La Festività del Preziosissimo Sangue a Sarzana: Storia, Culto e Celebrazioni

La città di Sarzana, in Liguria, celebra con profonda devozione la Festività del Preziosissimo Sangue, una ricorrenza che affonda le sue radici in secoli di storia e fede. Questa preziosa reliquia, giunta in Italia in circostanze leggendarie, è un punto di riferimento spirituale e culturale per tutta la Lunigiana.

Le Origini e la Traslazione della Reliquia

È tradizione degna di fede che la reliquia del Sangue versato da Cristo a redenzione del mondo sia giunta alla città di Luni assieme al Volto Santo di Lucca nell'anno 782. Il Venerdì Santo di quell'anno, il Vescovo di Luni, Apollinare, e il Vescovo di Lucca, Giovanni, raccolsero sulla spiaggia di Luni un legno che aveva portato in salvo le due reliquie. Secondo la tradizione, Nicodemo di Arimatea, sul Calvario, aveva riempito un'ampolla col sangue di Cristo ed aveva poi scolpito una croce con l'immagine del Salvatore per contenere l'ampolla.

Approdate fortunosamente sulla spiaggia di Luni, la Croce, definita Sacro Volto, fu portata a Lucca dove è conservata, mentre la Reliquia del Preziosissimo Sangue rimase a Luni. Da Luni fu poi trasferita a Sarzana nel 1204, anno della traslazione della sede episcopale, e da allora è conservata nella basilica concattedrale di Santa Maria Assunta di Sarzana.

Mappa del percorso della reliquia da Luni a Sarzana

Il Culto e la Documentazione Storica

Antichi documenti attestano il vivo culto che la preziosa Reliquia ha avuto nei secoli nelle terre di Luni. Tra questi figurano l'Atto di infeudazione del Castello di Volpiglione, fatta da Raimondo, vescovo di Luni, nel 1168, e un Decreto dell'anno 1237 (carta 400 Cod. Rogito 24 Luglio 1259), con cui il nominato Vescovo Guglielmo fece obbligo all'arciprete di S. [probabilmente S. Maria Assunta].

Interventi Papali a Favore del Culto

  • Un Rescritto dell'anno 1320 di Papa Giovanni XXII fissò la solennità del Sangue per il lunedì seguente la festa della SS. Trinità.
  • La Bolla del 1° maggio 1447 del Papa sarzanese Nicolò V, nel desiderio di assecondare il fervore dei fedeli, concesse indulgenze ai pellegrini che nella festa del Sangue, a partire dai primi vespri della SS. Trinità, veneravano la reliquia nella chiesa di Santa Maria a Sarzana.
  • Con il Rescritto del 13 settembre 1747, Papa Benedetto XIV concesse a Sarzana, per la festa del Sangue, l'ufficiatura propria dopo averne rivisto personalmente e definitivamente formato il testo, preparato da P. Andrea Budrioli della Compagnia di Gesù. Il detto ufficio venne recitato per la prima volta nella Diocesi di Luni-Sarzana nel 1749.

Innanzi alla preziosa Reliquia si sono prostrati Santi, Pontefici e Sovrani. Basti ricordare S. Francesco d'Assisi e S. Domenico di Gusman, testimoniando la sua importanza nel panorama della fede cattolica.

I Reliquiari e la Conservazione

Il primo Reliquiario del Preziosissimo Sangue, databile all’VIII secolo, oggi custodito presso il Museo Diocesano, si presenta come una piccola cassetta, lavorata a sbalzo e a bulino, realizzata con spesse lamine d’argento. Nel 1596, Giovan Battista Salvago, Vescovo di Luni-Sarzana, dispose che la preziosa Reliquia venisse collocata in un nuovo reliquiario. Ci vollero alcuni anni affinché si arrivasse a realizzare il nuovo contenitore, terminato infatti solo nel 1616. Venne scelta la forma ad ostensorio, particolarmente adatta alla visione della Reliquia durante le processioni, e l'artistico lavoro si ammira ancora oggi.

