L'Eremo di Santa Caterina: Un Viaggio Tra Storia, Arte e Natura

L'Eremo di Santa Caterina del Sasso, abbarbicato su uno strapiombo di parete rocciosa a picco sul Lago Maggiore, è senza dubbio uno tra gli scenari più suggestivi e affascinanti del Verbano. Questo luogo di pace, sospeso fra cielo, roccia e acqua, è un antico sito dove natura, arte e storia si fondono armoniosamente alla roccia del Sasso Ballaro, erigendosi come silenzioso guardiano delle acque del lago.

Eremo di Santa Caterina del Sasso vista panoramica sul Lago Maggiore

Le Origini e la Leggenda del Beato Alberto Besozzi

La tradizione narra che l'Eremo fu fondato da Alberto Besozzi, un ricco mercante locale. Nel 1170, sorpreso da una violenta tempesta mentre solcava le acque del Lago Maggiore e temendo il naufragio, Alberto invocò santa Caterina d'Alessandria, promettendole che, qualora si fosse salvato, avrebbe trascorso il resto della sua esistenza come eremita. Tenne fede alla promessa e si ritirò in una spelonca a strapiombo sul lago.

La fama di santità dell'eremita si diffuse rapidamente tra le popolazioni locali, che si rivolgevano a lui anche per sfuggire alla peste. Il Beato Alberto, dopo aver salvato i paesi circostanti dalla malattia, fece edificare una cappella dedicata a Santa Caterina d'Egitto, ancora oggi visibile sul fondo della chiesa.

Cappella interna dell'Eremo di Santa Caterina d'Egitto

Sviluppo Storico e Architettonico

La cappella originale, risalente alla fine del XII secolo, era piccolissima. Visto il crescente numero di pellegrini, fu presto affiancata da altre due chiese: quella di San Nicola (o Nicolao, protettore dei naviganti) e quella di Santa Maria Nova (o Nove), la cui esistenza è certa a partire dal XIV secolo. L'edificio attuale presenta una struttura singolare, frutto della fusione di queste tre cappelle, originariamente distinte e sorte in epoche differenti.

Le informazioni sulle primissime fasi dell'eremo sono frammentarie, rendendo difficile stabilire quanti monaci vi soggiornassero e come vivessero. Tuttavia, sappiamo della presenza dei Domenicani a partire dalla prima metà del XIII secolo. A loro succedettero gli Eremiti Ambrosiani, provenienti dal convento milanese di Sant'Ambrogio ad Nemus, che guidarono l'Eremo dal 1314 al 1645. Successivamente, subentrarono i Carmelitani, in particolare quelli di Mantova, fino al 1770. Questi gruppi religiosi, dotati di un certo patrimonio, contribuirono alla conservazione di pregevoli affreschi nei tre edifici che compongono il cenobio.

Nonostante la sua posizione rendesse impossibili audaci lavori di ampliamento o la costruzione di nuovi edifici, il convento continuò a crescere per quanto possibile. Tuttavia, nel XVIII secolo, un rapido periodo di decadenza vide la soppressione di numerosi conventi a causa dell'esiguo numero di monaci, incluso quello di Santa Caterina del Sasso, che fu affidato alle cure della vicina parrocchia di Leggiuno. Disabitato, l'eremo conobbe un progressivo abbandono, a cui si cercò di porre rimedio all'inizio del Novecento, dichiarando il luogo Monumento Nazionale.

Il Miracolo dei "Sassi Ballerini"

Un evento notevole, da sottolineare, è il miracolo avvenuto agli inizi del XVIII secolo. Cinque enormi massi, definiti "ballerini", precipitarono sull'antica chiesa ma, contro ogni aspettativa, rimasero incastrati nella volta di una cappella senza causare gravi danni. Rimasero sospesi per quasi due secoli, fino al 1910, quando furono ritrovati miracolosamente a terra. Questi sassi "traballanti" sembrano aver dato il nome esteso all'eremo, Santa Caterina del Sasso Ballaro, sebbene sia più probabile che l'etimologia del nome sia legata al vicino centro abitato di Ballarate.

Illustrazione del miracolo dei Sassi Ballerini all'Eremo di Santa Caterina

Il Patrimonio Artistico

L'accesso alla Chiesa avviene attraversando un portico formato da quattro archi a tutto sesto, di impronta rinascimentale. Numerosi cicli pittorici, che coprono un periodo che va dal XIV al XIX secolo, sono presenti sia all'esterno che internamente alla chiesa. Un nuovo apparato decorativo, pensato per il crescente numero di pellegrini, celò a lungo gli antichi affreschi medievali.

Solo negli anni Ottanta, grazie alla lungimiranza di un padre domenicano, è stato possibile riscoprire le pitture di epoca giottesca. Benché molto rovinati, i dipinti sono altamente evocativi e di grande intensità. Si ritiene che siano opera dello stesso anonimo maestro che decorò la basilica di Sant’Abbondio a Como. La meraviglia di questo luogo è dunque artistica, storica e, per i credenti, religiosa.

Affreschi medievali ritrovati all'interno dell'Eremo di Santa Caterina

L'Eremo Oggi: Tra Sacro e Museale

Dal 1970, l'Eremo è di proprietà della Provincia di Varese, che lo ha restaurato, unendo la sua anima religiosa e sacra a quella museale, rendendolo una meta irrinunciabile per il turismo nel varesotto. Dal 1986 al 1996 è stato retto da una comunità domenicana, mentre oggi è passato agli Oblati Benedettini.

Per raggiungere questo angolo di paradiso, che si arrivi in barca o a piedi, il monastero va "conquistato". Si giunge fino all'ingresso, si percorre il portico a strapiombo sul Verbano, si attraversa il convento meridionale. L'esperienza all'interno della chiesa è unica: si entra da dietro l’altare in una sorta di corridoio, e serve qualche istante per orientarsi e comprendere la disposizione delle cappelle fuse tra loro. A Santa Caterina del Sasso si trova silenzio, sospensione e un dialogo costante tra architettura e natura, in un luogo dove nulla è di troppo, perché l'essenza stessa è la sua bellezza.

Scopri l'Eremo di Santa Caterina

Contesti Religiosi Storici a Monselice

Parallelamente ad altre realtà eremitiche, anche la zona di Monselice vanta una storia ricca di insediamenti religiosi. Nel 1203, il Comune di Monselice donò un terreno situato sulla sommità del colle di Monte Ricco ai monaci benedettini, affinché vi costruissero una chiesa dedicata a San Giovanni Evangelista. Successivamente, nel 1258, i monaci si trasferirono a Padova, presso il monastero di Pontecorvo; di conseguenza, il complesso sul Monte Ricco divenne una dipendenza della comunità padovana, perdendo importanza e andando incontro a un lento e graduale degrado. I frati utilizzarono la struttura nei secoli per ospitare e curare i malati, e in seguito anche come luogo ricettivo per esercizi spirituali. Cessata la sua funzione come eremo, attualmente è presente una comunità per l'assistenza a persone in difficoltà.

Sempre a Monselice, l'Eremo di Santa Domenica si trova in una posizione isolata e panoramica alla sommità del sentiero del Monte Ricco. Questo eremo conserva una forte suggestione mistica, dovuta al suo isolamento e alla straordinaria vista, rendendola una meta preferita per coloro che desiderano una tranquilla passeggiata contemplando il paesaggio circostante.

Monte Ricco a Monselice con vista sugli insediamenti religiosi

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