Il Venerdì Santo è, per la Chiesa Cattolica, il giorno della profonda riflessione sulla passione di Gesù, culminando nel ricordo della sua crocifissione e morte. In questo giorno, la Chiesa invita i fedeli a rivivere nel silenzio e nell’adorazione il mistero della morte in Croce di Cristo, la sua ingiusta condanna e la sua dolorosa Passione.
Il Significato del Venerdì Santo
Un Giorno di Riflessione e Lutto
Il Venerdì Santo è nato come giorno della morte di Gesù, il 14 del mese di Nisan, quando Cristo venne ucciso su un patibolo riservato ai criminali. Questo giorno di lutto era tradizionalmente partecipato con il “digiuno”, a tal punto che l'usanza fu poi estesa a tutti i venerdì dell’anno. In questo giorno, le chiese sono spoglie; l’altare è senza Croce e senza tovaglia, a simboleggiare l'assenza e il dolore per la morte del Signore.
In questo giorno e attraverso la sua liturgia, i fedeli sono invitati a fissare lo sguardo su Gesù Crocifisso. Egli è morto in croce per portare a compimento la missione di salvezza che il Padre gli ha affidato: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”. Gesù con la sua vita ha pagato il prezzo più alto della nostra disobbedienza e lo ha fatto con amore e per amore: “Gesù, da ricco che era si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2Cor 8,9).
La Struttura dell'Azione Liturgica
Nelle ore pomeridiane di questo giorno, verso le tre - ora in cui Cristo morì - o in altro orario pastoralmente più opportuno, ha luogo la solenne celebrazione della Passione del Signore. L'Azione liturgica del Venerdì Santo si distingue per la sua essenzialità radicale: solo la Parola, la preghiera d’intercessione, l’adorazione della Croce e la comunione eucaristica.
Questa solenne azione liturgica comincia con la prostrazione dei ministri e la preghiera silenziosa, in ginocchio, di tutta l’assemblea. Si svolge in tre momenti principali, una struttura che proviene dall'antica tradizione della Chiesa:
- Liturgia della Parola: include la proclamazione integrale delle letture, il salmo responsoriale e il canto al Vangelo. La storia della Passione del Signore secondo Giovanni si canta o si legge, seguita dall'omelia. Si fa anche la preghiera universale secondo il testo e la forma tramandati dall'antichità, in tutta la prevista ampiezza di intenzioni, per il significato che essa ha di espressione della potenza universale della passione di Cristo, appeso sulla croce per la salvezza di tutto il mondo.
- Adorazione della Croce: è il momento centrale, dove la Croce viene presentata e adorata dai fedeli.
- Comunione Eucaristica: la celebrazione si chiude con la distribuzione dell’Eucarestia consacrata il giorno prima, poiché in questo giorno la Chiesa non celebra l'Eucaristia.

L'Adorazione della Croce: Origini e Evoluzione
Le Radici Storiche a Gerusalemme e l'Adorazione delle Reliquie
Il rito dell'Adorazione della Croce risale al secolo IV. A Gerusalemme, davanti alla pietra del Golgota, nella quale fu conficcata la croce di Cristo, già in quel tempo il popolo sfilava adorando la Croce. Si trattava di un rito profondo, che Eteria, pellegrina nel IV secolo, vide con i suoi occhi e descrisse come semplice e commovente. A Roma, il Sacramentario Gregoriano ne custodisce la memoria, dove la Croce - o una sua reliquia - veniva mostrata al popolo, e il popolo si prostrava.
In quell'antica pratica, l'Amministratore Apostolico esponeva il reliquiario della Croce per un momento di adorazione, mentre venivano proclamati per tre ore i brani della Sacra Scrittura sulla Passione del Signore. Questo momento storico evidenziava un'adorazione accompagnata da una prolungata meditazione della Parola di Dio.
Tradizionalmente, fin dal mattino, dal Calvario, luogo della Crocifissione di Gesù, a nome di tutta la Chiesa venivano elevate a Dio le preghiere delle comunità francescane del Santo Sepolcro. Mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino, presiedeva tali cerimonie, ribadendo l'importanza del luogo fisico della Crocifissione di Gesù e dell’Edicola del Santo Sepolcro, che conserva la memoria della Risurrezione del Signore.
Dal Reliquiario alla Croce Nuda: Simbolismo e Teologia
Nel corso dei secoli, la reliquia della Croce fu poi sostituita da una croce di legno. L’adorazione della Croce nasce ben prima dell’immagine del Crocifisso. È la Croce nuda, essenziale, che la Chiesa ha cominciato ad accarezzare con lo sguardo e a baciare con le lacrime, molto prima che l’arte osasse scolpire sul suo legno il corpo del Signore.
Solo verso la fine del primo millennio appare, nelle nostre chiese, il Crocifisso: ma non ancora sfigurato dalla morte, bensì regale, con gli occhi aperti, vestito di luce. Il Crocifisso di San Damiano - quello che parlò a Francesco - ci mostra un Cristo vivo, già trasfigurato, quasi a ricordarci che la Croce non è la sosta definitiva del Redentore.
La Croce Nuda come Simbolo Pasquale
Il Messale Romano parla con chiarezza: una croce nuda, da svelare progressivamente o da portare solennemente in processione. La croce, senza immagine, custodisce una densità pasquale che la figura del Crocifisso rischia talvolta di offuscare. La liturgia non celebra la morte di Gesù come tale, bensì il mistero del suo amore che attraversa la morte per trasfigurarla.
