L'Esame di Coscienza Religioso: Guida alla Riconciliazione e al Perdono

L'esame di coscienza è un momento cruciale nella vita spirituale di un cristiano, fungendo da ponte verso il Sacramento della Confessione e la riconciliazione con Dio. Non si tratta di un mero elenco di errori, ma di un atto di verità e un'esperienza profonda della vita battesimale ed eucaristica.

Dio, che legge nelle nostre anime, vede tutti i nostri peccati e anche il nostro vero pentimento, non appena esso sgorga dalla nostra coscienza. Se è una vera "contrizione", cioè un dolore sincero per aver disobbedito a Dio e tradito il Suo Amore, già ci riconcilia con Lui.

Il Sacramento della Confessione e il Perdono dei Peccati

Perché i nostri peccati siano realmente tolti dalla nostra anima ed essa torni "oggettivamente" nella piena comunione con Dio, occorre che essi siano "assolti" (sciolti) nel Sacramento della Confessione (Penitenza). In questo sacramento, attingiamo il perdono che ci è stato meritato dalla morte in Croce di Gesù, il "prezzo" del nostro perdono.

Secondo il volere stesso di Cristo (Gv 20,21-23), il perdono ci raggiunge attraverso gli Apostoli, ovvero oggi attraverso i Vescovi e i Sacerdoti (in modo ad essi subordinato). Questo è il modo stabilito da Cristo stesso affinché le nostre anime siano assolte e liberate dai peccati gravi (mortali) commessi.

Confessione di un penitente a un sacerdote, illustrazione

L'Importanza di una Confessione Sincera

È fondamentale conoscere bene quali siano i peccati mortali e, se commessi, essi vanno esplicitamente confessati al sacerdote, che agisce "in persona Christi". Dobbiamo dire sinceramente e senza vergogna quali essi siano e, se possibile, anche quante volte li abbiamo commessi.

L'esame di coscienza ci aiuta a fare una Confessione che non sia superficiale o addirittura "sacrilega" (falsa o volutamente incompleta). Mentire o nascondere qualcosa al Confessore non è possibile con Dio; e i nostri peccati, se non confessati, rimarrebbero in noi, impedendoci di fare degnamente la Santa Comunione.

I Peccati Mortali: Definizione e Conseguenze

I peccati mortali sono quelli che oggettivamente ci tolgono la grazia di Dio, ci impediscono di fare la Comunione e (se non confessati) ci portano alla dannazione eterna. Per questo si chiamano appunto "mortali".

Un Elenco dei Peccati Mortali secondo il Decalogo

È difficile fare un elenco esaustivo di tutti i peccati mortali, data la vastità e complessità della vita umana. Tuttavia, il Catechismo della Chiesa Cattolica (Parte III, Sez. II) offre un elenco autorevole in riferimento al Decalogo, i 10 comandamenti (Es 20 e Dt 5-6), che Gesù stesso conferma e perfeziona (cfr. Mt 5).

I 10 COMANDAMENTI - La MASCHERINA di DIO per gli UOMINI

I Comandamenti e i Peccati Mortali Corrispondenti

Ecco un elenco dei peccati mortali presentati dal Catechismo della Chiesa Cattolica, secondo i singoli Comandamenti:

  1. Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che me.
    • Non partecipare alla Santa Messa ogni domenica e nelle altre 6 feste di precetto (*).
    • Lavorare (o far lavorare) alla domenica, se non strettamente necessario (v. il punto 25 de La Dottrina sociale della Chiesa).
    • Uso solo banale e vuoto del tempo libero.

    (*) Le feste di precetto, oltre alle 52 domeniche annue, sono (attualmente in Italia, in quanto sono pure civilmente giornate festive): 1° gennaio (Maria SS.ma Madre di Dio), 6 gennaio (Epifania di Gesù), 15 agosto (Assunzione di Maria SS.ma), 1° novembre (Tutti i Santi), 8 dicembre (Immacolata Concezione di Maria), 25 dicembre (Natale di Gesù). Se la festa del Santo Patrono della propria città è solennità (ad esempio S. Giuseppe il 19 marzo o i SS. Pietro e Paolo il 29 giugno) e nella propria città è anche giornata festiva (non lavorativa), allora è d’obbligo partecipare alla S. Messa.

