Le lettere dell'apostolo Paolo offrono una prospettiva profonda e innovativa sul disegno salvifico di Dio, in particolare riguardo all'elezione, alla santità e all'amore che Dio riserva all'umanità. Analizzando i suoi scritti, emerge chiaramente l'invito a vivere una vita rinnovata, radicata nella carità e nella fede in Cristo Gesù.
Il Disegno Divino della Salvezza nella Lettera agli Efesini
La lettera che l'apostolo Paolo scrive alla comunità di Efeso, da lui fondata, offre un punto di vista sul disegno salvifico di Dio sorprendente e innovativo rispetto agli altri scritti paolini. La partenza è per così dire "dall'alto": considera e contempla l'originario disegno del Padre che coinvolge tutto e tutti, l'umanità e ogni vivente.
La Benedizione Eterna e la Scelta in Cristo
Dio ha benedetto ogni vivente con ogni benedizione. La lettera agli Efesini inizia con un solenne ringraziamento: "Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà".

Paolo comprende la qualità dell'esistenza non salendo al cielo, ma a partire dal suo incontro con Gesù. È dall'esperienza storica che si comprende il grande disegno di Dio. È dall'incontro con il Figlio salvatore, vita risorta dalla morte, che l'apostolo comprende e annuncia la scelta divina di fare di ciascuno un "santo e immacolato nella carità". Questo piano si rivela come "uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui", illuminando "gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l'efficacia della sua forza che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli".
Paolo piega le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome, chiedendo che i credenti siano "potentemente rafforzati dal suo Spirito nell'uomo interiore", e che "il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio." A Colui che ha potere di fare molto più di quanto si possa domandare o pensare, la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni.
La Carità come Fondamento dell'Unità
L'azione di Gesù ha la capacità di superare ogni divisione, abbattendo il muro che separa popolo da popolo. Paolo ha in mente in particolare il conflitto tra i suoi fratelli ebrei e gli altri popoli, dove i primi guardavano gli altri con disprezzo. L'unità e la riconciliazione si realizzano mediante uno stile di vita che mette in primo piano la carità. Gli umili operatori della carità sono i veri figli e vivono come ha vissuto Gesù. La santità, dunque, è nientemeno che la pienezza della carità che ciascuno realizza nella condizione in cui si trova a vivere. I "santi e immacolati" secondo il disegno di Dio non sono le persone perfette, ma coloro che piegano le ginocchia davanti al Padre. Si coglie qui la tipica mentalità paolina: la fede rende capaci di vita rinnovata nel nome di Gesù. Chi vive secondo lo Spirito del Signore compie anche le opere che egli stesso ha compiuto.
Paolo esorta a comportarsi "in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo."
L'Unità in Cristo e l'Armatura di Dio
I credenti sono chiamati ad essere imitatori di Dio, quali figli carissimi, e a camminare nella carità, nel modo che anche Cristo ha amato e ha dato se stesso per noi. L'apostolo parla della necessità di rivestirsi "dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo". La vita di fede è un "combattimento spirituale", ma i credenti sanno che sulla croce il Signore ha vinto il peccato, la morte e il diavolo. L'armatura spirituale include la cintura della verità, la corazza della giustizia, lo zelo per propagare il vangelo della pace, lo scudo della fede, l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. Il Signore offre numerosi mezzi spirituali per il buon combattimento.
La Nuova Identità in Cristo: Insegnamenti dalla Lettera ai Colossesi
Le esortazioni di Paolo ai Colossesi sono chiare e concrete, delineando il percorso di trasformazione che ogni credente è chiamato a vivere.
Spogliarsi dell'Uomo Vecchio e Rivestirsi del Nuovo
Paolo invita i Colossesi a deporre le azioni dell'uomo vecchio: "Deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete infatti spogliati dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore". Questo significa dire "no" a comportamenti che non sono conformi all'essere cristiani, poiché simili atteggiamenti sono veleni per l'atmosfera, opprimono la fiducia vicendevole e mettono in pericolo l'unità. In Cristo "non c'è più Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o Scita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti".
Le Virtù dei "Santi e Amati"
I credenti sono chiamati a rivestirsi di sentimenti nuovi: "Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e eletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione". Questi sentimenti sono il riflesso della stessa carità di Dio che abita il cuore rinnovato dalla grazia. Dire "sì" a queste virtù non è sempre facile, ma richiede impegno e fiducia nella grazia che il Signore dona.

