La chiamata alla vita consacrata è un cammino profondo e personale che può manifestarsi in ogni fase della vita. Se è Dio a chiamare, spesso non c’è un limite di età che possa fermare una vocazione autentica, anche se gli istituti religiosi possono avere proprie normative. Questo articolo esplora il percorso per diventare suora salesiana, le considerazioni sull'età massima e le esperienze di donne che hanno risposto alla chiamata in età adulta.
La Vocazione: Una Chiamata che Trascende l'Età
L'esperienza di Suor Monica Tozzi dimostra come la vocazione possa fiorire anche in età matura. All'età di 50 anni, Monica ha lasciato la sua vita da laica per diventare suora tra le Sorelle Scalabriniane. Il suo voto d’amore, di povertà, obbedienza e carità, da rinnovare annualmente per i primi cinque anni, è per lei «già un per sempre». Monica racconta: “A questa età sei più consapevole, non sono una giovanetta alla scoperta della vita, so cosa lascio. Ho fatto esperienze, cambiato Paese, studiato, lavorato, avevo un fidanzato ma so e spero che questa sarà una scelta definitiva perché è l’amore che mi ha chiamato.”
Nata in Argentina e figlia di emigranti italiani, Monica è tornata in Italia a 29 anni con una laurea in psicologia. Dopo un periodo in Italia e poi 14 anni in Svizzera a Berna, dove lavorava come assistente sociale con i migranti, sentiva un'inquietudine. “Stavo bene, ma non mi sentivo mai realizzata, - racconta - il mio sogno era andare in Africa e sporcarmi le mani con i più deboli e poveri del mondo.” Ha provato ad entrare nell’ordine secolare degli Scalabriniani ma è stata rifiutata per limite di età. Successivamente, un padre spirituale le ha suggerito di fare un'esperienza con le suore dell'ordine a Piacenza.
Nonostante le perplessità iniziali e l'assenza di un desiderio di farsi suora, il soggiorno con le sorelle l'ha profondamente colpita. “Sono rimasta molto colpita dai loro racconti sulle loro missioni e da quelle testimonianze viventi di suore anziane che quando entravano in cappella sembravano miracolosamente giovani e innamorate di Gesù come il primo giorno. Quando sono tornata a Berna ho capito che mi sarei consacrata. Sentivo una certezza e la certezza era di volermi donare a Dio”.

Il Percorso per Diventare Suora Salesiana (Figlia di Maria Ausiliatrice)
Diventare suora salesiana, o Figlia di Maria Ausiliatrice (FMA), è un cammino di fede, accompagnamento e crescita graduale. Questo percorso è ideato per approfondire la relazione con Dio, il carisma salesiano e il dono totale di sé per i giovani.
Un esempio di questo inizio è stato il 7 ottobre 2018 a Torino, nella comunità della Consolata nell’Ispettoria “Maria Ausiliatrice” (IPI), dove sette giovani provenienti da diverse regioni d'Italia, Ungheria e Russia, hanno iniziato ufficialmente il loro cammino. Nei mesi successivi, si sono preparate all’ingresso in Noviziato per diventare suore salesiane. La celebrazione di imposizione della medaglia di Maria Ausiliatrice e Don Bosco, simbolo di appartenenza, ha richiamato il brano evangelico della vite e dei tralci e le raccomandazioni di Don Bosco e Madre Mazzarello ai consacrati salesiani.
Sr. Paola Battagliola, in rappresentanza della Madre Generale, ha ricordato alle candidate: “Il cammino che avete intrapreso è bello, ma impegnativo... Nel vostro percorso incontrerete molte gioie ed anche momenti difficili che l’unione a Gesù vi aiuterà a superare.” L'obiettivo è essere una presenza di Dio tra i giovani, seguendo lo spirito di San Giovanni Bosco e Santa Maria Mazzarello.