La Croce, in quanto segno vuoto ma carico di memoria, diventa così il “luogo simbolico” dove il credente può riconoscere, con fede, la Pasqua che già si annuncia. La Croce, prima ancora che essere teatro di morte, è soglia di risurrezione. Il suo canto più antico - il Pange lingua gloriosi di Venanzio Fortunato - non geme: canta. Non è il pianto di un funerale, ma l’inno di una Pasqua che comincia a vibrare sotto la cenere del Venerdì: “Il Redentore del mondo fu ucciso… e fu poi vincitore”.
Il Messale Romano e la Preferenza per la Croce Spoglia
L’adorazione della Croce, allora, non è culto al dolore, ma confessione della speranza. È la proclamazione visibile che proprio lì, dove il mondo vedeva la sconfitta, Dio ha collocato la sua vittoria. La Chiesa, nella sua sapienza rituale, non disprezza la figura del Crocifisso, ma, nel criterio normativo del Messale, mantiene l’indicazione della croce nuda, per conservare la tensione teologica tra morte e risurrezione, tra assenza e promessa, tra silenzio e canto.
È dunque un atto pasquale: come il sepolcro vuoto, anche la croce spoglia è un segno che non trattiene, ma rimanda; che non chiude, ma apre. Per questo, quel legno - senza corpo, ma non senza presenza - viene adorato non per sé, non come reliquia o feticcio, ma come segno pasquale. È il luogo dove il cielo e la terra si sono toccati, memoria viva del dono assoluto, spazio in cui l’Amore ha detto la sua ultima, definitiva parola.
L'adorazione della Croce di Papa Francesco nella Basilica Vaticana - Cristiana Caricato
La Durata e le Modalità dell'Adorazione Liturgica Oggi
L'Orario e lo Svolgimento della Celebrazione
La celebrazione della Passione del Signore ha luogo nelle ore pomeridiane, e specificamente circa le ore tre del pomeriggio, ora della morte di Cristo. Per motivi pastorali, si consiglia di scegliere l’ora più opportuna, in cui è più facile riunire i fedeli. L'azione liturgica è dominata dalla Croce e deve rispettare religiosamente e fedelmente la sua struttura: liturgia della parola, adorazione della croce e santa comunione.
Il sacerdote e i ministri si recano all’altare in silenzio, senza canto, mentre i fedeli rimangono in piedi. Dopo la liturgia della Parola e la preghiera universale, segue l'Adorazione della Croce.
Il Rito dell'Esposizione e l'Adorazione Personale
La croce da mostrare al popolo sia sufficientemente grande e di pregio artistico. Questo rito si compie con lo splendore di dignità che conviene a tale mistero della nostra salvezza: sia l’invito fatto nel mostrare la santa croce che la risposta data dal popolo si eseguono con il canto. Si presenta la croce all’adorazione di ciascun fedele, perché l’adorazione personale della croce è un elemento molto importante in questa celebrazione. Per l’adorazione si presenta un’unica croce, nel rispetto della verità del segno.
L'immagine del crocifisso viene portata solennemente su un cuscino verso l'altare maggiore: per tre volte la croce viene innalzata, mentre si canta l'antifona Ecce lignum Crucis in quo salus mundi pependit (ecco il legno della croce, al quale fu appeso il salvatore del mondo) e per tre volte tutti si inginocchiano davanti a essa in adorazione. A Palermo, per esempio, si è adattata una forma che unisce le due opzioni previste dal Messale: lo svelamento avviene per gradi, nelle tre soste, così il segno si fa cammino, e il cammino, preghiera.
Il Vera Oggetto dell'Adorazione
Il Messale francese ha scelto con sapienza di chiarire l’equivoco possibile: quando il diacono innalza la Croce dicendo “Ecco il legno della Croce, al quale fu appeso il Salvatore del mondo”, il popolo risponde: “Venite, adoriamo il Signore”. Questo perché l’adorazione non è rivolta al legno in sé, né al dolore, ma a Colui che, sul legno, ha fatto esplodere l’amore. A Lui solo, a Colui che ha fatto della Croce un ponte tra cielo e terra.
Aspetti Liturgici Complementari
L'Assenza dell'Eucaristia e i Colori Liturgici
In questo giorno la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l'Eucaristia. La comunione si distribuisce secondo il rito descritto nel messale e durante la comunione si può cantare il salmo 21 o un altro canto adatto. Dopo la celebrazione si procede alla spogliazione dell’altare, lasciando però la croce con quattro candelieri.
Nel 1955, la riforma di Pio XII sostituì il nero dei paramenti con il viola, per sottolineare che il Venerdì Santo non è il funerale di Gesù. Oggi, i paramenti sono rossi: rosso di amore versato, di sangue regale, di vittoria. La Chiesa non piange la sconfitta, ma canta il trionfo dell’Amore che non ha avuto paura della croce.
La Via Crucis e l'Adorazione Eucaristica Mattutina
La celebrazione vespertina del Giovedì Santo commemora il primo atto della Passione del Signore, mentre quella del Venerdì ne è la naturale continuazione e il compimento. La data del Venerdì Santo è mobile in quanto collegata con la data della Pasqua, e può variare tra le confessioni cristiane.
In serata, a Gerusalemme, si svolge la tradizionale Via Crucis lungo la Via Dolorosa. Questa preghiera itinerante si ripete ogni venerdì e abitualmente quella del Venerdì Santo è la Via Crucis più partecipata. Similmente, in ogni Parrocchia, in ore serali, si effettua solitamente la Via Crucis. Inoltre, nella mattinata del Venerdì Santo, viene continuata, pur se senza solennità, l'adorazione eucaristica all'Altare della Reposizione, un momento di raccoglimento prima della celebrazione pomeridiana.
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