Esercizi Ignaziani per Sacerdoti: Cosa Sono e Come Si Praticano

Gli esercizi spirituali sono una pratica comune per tutti i sacerdoti diocesani e per le comunità di religiosi e di suore. Durante questa esperienza, un gruppo di persone si ritrova per alcuni giorni in un ambiente favorevole al raccoglimento, dove regna il silenzio. Di solito, la guida spirituale è una persona esperta in Bibbia o in spiritualità cristiana.

A differenza di altri esercizi spirituali, nei cosiddetti “esercizi ignaziani”, il predicatore deve esporre, anche se con metodo e parole proprie, le stesse argomentazioni proposte da sant'Ignazio, in un clima di assoluto silenzio. Il clima, comunque, è disteso e persino gioioso. Le lunghe camminate solitarie possono aiutare a entrare in colloquio con Dio su questioni molto importanti, come il proprio rapporto con il divino, facilitando il “discernimento dello spirito”. È una fatica a cui non siamo più abituati, ma ne vale la pena, poiché si capisce veramente chi siamo e cosa siamo chiamati a fare.

L'Origine e la Filosofia degli Esercizi Ignaziani

Gli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio sono una vera e propria scuola di preghiera che ha integrato, in maniera dinamica e organica, l’esperienza e i metodi di preghiera accumulati nei secoli: dalla meditazione alla contemplazione, dalla patristica - con un'attenzione particolare ai padri del deserto - al grande patrimonio del Medioevo, inclusa la scolastica. Ignazio ha pensato gli Esercizi come un periodo “eremitico” di 30 giorni in completo silenzio, accompagnati da una guida sperimentata e familiare con la spiritualità ignaziana. Gli esercizi di sant’Ignazio sono il marchio di fabbrica della Compagnia di Gesù.

Ritratto di Sant'Ignazio di Loyola

È fondamentale ricordare che gli Esercizi Spirituali non sono un tempo di studio o di semplice raccoglimento e preghiera, ma un percorso profondo. Si inizia con una considerazione fondamentale che Sant’Ignazio chiama "Principio e fondamento": per quale fine Dio ci ha creati? L'essere umano è stato creato da Dio e per Dio. Ogni bene creato è stato messo a disposizione dell'uomo perché lo aiuti a raggiungere questo fine. Perciò egli ne deve fare un uso ragionevole. Lo scopo è acquisire libertà di spirito e un perfetto controllo dei nostri istinti, mediante quella che Ignazio chiama "l'indifferenza", che non è "apatia", ma autocontrollo e equilibrio spirituale.

La Struttura delle Quattro Settimane

Sant’Ignazio divide gli Esercizi veri e propri in quattro settimane, da intendere soprattutto come temi da trattare, e non rigidamente secondo il numero di giorni.

Prima Settimana: Deformata Riformare

Questa tappa mira a "Deformata riformare", eliminare cioè dall'anima le deformità causate dal peccato. Durante questo periodo, si riflette sul peccato nella nostra vita, oltre al pericolo della dannazione cui ci espone.

Seconda Settimana: Reformata Conformare

Nella seconda settimana, "Reformata conformare", siamo invitati a rivestirci di Cristo e armarci della sua armatura. Si medita sulla vita di Cristo, ardente di amore per il Padre e i fratelli. Questa fase è focalizzata sull'imitazione di Lui.

Rappresentazione della vita di Cristo per la meditazione

Terza Settimana: Conformata Confirmare

La terza settimana è dedicata a "Conformata confirmare", seguendo Cristo sulla via della croce. L'esercitante è chiamato a comprendere e accettare la volontà divina: "Non la mia volontà, ma la tua volontà".

Quarta Settimana: Confirmata Transformare

L'ultima fase è "Confirmata transformare". Si riflette sulla resurrezione e sulla vita eterna, come espresso da S. Teresa di Lisieux: "Io non muoio: entro nella vita". Questa settimana esplora il concetto che "Vita mutatur, non tollitur", cioè: "la vita non è tolta con la morte, ma trasformata". La morte in croce di Gesù ha coinciso con l'inizio del Cristianesimo, e, come dice Gesù nel Vangelo: "Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la ritroverà". A conclusione degli Esercizi S. Ignazio propone una meravigliosa contemplazione per ottenere l'Amor puro di Dio (chiamata "contemplatio ad amorem"), un percorso che porta alla Redenzione, per scoprire come e quanto Dio ci ama!

