Il significato e l'eredità di Madre Teresa di Calcutta

La figura di Madre Teresa: tra storia e santità

Madre Teresa di Calcutta, nata come Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, è conosciuta nel mondo intero per il suo amore verso i più poveri tra i poveri. Nata il 26 agosto 1910 a Skopje (oggi capitale della Macedonia del Nord) da una famiglia albanese di fede cattolica, a 18 anni entrò nell'Ordine delle Suore di Loreto in Irlanda, dove prese il nome di Teresa in onore di Santa Teresa di Lisieux.

Nel 1929 fu inviata in India, dove svolse il noviziato e iniziò a insegnare in una scuola femminile a Calcutta. Nel 1950 fondò le Missionarie della Carità, un ordine religioso dedicato al servizio degli ultimi. Nel 1979 ricevette il Premio Nobel per la Pace per la sua instancabile opera di carità. Dopo la sua morte, avvenuta il 5 settembre 1997 a Calcutta, fu proclamata beata nel 2003 da Giovanni Paolo II e canonizzata nel 2016 da Papa Francesco.

Ritratto fotografico di Madre Teresa di Calcutta nel suo abito tradizionale

Il simbolo del sari bianco e blu

Talmente riconoscibile da essere stato registrato come marchio, il sari bianco e blu è l'abito che associamo a Madre Teresa e che le Missionarie della Carità indossano dal 1950. Recentemente, il governo dell'India ha concesso la registrazione del copyright del simbolo, una decisione maturata per evitare l'uso improprio e senza scrupoli di un abito che rappresenta valori universali.

Il significato dei colori

Sul sito dell’Ordine viene spiegata la simbologia dell'abito indossato per la prima volta dalla Santa nel 1948:

  • Bianco: rappresenta la verità.
  • Bordo blu: richiama gli occhi della Vergine Maria e la purezza.
  • Le tre strisce blu: simboleggiano i voti dell’Ordine, ovvero povertà, obbedienza e servizio ai più poveri.

Calcutta: la città simbolo della povertà

Noi associamo Madre Teresa e le Missionarie della carità alla città dell’India che più di altre è stata raccontata come il contenitore simbolo della povertà. Attorno alla stazione di Calcutta sono stati tesi infiniti fili di storie che narrano l’abbandono, la miseria e la disperazione. Come scriveva la volontaria Miranda nel suo diario dopo aver visitato la casa di Madre Teresa: “Essere non amati, non voluti, dimenticati. È questa la grande povertà, peggio di non avere niente da mangiare”.

Mappa del centro urbano di Calcutta con i luoghi principali legati all'attività delle suore

L'impegno oltre la città: l'orfanatrofio di Barasat

In occasione della canonizzazione di Madre Teresa, il racconto si sposta a Barasat, a circa un'ora da Calcutta. Qui, le Sorelle della Provvidenza si prendono cura di 40 bambine e ragazze dai 5 ai 18 anni, orfane o abbandonate, che spesso giungono alla casa famiglia proprio attraverso le Missionarie della carità. In questo luogo, le bambine possono andare a scuola e coltivare relazioni libere dai pesanti carichi di dolore del passato.

Guida pratica: dove mangiare a Calcutta

Per chi visita Calcutta, è fondamentale prestare attenzione all'igiene. Si consiglia di evitare ghiaccio, cibo crudo e frutta già sbucciata. Ecco alcuni punti di riferimento sicuri per i volontari e i viaggiatori:

Ristorante Tipologia Note
Blue Sky Continentale/Indiano Punto di ritrovo, economico, ottimi succhi freschi.
Spanish Café Italiano/Spagnolo Pizza con forno a legna, molto amato dai volontari.
Kusum Roll’s Street Food Famoso per i roll, veloce ed economico.
Fire and Ice Pizzeria Standard occidentali, ideale per chi cerca nostalgia di casa.

Mind the gap, il lavoro degli alunni dell'IC Madre Teresa di Calcutta

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