Foto del reliquiario del Preziosissimo Sangue

Sempre per volontà del medesimo Vescovo, si iniziò anche la costruzione del tempietto in cui la Reliquia si trova conservata. Alle spese occorrenti concorsero, in nobile gara, l'Opera della Cattedrale, il Vescovo, il Capitolo e i fedeli.

Un dipinto, capostipite di una serie di opere dedicate al nuovo reliquiario, raffigura due angeli che sostengono il reliquiario del Preziosissimo Sangue. In alto, il Padre Eterno, che si affaccia da uno squarcio sulle nubi, lo accoglie con le braccia allargate.

La Devozione Contemporanea e le Istituzioni

Questo slancio di fede ha trovato anche negli anni più recenti adesione e conforto da parte delle Autorità Ecclesiastiche. Nel 1933, il Vescovo Giovanni Costantini volle solennissime le feste per il XIX centenario della Redenzione. Eguale riconoscimento e adesione al fervore delle popolazioni della Lunigiana ha dato il Vescovo dell'epoca.

Nel 1877, il Vescovo Mons. Giacinto Rossi istituì la Congregazione del Preziosissimo Sangue, che è tutt'ora fiorente. Notizie e valutazioni complete sulla devozione al Preziosissimo Sangue possono essere lette nel pregevolissimo volume pubblicato con il titolo: "La devozione al Prez.mo Sangue di N.S. Gesù Cristo nella Diocesi di Luni-Sarzana", opera del Parroco della Cattedrale di Sarzana, Mons. [Nome del parroco non specificato nel testo originale].

Le Celebrazioni Annuali: Percorso e Liturgia

Imponenti sono ogni anno le celebrazioni in onore del Preziosissimo Sangue che, in Sarzana, hanno luogo in concomitanza con la solennità della Santissima Trinità per proseguire nel giorno successivo.

Il Settenario di Preparazione

Il legame con la città di Luni, antichissima sede diocesana, fa della reliquia un riferimento importante alla storia anche dell’attuale diocesi. Per questo, nel settenario di preparazione alla festa, essa viene portata per la venerazione dei fedeli in diverse parrocchie. Un recente percorso liturgico e devozionale è iniziato nella parrocchia della Santissima Annunziata di Ceparana e ha visto la reliquia accolta ad Arcola, nella cattedrale dei Santi Pietro e Francesco a Massa (sede episcopale anch’essa derivata da quella antica di Luni), nella parrocchia dei Santi Giovanni e Agostino alla Spezia, e a San Caprasio di Aulla. Altre tappe hanno incluso la Concattedrale di Brugnato, la parrocchia spezzina di Migliarina e la parrocchia di Albiano.

In ogni tappa, dopo essere stata accolta sul sagrato della chiesa, la reliquia è stata esposta sull'altar maggiore per essere venerata dai fedeli. Quindi ha avuto luogo la recita della Coroncina al Preziosissimo Sangue e l'Atto di Consacrazione al Sangue di Cristo, seguiti dalla celebrazione solenne della S. Messa Votiva del Preziosissimo Sangue.

Don Fabio Arduino, in una sua riflessione, ha ricordato quanto il pellegrinaggio della reliquia del Sangue di Nostro Signore sia "lodevole", soprattutto in un tempo in cui a quasi nessuno "interessa di Gesù". Le parole di ringraziamento di monsignor Piero Barbieri, presidente del capitolo concattedrale, hanno voluto sottolineare come la peregrinatio del Preziosissimo Sangue sia sempre un incontro che "ci fa Chiesa" e che rende presente il Signore in mezzo a noi.

Celebrazioni del Preziosissimo Sangue a Sarzana 080620

La Festa Solenne a Sarzana

Le celebrazioni culminano nella basilica concattedrale di Santa Maria Assunta di Sarzana. Le celebrazioni sono preparate dal nuovo parroco don Franco Pagano insieme al presidente del capitolo concattedrale monsignor Piero Barbieri e alla congregazione del Prezioso Sangue. Le celebrazioni di quest’anno sono presiedute dal vescovo di Albenga - Imperia Guglielmo Borghetti, nativo di Carrara e già incardinato nella diocesi di Massa Carrara - Pontremoli. La sua presenza, come quella di altri vescovi legati storicamente al ceppo antico della Chiesa di Luni, sottolinea i legami tra le diocesi.

