Il 2026 segna l'ottavo centenario del “transito” di San Francesco d’Assisi, il momento in cui, il 3 ottobre 1226, il Poverello d’Assisi lasciò la vita terrena per la patria celeste. Sono trascorsi otto secoli dalla morte del Santo, il quale ha scritto a caratteri incisivi la parola di salvezza di Cristo nei cuori degli uomini del suo tempo. Nel ricordare questa significativa ricorrenza, si desidera unirsi spiritualmente all’intera Famiglia Francescana e a quanti prenderanno parte alle manifestazioni commemorative, auspicando che il messaggio di pace possa trovare eco profonda nell'oggi della Chiesa e della società.

L'Apertura del Centenario ad Assisi
Particolarmente significativo è stato il gesto iniziale della Liturgia della Luce, durante il quale il Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, S.E. Mons. Domenico Sorrentino, e il Sindaco di Assisi, Valter Stoppini, hanno varcato insieme la soglia della Basilica portando un cero, successivamente acceso nella Cappella del Transito. Monsignor Sorrentino ha commentato: «Quando quattro anni fa iniziammo proprio qui in Assisi a pensare al 2026, insieme poi ai vescovi e francescani degli altri luoghi dei Centenari, Greccio e La Verna, sapevamo che avremmo vissuto anni di grazia e così è stato. Per arrivare oggi a un’esplosione di gioia vera, quella che viene dal cuore e dall’impegno di ciascuno a recuperare Francesco in tutte le sue dimensioni».
Il Sindaco di Assisi, Valter Stoppini, ha aggiunto: «Assisi apre questo Centenario con gratitudine e senso di responsabilità. Nel luogo del Transito, Francesco ci affida ancora una volta il suo messaggio senza tempo, oggi più attuale che mai: pace, dialogo, rispetto». Fra Marco Moroni, OFM Conv, Custode del Sacro Convento, ha sottolineato: «Ricordare la morte di Francesco significa per noi celebrare il miracolo della sua vita e la sua presenza viva in mezzo a noi: una benedizione che da oltre ottocento anni accompagna la Chiesa e l’intera umanità». Anche fra Francesco Piloni OFM ha commentato questa importante giornata: «Qui oggi la Chiesa riceve nuovamente un Testamento, che è un dono per tutti».
L'Anno di San Francesco: Un Giubileo di Grazia (2026-2027)
Sua Santità Papa Leone XIV (ndr. probabile refuso nel testo originale) ha stabilito che, dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, si celebri questo Anno di San Francesco, durante il quale tutti i fedeli cristiani sono invitati a seguire l’esempio del Santo di Assisi, diventando modelli di santità di vita e testimoni instancabili di pace. Questo Anno giubilare è rivolto in modo particolare ai membri delle Famiglie Francescane del Primo, Secondo e Terzo Ordine Regolare e Secolare, così come agli Istituti di vita consacrata, alle Società di vita apostolica e alle Associazioni che osservano la Regola di San Francesco o si ispirano alla sua spiritualità.
Tuttavia, la grazia di questo anno speciale si estende anche a tutti i fedeli, senza distinzione, che, con l'animo distaccato dal peccato, visiteranno in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana o luogo di culto dedicato a San Francesco in qualunque parte del mondo. In questo tempo di celebrazione, che corona otto secoli di memoria francescana, si invita cordialmente tutti i fedeli a prendere parte attiva a questo eccezionale Giubileo. L'obiettivo è trasformare la speranza, che ha reso i fedeli pellegrini durante l’Anno Santo, in fervore e zelo di carità operosa, come una “ideale prosecuzione” del Giubileo Ordinario dell’anno precedente, stabilisce il Santo Padre nel decreto.

L'Indulgenza Plenaria: Condizioni e Significato
L’indulgenza plenaria viene concessa alle consuete condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre. Questa indulgenza è applicabile anche in forma di suffragio per le anime del Purgatorio. Il decreto stabilisce che possono lucrare l'indulgenza «tutti i fedeli indistintamente che, con l’animo distaccato dal peccato, parteciperanno all’Anno di San Francesco visitando in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana, o luogo di culto in ogni parte del mondo intitolato a San Francesco o ad esso collegato».
Questo Centenario segue altri importanti giubilei che hanno riguardato la figura e le opere del Santo d’Assisi, come l’ottavo centenario della creazione del primo Presepe a Greccio, della composizione del Cantico delle Creature e quello dell'impressione delle Sacre Stimmate, avvenuta sul Monte della Verna. Il 2026, dunque, segnerà il culmine e il compimento di tutti i precedenti festeggiamenti, durante il quale «tutti saremo chiamati a farci santi nella contemporaneità sull’esempio del Serafico Patriarca».
Il Perdono di Assisi
Il Perdono d'Assisi e la Porziuncola
Dalle ore 12 di venerdì 1° agosto alle ore 24 di sabato 2 sarà possibile lucrare l’Indulgenza della Porziuncola, conosciuta come “Perdono d’Assisi”. Le fonti narrano che proprio una notte del 1216 nella Porziuncola, mentre san Francesco era immerso nella preghiera, improvvisamente nella chiesina dilagò una vivissima luce: sopra l’altare il Cristo con sua Madre, circondati da una moltitudine di Angeli. Essi chiesero al Poverello d’Assisi che cosa desiderasse per la salvezza delle anime.
La risposta di Francesco fu immediata: «Ti prego che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe». Il Signore rispose: «Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai». Francesco si presentò subito a Papa Onorio III, che lo ascoltò con attenzione e diede la sua approvazione. Alla domanda «Francesco, per quanti anni vuoi questa indulgenza?» il Santo rispose: «Padre Santo, non domando anni, ma anime».

