Nel contesto del 25° anniversario della morte di Santa Teresa di Calcutta, la Chiesa ha fatto memoria della "santa dei poveri" con una solenne celebrazione eucaristica a San Gregorio al Celio. Accanto alla storica chiesa dei Santi Andrea e Gregorio al Celio, si trova una delle case romane delle Missionarie della Carità, la congregazione fondata nel 1950 da Madre Teresa, canonizzata da Papa Francesco nel 2016. Questo luogo rappresenta un fulcro della loro instancabile missione di carità.

La Casa delle Missionarie della Carità al Celio
Al civico 2 di piazza San Gregorio al Celio, la struttura delle Missionarie della Carità ha visto un continuo via vai di visitatori e fedeli. Oltrepassando un cancello che immette in un giardino adiacente alla chiesa, si accede a questa casa, che, come tutte quelle della congregazione, è umile e accogliente. Le Missionarie accolgono tutti con un sorriso, esprimendo la gioia nel vedere tanto affetto e devozione per la Madre.
La Stanza di Madre Teresa
Madre Teresa ha soggiornato più volte al Celio, e la sua stanza è aperta alle visite tutti i giorni, escluso il giovedì, dalle 8.30 alle 11.30 e dalle 16.30 alle 18.30. Ieri, nel giorno della memoria della santa e del 25° anniversario della sua morte, la stanza è rimasta aperta tutto il giorno. In molti hanno colto l'occasione per chiedere l'intercessione della "piccola matita di Dio", inginocchiandosi ai piedi del suo letto. La stanza è molto piccola e presenta un arredamento spartano: un letto con una coperta a scacchi bianca e blu, un armadietto, una scrivania e una libreria.

La Cappella e il Messaggio "I Thirst"
All'ingresso della casa, sulla destra, si trova la cappella. Qui, l'altare è sovrastato da un crocifisso con accanto la scritta, tutta in maiuscolo, "I thirst", "Ho sete": le parole di Gesù sul Golgota. Non ci sono sedie, inginocchiatoi o cuscini, ma solo dei tappeti, a sottolineare l'umiltà e la semplicità del luogo di preghiera. Davanti alla cappella è affissa una lavagna con decine di nomi scritti dai pellegrini. Le suore assicurano: «In ogni momento della giornata in cui andiamo a pregare portiamo davanti al Signore tutte le persone che ci vengono segnalate».
La Casa di Accoglienza per Senza Dimora
Accanto alla struttura delle Missionarie della Carità, c'è una casa di accoglienza che ospita 50 uomini senza fissa dimora, tutti con più di 50 anni. Le religiose spiegano che queste sono «persone la cui precaria condizione di salute non permette loro di vivere in strada». L'accoglienza è volontaria: «Scelgono di venire qui, noi non costringiamo nessuno. Chi lo desidera, qui troverà sempre la porta aperta».

La Missione di Umiltà e Servizio
Le "sisters" delle Missionarie della Carità vivono nel nascondimento, non cercano i riflettori e non amano le interviste. La loro missione è chiaramente definita: «lavorare per Gesù. Non cerchiamo i riflettori o i consensi come non li cercava Cristo. È il Vangelo che deve essere proclamato, non il nostro servizio». Vivono con lo stretto necessario, affidandosi completamente alla Provvidenza divina.
La Fede Incondizionata nella Provvidenza
Di questa strenua fede nella Provvidenza ha parlato anche l'arcivescovo Emil Paul Tscherrig, nunzio apostolico in Italia, che ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica. Da giovane sacerdote, il nunzio ha avuto il privilegio di incontrare più volte Madre Teresa e le sue consorelle, ritrovandosi spesso «completamente disarmato davanti a tanta fede nella Provvidenza». Ha raccontato di essere stato testimone di come il Signore abbia puntualmente risposto alle preghiere delle religiose, anche quando la dispensa era completamente vuota. Ha ricordato un episodio in Corea, agli inizi degli anni ’80, quando un uomo bussò al convento nel cuore della notte lasciando un sacco di riso senza proferire parola, in un periodo in cui le suore erano arrivate a Seul da pochi giorni e nessuno le conosceva. Questa fede nella Provvidenza, ha sottolineato il nunzio, è una caratteristica delle Missionarie della Carità che lo ha sempre impressionato.
Gesù, Madre Teresa e le Missionarie della Carità
La Celebrazione Eucaristica e la Testimonianza
Durante la Messa, alla quale hanno partecipato decine di volontari, ospiti delle case e religiose di altri ordini, il nunzio apostolico ha portato il saluto e la benedizione di Papa Francesco, ringraziando le Missionarie della Carità «per le opere e la testimonianza di carità e di fede». Ha messo in risalto «l’instancabile missione delle religiose, quotidianamente impegnate in molteplici servizi: una testimonianza che onora tutta la Chiesa». Ha concluso affermando che «in voi la santa intuizione di madre Teresa continua ad essere una benedizione per tutto il mondo. Il servizio verso i più poveri tra i poveri è la strada che lei ha deciso di percorrere e che ora percorrete voi».
Una Missione Globale, Anche in Contesti Pericolosi
Le suore continuano a percorrere questa strada anche in luoghi pericolosi della terra. Un esempio toccante è la loro scelta di rimanere a Kiev: «Cinque nostre sorelle con 50 senza fissa dimora hanno deciso di rimanere a Kiev anche in questo tragico momento di guerra».