Il programma generale della festa include:

  • Sabato: la reliquia è nella basilica sarzanese e venerata sino alla messa delle 17.30.
  • Domenica (Vigilia della festa): Solennità della Santissima Trinità.
    • Alle 17.30 si tengono i primi Vespri solenni.
    • Segue la processione per le vie cittadine con il vescovo Guglielmo Borghetti e il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti. L'itinerario include via Mazzini, piazza della Firmafede, via Cattani, via Castruccio, via Fiasella, piazza Matteotti, piazza Luni, via Landinelli, piazza Garibaldi, via Mazzini.
    • Al rientro in basilica, il vescovo Borghetti tiene l’omelia e impartisce la benedizione.
  • Lunedì (Solennità del Preziosissimo Sangue per la città di Sarzana):
    • Alle 10.30, il vescovo Borghetti presiede la messa solenne.
    • Le celebrazioni si concludono alle 18.00 con la messa celebrata per i malati dell’intera vallata e la benedizione degli infermi.

Recentemente, ad esempio nella domenica 26 maggio, la Concattedrale di Sarzana si è splendidamente adornata per la festa. Nel pomeriggio, presenti molte persone, confraternite ed associazioni del territorio, ha avuto luogo il solenne canto dei Vespri. Il mattino del lunedì 27 maggio, assistito dal vescovo monsignor Luigi Ernesto Palletti, ha presieduto la messa solenne monsignor [Zani, implicito dal testo]. Sotto lo sguardo attento del parroco monsignor Piero Barbieri, facevano corona il vicario generale della diocesi don Marino Navalesi, i Canonici del Capitolo di Sarzana, molti sacerdoti, diaconi, fedeli e diverse autorità.

Significato Teologico e Messaggio Spirituale

Il Sangue di Gesù ci ricorda infatti la Sua passione e come il Suo dono di amore sia per tutta la Chiesa, "bella sposa che s’acquistò con la lancia e coi clavi" (Canto XXXII del Paradiso). Monsignor [Zani], citando la lettura proclamata di San Pietro, ha ricordato come la festa di Sarzana abbia origini molto antiche e ben precedenti la prima festa liturgica del Sangue di Cristo, concessa dalla Santa Sede alla diocesi spagnola di Valencia nel 1583. Il Prefetto del clero ha ribadito che il Sangue di Gesù ci dona «la certezza di “essere amati”» e quindi di considerare ogni affetto come «segno vivo del Suo Amore».

Perché il nostro tempo possa cambiare è necessario che i cristiani annuncino il nome di Gesù "con la testa e il cuore". Urge eliminare ogni violenza perché il "sangue di Abele" non venga più sparso e si arrivi a costruire, come diceva San Paolo VI, una "civiltà di amore". Se ognuno di noi accoglie questo invito, pur essendo tanti piccoli semi, possiamo portare alla crescita di un "grande albero", dove l'odio viene sconfitto dall'amore.

Il Prefetto del clero ha anche dialogato con i seminaristi e i sacerdoti della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato in due incontri molto partecipati, esortando a una formazione e vita non secondo i criteri del mondo, ma saldamente fondate sulla teologia e la retta dottrina. La Chiesa è comunione e ha nel magistero pontificio il riferimento sicuro, e i formatori devono avere il coraggio di ammettere gli errori. Nel commovente scambio dei saluti finali, il vescovo diocesano Francesco Moraglia ha detto: «Eminenza, Lei ci ha ricordato che la salvezza non ha richiesto bei ragionamenti di teologia, ma il sangue donato. Siamo grati a Lei anche per l’inaugurazione della mostra su Pio VI e Pio VII, due papi che testimoniano la fatica della missione in un mondo che si allontana da Dio.»

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