Neon Genesis Evangelion, la rivoluzionaria serie animata giapponese creata da Hideaki Anno e prodotta dallo Studio Gainax, ha debuttato in Giappone il 4 ottobre 1995, segnando un punto di svolta nel mondo dell'animazione. In un'epoca in cui le serie TV sui robot giganti (mecha) erano considerate passate di moda, Evangelion non solo riconquistò il pubblico nel suo paese d'origine, ma si affermò come un fenomeno globale, la cui influenza perdura da oltre 25 anni.
La sua profonda risonanza culturale è stata evidente quando, nel 2019, Netflix ne ha acquisito i diritti di trasmissione internazionale. L'annuncio ha scatenato grandi aspettative tra gli appassionati, ma la successiva pubblicazione di un nuovo adattamento e doppiaggio italiano ha generato un'ondata di polemiche, in particolare per la scelta di tradurre i misteriosi nemici dell'umanità come "Apostoli" anziché i tradizionali "Angeli". Questo cambiamento, curato da Gualtiero Cannarsi, già responsabile dell'adattamento della serie per MTV nel 2000, ha sollevato interrogativi sulla fedeltà all'originale e sull'interpretazione autoriale.

Neon Genesis Evangelion: Un Fenomeno Culturale
La serie prende il via nel Giappone del 2015, quindici anni dopo il "Second Impact", una catastrofe ecologica di origini misteriose che ha devastato il pianeta. L'umanità è minacciata da esseri mostruosi e astratti, inizialmente noti al pubblico occidentale come "Angeli", che cercano di attaccare Neo-Tokyo 3, una città fortificata sotto la quale si trova il Geofront, sede dell'agenzia speciale NERV. Per contrastare questa minaccia, la NERV schiera i giganteschi robot umanoidi chiamati Evangelion (EVA), pilotabili unicamente da ragazzi e ragazze di 14 anni, come il protagonista Shinji Ikari, a causa della loro peculiare risonanza cerebrale con le macchine.
Fin dall'inizio, Evangelion si distinse per il suo approccio innovativo. Il creatore Hideaki Anno, formatosi lavorando ad opere come Nausicaä della valle del vento di Hayao Miyazaki, intendeva raccontare una storia non convenzionale, inserendo un livello di introspezione psicologica inedito nel genere mecha. Il protagonista Shinji non è il classico eroe, ma un adolescente apatico, timido e tormentato da problemi di abbandono. La narrazione, pur mantenendo elementi commerciali come combattimenti e ironia, evolve rapidamente da una struttura episodica a un'analisi profonda della condizione umana, con gli ultimi episodi che si svolgono quasi interamente nella mente del protagonista.
Tecnicamente, Evangelion ha introdotto diverse novità, tra cui l'uso di inquadrature statiche coperte da dialoghi fuori campo per focalizzare l'attenzione sulla psiche dei personaggi, soluzioni di doppiaggio inedite e un design completamente nuovo per i mecha, più snelli e umanoidi rispetto ai massicci robot tradizionali, e per i nemici, con idee visive sorprendenti. La serie ha anche fatto un uso massiccio di riferimenti teologici tratti dalle tradizioni ebraica e cristiana, nonché elementi esoterici dall'immaginario gnostico e cabalistico, tutti a servizio del tema centrale: le relazioni interpersonali e il percorso di crescita dei personaggi.
A causa di problemi di produzione e fretta, la qualità dell'animazione calò verso la fine della serie, e il finale originale lasciò molti misteri irrisolti, non venendo inizialmente accolto bene da una parte dei fan. Questo portò alla creazione di due film nel 1997, Death & Rebirth e The End of Evangelion, quest'ultimo offrendo un finale alternativo, brutale ed epico, che divenne un caso di studio. Successivamente, dal 2007 al 2021, Anno ha rilanciato la storia attraverso la serie cinematografica Rebuild of Evangelion, introducendo cambiamenti significativi alla trama.
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La Controversia Netflix e il Nuovo Adattamento
Quando Netflix acquisì i diritti di Neon Genesis Evangelion nel 2019, la piattaforma commissionò un nuovo adattamento e doppiaggio per diverse lingue, incluso l'italiano. Questo lavoro fu affidato a Gualtiero Cannarsi, già noto per la sua filosofia di traduzione estremamente fedele all'originale giapponese e per i suoi precedenti lavori su Evangelion e film dello Studio Ghibli. Tuttavia, il nuovo doppiaggio scatenò quasi immediatamente una "shitstorm" da parte degli appassionati e degli addetti ai lavori, che lo giudicarono un tradimento dei contenuti e dello spirito della serie. Netflix ritirò temporaneamente il doppiaggio italiano dalla piattaforma, rendendo la serie disponibile solo sottotitolata, per poi sostituirlo con un ulteriore adattamento (col quale Cannarsi non ha avuto alcun coinvolgimento).