  2. Non nominare il nome di Dio invano.
    • Gravi peccati nel parlare, menzogna abituale, falso giuramento, calunnia, mormorazione e critica.
  3. Ricordati di santificare le feste.
    • Non osservare il digiuno prescritto il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo.
    • Non osservare l'astinenza dalle carni il Mercoledì delle Ceneri e ogni venerdì di Quaresima (e tutti i venerdì dell'anno, se non sostituita con altra penitenza).
    • Non osservare il digiuno di un'ora prima della Santa Comunione.
    • Non tenere presente a lungo l'elemento penitenziale della vita cristiana.
  4. Onora il padre e la madre.
    • Assenza di amore, rispetto, riconoscenza, giusta obbedienza e aiuto ai genitori.
    • Assenza di impegno e giusta collaborazione nella vita familiare e nei doveri domestici.
    • Omissioni nell’educazione umana e cristiana dei figli.
    • Disobbedienza all’autorità legittimamente costituita (a meno che non obblighi contro la morale).
    • Autoritarismo e abuso di potere.
  5. Non uccidere.
    • Omicidio, aborto, eutanasia, suicidio.
    • Uso di armi e guerre (se non per legittima difesa e a determinate condizioni).
    • Violenze fisiche o morali, essere di scandalo.
    • Istigare o cooperare al male, odio, ira.
    • Smodato attaccamento ai piaceri del gusto (gola), diete inutili o eccessive.
    • Eccesso di fumo o di alcool (anche ubriacature estemporanee e tutto ciò che porti alla perdita del controllo di sé), uso di droghe (e loro commercio).
    • Spericolatezze (nella guida ma anche in certi sport estremi).
    • Cura eccessiva del corpo, dell’estetica; vanità.
    • Omissione di soccorso, omissione di aiuto spirituale (specie ai moribondi).
    • Non sepoltura dei morti (la cremazione è peccato se fatta in avversione alla fede nella risurrezione della carne).
  6. Non commettere atti impuri.

    Questo Comandamento riguarda tutta la sfera sessuale, dono di Dio, legato al valore intero della persona e al mistero della trasmissione della vita. Nell'Antico Testamento condannava l'adulterio, ma Gesù lo perfeziona (v. Mt 5,27-32 e Mt 19,4-6), richiamando il significato autentico della sessualità legato all'amore totale (sponsale) e alla procreazione.

    • Lussuria: la ricerca del piacere sessuale fine a se stesso.
    • Rapporti sessuali al di fuori del matrimonio cristiano (fornicazione):
      • Rapporti pre-matrimoniali (tra fidanzati).
      • Rapporti senza uno stabile rapporto affettivo, occasionali o con prostituzione.
      • Tradimento o adulterio (se uno o entrambi sono già legati affettivamente o sposati).
      • Incesto (rapporti tra familiari o parenti stretti).
      • Sacrilegi (se con persone consacrate).
      • Stupro (rapporti ottenuti con violenza).
      • Pederastia o pedofilia (con bambini), efebofilia (con adolescenti).
      • Orgìe (rapporti tra più persone), bestialità (con animali).
    • Atti omosessuali: unioni sessuali tra persone dello stesso sesso.
    • Pornografia (e schiavitù psichica che ne deriva).
    • Autoerotismo (masturbazione): oggettivamente peccato mortale, anche se soggettivamente non sempre grave (CCC n. 2352).
    • Situazioni stabili di peccato grave: convivenze, matrimonio solo civile, tradimenti o adulteri non occasionali e senza pentimento.
    • All'interno del Matrimonio cristiano: rapporti sessuali privi di vero amore o in cui viene censurata la loro potenza procreativa (ogni atto contro la "naturale" apertura al dono della vita).

