La comunità di Terranova Sappo Minulio, nel cuore della Piana di Gioia Tauro, vive ogni anno un momento di straordinaria intensità spirituale e collettiva in occasione della Festa del Santissimo Crocifisso. Il culto, radicato profondamente nella storia e nel cuore dei fedeli, si celebra annualmente il 2 e il 3 maggio, richiamando una moltitudine di pellegrini che giungono da ogni parte per sciogliere voti o per un profondo bisogno interiore.

Le radici del culto: Storia e Miracoli
Il legame tra il popolo e il Crocifisso Nero, una statua lignea risalente al XVI secolo, affonda le radici in secoli di devozione. Mons. Giuseppe Larosa, nel suo Profilo storico dell'antica Terranova, evidenzia come il simulacro fosse già al centro dell'amore riverente delle comunità della Piana fin dal Cinquecento. La devozione fu ulteriormente alimentata da eventi prodigiosi tramandati nel tempo, come l'episodio del 20 luglio 1533, quando l'immagine, portata in processione a Palmi, fu vista stillare sangue durante l'incontro con l'effigie della Madonna del Soccorso.
Una narrazione suggestiva, curata da Raffaele Germanò, ricorda il sacrilego tentativo di distruzione del Crocifisso da parte di un manipolo di Saraceni nel XVII secolo. Secondo la tradizione, i nemici, dopo aver sottratto la Croce dal tempio, tentarono di bruciarla cospargendola di pece, ma una scossa di terremoto, avvenuta il 27 marzo 1638, li costrinse alla fuga. Successivamente, la statua fu ritrovata intatta in un luogo selvaggio, dove in seguito sorse una chiesa in suo onore.
Il Santuario del Santissimo Crocifisso
Il Santuario diocesano rappresenta il fulcro di questa devozione. Sebbene l'epoca precisa della sua edificazione rimanga incerta, è probabile che l'attuale struttura risalga al periodo successivo al catastrofico terremoto del 1783, che rase al suolo la precedente chiesa della Giudecca. Nel corso dei secoli, l'edificio ha subito numerosi rimaneggiamenti a causa dei danni provocati dai sismi del 1894, 1905 e 1908. Il 4 settembre 2016, il vescovo Francesco Milito ha conferito alla chiesa il titolo ufficiale di Santuario Diocesano.

Riti e celebrazioni: Il 2 e 3 maggio
I festeggiamenti iniziano ufficialmente la vigilia del 3 maggio. Dopo la Santa Messa delle ore 11:00, si compie il rito della discesa e dell'esposizione della Croce sulla "vara". In serata, i cittadini partecipano all'incanto, un momento riservato ai terranovesi per aggiudicarsi l'onore di portare a spalla la Sacra Effigie. La prima processione, che conduce il Crocifisso dal Santuario alla Chiesa Matrice, è accompagnata da un fervido sentimento religioso.
Il giorno successivo, il 3 maggio, la statua attraversa solennemente le vie cittadine, benedicendo le dimore. Tra i momenti più toccanti si annoverano la presenza degli "spinati": fedeli che, per assolvere un voto, seguono il corteo a torso nudo, indossando una corona e una cappa fatta di spine di ginestra (spàlassi).
Testimonianza di Fede: Il pellegrinaggio dei fratelli Malivindi
La forza di questa tradizione continua a manifestarsi in gesti di grande impatto, come il recente pellegrinaggio di Massimo e Nunzio Malivindi. I due fratelli, partiti dal Santuario della Madonna di San Luca a Bologna, hanno percorso oltre 1000 chilometri a piedi per giungere a Terranova Sappo Minulio il 1° maggio. Il loro viaggio, nato come ringraziamento per la guarigione della sorella Carmela, si è trasformato in un messaggio di solidarietà a sostegno della ricerca contro il tumore al seno con la fondazione Komen Italia.
L'accoglienza, guidata dal sindaco Ettore Tigani e dal parroco padre Pasquale Carnovale, ha unito simbolicamente il Nord e il Sud Italia. “La vostra fatica è diventata preghiera per tutti noi”, ha sottolineato padre Pasquale, benedicendo i pellegrini davanti al Crocifisso Nero. Tale impresa ha ulteriormente rafforzato il significato della festa, confermando come, per molti fedeli, il richiamo del Crocifisso rappresenti un imperioso bisogno per dare un senso profondo alla propria esistenza.