Il punto più caldo della polemica, sebbene Cannarsi lo consideri solo la "punta dell'iceberg" di una discussione più ampia sulla resa linguistica, fu proprio il cambiamento del nome dei nemici: da "Angeli" a "Apostoli".
La Questione Terminologica: "Shito", "Angeli" e "Apostoli"
Il Termine Originale Giapponese "Shito"
Al centro della discussione vi è il termine giapponese originale usato nella serie per indicare i misteriosi nemici: "使徒" (shito). Qualsiasi dizionario giapponese, monolingua o interlinguistico, traduce univocamente "shito" come "apostolo". Anche la pagina giapponese di Wikipedia, sotto la categoria "cristianesimo", definisce "shito" in senso stretto come "i 12 seguaci di Cristo originali, e in senso ampio i successivi discepoli principali che hanno avuto un ruolo di spicco nella diffusione del cristianesimo". È un termine preciso che non è mai associato alla parola "angelo" (天使, tenshi) in giapponese; sono concetti distinti e determinati in maniera univoca nella lingua giapponese.
L'Errore di Traduzione Iniziale di Cannarsi
Gualtiero Cannarsi stesso ha ammesso che la traduzione iniziale in "angeli" per la versione italiana del 2000 fu un suo "deliberato e sconsiderato errore". All'epoca, si lasciò influenzare dalle scritte in caratteri latini "ANGEL" che comparivano sugli schermi dell'apparecchiatura paramilitare della NERV all'interno della narrazione, nonostante nel parlato giapponese e nelle scritte narrative giapponesi (come nell'episodio 14) fosse sempre usato "shito". Questa divergenza terminologica, esistente nell'originale, non doveva essere cancellata, ma venne omologata per quella che Cannarsi, allora ventenne, percepiva come "coerenza narrativa".
La Ragione Profonda della Scelta Autoriale
Approfondite ricerche, rese possibili dalla maggiore disponibilità di informazioni su Internet e dalla sua migliore comprensione del giapponese, hanno permesso a Cannarsi di risalire alle precise intenzioni di Hideaki Anno. Il termine "shito" (apostoli) non fu un errore, ma una decisione autoriale consapevole.
Già nel documento di progetto originale di Evangelion (pubblicato nella collana NEWTYPE 100%), gli apostoli erano indicati come "shito" e in caratteri latini "APOSTOLOS". Una delle grandi fonti di ispirazione per Anno era il ciclo di romanzi di fantascienza Il Ciclo dei Giganti di James P. Hogan, molto popolare in Giappone. L'idea di Hogan, ripresa anche da 2001: Odissea nello Spazio, è che una razza primigenia dissemini fonti di vita nell'universo e impianta delle "sentinelle" che si attivano quando le civiltà raggiungono un certo livello tecnologico. In Evangelion, l'idea era che, una volta risvegliato Adam (il Primo Apostolo, dormiente al Polo Sud), i suoi "apostoli" si sarebbero attivati per distruggere l'umanità fattasi pericolosa. Essi erano concepiti come "devoti servitori" o entità derivate da Adam, con il compito di portare il suo messaggio di monito e distruzione.
Il Dualismo Intenzionale: Testi Giapponesi vs. Grafiche Latine
L'opera originale presenta un dualismo terminologico intenzionale: nel parlato giapponese e nelle scritte giapponesi interne alla narrazione si utilizza "shito" (apostoli), ma sui display e in altri contesti visivi per il pubblico giapponese, compare l'anglicismo "ANGEL". Questo è il motivo per cui la sigla di apertura si intitola 残酷な天使のテーゼ (Zankoku na Tenshi no These), lett. "La Tesi dell’Angelo Crudele", dove 天使 (Tenshi) significa "Angelo". Anno stesso, pur sapendo che "angel" non significa "apostolo", scelse di usarlo per estetica, ammettendo che non aveva una conoscenza approfondita dell'inglese. Questa discrepanza era nota agli autori, tanto che nell'episodio 11 Shinji si interroga dicendo: "Gli apostoli, che hanno nomi di angeli".
I documenti ufficiali dell'opera, come il settimo LaserDisc (Genesis 0:7) della serie, spiegano esplicitamente questa correlazione. Affermano che "Apostoli (=ANGEL)" e i nomi di angeli assegnati non sono casuali, ma scelti con intenzione, evidenziando una piena cognizione autoriale del dualismo linguistico e la sua significatività.