    (La "separazione" è possibile solo in casi estremi, ma deve essere vissuta nella speranza di riunificare la famiglia. Il divorzio è la rottura definitiva della famiglia, ancora più grave. Unioni sessuali al di fuori del matrimonio cristiano sono sempre peccato mortale. Il riconoscimento di nullità di un matrimonio da parte della Chiesa non è un "annullamento", ma il riconoscimento che il matrimonio non è mai stato validamente celebrato.)

  7. Non rubare.
    • Furto (la gravità è relativa al valore economico, ma anche le piccole disonestà sono peccato). Comporta l'obbligo della restituzione.
    • Usura, corruzione (tangenti, concussioni, speculazioni), frode fiscale.
    • Appropriazione e uso privato dei beni sociali di un'impresa.
    • Promesse e contratti non mantenuti o lavori eseguiti volontariamente male.
    • Danni a cose altrui o pubbliche.
    • Mancate o ingiuste retribuzioni ai dipendenti.
    • Contraffazione di assegni, fatture, assicurazioni.
    • Raccomandazioni (se senza merito e a danno altrui).
    • Gravi pigrizie nel lavoro, nello studio o comunque nei propri doveri personali, familiari e sociali.
    • Assenteismo (ripetute assenze ingiustificate dal lavoro).
    • Abuso di sciopero e di altre forme di protesta.
    • Giochi d’azzardo, scommesse, videogiochi (se diventano schiavitù o sperpero di denaro; in certi casi diventano patologici).
    • Spese o lussi eccessivi.
    • Gravi omissioni di carità (mancando abitualmente nelle opere di misericordia spirituali e corporali).
  8. Non dire falsa testimonianza.
    • Grave menzogna, abituale insincerità, falso giuramento.
    • Danno all’altrui fama (ancor più grave se falsa), calunnia.

Metodi e Approcci all'Esame di Coscienza

La tradizione conosce diversi ritmi e riti per l'esame di coscienza. La sfida odierna è dare senso pieno e serio a questa pratica, soprattutto per bambini e adolescenti.

Esame di Coscienza: Non solo Preparazione alla Confessione

L'esame di coscienza dovrebbe essere l'esperienza della "vita battesimale ed eucaristica", non solo del sacramento della penitenza. È anzitutto esercizio della virtù di penitenza, e questa prospettiva, che lo colloca nella quotidianità di ogni cristiano, aiuta a capire che il "fare penitenza" è anzitutto una virtù.

San Ignazio di Loyola, ad esempio, pone l'esame di coscienza al centro dell'esercizio della vita cristiana, dell'ordinamento dell'anima, non come condizione formale per la celebrazione del sacramento.

Gesù in preghiera

Domande per un Esame di Coscienza Approfondito

L'esame di coscienza consiste nell'interrogarsi sul male commesso e il bene omesso: verso Dio, il prossimo e se stessi. Ecco alcune domande per guidare la riflessione:

Rapporto con Dio

  • Mi ricordo ogni giorno di Dio? Prego, cioè gli parlo e lo ascolto?
  • Lo ringrazio per i suoi doni quotidiani, per i miei genitori, la mia famiglia e per le persone che mi aiutano e mi vogliono bene?
  • Mi fido di Lui? Lo amo veramente oppure spesso al centro della mia vita metto tante altre cose che mi allontanano da Lui?
  • Vado a Messa la domenica, giorno del Signore? In chiesa disturbo e chiacchiero? Arrivo tardi ed esco prima?
  • Frequento la Parrocchia (catechismo, ACR…) per crescere nella fede, nell'amore, per conoscere il Signore, la sua Parola e per capire ciò che Lui vuole da me?
  • Ho partecipato a sedute spiritiche? Sono ricorso a presunti maghi o cartomanti? Credo davvero nell'oroscopo?
  • Ho fatto voti o promesse a Dio e non li ho mantenuti?

