Le Confessioni di Sant'Agostino, scritte tra il 397 e il 400 d.C., sono universalmente considerate uno dei massimi capolavori della letteratura cristiana. Questa opera è la più celebre di Agostino d’Ippona e rappresenta un testo in cui il Santo racconta la sua giovinezza, il percorso di conversione al cristianesimo e la sua riflessione su Dio, il peccato, il tempo e la memoria. Di carattere autobiografico, esse si suddividono in tredici libri nei quali Agostino confessa i propri peccati e rende grazie a Dio per averlo liberato dal male. Le Confessioni non sono solo un testo religioso, ma anche una potente analisi psicologica e filosofica dell’animo umano.

La Struttura e i Temi delle Confessioni
L’autore descrive gli eventi principali della propria esistenza, analizzando i passi che lo hanno portato a diventare un vero cristiano. I primi nove libri sono totalmente inerenti ad esperienze di vita, mentre gli ultimi quattro trattano di questioni teologiche e filosofiche di ampio respiro, come l’essenza del tempo e l’origine dell’uomo. Con Dio c’è un continuo dialogo, attraverso il quale Agostino racconta come sia giunto alla fede e percorrendo quali strade sia arrivato alla verità.
Il Percorso Spirituale di Agostino
Agostino inizia le sue Confessioni con un’invocazione a Dio. Il racconto parte dall’infanzia, dai primi peccati commessi che egli vede anche negli altri bambini. In seguito racconta i suoi primi peccati infantili, quando si beava delle gioie o piangeva per le noie della sua carne. Imparò poi a parlare e cominciò a comunicare con i segni adatti e da bimbo divenne, come si definì lui stesso, un fanciullo chiacchierone. Sin da piccolo è sempre stato attirato dalla dicotomia bene-male. Agostino non amava la scuola perché per lui era il gioco il vero lavoro del bimbo: per questa ragione era portato a peccare e andare contro il volere dei genitori. Ripensando al periodo del primo apprendimento, Agostino odiava il greco, il cui studio richiedeva disciplina e applicazione. Si spinse sulla via della vanità quando per lui divenne importante saper parlare bene per ricevere applausi.
A 16 anni si diede all’ozio. Il suo temperamento esuberante, non controllato abbastanza da genitori ed educatori, anzi favorito dall’ambiente, lo portò ad una vita sregolata, alla ricerca di sensazioni piacevoli, arrivando a provare ogni dissolutezza. Dopo un anno turbolento, Agostino riprese gli studi a Cartagine, dove restò fino al diciannovesimo anno. Qui iniziò a sperimentare la vita e le passioni sfrenate di cui la città era piena, oltre a maturare una grande passione per gli spettacoli teatrali.
All’età di 19 anni studiò un’opera di Cicerone, il dialogo “Ortensius”, un’esortazione alla filosofia e alla ricerca della verità. Iniziò così la ricerca di Agostino della sapienza e della verità. Si avvicinò ai Manichei che, oltre alla critica alle Sacre Scritture, davano una risposta circa il problema del male, che affascinava molto Agostino, il quale aveva sempre sentito la colpa del peccato. Inizialmente, il Manicheismo fu la sua unica vera fede.
Amicizia, Crisi e Illuminazione
Finiti gli studi, divenne professore di retorica e tornò, per insegnare, nella sua città natale, Tagaste. Non tornò nella sua casa perché la madre non accettava il suo avvicinamento ai manichei. Sono molte le pagine nel Libro IV dedicate all’amicizia. Secondo Sant'Agostino, l’uomo tende all’oggetto del suo amore: l’uomo è ciò che ama. Per questo l’amore è un peso, una forza di gravità che lo trascina verso la sorgente del proprio amore.
Nel Libro V Agostino racconta l'allontanamento dal manicheismo: le favole dei manichei, specialmente nel confronto con le scienze, non lo convincevano più. Decise in seguito di trasferirsi a Roma da Cartagine. A Roma Agostino fu colpito da una grave malattia dalla quale egli afferma di essere guarito grazie alle preghiere della madre. Guarito, incominciò le sue lezioni di retorica e si meravigliò della disciplina degli studenti romani rispetto a quelli cartaginesi. D’importanza vitale sono il viaggio a Milano e l’incontro con Ambrogio che lo guiderà alla conversione cristiana.
In seguito, Agostino accettò un matrimonio combinato dalla madre. Agostino aveva due problemi da risolvere: la spiritualità di Dio e l’origine del male, che lo tormentarono finché non incontrò le opere dei Neoplatonici. Da questi filosofi capì la differenza tra il sensibile e l’intellegibile. Agostino all'inizio non riusciva a concepire Dio come un'entità incorporea, senza estensione nello spazio. Ora invece intuiva una realtà molto diversa da quella che i sensi percepiscono o rappresentano, ma non per questo meno reale o meno vera: la realtà intellegibile. La seconda questione: cos’è il male? Agostino comprese che il male non è una sostanza, ma una privazione.
Leggendo San Paolo, Agostino incontrò il mistero di Cristo. Iniziò così per Agostino un periodo di lotta interiore fino a quando gli apparve un angelo, prese il libro di San Paolo e, apertolo a caso, lesse: “Non nelle crapule e nelle ebbrezze, non negli amplessi e nelle impudicizie, non nelle contese e nelle invidie, ma rivestitevi del Signore nostro Gesù Cristo e non assecondate la carne nelle sue concupiscenze”. Dopo questo avvenimento fondamentale, Agostino decise di consacrarsi totalmente a Dio.
