L'Azione Cattolica (AC) è da sempre un laboratorio di fede e impegno sociale, un luogo dove la crescita personale e comunitaria si intreccia con la vocazione a servire il bene comune. Giuseppe Notarstefano, nominato Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana per il triennio 2021-2024, ha espresso l'augurio all’AC di essere "sempre questa esperienza di vita bella che ho incontrato da piccolo", un luogo dove si vive "il dono dell’amicizia e della fraternità". In un colloquio con Segno, ha evidenziato come ambiente, politica e sinodalità saranno le parole chiave dei prossimi anni per l'associazione.
La Formazione in Azione Cattolica e la Vocazione al Servizio
Giuseppe Notarstefano, 51 anni, sposato e padre, ha intrapreso il suo percorso di vita e di fede grazie all'Azione Cattolica. "Fu grazie alla mia insegnante di religione delle medie che conobbi, quando ero ragazzo, l’Acr," ha raccontato. Da quell'incontro, l'Azione Cattolica non solo ha accompagnato il suo servizio ecclesiale, ma ha anche "dato forma e struttura alla mia vita", come ama dire. L'associazione, infatti, ha il potere di formare le persone.
Un Percorso di Vita "in Uscita"
La sua vita in AC è stata lunga e ricca: ha vissuto gli anni della giovinezza a Canicattì, in provincia di Agrigento. L’esperienza associativa, in particolare il servizio educativo e l’impegno sociale, hanno accompagnato le diverse fasi della sua esistenza. È stato responsabile diocesano dell’Acr nella diocesi di Agrigento, poi, dal 1999 al 2005, responsabile nazionale dell’Acr, componente del Centro studi di Ac e, negli ultimi sette anni, vicepresidente nazionale per il settore Adulti.
Ma la sua è stata anche una vita in “uscita”, secondo la celebre espressione di papa Francesco. Dal 2009 al 2019 è stato direttore dell’ufficio diocesano per i Problemi sociali e il Lavoro dell’arcidiocesi di Palermo, e oggi collabora come esperto all’ufficio nazionale della Pastorale sociale e del Lavoro della Cei. Dal 2016, è componente del Comitato scientifico organizzativo delle Settimane sociali dei cattolici italiani. La sua passione per il sociale e l’economia, coltivata negli studi (insegna Statistica economica presso la Lumsa di Palermo) e nella promozione di un network siciliano di Economia civile, testimonia l'importanza della formazione che l'associazione offre.
Notarstefano sottolinea che l'AC "ti forma a essere Chiesa di popolo che cammina tra le strade del mondo, a esprimere quotidianamente una testimonianza per il bene comune". Sente particolarmente forte il legame con la sua terra, la Sicilia, che "ancora oggi, vive la tensione tra profezia evangelica, partecipazione democratica e giustizia sociale". In questo senso, la collaborazione con l’Istituto di formazione politica “Pedro Arrupe” a Palermo è stata formativa, accompagnando diverse stagioni di rinnovamento civile e sociale, come l'esperienza dei “Cantieri” di Rita Borsellino e i percorsi generativi di formazione politica nelle periferie. "Essere in uscita" significa riconoscere che il primato della vita esige la formazione di coscienze credenti, di laici adulti capaci di abitare lo spazio pubblico e di stare dalla parte dei deboli e dei poveri, cercando di far convivere il progetto di Dio con le complessità e le domande di giustizia sociale del quotidiano.
Le Parole Chiave per l'Azione Cattolica: Ambiente, Politica e Sinodalità
Notarstefano identifica tre pilastri fondamentali per l'azione dell'AC nel presente e nel futuro.
Ambiente e Ecologia Integrale
Ha accolto con entusiasmo l’enciclica Laudato si’, riconoscendo che la consapevolezza della cura dell’ambiente e della custodia del creato - o, laicamente, l'elaborazione di un modello di sviluppo e progresso sociale sostenibile - tiene insieme tutte le dimensioni della vita: antropologica e culturale, ambientale, relazionale, economica e istituzionale. Se il Papa indica la Terra come casa comune, l'AC riconosce in questa la strada da seguire, impegnandosi per un mondo più sostenibile, più giusto e più solidale.

La grande questione della transizione ecologica si basa sulla ricerca di un modello di sviluppo che unisce la dimensione micro, fatta di comportamenti e scelte individuali ("stili di vita"), e la dimensione macro, che è la risposta a una globalizzazione iniqua e sregolata, capace di avvicinare il mondo ma anche di creare profonde distanze sociali. Di fronte a ciò, l'Azione Cattolica non può tacere.