Rapporto con il Prossimo

  • Come mi comporto con i miei genitori, fratelli, anziani, insegnanti? Disubbidisco? Rispondo male? Sono arrogante e prepotente?
  • Aiuto in casa o mi faccio servire? Ho preso in casa, senza permesso, denaro o altre cose? Ho rubato o danneggiato ciò che è degli altri?
  • Incolpo gli altri del male che commetto? Ho imbrogliato nel gioco? Bisticcio con i miei compagni?
  • Presto le cose che possiedo e regalo qualcosa a chi ne ha bisogno? Risparmio qualcosa per farlo arrivare ai poveri del terzo mondo?
  • Sono invidioso, collerico, parziale? Ho cura dei poveri e dei malati?
  • Osservo la morale coniugale e familiare insegnata dal Vangelo?
  • Come papà, mamma, nonno, nonna, insegnante, mostro ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera?
  • Prego il Signore perché sia sempre vicino ai nostri nonni, alle nostre nonne e a tutti gli anziani?
  • Faccio sentire la mia vicinanza alle persone più sole e più provate?
  • Ricorro, anche in famiglia, alla preghiera del Rosario?

Rapporto con Sé Stessi

  • Mi preoccupo troppo della salute fisica, dei miei beni?
  • Come uso il mio tempo? Sono pigro?
  • Riconosco i doni che Dio mi ha dato? Li uso bene oppure li sciupo perdendo tempo con letture, trasmissioni o amicizie che mi fanno del male?
  • Dico parolacce o parlo a doppio senso? Impiego il tempo libero per aiutare gli altri?
  • Tratto gli altri con dolcezza e con il sorriso? O sono scortese e arrabbiato?
  • Sai avvicinarti con serenità alla sessualità umana nei pensieri, nei gesti e nelle parole?
  • Ti conosci? Sai dire nulla di te stesso, dei sentimenti che provi, dei tuoi pregi e difetti?
  • Preghi lo Spirito per aiutarti a conoscere i tuoi doni e le tue qualità, ma anche i tuoi difetti?
  • Ti accetti con fiducia e ottimismo? Ti vuoi bene? C'è qualcosa in te che rifiuti?
  • Sei invidioso degli altri perché li vedi magari più belli, più intelligenti, con più amici?
  • Ringrazi Dio per averti creato così?
  • Come vivi il rapporto con il tuo corpo? Lo rispetti sempre? Ne hai cura?

Consigli da San Josemaría Escrivá

San Josemaría Escrivá suggerisce domande dirette per l'esame di coscienza:

  • Credo a tutto ciò che Dio ha rivelato e che la Chiesa cattolica ci insegna?
  • Faccio cose che si riferiscono a Dio con riluttanza? Mi ricordo del Signore durante la giornata?
  • Ho ricevuto il Signore nella Santa Comunione con qualche grave peccato sulla coscienza? Ho saltato la Messa la domenica o nei giorni festivi?
  • Permetto al mio lavoro di occupare tempo ed energie che appartengono alla mia famiglia o ai miei amici?
  • Desidero il bene degli altri, oppure nutro odio e esprimo giudizi critici?
  • Sono stato verbalmente o fisicamente violento in famiglia, al lavoro o in altri contesti?
  • Ho dato un cattivo esempio a coloro che mi circondano? Ho cercato di prendermi cura della mia salute?
  • Ho bevuto alcolici in eccesso? Ho assunto droghe? Ho guardato video o siti web pornografici?
  • Vivo in castità? Ho commesso atti impuri con me stesso o con altri? Ho assecondato pensieri, desideri o sentimenti impuri?
  • Se sono sposato, mi sono preoccupato della fedeltà coniugale? Cerco di amare il mio coniuge al di sopra di ogni altra cosa? Metto il mio matrimonio e i miei figli al primo posto?
  • Ho speso denaro per il mio comfort personale o per il lusso, dimenticando le mie responsabilità verso gli altri e verso la Chiesa? Ho trascurato i poveri o i bisognosi?
  • Ho detto bugie? Ho riparato ai danni che ne sono derivati?
  • Ho scoperto, senza giusta causa, gravi difetti in altre persone? Ho parlato o pensato male di altri?

