Enrico Madonna: Vita, Carriera e il Mistero della sua Morte

L'Omicidio dell'Avvocato Enrico Madonna

L'avvocato Enrico Madonna fu assassinato a Cervinara, in provincia di Avellino, il sette ottobre del 1993, all’età di 51 anni. Risiedeva proprio a Cervinara al momento della sua morte. Di quell'omicidio, avvenuto 22 anni fa, non si sa, praticamente, nulla. I killer arrivarono con le tenebre, scomparvero nel buio e sono ancora sconosciuti. Per quanto riguarda i mandanti, si sono fatte solo ipotesi, ma non c’è nulla di concreto.

Foto ritratto dell'avvocato Enrico Madonna

Il Contesto e i Sospetti

L'omicidio dell'avvocato Madonna, avvenuto in via Carlo Del Balzlo, è un mistero irrisolto. L'avvocato, quando camminava per strada, cercava sempre di accompagnarsi a qualcuno, forse sperando che questo frenasse chi lo avesse voluto freddare, ma non fu così. Tutto fu studiato con una lucidità militare. Di certo c'è solo il fatto che Enrico Madonna era il "consigliori" del "Professore", riferendosi a Raffaele Cutolo. Il braccio destro di Cutolo, Pasquale Scotti, detto Pasqualino 'o collier, è stato acciuffato in Brasile, una vera e propria Primula Rossa. L'arresto di Scotti, avvenuto dopo decenni, potrebbe riaprire i cassetti dei segreti della Nuova Camorra Organizzata e potrebbe far luce anche sull’omicidio dell’avvocato Enrico Madonna.

Atlantide "Cutolo: storia di un boss" La7

Il Coinvolgimento nel Processo Cirillo

Il legale Enrico Madonna fu coinvolto nel processo imbastito per il rapimento di Ciro Cirillo, avvenuto tra il 27 aprile e il 24 luglio 1981, all’epoca in cui quest’ultimo ricopriva il ruolo di assessore regionale ai Lavori pubblici. Nel corso del procedimento si evidenziarono i rapporti tra le Brigate Rosse, che avevano organizzato l’azione, e la NCO (Nuova Camorra Organizzata) del boss Raffaele Cutolo.

La Testimonianza in Aula

L’udienza che vide Madonna testimoniare è quella del 25 ottobre del 1989.

«Signor presidente - esordisce Madonna -, io non so cosa ci faccio in questo processo. Me ne scappai in America, dopo che parlai con un colonnello dei carabinieri, un militare di Ottaviano. Io, all’epoca, difendevo un capitano dell’Arma che aveva ammazzato per errore, una persona. Io mi informai se c’era qualcosa (qualche provvedimento, ndr) nei miei confronti, e mi venne risposto, che della cosa era competente il magistrato. Allora capii e me ne andai, perché il carcere sarebbe stato molto duro per me, oltre che un rischio enorme per la mia vita».

Madonna proseguì il suo racconto in tribunale: «Allora, andai in Inghilterra, in Germania, in America: ho fatto i lavori più umili».

Il presidente della Corte gli chiese: «Rispetto all’accusa che le viene rivolta in questo processo, che cosa ha da dire?».

Madonna dichiarò: «Non so assolutamente niente, perché non ero avvocato di Cutolo nel 1981, quando fu sequestrato Cirillo, non sapevo nemmeno che Cutolo esistesse, in precedenza difendevo Casillo, autonomamente. Io ho difeso Cutolo, soltanto a novembre del 1981, mesi dopo il sequestro Cirillo».

Quando il presidente della Corte affermò: «Qualcuno l’ha accusata di aver ricevuto materialmente i soldi del riscatto», l'imputato si difese dicendo: «Non è assolutamente vero».

Da Compagno di Cella a Difensore di Cutolo

Il giudice lo incalzò chiedendo: «Come è che lei è diventato, poi, difensore di Cutolo?».

Madonna spiegò: «Perché io gli scrissi una lettera, a luglio del 1981, comunque, credo, dopo la liberazione di Cirillo, chiedendo se mi facesse difendere qualcuno, per farmi lavorare».

Il presidente domandò: «E come mai scrisse a Cutolo?».

La risposta di Madonna fu illuminante: «Perché mi rivolsi a tutti, ai cancellieri, ai magistrati, ai detenuti, e anche a Cutolo, col quale ero stato detenuto insieme (sottolinea: "Per un giorno")».

Il giudice chiese ancora: «E alla fine ottenne qualche incarico?».

Madonna concluse: «L’unico che mi dette l’incarico di difenderlo, direttamente, magari Cutolo avrà intercesso per me, fu Vito Pesce (uno degli uomini più fidati di Vallanzasca, ndr)».

Il Caso Cirillo e i Suoi Risvolti

Il caso di Ciro Cirillo è emblematico: quello che lo Stato non aveva fatto per Aldo Moro, lo mise in atto per Cirillo, che era un assessore regionale all’urbanistica. Per farlo liberare, si chiese ed ottenne l’intervento di don Raffaele Cutolo, che all’epoca era il re delle carceri. Secondo Carlo Alemi, magistrato in pensione che ha indagato sulla trattativa per il sequestro Cirillo, Pasquale Scotti "sa tutto". Bisogna tener conto che Scotti non è affatto abituato alla galera, quindi non è escluso che ci possa essere una trattativa. Uno dei misteri più grandi della nostra storia potrebbe cominciare ad essere svelato. Nelle sue pieghe, ci potrebbe essere anche la verità sull’omicidio di Enrico Madonna.

Organigramma delle figure chiave nel caso Cirillo e la NCO

Indagini e Nuove Speranze

Le indagini sull'omicidio di Madonna non hanno portato a niente, forse perché sono state condotte in una direzione sbagliata. Madonna cominciò a parlare di alcuni riferimenti politici sui quali Raffaele Cutolo aveva potuto contare. Sembravano parole "dal sen fuggite", di uno che era appena uscito dal carcere. Ma passarono solo pochi giorni e ci fu l’agguato mortale. Ora si attende che Scotti possa dire qualcosa perché, oltre a chi ha ucciso Madonna, solo lui potrebbe fare luce su quell’episodio.

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