La Politica come Cura del "Bene di Noi-Tutti"
Il tema della politica ha "sanamente tormentato" l'associazione, poiché ha a che fare con la consapevolezza che la vita cristiana prende forma nella partecipazione competente e solidale alla costruzione del "Bene di noi-tutti", come lo definisce papa Benedetto XVI nella Caritas in veritate. Papa Francesco ricorda che il Vangelo ha una sua ineludibile dimensione sociale. Sebbene la politica oggi sia cambiata, con nuove modalità di rapporto, un'architettura più complessa di sistemi e l'influenza dei social media, ripensare la politica significa prendersi cura della partecipazione di tutti attraverso forme antiche e nuove di cittadinanza attiva.
Questo richiede un impegno attivo per la vita della propria città e dei propri territori, per gli altri. Sono necessarie grandi visioni, ma anche la pratica della democrazia partecipativa nei territori, quel "ricominciare dal basso" dove la politica, con la P maiuscola, soffre e lascia spazio all'ingiustizia e alla rabbia sociale. Nonostante la dialettica digitale e di contrapposizione che caratterizza la politica odierna non dia spazio alla mediazione, i cattolici sono chiamati a recuperare percorsi concreti per promuovere un "noi" più grande, al di là delle appartenenze politiche. "Questo è il bene comune. Sul bene comune non è possibile abbassare la guardia. Sul bene comune dovremmo unire i nostri sforzi per una vita bella, armoniosa, che non lascia indietro nessuno."
Sinodalità e Cultura delle Alleanze
L'Azione Cattolica è grata che papa Francesco abbia riconosciuto l'associazione come una "palestra di sinodalità" e che il suo servizio sia messo a disposizione del cammino sinodale della Chiesa italiana. Per l'AC, sinodalità significa anche cultura delle alleanze: fare insieme agli altri, condividere un percorso comune e impegnarsi affinché la Chiesa in Italia sia sempre segno del Vangelo che si incarna nella vita delle persone.
L'Impegno Concreto dell'Azione Cattolica per il Bene Comune
Notarstefano augura all’AC di essere sempre "questa esperienza di vita bella che ho incontrato da piccolo", un luogo dove si incontra "il grado più bello dell’esperienza dell’amicizia e della fraternità autentica" e dove tutti sono chiamati a partecipare. L'obiettivo è "essere laiche e laici con passione, appassionati del Vangelo e della vita, prendendosi cura della vita buona di tutti e costruendo percorsi di fraternità per dare anima a una società più giusta, più inclusiva, più solidale." Tutto ciò deve essere fatto insieme, "nella bellezza di un’esperienza associativa che, da un lato, allena a saper ascoltare e dialogare con tutti e, dall’altro, esprime quel ‘noi più grande’ che educa alla vita ecclesiale, vita di popolo che cammina insieme." Il suo è un richiamo all'invito di Papa Francesco: "Mettetevi in politica, ma per favore nella grande politica, nella Politica con la P maiuscola!"
Superare i Luoghi Comuni e Promuovere la Partecipazione
Per superare i luoghi comuni riguardanti la politica e l'impegno sociale e civile, e per promuovere il bene comune, è necessario uno stile fondato sull'ascolto reciproco e sul rispetto. Il Settore Adulti dell'Azione Cattolica ha risposto a queste domande con il modulo estivo 2022 intitolato "FuoriLuogoComune", che invita a essere "uomini e donne di buona volontà, che non parlano con slogan e frasi fatte, che pensano, invece di ripetere, ascoltano e dialogano al posto di gridare, che sono consapevoli della necessità di 'fare la differenza' nei diversi luoghi della vita."
La Scuola di Bene Comune
La presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana e il Movimento studenti di Ac (Msac) hanno promosso la "Scuola di Bene Comune". Questa iniziativa, alla sua prima edizione, si è tenuta a Pomezia dal 15 al 17 novembre, accogliendo più di 250 partecipanti tra studenti e amministratori locali. L'obiettivo è "provare a capire insieme in che modo essere custodi della forma di governo che qualifica il nostro Paese e in che modo promuovere l’ideale che ne è alla base." Tra i focus di riflessione, "Democrazia è informazione", sottolineando come la salute dell'informazione sia legata alla tenuta democratica. La Scuola di Bene Comune, finanziata dal programma Erasmus+, è una delle molte iniziative nate in Azione Cattolica in risposta all'appello di Papa Francesco al Convegno ecclesiale di Firenze 2015: "Vi chiedo [...] di essere costruttori dell’Italia, di mettervi al lavoro per una Italia migliore. Per favore, non guardate dal balcone la vita ma impegnatevi, immergetevi nell’ampio dialogo sociale e politico."