I Nemici dell'Umanità: Analisi degli Apostoli (Angeli)
Caratteristiche Generali
Nella serie, gli Apostoli (o Angeli, a seconda della traduzione) sono entità aliene che minacciano l'umanità. Possiedono caratteristiche comuni, come la presenza di un AT Field (Absolute Terror Field), un sistema S² (Super Solenoid Engine) che garantisce energia illimitata, e un nucleo che, se distrutto, provoca la loro dipartita. Le loro forme sono incredibilmente varie, dal mostruoso e astratto all'umanoide e animale, sfidando l'iconografia tradizionale degli angeli.
Nomi Angelici e Simbolismo
Nonostante siano chiamati "shito" (Apostoli) in giapponese, la quasi totalità di questi esseri porta nomi derivati dalla tradizione angelica ebraico-cristiana apocrifa, spesso con un simbolismo che si collega alle loro caratteristiche, al luogo di apparizione o alle loro abilità. Questa scelta autoriale contribuisce ulteriormente al dualismo e alla complessità interpretativa della serie.
Esempi di Apostoli e il Loro Simbolismo
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Sachiel (Terzo Angelo)
È il primo Apostolo ad apparire dopo il Second Impact. Ha un aspetto umanoide con strutture ossee sul torso e mani tripodi, capace di attacchi a lunga gittata e spuntoni estendibili. Il suo nome deriva da Sachiel, angelo cristiano spesso identificato con l'angelo dell'acqua e cherubino, guardiano dell'albero della vita.

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Shamshel (Quarto Angelo)
Una gigantesca creatura simile a un artropode con un lungo corpo cilindrico e una testa ogivale. Si muove orizzontalmente e il suo nucleo intatto viene prelevato dalla NERV per studi. Ispirato a Shamshiel, "Sole di Dio", uno dei grigori caduti e cherubino guardiano del Giardino dell'Eden.
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Ramiel (Quinto Angelo)
Ha il corpo di un ottaedro regolare blu, con un AT Field che deforma la luce e un coro di voci femminili che accompagna i suoi movimenti. È uno degli angeli più potenti ma passivi. Ramiel è l'Angelo del tuono nelle scritture apocrife.
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Gaghiel (Sesto Angelo)
Un gigantesco mostro marino con una lunga mandibola piena di denti affilati e il nucleo nella bocca. Attacca le navi delle Nazioni Unite. Il suo nome deriva dall'omonimo angelo, chiamato anche l'Angelo dei pesci.
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Israfel (Settimo Angelo)
Creatura umanoide con un volto simile a una maschera che presenta un simbolo yin e yang, capace di dividersi in due individui distinti (Alpha e Beta). Tratto da Israfil, l'Angelo della Musica e della Resurrezione che suonerà la tromba per annunciare l'Apocalisse. Il simbolo yin e yang rappresenta la collaborazione e l'armonia tra gli opposti, simboleggiando la dinamica tra Shinji e Asuka.
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Sandalphon (Ottavo Angelo)
Trovato in forma embrionale in un vulcano, muta rapidamente. Deriva dall'angelo Sandalphon, "Angelo degli embrioni", protettore dei bambini non nati e incaricato di differenziare il sesso dei nascituri.
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Matarael (Nono Angelo)
Un'enorme creatura simile a un opilione con numerosi occhi, che cerca di perforare il terreno con acido per raggiungere il Geofront. Ispirato all'angelo Matarael, l'Angelo della pioggia nel Libro di Enoch.
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Sahaquiel (Decimo Angelo)
Ha una forma bizzarra simile a un'ameba con tre occhi e protuberanze. Usa la gravità e il suo AT Field per scagliare pezzi di sé come bombe. Il suo omonimo angelo, menzionato nel Terzo Libro di Enoch, è l'Angelo dei cieli e guardiano del quarto cielo del Paradiso, riflettendo la sua origine atmosferica.
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Iruel (Undicesimo Angelo)
Un'entità di grandezza virale con grande abilità nell'adattarsi ed evolversi. Si riproduce a livello cellulare e tenta di accedere ai supercomputer del MAGI System per innescare l'autodistruzione della base.
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Leliel (Dodicesimo Angelo)
Inizialmente una sfera fluttuante in bianco e nero, si trasforma in un'ombra oscura bidimensionale, inglobando Shinji e l'Eva-01. Nella tradizione cristiana, Leliel è l'Angelo della notte e Principe del concepimento.
