La Festa del Santissimo Crocifisso di San Miniato

La Chiesa e Santuario del SS Crocifisso di San Miniato è un importante esempio di architettura sacra del Settecento. Una delle chiese barocche più importanti di San Miniato, fu costruita in soli 15 anni, dal 1705 al 1718, per conservare un crocifisso ritenuto miracoloso. Il santuario si trova nel centro storico di San Miniato, a fianco del municipio, ed è raggiungibile tramite una bella scalinata al cui centro si trova un’opera di Francesco Baratta, una statua del Cristo Risorto.

Il Santuario del Santissimo Crocifisso: Un Gioiello Barocco

L’esterno della chiesa si presenta con un aspetto sobrio e armonioso, in linea con lo stile barocco toscano dell’epoca. L’interno, a pianta a croce greca, è invece arricchito da affreschi che decorano interamente le pareti, raffiguranti Scene della Vita di Cristo. Molto belli sono gli stucchi, le sculture e anche l’altare maggiore. Questi affreschi, tra cui molti raffiguranti scene della vita di Cristo, sono opera di Anton Domenico Bamberini.

All’altare maggiore è collocata un’urna, chiusa da una tavola del 1525 che raffigura Cristo Risorto, dipinta da Francesco Lanfranchi. Questa raffigurazione su tavola di Francesco Lanfranchi comprende interamente il tabernacolo. Questa sontuosa struttura, nobile scrigno di bellezza ed eleganza regale nella sua armoniosa pianta strutturale a croce greca, ospita al suo interno il venerato Crocifisso.

Interno del Santuario del Santissimo Crocifisso con affreschi e altare maggiore

Il Crocifisso di Castelvecchio: Storia e Devozione

All’interno dell’urna è conservato il Crocifisso di Castelvecchio, una scultura in legno risalente all’XI secolo, oggetto di particolare devozione da parte della comunità locale. Questa raffigurazione lignea è talvolta datata al XIII secolo ed era ritenuta miracolosa. Curiosità: secondo la tradizione, questo crocifisso, lasciato a San Miniato da due viandanti, è legato alla protezione della città durante la peste del 1628.

La devozione popolare a questo «prodigioso» simulacro ligneo, risalente all'XI secolo e abbandonato in San Miniato secondo la leggenda da due viandanti, divenne negli anni dal 1628 al 1631, segnati dal flagello della peste, forte ed accorata con grande speranza di aiuto. Il Crocifisso di Castelvecchio ci sprona al perdono, ci consola nel dolore, ed è sempre presente in mezzo a noi. Questa è la sua storia, tra leggenda e realtà, dalla quale emerge nella sua totale complessità, il mistero della Croce, liturgicamente celebrato in questa solenne ricorrenza.

Dettaglio del Crocifisso di Castelvecchio

La Festa del Ringraziamento e le Celebrazioni Annuali

Ogni anno nell’ultima settimana di ottobre si celebra, in San Miniato la festa del SS. Crocifisso, detto di Castelvecchio. Questo evento, così ricco di devozione, richiama l’attenzione non solo dei fedeli di San Miniato ma di tutta la diocesi.

La Cerimonia Solenne

È sempre emozionante il momento in cui, per la Festa del Ringraziamento, le tendine rosse che coprono l’urna sull’altare maggiore del SS Crocifisso di Castelvecchio si aprono e ai due lati si accendono le 12 lampade, illuminando quell’immagine sacra che richiama la totale attenzione e venerazione dei fedeli. La ricorrenza della festa di ringraziamento, che si ripete annualmente nella quarta domenica di ottobre, è stata aperta, alle luci dell’alba, da una cerimonia solenne e sentita, accompagnata dal maestro Carlo Fermalvento all’organo. La cerimonia è presieduta dal vescovo Giovanni, con la presenza di tutti i componenti della Congregazione del Santissimo Crocifisso e i tre nuovi membri che hanno indossato la cappa indicante la loro adesione, oltre ai fedeli mattutini convenuti. Tra questi, il sindaco Giglioli, che a nome della collettività ha acceso il cero votivo. È stata un’offerta di devozione, di preghiera, di fedeltà a quel Crocifisso, abbandonato da due viandanti, che nel 1628 salvò la città dalla peste, atto misericordioso ancora presente nel cuore dei sanminiatesi.

Festa del SS.CROCIFISSO 2022- Solenne Concelebrazione nel giorno della Festa.

Il Significato Spirituale della Croce

Che cosa ci vuole ricordare spiritualmente, nella sua essenza, questo evento? Per noi cristiani la Croce è il cardine della fede: il Figlio unigenito di Dio viene immolato sulla Croce per la salvezza di tutti noi uomini. Con questo drammatico atto si concretizza e termina il disegno di Dio per il suo figlio su questa terra, poiché tutto era compiuto: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito».

È amore e sacrificio, l’amore incondizionato di Gesù per l’umanità intera. È redenzione per tutti, un invito a seguire Gesù, accettando le difficoltà della vita con pazienza, fede, speranza. L’uomo si trova solo con la sua anima e la sua ragione: le due caratteristiche attraverso le quali, anche se molte volte, inconsciamente imposta la propria vita. Spirito e corpo si fondono. L’uno integra l’altro e la Parola, accettata e condivisa, si fa guida di vita.

La Croce incorpora altri suggerimenti, altri principi, altri aspetti della nostra vita, come la sofferenza, il dolore fisico, il distacco tra madre e figlio, tra amico ed amici. Appare il trionfo della morte sulla vita. Nell’immagine della Croce invece si nasconde, nel suo mistero spirituale, la realtà del nostro vivere, premiata dalla continuità della vita: «Donna ecco tuo figlio» ed a Giovanni «Ecco tua madre».

In queste parole di Gesù vi è soprattutto un atto di molto umano. Vediamo Gesù come vero uomo che fa un atto di uomo, un atto di amore per la madre ed affida la madre al giovane Giovanni perché sia sicura. Vediamo in questo la vera umanità, il vero umanesimo di Gesù. «Questo è realizzato nel corso della storia: sempre più l’umanità e i cristiani hanno capito che la madre di Gesù è la loro madre e sempre più si sono affidati alla Madre. La Madre è immagine della Chiesa, della Madre Chiesa ed affidarci a Maria dobbiamo anche affidarci alla Chiesa, vivere la Chiesa, essere la Chiesa con Maria» (Papa Benedetto XVI). Con l’ultimo atto di Gesù, rendendo il suo Spirito al Padre prima di morire, si fonda la comunità cristiana nelle persone della Madre e del Discepolo amato. Dal Golgota nasce la Chiesa, vergine e madre.

Da questa ricorrenza festosa del SS Crocifisso, preparata nella preghiera per un’intera settimana, emergono, nella loro singolarità, queste figure, Madre e Figlio, come anelli di un’unica catena: senza Maria non ci sarebbe Gesù, senza loro non ci sarebbe la Chiesa. Quel crocifisso ligneo, abbandonato in San Miniato, ringraziato e lodato con singolare scenografica tradizione popolare, tutto questo ci ricorda.

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