverso il linguaggio liturgico, l’attenzione per la custodia del creato. La tradizione delle «Quattro Tempora», legata alla santificazione del tempo nelle quattro stagioni, può essere ravvivata con momenti di preghiera e riflessione. In tali occasioni, la comunità cristiana invoca e ringrazia la provvidenza del Padre per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo. Durante queste celebrazioni si possono caratterizzare la Messa vespertina del venerdì o quella del sabato mattina con formulari particolari di Preghiera universale e l'offerta all'altare di prodotti tipici della stagione, come l'olio d’oliva (inverno), i fiori (primavera), le spighe di grano (estate) e i grappoli d’uva (autunno). L’inizio delle quattro stagioni si ricorda il mercoledì, il venerdì e il sabato dopo la III domenica di Avvento (inverno), dopo la III domenica di Quaresima (primavera), dopo la domenica della Santissima Trinità (estate) e dopo la III domenica di settembre (autunno). Nel Tempo Ordinario, è possibile avvalersi dei formulari delle Messe «per varie necessità» nei giorni del cambio della stagione.
Ermeneutica Biblica e Custodia: Il Messaggio di Papa Francesco
Grazie al magistero di Papa Francesco, siamo più consapevoli della grave crisi ambientale che l’esortazione apostolica Laudate Deum descrive con chiarezza, ribadendo quanto già espresso nella Laudato Si’. È significativo che la Chiesa, nella celebrazione dell’Eucaristia, elevi a Dio la sua preghiera affinché l’uomo, posto nel giardino dell'Eden, impari a coltivarlo e custodirlo secondo il disegno divino.
Il titolo del nuovo formulario,
Il termine «coltivare» significa arare o lavorare un terreno, mentre «custodire» implica proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. Ciò stabilisce una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura. Ogni comunità può trarre dalla bontà della terra ciò di cui ha bisogno per la propria sopravvivenza, ma ha anche il dovere di tutelarla e garantire la continuità della sua fertilità per le generazioni future. In definitiva, «del Signore è la terra» (Sal 24,1), a Lui appartiene «la terra e quanto essa contiene» (Dt 10,14).
In Cristo, primogenito di tutta la creazione, Dio ha chiamato all’esistenza tutte le cose. Lo Spirito di Dio, che «aleggiava sulle acque» nella descrizione biblica della creazione, è l’Amore eterno e increato, fonte di ogni dono alle creature. Il mondo visibile è donato all'uomo, il quale a sua volta riceve in dono una speciale «immagine e somiglianza» di Dio. Questo comporta non solo razionalità e libertà, ma anche la capacità di un rapporto personale con Dio e di alleanza. Il «dono dello Spirito» è una chiamata all’amicizia, dove le trascendenti «profondità di Dio» si aprono alla partecipazione umana.
Nell’Eucaristia il creato trova la sua maggiore elevazione. La grazia, che tende a manifestarsi in modo sensibile, raggiunge un’espressione meravigliosa quando Dio stesso, fatto uomo, arriva a farsi mangiare dalla sua creatura. Il Signore, al culmine del mistero dell’Incarnazione, volle raggiungere la nostra intimità attraverso un frammento di materia, non dall’alto ma da dentro, affinché nel nostro stesso mondo potessimo incontrarLo. È così espressa l’idea teologica che ispira la contemplazione liturgica della creazione, fondamento e inizio dell’intera storia della salvezza.
La Custodia di Terra Santa e la Tradizione Francescana
La Custodia di Terra Santa fa parte dell'Ordine dei Frati Minori, conosciuti come i francescani. Il loro fondatore, san Francesco d’Assisi, all’inizio del secolo XIII, mosso dall’amore per Cristo Povero e Crocifisso, si recò in Medio Oriente per "toccare" quei luoghi che ancora oggi costituiscono una testimonianza insostituibile della rivelazione di Dio e del suo amore per l’uomo. In quel pellegrinaggio, nonostante il guerreggiare delle crociate, incontrò e dialogò a Damietta, in Egitto, con il sultano Melek al-Kamel, il cui governo si estendeva fino alla Terra Santa. Questo spirito di dialogo e cura dei luoghi santi è tutt'oggi un tratto distintivo della presenza francescana.
