Negli ultimi anni è notevolmente aumentato in Italia il numero di fedeli affetti da celiachia, una patologia che determina un'intolleranza assoluta al glutine, sostanza proteica contenuta nel frumento e in altri cereali. Poiché non esistono farmaci curativi, l'unica terapia valida per chi ne soffre è una dieta rigorosa e permanente, che impone l'astensione da qualsiasi alimento contenente glutine, anche in dosi minime.

La normativa ecclesiastica sull'uso del glutine nell'Eucaristia
Per lungo tempo, la questione della comunione per i celiaci è stata oggetto di riflessione teologica e liturgica. La Congregazione per la Dottrina della Fede ha ribadito che le ostie completamente prive di glutine sono materia invalida per l'Eucaristia, poiché il pane eucaristico deve contenere una quantità minima di glutine derivato dal frumento per mantenere la natura di "pane".
Tuttavia, le direttive della Santa Sede, formalizzate in vari documenti (tra cui la lettera circolare del 1995 e le disposizioni del 2003), hanno aperto all'utilizzo di ostie a basso contenuto di glutine. Queste, pur permettendo la panificazione e risultando quindi materia valida per la consacrazione, non risultano nocive per la salute dei fedeli celiaci. Il 17 agosto 2001, la Congregazione ha ufficialmente approvato questa iniziativa, confermando che tali ostie rispettano i necessari parametri per la celebrazione e la salute del fedele.
Indicazioni pratiche per la somministrazione
Ai sacerdoti, ai diaconi e ai ministri straordinari dell'Eucaristia è richiesta un'attenzione particolare nella gestione delle particole per celiaci. L'Associazione Italiana Celiachia (AIC) e le prassi diocesane suggeriscono i seguenti accorgimenti per evitare la contaminazione:
- Conservazione separata: Le ostie per celiaci devono essere riposte in contenitori chiusi e separati, evitando il contatto con particole convenzionali.
- Durante la Consacrazione: È necessario utilizzare una pisside a parte, chiusa e chiaramente distinguibile, per evitare che briciole di pane contenente glutine contaminino quelle idonee.
- Distribuzione della Comunione: Il ministro deve prestare attenzione a pulirsi le mani se è entrato precedentemente in contatto con ostie comuni.
- Comunione al Calice: Qualora sia necessario comunicarsi al calice, si deve evitare la pratica dell'immixtio (l'inserimento di un frammento di pane normale nel vino) e consacrare il vino in un calice separato.

Accoglienza e inclusione nelle comunità parrocchiali
Oltre agli aspetti tecnici, è fondamentale considerare la dimensione sociale. Molti parroci, sensibili alle esigenze dei fedeli, hanno adottato modalità attente: ad esempio, consacrando prima le ostie destinate ai celiaci e porgendole direttamente in mano per evitare contatti accidentali. L'obiettivo dell'AIC è quello di permettere ai fedeli, specialmente ai bambini che si preparano alla Prima Comunione, di accostarsi al Sacramento in totale sicurezza, senza sentirsi "diversi" o esposti a eccessive attenzioni durante la liturgia.
Nelle parrocchie è consigliabile che i sacerdoti conoscano i bisogni dei propri fedeli celiaci, inclusi gli ammalati o gli anziani che ricevono la Comunione fuori dalla Messa, assicurando loro particole conservate correttamente nel Tabernacolo in pissidi separate. Sebbene la situazione in Italia sia consolidata e sicura, l'impegno continua affinché anche in altri Paesi possa essere garantito l'accesso al Sacramento con le stesse tutele, superando le difficoltà di reperimento di particole idonee.
Associazione italiana negozi celiachia: intervista a Fabio Ramaroli
tags: #eucaristia #per #celiaci