Le Tappe della Formazione FMA
Il cammino formativo delle Figlie di Maria Ausiliatrice si articola in diverse fasi, ciascuna con obiettivi specifici:
Discernimento Iniziale
Questo è un tempo di ascolto e accompagnamento personale, di durata variabile, in cui la giovane avverte il desiderio di comprendere la volontà di Dio per la propria vita.
Periodo di Verifica e Orientamento (PVO)
Di durata variabile, questo periodo è vissuto in una comunità FMA e permette di confrontarsi con la vita consacrata salesiana. Si approfondiscono la spiritualità salesiana, la vita di comunità e la missione educativa.
Postulato
Della durata di un anno e svolto a Torino, il postulato è dedicato alla conoscenza di sé, della vita religiosa e del carisma salesiano. La giovane vive in una comunità dedicata alla formazione, approfondendo la propria vocazione e lo stile di vita delle FMA.
Noviziato
Questo periodo di due anni si svolge presso il Noviziato Internazionale di Castelgandolfo e si conclude con la Prima Professione. È un tempo per approfondire e appropriarsi della vita religiosa secondo il carisma salesiano, con un'attenzione particolare alla vita spirituale, comunitaria e apostolica, attraverso la preghiera, lo studio delle Costituzioni e l'esperienza diretta nella missione educativa.
Professione Temporanea
Con una durata di 6-9 anni, questo tempo è volto alla crescita vocazionale in preparazione alla Professione Perpetua. La suora vive pienamente la missione educativa salesiana in una comunità, continuando la sua formazione (umana, spirituale, teologica e pedagogica) e approfondendo la chiamata alla consacrazione definitiva.
Professione Perpetua
È il momento culminante del dono totale e per sempre a Dio e ai giovani. Costituisce un radicale impegno di vita che orienta tutte le scelte e qualifica ogni aspetto dell'esistenza della Figlia di Maria Ausiliatrice, nella Chiesa, secondo lo spirito di Don Bosco e Madre Mazzarello.
Limiti di Età e Requisiti Generali per la Vita Religiosa
L'età per diventare suora varia da istituto a istituto. Non esiste un limite universale imposto, ma ogni congregazione o ordine stabilisce le proprie regole. Il requisito principale, tuttavia, rimane sempre la vocazione religiosa e l'essere sane di mente.
È importante notare che la vocazione religiosa è un dono di Dio, e può essere concesso anche a una donna che non è più vergine. Molti istituti religiosi, infatti, riconoscono il valore delle "vocazioni adulte" e sono aperti ad accogliere donne che desiderano consacrarsi a Dio anche dopo i 40 anni. Tra questi, ad esempio, si annoverano le Suore Operaie del Santo Vangelo, fondate da Sorella Angela Clerici.
Per coloro che sentono questa chiamata, fare un'esperienza vocazionale è un passo fondamentale. Questo significa trascorrere alcuni giorni in un convento o in un monastero assieme alle suore, per vivere da vicino la loro quotidianità e comprendere meglio se quella sia la strada giusta.
Le Vocazioni Adulte nel Contesto Contemporaneo: L'Esempio di Suor Margie
Il fenomeno delle vocazioni adulte è una realtà crescente. L'esperienza di Suor Margie (Marjorie Tapia), una millennial che ha scelto la vita religiosa, ne è un esempio lampante. A 33 anni, dopo aver conseguito una laurea in infermieristica, ha espresso il desiderio di diventare suora, sorprendendo i suoi genitori. Suor Margie fa parte di un piccolo ma costante numero di donne della sua generazione che si uniscono agli ordini religiosi negli Stati Uniti, dove l'età media delle Suore della Misericordia, ad esempio, è di 81 anni.
La decisione di Suor Margie non è stata priva di dubbi e sfide, comuni a molte vocazioni adulte. Ha riflettuto sul voto di povertà, essendo cresciuta con le comodità materiali odierne. Il voto di obbedienza la preoccupava, avendo sempre preso decisioni in autonomia. E riguardo alla castità, si è chiesta, invecchiando, se un giorno non avrebbe desiderato diventare madre. L'unico voto che non le ha mai dato tregua è stato quello del servizio, per il desiderio intrinseco di "fare la differenza nel mondo".
Il sostegno della comunità e delle relazioni formatesi al suo interno è stato fondamentale per Suor Margie. Ha compreso che “ciò che è sempre stato fondamentale per me erano le relazioni che avevo con le altre donne con cui ho professato i miei voti perpetui... Stavano affrontando le stesse cose.” Anche i genitori di Suor Margie, inizialmente scettici, hanno infine partecipato alla sua cerimonia di voti perpetui, comprendendo che la vita religiosa moderna è diversa da quella che conoscevano nella loro gioventù.
La cerimonia dei voti perpetui è un momento di resa totale a Dio. Come descritto da Suor Margie, sdraiarsi a faccia in giù davanti all'altare è un segno potente di dedizione: “È un momento di resa totale, un segno a Dio che stai dando tutto te stesso. C’è un po’ di disagio; è una cosa imbarazzante da fare davanti a 500 persone. Ma questo è parte di ciò che lo rende così potente.” Quando un arcivescovo le ha messo l'anello al dito, ha pronunciato: “Sorella, ricevi questo anello, perché sei promessa al Re Eterno.” Questo anello, e l'abito religioso, simboleggiano un vero e proprio "matrimonio" con Cristo.
Nonostante il numero complessivo di donne religiose negli Stati Uniti sia diminuito drasticamente dal 1965, alcune comunità, come le Sorelle della Vita, hanno registrato una crescita costante negli ultimi due decenni, attraendo nuove vocazioni. Molti millennial, come Suor Margie, cercano una profonda esperienza spirituale e comunitaria, un significato nella loro vita che la vita religiosa può offrire.

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