La teologa protestante Lytta Basset, nella sua opera «Fare fronte alla perversione - Risorse spirituali insospettate», propone una lettura originale e innovativa della Bibbia per affrontare le dinamiche perverse nelle relazioni umane. L’autrice, con rigore e volontà di offrire strumenti a chi si trova in difficoltà, sottolinea come anche Gesù sia stato vittima di tali meccanismi e sappia come disinnescarli.
I salmi, in particolare, sono ricchi di parole che descrivono sentimenti legati all’umiliazione, alla manipolazione e alle sofferenze causate da situazioni maligne e tossiche. Sebbene temi come la pedofilia, il ricatto morale o sessuale e le relazioni mortifere siano attuali, il libro di Basset affronta un ventaglio più ampio di perversioni presenti nel quotidiano, andando in profondità per sanare l’argomento e permettere una comprensione più responsabile e adulta.

Le risorse spirituali insospettate della Bibbia
La Bibbia viene presentata come una risorsa fondamentale contro la perversione per diversi motivi. Innanzitutto, è il libro dell’unità e della luce, che invita ogni individuo a trovare il proprio posto e la propria identità. In secondo luogo, i salmi stimolano un esame di coscienza e conducono alla lucidità, strettamente connessa alla luce. La teologa evidenzia come la perversione si manifesti attraverso la confusione, la sottomissione, la manipolazione, la negazione, la complicità dell’ambiente circostante, l’incoscienza, l’aggressione e il non-rispetto dell’identità altrui, minando la distruzione dei legami.
Lytta Basset, citando il padre Pascal Ide, descrive i narcisisti come individui che «colmano le loro brecce vampirizzando l’altro», costruendo un ego sovradimensionato su un io sottosviluppato. Questo spiega il loro terrore verso chi esprime un’autostima equilibrata, incentrata sull’“io”, come nel caso di Gesù. Una persona divisa interiormente, infatti, è più vulnerabile alla manipolazione. Una frase ricorrente tra i manipolatori è: «Tutti la pensano come me».
Il libro sottolinea il «formidabile contagio» della perversione, un effetto a catena che si propaga dall’individuo al gruppo, passando per la coppia, come constatato da M. Hurni e G. Stoll in «L’odio dell’amore». La psichiatra M.-F. Hirigoyen aggiunge che, anche se non denunciata, la perversione si diffonde in modo subdolo attraverso l’intimidazione, la paura e la manipolazione. L’autore del testo evidenzia come basti trascinare qualcuno tra menzogne e compromessi per renderlo complice del sistema perverso.

Il pensiero come antidoto e l’intelligenza del cuore
Il pensiero viene identificato come il supremo nemico della perversione. Tuttavia, a volte, basta una singola persona coraggiosa per scardinare un sistema perverso, come dimostra la figura di Giuseppe nel salvataggio di Gesù durante la strage degli Innocenti. L’«intelligenza del cuore», promossa dalla Bibbia, si rivela un’arma notevole contro queste dinamiche.
Papa Francesco stesso incoraggia la responsabilità e denuncia da tempo l’ipocrisia e la menzogna di molti responsabili religiosi. Il primo consiglio, quindi, non è la fuga, ma la riflessione e la lucidità. L’opera di Basset offre anche una nota rassicurante: è possibile trasformare i cuori più aridi e lontani da Dio attraverso l’amore, un’opinione condivisa anche da P.C. Racamier, pioniere nello studio della perversione narcisistica.
L’invidia, la gelosia, le maldicenze, l’abuso di potere e le parole offensive non sono appannaggio esclusivo dei perversi. Sofferenza, vuoto interiore, bisogno di riconoscimento e confronto sono alla radice di molti difetti umani. Discernere queste cause è il primo passo verso la libertà. La parabola degli operai dell’undicesima ora, in cui il padrone risponde ai primi lavoratori invidiosi: «Il tuo occhio è cattivo perché io sono buono?», illustra come il confronto sia un veleno. Allo stesso modo, i figli che limitano il proprio potenziale per non mettere in ombra un genitore, o il desiderio di gloria fine a sé stesso, evidenziano dinamiche distruttive.
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Un invito alla crescita attraverso la Parola
Lytta Basset arricchisce la sua analisi con riferimenti a numerosi specialisti e testi biblici, come la storia di Sodoma o il passo «Qu’avez-vous fait de Jésus?», per sottolineare l’importanza dello scrupolo per la verità. La sua indagine è affascinante e si rivolge a tutti - complici, testimoni e vittime - alla luce della Parola vivente. L’esposizione di Basset è un invito alla crescita personale, fondato su un’analisi approfondita delle parole della Bibbia, risalendo fino alla loro etimologia.
L’opera si confronta con l’idea che i perversi saranno precipitati in una «voragine di fuoco», un destino predetto e lasciato ai posteri. Si analizzano concetti come l’abiezione, il risveglio per i malvagi, e come i riferimenti storici e letterari si ripropongano nel corso della storia, radicandosi nella cristianità e influenzando la nostra indole. Si esamina la lussuria provata per figure marginalizzate, e si auspica che Notre Dame, come l’Araba Fenice, possa risorgere dalle sue ceneri. La preghiera, il nostro «Confiteror», e la rinascita delle coscienze, contrapposte a norme rigide e superficiali, sono elementi chiave per affrontare queste tematiche.
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