Il Ruolo dell'Azione Cattolica nelle Elezioni e nella Vita Associativa a Ferrara

L'Azione Cattolica di Ferrara si distingue per il suo attivo coinvolgimento nel tessuto sociale e politico locale, sia attraverso iniziative di confronto pubblico con i candidati, sia rafforzando la propria struttura interna in ottica di responsabilità e servizio alla comunità.

L'Iniziativa "Noi per la città. Per una cittadinanza responsabile"

Un gruppo di associazioni cattoliche di Ferrara ha promosso il progetto intitolato "Noi per la città. Per una cittadinanza responsabile". Questo documento, come spiegato da Pastorello, nasce dai tavoli di confronto e approfondimento organizzati nell'ambito di tale progetto. Dopo un incontro introduttivo svoltosi alla sala Estense nell'ottobre del 2018, alla presenza dei presidenti nazionali di Azione Cattolica (AC) e ACLI, sono stati organizzati dei laboratori che hanno coinvolto i partecipanti su tre temi considerati prioritari per la città dai promotori.

L'obiettivo dichiarato di questa iniziativa era quello di elaborare un contributo di riflessione e proposte da offrire ai candidati sindaci di Ferrara. Questo contributo si è incentrato su tre macroaree fondamentali.

Infografica: Temi principali del progetto

Le Macroaree Tematiche del Progetto

Le tre macroaree principali su cui si focalizza il contributo sono:

  • Lavoro ed economia: questa sezione esamina alcuni dati specifici sul tema del lavoro riguardanti il territorio ferrarese.
  • Famiglia e società: dati ricavati dall’Ufficio statistico del Comune di Ferrara permettono di evidenziare aspetti sociologici rilevanti su questo tema.
  • Sviluppo sostenibile e ambiente: in linea con il dibattito contemporaneo, i promotori hanno espresso una "sguardo preoccupato al degrado della nostra casa comune Terra", da cui dipende la nostra stessa esistenza. Sottolineano come il degrado ambientale sia spesso accompagnato da un crescente disagio economico e sociale.

Confronto con i Candidati Sindaci

In questo contesto, i quattro candidati sindaci - Anselmo, Botti, Fabbri e Zonari - sono stati invitati a partecipare, personalmente o tramite un loro delegato presente in lista elettorale, per presentare i programmi delle rispettive coalizioni. La rete delle associazioni e dei movimenti promotori auspica che la presenza di tutte le coalizioni rappresenti un'opportunità democratica per la presentazione e il confronto dei programmi, con l'intento di stimolare un'assunzione consapevole di responsabilità da parte di tutti i cittadini e le cittadine.

L'Assemblea Elettiva dell'Azione Cattolica Diocesana di Ferrara

Il tema della responsabilità è stato centrale anche l’11 febbraio a Casa Bovelli a Ferrara, in occasione della 18^ Assemblea elettiva del nuovo Consiglio diocesano di Azione Cattolica. Negli anni, all’interno dell’AC, si è manifestato un profondo senso di responsabilità, intesa come gioia e fatica, fraternità e sacrificio, memoria e futuro.

Durante il pomeriggio dell’11 febbraio, in via Montebello a Ferrara, è stato annunciato il nome della tesserata AC di Ferrara-Comacchio più anziana: Ada Cecchi, conosciuta come Nives, di Porotto. A Casa Bovelli, in un pomeriggio finalmente illuminato dal sole dopo giorni di pioggia, si sono riunite circa 70 persone, tra cui una quindicina di giovani.

Elezione del Nuovo Consiglio Diocesano

Tra i presenti, 57 avevano diritto di voto per scegliere, tra i 105 candidati, i 20 membri del nuovo Consiglio diocesano. Questo Consiglio avrà il compito di dare l'indirizzo alla vita associativa e successivamente eleggerà la Presidenza diocesana, che dirigerà l'associazione durante il prossimo mandato (2024-2027).

Interventi e Riflessioni sull'Azione Cattolica

Durante l'Assemblea, diversi interventi hanno offerto spunti di riflessione sul ruolo e la missione dell'Azione Cattolica.

Don Michele Zecchin e il Fondamento della Chiesa

L’Assistente Unitario don Michele Zecchin ha aperto la giornata con un commento degli Atti degli Apostoli (At 10,34-43), riflettendo che «la Chiesa è sempre il suo farsi, non è mai qualcosa di già definito». Ha sottolineato l'importanza per l’AC di «il continuo rifarsi al suo fondamento, cioè a Cristo e alla sua storia, senza perdersi nelle discussioni sulle strutture e sull’organizzazione». Ha concluso che «in tanti, anche nella nostra città, nei nostri territori, aspettano da noi l’annuncio del Vangelo».

Francesco Vedana e la Responsabilità Associativa

Francesco Vedana, delegato del Centro nazionale di AC e originario della Diocesi di Belluno-Feltre, ha approfondito il concetto di responsabilità. Ha riflettuto che il responsabile di AC «tesse continui rapporti di comunione con tutti e fa trasparire sul territorio il valore dell’Associazione come esperienza comunitaria». Ha inoltre evidenziato l'importanza di «conservare l’unità» all’interno dell’Associazione, evitando sia lo spontaneismo che la burocratizzazione, e di «lavorare assieme agli altri sapendo di non essere indispensabile, valorizzando l’intergenerazionalità e la scelta democratica».

Nicola Martucci: Bilancio e Prospettive

L’intervento di Nicola Martucci, Presidente diocesano uscente di AC dopo quattro anni intensi, è stato sentito e commosso. Ha dichiarato di aver «sempre vissuto l’AC come luogo di crescita e di nutrimento spirituale», e di essersi «lasciato guidare, intessuto legami, favorito la comunione, ascoltato» in questi anni. Ha descritto il ruolo del Presidente diocesano come «una grande scuola di umiltà». Martucci ha poi sollecitato una riflessione: «Non dimentichiamo che dietro ogni persona si celano domande di senso e una grande sete di infinito a cui dare risposte. E poi, siamo capaci di farci sorprendere da chi non fa parte dei nostri soliti circuiti?» Ha aggiunto che in questi anni si è «provato a porsi in ascolto, a interrogarsi e ad essere interlocutori di tutti». Al Consiglio entrante, Martucci ha rivolto l'invito a «servire il coraggio di scegliere quale futuro costruire assieme, abbandonando quel modello a cui siamo affezionati ma che ormai appartiene a una minoranza». Ha evidenziato la «necessità di vivificare le nostre AC parrocchiali e delle Unità pastorali», poiché «senza questo cammino concreto nelle parrocchie e nelle UP, perdiamo il contatto con la realtà, rischiamo di essere generici. Occorre, quindi, una proposta, un “vieni e vedi”». Ha concluso con un appello a tutti, inclusi i parroci: «c’è bisogno dell’AC, di un associazionismo solido, che formi le persone alla corresponsabilità ecclesiale».

Mons. Gian Carlo Perego: Camminare Insieme e lo Sguardo alla Città

Mons. Gian Carlo Perego, nel suo intervento conclusivo all’Assemblea, ha ribadito «l’importanza di camminare insieme. Continuiamo a confrontarci per guardare meglio il cammino da intraprendere, e tendiamo la mano a chi ha bisogno, che significa anche vivere concretamente la responsabilità, sempre nel contatto diretto con le persone, per capire chi sono, sentire la loro presenza, donare loro uno sguardo di compassione».

Ha inoltre sottolineato l'importanza dello «sguardo alla città, luogo fatto di sempre più anziani, di tanti giovani che vengono da fuori, e di bambini».

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