Convento di San Francesco a Fiesole: Guida Dettagliata

Il Convento di San Francesco a Fiesole, situato su un colle con una vista mozzafiato su Firenze, rappresenta un importante sito storico, artistico e spirituale. Fondato su un preesistente romitorio, questo complesso francescano ha radici profonde nella storia toscana e custodisce opere d'arte di grande valore, offrendo al contempo un'esperienza di pace e contemplazione.

Veduta panoramica di Firenze dal Convento di San Francesco a Fiesole

Storia e Origini del Convento

Il convento francescano di San Francesco sorse nel 1399, ad opera del Beato Giovanni da Stroncone, su un preesistente romitorio. A quel periodo risalgono alcuni elementi ancora visibili, come il protiro affrescato nel sottarco, il dormitorio di San Bernardino e uno dei due chiostri. Su questo stesso colle, in epoca etrusca, sorgeva l'acropoli di un'antica città.

Nel 1418, il convento di Fiesole ebbe l'onore di ospitare come guardiano San Bernardino da Siena, celebre apostolo della devozione al Nome di Gesù. Verso la fine del XIV secolo, i Francescani Osservanti ingrandirono l'edificio originale, conferendogli la sua conformazione attuale. Questo ampliamento fu possibile anche grazie al generoso lascito del nobile fiorentino Guido del Palagio, che lasciò ai frati l'intera sua eredità. Già all'inizio del XV secolo, i Francescani abitavano il convento così ampliato.

Nel 1649, all'interno del complesso fu eretto lo Studio Generale di Teologia, che rimase attivo per tutto il XVIII secolo, testimoniando l'importanza culturale e intellettuale del convento.

Architettura della Chiesa

L'Esterno

La chiesa di San Francesco si presenta esternamente in uno stile gotico, caratterizzata da un paramento murario in blocchi di pietra squadrati. Al centro della facciata a capanna si apre il portale, sormontato da un protiro pensile. Quest'ultimo presenta, all'interno, una lunetta con un affresco raffigurante San Francesco e, nella volta, un affresco intitolato San Francesco fra due angeli. Al di sopra del protiro, spicca il rosone circolare, leggermente strombato.

Tra il 1905 e il 1907, la chiesa fu oggetto di un significativo restauro sotto la guida dell'architetto Giuseppe Castellucci. Questi interventi riportarono l'edificio a uno stile simile a quello originario, rimuovendo le aggiunte barocche. Sebbene le idee di Castellucci fossero all'epoca considerate da alcuni troppo radicali, il suo intervento ha definito le forme che la chiesa conserva ancora oggi.

Facciata esterna della Chiesa di San Francesco a Fiesole in stile gotico

L'Interno e le Opere d'Arte

L'interno della chiesa è caratterizzato da un sobrio stile gotico, con una navata unica coperta da una volta a botte ogivale e divisa in quattro campate da lesene dipinte. Come tutte le chiese francescane, l'ambiente è improntato alla semplicità e alla sobrietà, ma arricchito da importanti opere d'arte.

Le Campate e gli Altari

  • Nella prima campata, sui due altari laterali, si possono ammirare la Santissima Concezione di Piero di Cosimo e l'Annunciazione di Raffaellino del Garbo.
  • Nella seconda campata, troviamo il pulpito neogotico in marmo (sulla parete di destra) e, sulla parete di sinistra, il trittico di Bicci di Lorenzo, Madonna in trono col Bambino fra Angeli e Santi, collocato nel 1998.
  • Nella terza campata, gli altari ospitano lo Sposalizio mistico di Santa Caterina di Cenni di Francesco e l'Adorazione del Bambino, opera eponima del Maestro dell’Epifania di Fiesole (fine XV secolo).

La quarta campata è interamente occupata dal presbiterio, delimitato da una balaustra marmorea, e si apre sull'esterno con due trifore, una su ciascuna parete laterale.

L'Organo a Canne

A ridosso della parete di fondo dell'abside si trova l'organo a canne Mascioni opus 514, realizzato nel 1938. Questo strumento, a trasmissione integralmente elettrica, dispone di 34 registri. La consolle è dotata di tre tastiere da 61 note ciascuna e una pedaliera concavo-radiale di 32 note.