Le Settimane Sociali dei Cattolici Italiani: Trieste 2021
Giuseppe Notarstefano ha partecipato alla 50ma Settimana sociale, la sua sesta in totale e la seconda da presidente dell'AC, definendola un'esperienza "luminosa" e "sempre meno convegno e sempre più evento di popolo." È stato colpito dal coinvolgimento di tante esperienze e linguaggi diversi, con momenti artistici, mostre e la partecipazione di persone a titolo personale, non solo rappresentanti diocesani o di movimenti. La piazza è stata utilizzata come punto d'incontro con la comunità.
Un Clima di Fraternità e Confronto Costruttivo
Durante la Settimana Sociale, ha percepito un clima fraterno, nello spirito della "Fratelli tutti", che ha permesso di affrontare senza timori anche i temi più divisivi, evitando frammentazione e violenza verbale tipiche del dibattito politico. Pur non essendo un'“isola felice” scollegata dalle difficoltà delle comunità ecclesiali nel clima di scontro politico, la Settimana Sociale ha dimostrato la possibilità di sperimentare percorsi comuni per un approccio diverso, che rimetta al centro la persona e il bene comune.
Ripartire dalla Costituzione e dalla Democrazia ad Alta Intensità
Per Notarstefano, è fondamentale ripartire dallo spirito della Costituzione italiana, che ha visto protagonisti costituenti cattolici e diverse culture dialogare per individuare regole e valori condivisi, riconoscendo che questa è la democrazia e l'alternativa è la barbarie. Il presidente Mattarella, nel suo intervento, ha indicato la strada di una "democrazia ad alta intensità" al servizio del Paese. Questa democrazia non è mera tolleranza, ma riconoscimento del valore nell'altro, vedendo la diversità come un dono e non un pericolo. Come spiegato dal filosofo Michele Nicoletti, si tratta di una democrazia basata sull'amore per l'altro. L'obiettivo non è il bene della maggioranza, ma il bene di ciascuno, a partire dai più deboli, offrendo risposte complesse a problemi complessi.
Sfide Globali e Locali: Sovranismo, Clima, Pace, Denatalità
Il sovranismo, pur essendo una risposta semplicistica alla globalizzazione e all'omologazione, è considerato un errore. La vera risposta è quella che rimette al centro l’uomo e valorizza le differenze, in un arricchimento reciproco. Le priorità per la democrazia emerse da Trieste includono l'impegno contro il cambiamento climatico e per la pace, per far crescere il progetto europeo nato per costruire la pace. Questi temi, che mettono a rischio il futuro del pianeta, richiedono una democrazia dal basso, nata da una passione per una politica diversa, come esempio di David Sassoli in Europa.
Anche la denatalità rappresenta un rischio per il futuro dell'Europa. Notarstefano sottolinea la necessità di coraggio e investimenti sulla famiglia, in chiave sussidiaria, considerandola non un costo ma un grande investimento per il welfare. È cruciale riaffermare una cultura della vita e affrontare la questione educativa. Su tutti questi temi, i cattolici sono chiamati a confrontarsi e a essere protagonisti, anche a livello locale. La Settimana sociale di Trieste ha evidenziato l'operato di amministratori mossi da spirito di servizio e passione per le loro comunità, non dalla difesa di una rendita di posizione. Questo spirito deve continuare nelle diverse realtà, accettando la sfida della competenza e la ricerca della migliore soluzione possibile ai temi che affliggono le comunità, senza preclusioni o pregiudizi.
Settimane sociali, Papa Francesco: democrazia è partecipazione
Per rilanciare la partecipazione, Notarstefano propone di riscoprire i partiti e la "vera" partecipazione, non affidando tutto ai moderni strumenti di comunicazione, e di promuovere le riforme, a partire dalla legge elettorale. Trieste è stato un "momento molto bello" per la Chiesa italiana, caratterizzato da una "fraternità diffusa" e da una gara a stimarsi reciprocamente, nonostante le diversità.
