L'espressione "eretto da Sua Santità" è un'indicazione formale e canonica che sottolinea l'origine e la legittimità di un'istituzione, di una struttura o di una disciplina direttamente dalla suprema autorità del Romano Pontefice. Per comprenderne appieno il significato, è fondamentale analizzare l'appellativo stesso di "Sua Santità" e le sue implicazioni teologiche e giuridiche.
L'Appellativo "Sua Santità": Origini e Implicazioni
Uno degli appellativi comuni del Vescovo di Roma, familiarmente chiamato Papa, è “Sua Santità”. Non è un titolo esclusivamente suo e non è il solo che abbia, ma è uno dei più comuni, anche perché è quello di cerimoniale. Ci si può interrogare sul perché esista questo appellativo, un po’ strano a pensarci, poiché un individuo può e deve sforzarsi di essere santo nella vita, ma la santità non è garantita a nessuno, neanche a un Papa, e a lui forse meno che ad altri, visto che ha tentazioni più gravose di una persona qualunque. In questo contesto, è importante ricordare che il Papa è il Vicario di Cristo, e in quanto tale non è Dio, né è già santo in via definitiva.

Distinzione tra Santità Personale e Rappresentativa
L'espressione “Sua Santità” va intesa come un riferimento non primariamente alla santità personale del Pontefice, ma piuttosto alla santità intrinseca all'ufficio che egli ricopre e alla Chiesa che rappresenta. Dire “Sua Santità” non è lo stesso che dire “Sua Maestà” o “Vostra Maestà”, sebbene l'analogia con appellativi regali suggerisca una venerazione per la dignità del ruolo. Va notato che questa espressione è estremamente formale e l’abitudine di impiegare semplicemente “Sua Santità” esiste ormai da secoli. Una possibile evoluzione storica suggerisce che si sia partiti da un generico “Sua Santità” che poi è diventato “Santità di Nostro Signore” per sottolineare che non si tratta della santità di una persona, ma di quella di Dio, che la persona rappresenta. Dopodiché, la formula iperformale è ridiventata più semplice. È interessante notare come l'affermazione di Santa Caterina che il Papa è “dolce Cristo in terra” sia considerata un'affermazione poetica, non teologica, rafforzando l'idea di una santità rappresentativa piuttosto che personale garantita.
"Eretto da Sua Santità": Atto di Autorità e Riconoscimento Canonico
L'espressione "eretto da Sua Santità" si riferisce a un atto formale e giuridicamente valido, attraverso il quale il Pontefice, in virtù della sua suprema autorità apostolica, stabilisce, fonda, costituisce o riconosce ufficialmente un'istituzione, una diocesi, un ordine religioso, una confraternita o qualsiasi altra entità ecclesiastica. Questo atto conferisce all'entità eretta piena legittimità canonica e il riconoscimento della Chiesa universale, indicando che la sua origine o il suo status sono direttamente sanzionati dalla Cattedra di Pietro.

Un esempio storico di tale autorità è la Giustificazione della bolla della santità di N. Sig. papa Innocenzo vndecimo, riguardante l’abolizione de’ pretesi quartieri e l’Editto con il quale la chiesa di S. Luigi è stata sottoposta all’interdetto. Questo documento dimostra come l'intervento papale abbia un peso decisivo nelle questioni di giurisdizione e di governo ecclesiastico, stabilendo o modificando la struttura e le regole della Chiesa. Tale autorità è visibile anche in atti contemporanei che, pur non usando l'esatta formula "eretto da", ne riflettono lo spirito, come la benedizione della prima pietra di un'università da parte di un Santo Padre, a sottolineare il ruolo della Chiesa nella promozione dell'educazione e dei valori, come evidenziato dal discorso di Papa Benedetto XVI per l'Università del Patriarcato Latino a Madaba.
Documentazione Storica dell'Uso dell'Appellativo
L'uso formale dell'appellativo “Sua Santità” e le sue implicazioni sono attestati anche in fonti storiche quotidiane, come un vecchio fascicolo del “Diario di Roma”, un foglio quotidiano romano del 1843. La presenza di tale terminologia in pubblicazioni dell'epoca conferma la sua formalità e la sua accettazione consolidata nel linguaggio ecclesiastico e civile per riferirsi al Sommo Pontefice, evidenziando come l'autorità papale fosse percepita e comunicata attraverso questi titoli.