L'Attualità e la Rilevanza del Messaggio di San Francesco
San Francesco, "alter Christus" in terra, ha fornito al mondo tangibili esempi di vita evangelica e reale immagine di perfezione cristiana, che non sono affatto relegabili al passato. «Il nostro tempo non è molto dissimile da quello in cui visse Francesco, e proprio alla luce di questo il suo insegnamento è forse oggi ancor più valido e comprensibile», si fa infatti notare nel testo a proposito dell’attualità del Poverello di Assisi: «Quando la carità cristiana langue, l’ignoranza dilaga come il malcostume e chi esalta la concordia tra i popoli lo fa più per egoismo che per sincero spirito cristiano; quando il virtuale prende il sopravvento sul reale, dissidi e violenze sociali fanno parte della quotidianità e la pace diventa ogni giorno più insicura e lontana».
Egli continua a parlare, non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace. La visione francescana della pace non si limita alle relazioni tra gli esseri umani, ma abbraccia l’intero creato. Francesco, che chiama il sole «fratello» e la luna «sorella», che riconosce in ogni creatura un riflesso della bellezza divina, ci ricorda che la pace deve estendersi a tutta la famiglia del Creato. Tale intuizione risuona con particolare urgenza nel nostro tempo, quando la casa comune è minacciata e geme sotto lo sfruttamento.
All’inizio della sua vita evangelica, San Francesco aveva ascoltato una chiamata: «Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: “Il Signore ti dia pace”». Con queste parole essenziali, consegna ai suoi Frati e a ogni credente lo stupore interiore che il Vangelo aveva portato nella sua esistenza: la pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. Cari fratelli, possa l’esempio e l’eredità spirituale di questo Santo, forte nella fede, fermo nella speranza e ardente nella carità operosa verso il prossimo, suscitare in tutti l’importanza di confidare nel Signore, di spendersi in un’esistenza fedele al Vangelo, di accettare e illuminare con la fede e con la preghiera ogni circostanza e azione della vita.
Il Cammino Unitario delle Famiglie Francescane
Cuore pulsante del rito di apertura del Centenario è stato il cammino unitario delle sei grandi famiglie francescane, che hanno trovato in questa celebrazione una voce sola e un passo comune. Fra Massimo Fusarelli OFM, Ministro generale dei Frati Minori, fra Carlos Alberto Trovarelli OFM Conv, Ministro generale dei Frati Minori Conventuali, fra Roberto Genuin OFM Cap, Ministro generale dei Frati Minori Cappuccini, Tibor Kauser OFS, Ministro generale dell’Ordine Francescano Secolare, fra Amando Trujillo Cano TOR, Ministro generale del Terzo Ordine Regolare, sr Daisy Kalamparamban CFI-TOR, Presidente della Conferenza Francescana Internazionale dei Fratelli e delle Sorelle del Terz’Ordine Regolare, hanno attraversato insieme le navate della Basilica, inaugurando simbolicamente il pellegrinaggio di tutto il mondo francescano.
Il rito si è articolato in sei momenti - Misericordia, Preghiera, Fraternità, Lavoro, Pace e Benedizione - che hanno ripercorso i passaggi essenziali del Testamento di san Francesco, accompagnati da meditazioni, testimonianze e interventi dei Ministri Generali. Al centro, l’invocazione corale della pace, affidata alla responsabilità dei credenti in un tempo segnato da conflitti, divisioni e fragilità globali. È lo stesso saluto che la sera di Pasqua il Signore risorto rivolge ai suoi discepoli, spaventati e chiusi nel cenacolo: «Pace a voi». Non è una formula di cortesia, ma l’annuncio certo della vittoria di Cristo sulla morte, così come la pace che il Padre Serafico annuncia è quella che Cristo stesso ha fatto risuonare fra cielo e terra.