Altre Opere e Cicli Affrescati

Oltre alle opere citate, la chiesa custodisce altri dettagli artistici di rilievo. L'Annunciazione di Raffaellino del Garbo incornicia l'episodio sacro all'interno di una serliana geometricamente perfetta, con tondi raffiguranti i profeti Isaia e Geremia in alto e un paesaggio toscano in basso. L'Adorazione del Maestro dell'Epifania di Fiesole, un artista non ancora identificato che operava nella Firenze di fine XV secolo, mostra influenze di Botticelli, Filippino Lippi e Cosimo Rosselli.

L'opera di Piero di Cosimo, la Santissima Concezione, presenta una composizione divisa in due registri: in alto, il Padre Eterno con lo scettro sulla Vergine inginocchiata, una scena che allude all'episodio biblico di Ester e Assuero. Gli angeli reggono pergamene che esaltano la purezza della Vergine. Nella parte inferiore, sei santi con scritti e pergamene, tra cui Agostino e San Bernardo, celebrano la Vergine.

Tra il 1934 e il 1935, Baccio Maria Bacci realizzò un ciclo di affreschi raffiguranti le opere di misericordia sulle pareti della sacrestia. Questo ciclo è considerato uno dei più pregevoli del primo Novecento in Toscana, sebbene talvolta ingiustamente trascurato dai visitatori.

Assisi, il Restauro impossibile.

L'Edificio Conventuale e i Chiostri

L'edificio del convento è situato alla destra della chiesa. Il suo ingresso principale, che si affaccia sul sagrato, è costituito da una porta con arco ribassato sormontato da un'edicola affrescata. Il complesso conventuale si sviluppa intorno a tre chiostri, ognuno con caratteristiche proprie:

  • Il chiostro grande: presenta un portico su quattro lati, sormontato da un loggiato e coperto con volta a crociera.
  • Il chiostro intermedio: si trova immediatamente dopo l'entrata e dispone di un portico su tre lati, coperto da una semplice tettoia sorretta da colonnine in pietra ottagonali. Su una delle pareti è presente un affresco raffigurante San Francesco che parla agli uccelli, mentre al centro del chiostro si trova un pozzo.
  • Il chiostro piccolo: ha un portico solo su due lati e conserva un antico affresco anch'esso dedicato alla Predica agli uccelli.
Chiostro del Convento di San Francesco a Fiesole con affreschi

La Biblioteca

Ancora oggi, il convento vanta una biblioteca consultabile, annoverata tra le più fornite in Italia per quanto riguarda la Patristica e la Patrologia. Questo la rende un punto di riferimento importante per gli studi teologici e storici.

L'Esperienza del Visitatore e la Vista su Firenze

Il sagrato del Convento di San Francesco offre una delle viste panoramiche più celebri e incantevoli su Firenze. Il colle su cui sorge il convento era anticamente l'acropoli di Fiesole, e ancora oggi la sua posizione dominante ne fa una meta ambita per turisti e residenti.

Molti visitatori raggiungono il convento percorrendo la strada che si inerpica da Fiesole, ammirando il panorama che si estende fino alle colline dell'Oltrarno. È possibile scegliere un percorso più esposto al sole con vista diretta su Firenze o un sentiero più ombreggiato attraverso il bosco dei frati, costeggiando le mura etrusche di Fiesole.

Giunti al convento, ci si trova in un prato, di fronte alla facciata della chiesa. Sulla destra si trova un porticato, mentre sulla sinistra una piccola stanza è oggi adibita a bar, punto di ristoro e rivendita di prodotti tipici. Qui i visitatori possono fare una sosta, rinfrescarsi e scattare fotografie, prima di entrare nella chiesa e immergersi nel suo silenzio contemplativo tra gli ori delle pale d'altare.

Un Visitatore Illustre: Albert Camus

Nel 1937, il giovane filosofo Albert Camus visitò il Convento di San Francesco a Fiesole. Tra il silenzio dei chiostri e la luce della Toscana, Camus annotò le sue impressioni, che avrebbero poi influenzato la sua opera Il Deserto. La sua visita e le sue osservazioni sul luogo hanno contribuito a conferire al convento un'ulteriore risonanza culturale, legandolo alle riflessioni sulla condizione umana e sulla bellezza dei paesaggi toscani.

Interno della chiesa con opere d'arte gotiche

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