Gli ultimi tre libri, schiettamente filosofici e teologici, concludono l’opera di Sant’Agostino: egli esprime il suo nuovo modo di concepire la vita e la religiosità. Negli ultimi libri dell’opera, Sant’Agostino approfondisce il tema della Creazione analizzando i primi due versetti della Genesi. Sente vicina la fine: chiude gli occhi e in un attimo molti avvenimenti della sua vita gli sfilano davanti, come in un sogno. La sua fronte si spiana e un sorriso gli aleggia sulle labbra: gli stanno passando davanti i suoi monasteri, maschili e femminili, con quelle belle comunità che testimoniano l’unità della Chiesa. Sente il suo cuore placato.

L'Edizione Critica delle Confessioni: Caratteristiche e Contenuti
Il testo delle Confessioni fu fin dalla sua prima pubblicazione oggetto di commento e di studio. Un'edizione critica si propone di offrire un testo filologicamente accurato e corredato di un ampio apparato di note e commenti, essenziale per la comprensione profonda dell'opera. Ad esempio, il secondo di cinque volumi complessivi dell'edizione critica delle Confessioni di Sant'Agostino ripropone il testo latino dell'edizione Maurina (1679-1700, 11 voll.) delle opere di Agostino, dove le Confessioni figurano nel tomo I (1679).
Elementi Fondamentali di un'Edizione Critica
Oltre al testo originale (in questo volume i Libri IX-XIII), un'edizione critica fornisce una serie di strumenti indispensabili per lo studioso e il lettore attento:
- Una versione italiana a fronte, che consente un confronto diretto con l'originale latino.
- L'indice delle parole, utile per analisi lessicali e stilistiche.
- Un glossario informativo e riepilogativo dei termini chiave.
- Una bibliografia selettiva di tutte le principali edizioni e traduzioni fatte nel mondo.
- Un commento analitico concepito in modo da mettere separatamente in evidenza gli aspetti linguistici e testuali.
Segue una documentazione iconografica riguardante momenti ed episodi delle Confessioni, che arricchisce la comprensione visiva del contesto storico e narrativo.
Il Contributo degli Studiosi
A questa prima grande edizione commentata delle Confessioni hanno collaborato i maggiori studiosi francesi e italiani dell’opera di Agostino:
- Jacques Fontaine, che ha scritto l’amplissima introduzione generale;
- Patrice Cambronne, Goulven Madec, Jean Pépin, Aimé Solignac, che hanno redatto parte dei commenti;
- Manlio Simonetti, che ha curato il testo, l’apparato biblico e commentato l’ultimo libro;
- Gioachino Chiarini, autore della traduzione;
- Gli altri commenti sono stati affidati a Marta Cristiani, Luigi F. Pizzolato e Paolo Siniscalco;
- José Guirau ha preparato la bibliografia generale.
Tutto Sant'Agostino in un'ora
Il Significato Profondo della "Confessio" Agostiniana
Il termine "Confessioni" nel titolo dell'opera di Agostino racchiude una pluralità di significati che vanno oltre la semplice ammissione dei peccati. Si possono individuare principalmente tre aspetti della confessio:
- La confessio laudis (confessione di lode): Agostino rende gloria e grazie a Dio per la sua grandezza e misericordia, sollevando la mente e gli affetti degli uomini verso di Lui.
- La confessio peccatorum (confessione dei peccati): l'autore ripercorre con sincerità le vicende della propria vita, rivivendo costantemente i propri errori con l'atteggiamento severo del peccatore pentito. Classici sono a questo proposito gli episodi spesso citati del furto di pere, dell'adolescenza e dei primi segni della pubertà, dell'attrazione irresistibile per il sesso femminile, del figlio illegittimo avuto da una concubina.
- La confessio fidei (confessione di fede): è l'esposizione sincera e razionale delle ragioni della propria fede, un'anima che spiega il proprio cammino verso la verità e l'adesione al cristianesimo.
Questi tre significati si intrecciano indissolubilmente, rendendo le Confessioni un'opera complessa e multidimensionale.
L'Eredità e l'Attualità delle Confessioni
Se l’Occidente deve una metà del suo cuore all’Odissea, certo l’altra metà è riempita da questo libro luminoso e tenebroso, «questo libro gocciolante di lacrime» che Petrarca adorava. Come noi, ne amava la stupenda retorica: il gioco delle ripetizioni, dei ritornelli, dei parallelismi, delle opposizioni, l’inquietante stregoneria verbale, l’ansia dolcissima e drammatica delle interrogative, la mollezza a volte quasi estenuata - la quale suscitava, in lui che scriveva, e suscita in noi, che stiamo leggendo, lo stesso contagio e la stessa commozione. Agostino ha anticipato tanti temi della modernità e le sue parole sono attuali, persino ripetute da tanti di noi, magari senza sapere che le ha pronunciate il santo di Tagaste.
È difficile comprendere come Sant’Agostino abbia anticipato tanti temi della modernità. “Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova! Tardi ti amai! Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori.” Non ci pare scritto oggi? Il concetto che la poesia (e la vita stessa) non è che un viaggio dentro di sé è espresso anche da Juan Ramon Jimenez, quando scrive: «Non correre, vai piano, tanto è da te stesso che devi andare». Che cos’è il tempo? “Se nessuno me lo chiedesse, lo so. Come possono essere il passato e il futuro, quando il passato non è più e il futuro non è ancora?” Chi più di Sant’Agostino, che ebbe una gioventù dissipata, sa che al mondo si può sbagliare? Petrarca stesso fu mosso nella sua vita interiore dalle Confessioni, e si ritiene che senza questo libro sia difficile comprendere davvero Petrarca e gran parte della poesia seguente. Le Confessioni sono sempre state universalmente considerate uno dei massimi capolavori della letteratura cristiana.
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