Il Messaggio di Papa Francesco: Appassionarsi al Bene Comune e Organizzare la Speranza
Papa Francesco, giunto a Trieste per la chiusura della 50ma Settimana sociale, nel suo discorso ai congressisti, ha esortato all'”appassioniamoci al bene comune”. Ha descritto la crisi della democrazia come un "cuore ferito", evidenziando come la corruzione, l’illegalità e le forme di esclusione sociale ("cultura dello scarto") danneggino il corpo sociale. Il potere diventa "autoreferenziale, incapace di ascolto e di servizio alle persone".
La Partecipazione come Cuore Risanto
La parola "democrazia" non coincide solo con il voto, ma esige che si creino le condizioni per la partecipazione di tutti. La partecipazione "non si improvvisa: si impara da ragazzi, da giovani, e va 'allenata', anche al senso critico rispetto alle tentazioni ideologiche e populistiche." Francesco incoraggia a partecipare, affinché la democrazia assomigli a un "cuore risanato", e per questo occorre esercitare la creatività dello Spirito Santo nella vita delle famiglie, delle comunità e anche nei campi dell'economia, della tecnologia, della politica e della società. Esempi virtuosi includono l'inclusione di persone con disabilità, lavoratori che rinunciano a diritti per evitare licenziamenti, comunità energetiche rinnovabili che assistono le famiglie in povertà energetica, e amministratori che favoriscono la natalità, il lavoro, la scuola, i servizi educativi e l'integrazione dei migranti. La fraternità fa fiorire i rapporti sociali, e il prendersi cura gli uni degli altri richiede il coraggio di pensarsi come popolo.
Appassioniamoci al Bene Comune
Papa Francesco ribadisce: "Non lasciamoci ingannare dalle soluzioni facili. Appassioniamoci invece al bene comune". Come cattolici, "non possiamo accontentarci di una fede marginale, o privata." Questo significa avere il coraggio di fare proposte di giustizia e di pace nel dibattito pubblico, non per difendere privilegi, ma per essere una voce che denuncia e propone in una società spesso afona. "Questo è l’amore politico, che non si accontenta di curare gli effetti ma cerca di affrontare le cause."
Organizzare la Speranza
Rifacendosi a Giorgio La Pira, che immaginava un sistema di "ponti" tra le città del mondo per creare unità e dialogo, Papa Francesco invita il laicato cattolico italiano a "organizzare la speranza": la pace e i progetti di buona politica possono rinascere dal basso. Ha sollecitato a rilanciare e moltiplicare gli sforzi per una formazione sociale e politica che parta dai giovani, condividendo la ricchezza dell'insegnamento sociale della Chiesa.
Lo Scandalo della Fede nell'Omelia del Papa
Nella Santa Messa in Piazza Unità d’Italia, il Santo Padre ha sottolineato che di fronte alle sfide sociali e politiche, "abbiamo bisogno proprio di questo: lo scandalo della fede. Non di una religiosità chiusa in sé stessa [...] che celebra liturgie nel tempio dimenticandosi però della polvere che scorre sulle nostre strade." Serve una fede radicata nel Dio che si è fatto uomo, "una fede umana, una fede di carne, che entra nella storia, che accarezza la vita della gente, che risana i cuori spezzati, che diventa lievito di speranza e germe di un mondo nuovo." È una fede che "sveglia le coscienze dal torpore, che mette il dito nelle piaghe della società, che suscita domande sul futuro dell’uomo e della storia; è una fede inquieta, che ci aiuta a vincere la mediocrità e l’accidia del cuore [...] É, soprattutto, una fede che spiazza i calcoli dell’egoismo umano, che denuncia il male, che punta il dito contro le ingiustizie, che disturba le trame di chi, all’ombra del potere, gioca sulla pelle dei deboli."
Da Trieste, "crocevia di popoli e culture", il Papa ha concluso con l'invito ad alimentare il sogno di una nuova civiltà fondata sulla pace e sulla fraternità: "non scandalizziamoci di Gesù ma, al contrario, indigniamoci per tutte quelle situazioni in cui la vita viene abbruttita, ferita e uccisa; portiamo la profezia del Vangelo nella nostra carne, con le nostre scelte prima ancora che con le parole."
Esercizi di Vocazione al Bene Comune e l'Impegno Locale
L'Azione Cattolica è convinta che il benessere delle città dipenda dall'impegno nelle comunità locali. Questo impegno, in particolare quello di amministratori che servono i territori con passione, è prezioso e necessita di essere nutrito e alimentato attraverso momenti di riflessione. A Spello, infatti, l'AC custodisce il suo polmone spirituale presso Casa San Girolamo, promuovendo la riflessione di Carlo Carretto e continuando a formare laici impegnati.