L'Insegnamento di Don Giulio Barberis sull'Esame di Coscienza

Don Giulio Barberis (1847 - 1927), collaboratore di San Giovanni Bosco, sottolineava l'esame di coscienza come mezzo efficace per purificare l'anima dai suoi difetti, scoprendo le radici interne e le occasioni esterne di caduta. Lo considerava uno degli esercizi più importanti della giornata, capace di produrre grandissimo profitto spirituale.

San Francesco di Sales raccomandava di andare a letto come al confessionale, esaminandosi. Come i commercianti contano le entrate e le uscite, così l'anima che vuole guadagnare il cielo deve esaminare le perdite fatte per ripararle.

L'Esame Generale e Particolare

  • Esame Generale: si fa alla sera, prima di andare a dormire, sui mancamenti della giornata (pensieri, parole, opere, omissioni). Serve a pagare due debiti con Dio: il ringraziamento per i benefici e il dolore per i difetti.
  • Esame Particolare: si concentra su un difetto specifico da combattere (quello principale del mese). Consiste nel rendersi conto delle lotte, vittorie e sconfitte contro quel difetto. È fondamentale conoscere la radice e la sorgente del difetto predominante.

Un buon modo di fare l'esame particolare è figurarsi alla presenza di Dio, domandare luce per conoscere i mancamenti e grazia per comprenderne la bruttezza. Successivamente, si esaminano le azioni di ogni ora della giornata, le cadute, le debolezze, le vittorie. Si conclude con una sincera richiesta di perdono, un proposito di espiazione e il ringraziamento a Dio.

L'Esame di Previdenza

Si può fare utilmente al mattino, cercando di prevedere il bene che si potrà fare lungo il giorno e le occasioni che possono far cadere in difetti, determinando il modo di evitarli. Si tratta di anticipare le difficoltà e le tentazioni, proponendosi di superarle con l'aiuto di Dio.

L'Esame per la Confessione Sacramentale

Per prepararsi bene alla confessione, è utile immaginarsi davanti al Giudice divino. Dobbiamo esaminarci e giudicarci profondamente, come farebbe Dio stesso, scoprendo tutte le colpe, anche le più minute. Bisogna esaminare non solo le opere cattive ma anche le buone in cui si mescolano circostanze negative, e i peccati occulti (ignoranza, inavvertenza, inganno del demonio).

È importante anche esaminarsi sui peccati altrui, ovvero quelli commessi da altri a causa nostra (ad esempio, dando scandalo). Per le confessioni settimanali, basta esaminarsi sui propri punti deboli, cercando i peccati direttamente contro Dio, poi quelli verso il prossimo, e infine verso se stessi, in pensieri, parole, opere e omissioni.

La Contrizione Perfetta in Assenza di Confessione Sacramentale

La Nota della Penitenzieria Apostolica del marzo 2020 chiarisce come disporsi spiritualmente quando non è possibile accedere alla confessione sacramentale: "Laddove i singoli fedeli si trovassero nella dolorosa impossibilità di ricevere l’assoluzione sacramentale, si ricorda che la contrizione perfetta, proveniente dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono (quella che al momento il penitente è in grado di esprimere) e accompagnata dal votum confessionis, vale a dire dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche mortali (cf. CCC, n. 1452)".

Papa Francesco ha consigliato: "parla con Dio, è tuo Padre, e digli la verità: 'Signore, ho combinato questo, questo, questo… Scusami'. E chiedigli perdono con tutto il cuore, con l'Atto di dolore, e promettigli: 'Dopo mi confesserò, ma perdonami adesso'. E subito tornerai alla grazia di Dio".

Conclusione

L'esame di coscienza non è un elenco, ma un atto di verità. È il passo che ci mette in cammino verso l'abbraccio di Dio nel sacramento della riconciliazione. È un dono di Dio, un incontro con Cristo Gesù, nostro Amico, Fratello e Salvatore. Il sacerdote è il tramite tra noi e Dio, oltre quel ponte c'è Cristo che ci attende per donarci perdono e pace. Non dobbiamo ricorrere alla Confessione soltanto nei momenti di peccato, ma anche nella tentazione, quando sentiamo la nostra fragilità prendere il sopravvento e abbiamo bisogno di un aiuto dall'Alto.

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