La Parola di Cristo e la Pace nei Cuori
La fede nel Signore Gesù esige i sentimenti che erano nel cuore di Gesù e che devono essere nel cuore di coloro che hanno rivestito l'uomo nuovo nel sacramento del battesimo. È fondamentale che "la parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali. Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, ringraziando Dio Padre per mezzo di lui". La pace di Cristo deve regnare nei cuori, perché a essa i credenti sono stati chiamati tutti insieme.
Giustificazione, Speranza e Amore di Dio: La Lettera ai Romani
Nella Lettera ai Romani, Paolo esplora la giustificazione dell'uomo davanti a Dio e le implicazioni della fede nella vita cristiana.
Pace con Dio e Gioia nella Tribolazione
Fratelli, giustificati per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
NUA | Episodio 6.1 | Perché Dio Permette la Sofferenza? Trovare Speranza nel Dolore
L'Amore di Dio e la Riconciliazione
Mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito. Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui. Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione.
Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.
La Nuova Vita Nello Spirito
Non dobbiamo rimanere nel peccato perché abbondi la grazia; noi, che siamo morti al peccato, come potremo ancora vivere in esso? Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risorto dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Sappiamo che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse reso inefficace il corpo del peccato e noi non fossimo più schiavi del peccato. Poiché chi è morto è liberato dal peccato.
La Legge è santa, ma il peccato, servendosi del comandamento, ha prodotto ogni sorta di desideri e ha portato alla morte. Invece di vivere secondo la carne, i credenti sono chiamati a vivere secondo lo Spirito, tendendo verso ciò che è spirituale. Lo Spirito di Dio abita in voi e, se si vive secondo lo Spirito, si faranno morire le opere del corpo, e così si vivrà. Tutti coloro che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio, in grado di invocare "Abbà, Padre!". Tutta la creazione attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio, la redenzione del nostro corpo.
La Sovranità Divina e la Fede di Abramo
Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?
Paolo sottolinea che la giustizia divina non dipende dalle opere della Legge, ma dalla fede. Abramo credette a Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia, non dopo la circoncisione, ma prima, rendendolo padre di tutti i credenti, circoncisi e incirconcisi. Questo indica che la promessa di diventare erede del mondo è in virtù della giustizia che viene dalla fede, per mezzo della grazia, affinché la promessa sia salda per tutta la discendenza.
Il Piano di Salvezza per Giudei e Gentili
Dio non ha forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Attraverso la disobbedienza di Israele, la salvezza è giunta alle genti, per suscitare la loro gelosia. Se la loro caduta è stata ricchezza per il mondo, la loro riammissione sarà ancora più grande. Dio è potente da reinnestare gli Israeliti, suoi rami naturali, nel loro olivo originario. I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili. Dio ha usato la loro disobbedienza per estendere la sua misericordia a tutti, affinché anch’essi ottengano misericordia. "O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose".
Il Culto Spirituale e la Carità Fraterna
Paolo esorta i credenti, per la misericordia di Dio, ad offrire i propri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non ci si deve conformare alla mentalità di questo secolo, ma trasformarsi rinnovando la propria mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. Si invita a vivere la carità senza finzioni, a fuggire il male con orrore e ad attaccarsi al bene; ad amarsi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiando nello stimarsi a vicenda. Non siate pigri nello zelo, ma ferventi nello spirito, servite il Signore, siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli e premurosi nell'ospitalità. Si raccomanda di benedire coloro che perseguitano, di rallegrarsi con chi è nella gioia e di piangere con chi è nel pianto, mantenendo i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri, senza aspirare a cose troppo alte, ma piegandosi a quelle umili. Non si deve rendere a nessuno male per male, ma cercare di compiere il bene davanti a tutti gli uomini e, se possibile, vivere in pace con tutti.
L'Obbedienza alle Autorità e l'Amore del Prossimo
Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite, poiché non c'è autorità se non da Dio. Chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio. L'autorità è al servizio di Dio per il bene dei cittadini, punendo chi fa il male. L'amore verso il prossimo è il compimento della Legge. "Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di amarvi gli uni gli altri; chi infatti ama il prossimo ha adempiuto la Legge". "Ama il tuo prossimo come te stesso". È tempo di svegliarsi, perché la salvezza è più vicina. È necessario abbandonare le opere delle tenebre e indossare le armi della luce, comportandosi con dignità, non in orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie.
I credenti devono accogliere chi è debole nella fede, senza discuterne le opinioni. Ciascuno sia fermo nella propria convinzione e non giudichi né disprezzi il fratello, poiché tutti siamo del Signore. Non si deve turbare il fratello per una questione di cibo o causare scandalo. La convinzione personale va conservata davanti a Dio, e ogni azione deve mirare alla pace e all'edificazione vicendevole. Ciascuno cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo, come Cristo non cercò di piacere a se stesso. Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio.