Infografica: le quattro settimane degli esercizi ignaziani

Modalità di Pratica e Discernimento dello Spirito

Oggi la maniera migliore per avvicinarsi alla spiritualità ignaziana degli esercizi è quella di iniziare in maniera graduale, se non altro perché il silenzio completo può essere spiazzante, magari con un weekend o con un'esperienza di 5 giorni. Già un corso di esercizi di 8 giorni permette all’esercitante, così si chiama chi si lancia in questa avventura, di addentrarsi veramente nella dinamica degli esercizi. L’esercitante entra nella profondità della propria vita interiore e, grazie al raccoglimento e al contatto vivo con la Parola di Dio, questa vita si riordina e guarisce in tanti suoi aspetti. La persona arriva anche a conoscersi meglio e ad imparare una serie di "trucchetti" che lo aiuteranno a coltivare la relazione con Dio nella propria vita quotidiana. La familiarità con Dio, in intimità e creatività, lo porterà ad affrontare le sfide di ogni giorno con un "amico invisibile" al suo fianco. È un immenso beneficio potersi avvicinare a questa esperienza.

L’offerta degli esercizi è differenziata principalmente in due direzioni: l’esperienza classica degli esercizi, che prevede di "chiudersi" in una casa di preghiera per 5, 8 o 30 giorni, oppure la pratica di un'ora al giorno per un anno continuando a vivere la propria vita normale. Questa seconda possibilità, già prevista da Ignazio nel suo famoso libretto degli esercizi, è chiamata in gergo EVO (Esercizi nella Vita Ordinaria).

La Giornata Tipo negli Esercizi Predicati

Durante gli Esercizi spirituali predicati vengono proposti agli esercitanti momenti comuni accanto a spazi di preghiera e riflessione personale. La giornata inizia con la preghiera liturgica delle Lodi, che prosegue con due momenti di predicazione/meditazione comune in cui viene proposto il tema di riflessione per il tempo personale successivo. Seguono la Celebrazione Eucaristica, l’ora di Adorazione Eucaristica, la celebrazione dei Vespri e della Compieta, arricchita da un momento di istruzione o dall’esame di coscienza.

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Il Ruolo della Guida Spirituale

Un laico o un religioso può diventare guida per gli esercizi. Si diventa guida innanzitutto vivendo la spiritualità ignaziana, poi coltivando il dono di poter entrare in sintonia con l'interiorità di altre persone, senza invadenze e senza indiscrezioni, per aiutarle a decifrare i movimenti del cuore. È necessario anche studiare e seguire dei corsi di formazione di diversi anni. Successivamente, inizia un percorso di supervisione mentre si comincia a fare da guida, spesso in equipe con una supervisione. La metafora per spiegare il ruolo della guida è quello dello scerpa che ti aiuta a capire i suoni e i sentieri della montagna, il bisogno di fare pause o accelerare il passo, ma chi cammina e guarda il paesaggio rimane sempre l’esercitante.

L'Impegno della Compagnia di Gesù

Ignazio ha sentito che questo beneficio doveva essere disponibile nei secoli, e così, con i suoi compagni, ha fondato la Compagnia di Gesù, che di questa spiritualità è custode e promotrice. La Compagnia la promuove innanzitutto vivendola su sé stessa, cioè giocandosi fino in fondo nelle sfide che sono quelle del nostro tempo: servizio della fede e promozione della giustizia, per attivare dinamiche coraggiose di riconciliazione nel mondo, ovunque la convivenza umana porti le ferite dell’odio e dell’isolamento, senza tentennamenti o soluzioni di comodo.

Il Centro di Spiritualità Ignaziana, promotore di cicli di conferenze e iniziative formative, offre un programma accademico di corsi e seminari, giornate di studio, incontri di riflessione, workshop, ecc., su diversi temi della spiritualità ignaziana, con una prospettiva più ampia e allargata di quella strettamente accademica. Padre Renato Colizzi, direttore del Centro ignaziano di spiritualità e presidente del Magis, ha contribuito ad approfondire il cuore della proposta spirituale e formativa offerta dai gesuiti.

Diffusione e Risposta

Esiste una sete inimmaginabile di spiritualità e di senso, perché anche un non credente ha una vita interiore e deve saper leggere i movimenti del cuore. La Compagnia di Gesù ha case proprie per esercizi e si affida anche a strutture esterne. Ad oggi, nella Provincia EUM, vi sono 4 case attive con una comunità di gesuiti: una in Italia, due a Malta, una in Romania. Diverse centinaia di persone l’anno, sicuramente più di un migliaio, partecipano a queste esperienze, testimoniando la continua rilevanza e il profondo impatto degli Esercizi Ignaziani.

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