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Bardiel (Tredicesimo Angelo)
Si impossessa dell'Unità-03, mostrando caratteristiche fisiche simili a un fungo, con braccia estensibili. Nel Libro di Enoch, Bardiel è l'Angelo della grandine o dei fulmini.
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Zeruel (Quattordicesimo Angelo)
Uno degli angeli più antropomorfi, con una faccia vagamente mutilata e braccia utilizzabili come lame. È il primo a raggiungere il Central Dogma. Ispirato all'angelo Zeruel (Cerviel o Zeroel), l'Angelo della forza, che aiutò il re Davide a sconfiggere Golia. Il suo nome significa "braccio di Dio".
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Arael (Quindicesimo Angelo)
Enorme creatura alata luminescente che appare in orbita terrestre. Possiede un raggio capace di penetrare la psiche del bersaglio. Il suo nome, "Luce di Dio" in ebraico, si riferisce alla sua forma luminosa e all'attacco. È l'Angelo degli uccelli.
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Armisael (Sedicesimo Angelo)
Un gigantesco toro luminoso simile a un plasmide, che cerca di fondersi con gli EVA e i loro piloti. È l'Angelo della nascita nella tradizione ebraica, incaricato di alleviare il dolore del parto.
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Tabris (Diciasettesimo Angelo)
L'ultimo Apostolo, che si rivela essere Kaworu Nagisa, un essere umanoide. Possiede l'AT Field più potente tra gli Angeli ed è considerato il re del Libero Arbitrio. Sebbene nel Nuctemeron sia un demone, il suo nome ha risonanza con Cahor (Kahoru in giapponese), un demone della Terza Ora indicato come Angelo dell'inganno.
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Adam (Primo Angelo)
Il progenitore di tutti gli altri Apostoli e la causa del Second Impact, dormiente al Polo Sud, il cui risveglio è al centro del mistero della serie.

La Filosofia di Traduzione di Gualtiero Cannarsi
La filosofia di Gualtiero Cannarsi si basa sulla ricerca della massima aderenza letterale all'originale giapponese, un approccio che spesso si scontra con le aspettative del pubblico occidentale, abituato a traduzioni più "fruibili" e adattate culturalmente. Cannarsi stesso ha ammesso di essere un autodidatta del giapponese, che ha approfondito la lingua e la filologia per passione. Sottolinea che il suo ruolo non è semplicemente tradurre, ma prendere una traduzione professionale e, con le sue conoscenze, trasformarla in italiano nel modo più fedele e fruibile possibile, pur rispettando le limitazioni di sincronizzazione audio-video.
Le polemiche sui suoi adattamenti non sono nuove e si ripresentano ogni volta che un suo lavoro viene pubblicato. Gli vengono spesso contestati la scelta di frasi che suonano "strane" o "auliche" in italiano, come "incentrandosi sulla provincia del Tokai" anziché "in particolare nella zona del Tokai" in un proclama di emergenza, o la rigida interpretazione di espressioni come "Dio Bestia". Questo evidenzia un conflitto tra la fedeltà letterale e la necessità di una traduzione che tenga conto dei modi di dire, delle formule di cortesia e del contesto culturale della lingua d'arrivo, specialmente quando si tratta di culture distanti come quella giapponese e quella italiana.
Per Cannarsi, l'obiettivo è la "migliore resa obiettiva dei contenuti" dell'opera, anche a costo di discostarsi dalla familiarità a cui il pubblico si è affezionato, soprattutto nelle edizioni passate. Egli crede fermamente che la "mistificazione di una realtà linguistica 'minima'" sia la radice di ogni successiva confusione, e per questo insiste sulla chiarezza del significato univoco del termine originale.
Conclusioni e Impatto Culturale di Evangelion
Neon Genesis Evangelion, a distanza di decenni dalla sua prima messa in onda, continua a essere un'opera viva, capace di turbare, porre domande e scatenare accese discussioni. La controversia sul doppiaggio Netflix e la traduzione di "shito" in "Apostoli" ne è la prova, mettendo in luce la complessità delle scelte traduttive e l'attaccamento dei fan all'opera. L'anime ha dimostrato che il pubblico era pronto per contenuti più adulti e complessi, influenzando quasi tutta la produzione animata successiva con le sue soluzioni narrative e visive.
Oggi, chi si avvicina a Neon Genesis Evangelion deve considerare l'esistenza di molteplici versioni della storia (la serie originale, i film del 1997, i Rebuild) e, come dimostrato dalla discussione Netflix, anche diverse interpretazioni linguistiche che ne alterano percezione e significato. La serie rimane un "incubo teologico e psicologico dalle tinte pop" che continua a ridefinire il concetto di animazione e il suo potenziale espressivo.
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