La Suprema Via della Carità: Dalla Prima Lettera ai Corinzi
Paolo presenta la carità come la via eccellente, superiore a ogni dono e capacità spirituale.
La Carità come Fondamento Insuperabile
Se anche si parlassero le lingue degli uomini e degli angeli, ma non si avesse la carità, si sarebbe come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. Anche con il dono della profezia, la conoscenza di tutti i misteri e la scienza, e la pienezza della fede tale da trasportare le montagne, senza carità non si è nulla. Se si distribuissero tutte le sostanze o si desse il proprio corpo per essere bruciato, senza carità, niente gioverebbe. "La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine". Mentre le profezie e le lingue cesseranno, e la conoscenza svanirà, la carità rimane. La conoscenza e la profezia sono imperfette, ma quando verrà ciò che è perfetto, l'imperfetto scomparirà. Ora vediamo in modo confuso, ma allora vedremo faccia a faccia. Ora la conoscenza è imperfetta, ma allora sarà perfetta, come anche noi siamo conosciuti. I credenti sono esortati ad aspirare ai carismi più grandi, ma soprattutto a seguire la via della carità.

Vivere la Fede: Impegno e Grazie Nelle Lettere Paoline
San Paolo fornisce indicazioni pratiche su come la fede deve trasformare ogni aspetto della vita.
La Fede nell'Opera di Dio e nelle Relazioni
Vivere la fede significa credere in colui che Dio ha mandato e lasciare che questa fede illumini e trasformi tutta la vita. Questo si manifesta nella relazione con gli altri, dicendo "no" a ira, malizia, maldicenze e menzogna, che sono veleni per l'atmosfera di fiducia e unità. Invece, si devono coltivare sentimenti di misericordia, bontà, umiltà, mansuetudine, pazienza, sopportazione e perdono, soprattutto amore. Mantenere lo spirito di unità richiede anche di dedicare tempo gli uni agli altri, trovando spazi liberi dagli impegni per il coniuge, i fratelli, le sorelle e gli amici.
La Preghiera Universale e di Ringraziamento
San Paolo raccomanda che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, affinché si possa trascorrere una vita calma e tranquilla con pietà e dignità. Questa è una cosa bella e gradita a Dio, nostro salvatore, "il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti". La preghiera deve includere non solo le suppliche, ma anche i ringraziamenti per i benefici continui ricevuti: per la vita, i cari, i beni della terra, la bellezza della creazione, la fede, i sacramenti e la Chiesa. È essenziale pregare con un grande cuore, non solo per sé stessi, ma per la Chiesa intera, per il mondo, per i vivi e i defunti.
Affrontare le Tribolazioni con Speranza e Gioia
I primi cristiani hanno combattuto il buon combattimento, sapendo che la sequela del Signore era una battaglia segnata da tribolazioni e persecuzioni. Paolo esortava i Filippesi: "Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore". Tuttavia, i primi cristiani sapevano anche che il Signore era sempre in mezzo a loro, come attestava Paolo: "Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi... Il Signore è vicino". Questa duplice convinzione - la vita come battaglia contro il male e come cammino di fiducia e gioia perché il Signore non ci lascia mai - deve essere un segno distintivo delle comunità cristiane.
Non ci si deve angustiare per nulla, ma in ogni necessità esporre a Dio le proprie richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti. La pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i cuori e i pensieri in Cristo Gesù. Tutto ciò che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, ciò che è virtù e merita lode, tutto questo deve essere oggetto dei pensieri. Ciò che è stato imparato, ricevuto, ascoltato e veduto negli apostoli, è quello che si deve fare. Il Dio della pace sarà con voi.
L'Unità del Corpo di Cristo e la Cura Reciproca
L'unità e l'amore reciproco sono pilastri della vita cristiana, come Paolo insegna in diversi contesti.
L'Amore Coniugale come Riflesso dell'Amore di Cristo per la Chiesa
Paolo esorta le mogli ad essere sottomesse ai mariti come al Signore, poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa. Allo stesso modo, i mariti devono amare le mogli come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, "per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata". Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, poiché "nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo". Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande, lo si dice in riferimento a Cristo e alla Chiesa.
L'Accoglienza e l'Edificazione Reciproca
Poiché il corpo è per il Signore e il Signore è per il corpo, i credenti sono membra di Cristo. "Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito". Il corpo è tempio dello Spirito Santo, e non si appartiene a sé stessi, essendo stati comprati a caro prezzo. I credenti sono esortati ad amarsi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiando nello stimarsi a vicenda, e ad accogliersi a vicenda per la gloria di Dio, proprio come Cristo accolse tutti.