La memoria liturgica del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria ci invita a meditare sul mistero di Cristo e della Vergine nella sua interiorità e profondità. Questa celebrazione ci invita a meditare sul mistero di Cristo e della Vergine nella sua interiorità e profondità. Si celebra la memoria del Cuore Immacolato di Maria, estesa da Papa Pio XII a tutta la Chiesa. Il giorno dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù, la Chiesa celebra la memoria liturgica del Cuore Immacolato di Maria. La festa è una celebrazione mobile che cade il sabato dopo la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, quale segno di comune devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, inscindibili per il grande amore donato all’umanità.
Origini e Sviluppo del Culto
La devozione al Cuore ammirabile della Santissima Madre di Dio è antichissima nella Chiesa. In San Luca si hanno i primi accenni ai segreti tesori di quell’amabilissimo Cuore. Anche i Santi Padri ed i Dottori della Chiesa celebrano spesso le lodi del Cuore ammirabile della Santissima Madre di Dio. Nel Medioevo questa soave devozione fu rivelata a Santa Matilde ed a Santa Gertrude, e da esse coltivata con trasporto e diffusa mediante i loro scritti. Anche San Bernardino da Siena ne fu entusiasta.
Il vero padre, l’apostolo ed il dottore di questa devozione è San Giovanni Battista Eudes (1601-1680). Egli fu il primo che «non senza una divina ispirazione» (come si espresse Papa San Pio X nel decreto di beatificazione) pensò di tributare il culto liturgico al Cuore purissimo di Maria, componendo egli stesso la Messa e l’Ufficio. Questa devozione lasciò in eredità alle sue due famiglie religiose: la Congregazione di N.S. della Carità e quella di Gesù e Maria. San Giovanni Eudes non disgiungeva mai i Cuori di Gesù e di Maria, scrivendo: «Non devi mai separare ciò che Dio ha così perfettamente unito. Gesù e Maria sono così intimamente legati l’uno con l’altro che chi vede Gesù guarda Maria; chi ama Gesù, ama Maria; chi ha la devozione per Gesù, ha la devozione per Maria».
Nel 1668, la festa e i testi liturgici furono approvati dal cardinale legato per tutta la Francia. La devozione poi andò crescendo insieme a quella del Sacro Cuore di Gesù, e dal secolo XVII in poi, molte famiglie religiose si dedicarono in modo speciale ad onorare questo Cuore amabilissimo. Solo dopo l’introduzione della festa del Cuore di Gesù nel 1765, verrà concessa qua e là la facoltà di celebrare quella del Cuore di Maria. La festa del Cuore Immacolato di Maria fu istituita nel 1805, e il Messale Romano del 1814 la annoverava ancora tra le feste “pro aliquibus locis”.
Il Venerabile Pio XII nel 1944 estese alla Chiesa tutta questa memoria mariana di origine devozionale, collocandola al 22 agosto, ottava dell'Assunta. La riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II ha trasferito questa memoria al sabato dopo la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, quale facoltativa. Fu San Giovanni Paolo II a renderla obbligatoria.

Il Significato del Cuore Immacolato
Il Cuore della Madonna è anzitutto un vero cuore di carne, ma il cuore, in senso biblico, simboleggia la persona nella sua interezza di anima e corpo. Ecco perché il Cuore della Madonna ha non solo un significato materiale ma anche spirituale. Il cuore è il centro della persona umana, è la sua coscienza, il suo intelletto e la sua volontà, come pure la sede dell’amore e di tutti i sentimenti. Quando parliamo del Cuore della Madonna dobbiamo aver presenti tutte queste realtà.
Nel Vangelo di san Luca troviamo scritto per due volte che la Madonna «serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19; 2,51). La Bibbia ci dice dunque che la Madonna conservava dentro di sé tutto ciò che si diceva di Gesù, tutti gli eventi della vita di Gesù come pure tutte le parole di Gesù e i suoi esempi. Da questo scopriamo che il Cuore Immacolato di Maria è lo scrigno in cui sono conservati tutti i misteri della vita di Gesù e tutta la sua dottrina. Al riguardo san Gregorio Taumaturgo chiamava il Cuore di Maria «vaso e ricettacolo di tutti i misteri». Sant’Agostino scrive che Maria, «concependo Cristo prima nel Cuore che nel suo grembo», credette e in Lei «quel che credette si avverò».
L'Immacolatezza del Cuore
Il Cuore della Madonna è prima di tutto immacolato, ovvero privo di ogni macchia, di ogni peccato e imperfezione. Fin dal primo istante in cui fu creata la Madonna, e per tutta la sua vita terrena, il suo Cuore fu sempre immacolato. Già il Concilio di Trento lo aveva confermato in modo solenne: nessuno «può evitare, nella sua vita intera, ogni peccato anche veniale, se non in virtù di un privilegio speciale, come la Chiesa ritiene nei riguardi della Beata Vergine». Il suo Cuore, dunque, non fu mai contaminato né dalla sporcizia del mondo né dalle insidie di satana. Teologicamente parlando, era moralmente impossibile che questo Cuore si macchiasse anche minimamente.
San Massimiliano M. Kolbe spiega così questa impossibilità, riflettendo sull’autorivelazione fatta dalla Madonna a Lourdes con le parole “Io sono l’Immacolata Concezione”: «“Io sono l’Immacolata Concezione”. E questo è il suo primo privilegio. C’è differenza tra le espressioni “Immacolata Concezione” e “concepita immacolatamente”? La differenza è come quella che esiste ad esempio tra i termini bianco e bianchezza. Il bianco può sporcarsi ma la bianchezza non subisce alcun cambiamento. Questo titolo, “Immacolata Concezione”, è molto importante e dimostra che l’Immacolata è tutta bella, senza alcun peccato» (CK 96). «L’Immacolata a Lourdes, nella sua apparizione, non dice: “Io sono stata concepita immacolatamente”, ma: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Con ciò Ella determina non solo il fatto dell’Immacolata Concezione, ma anche il modo con il quale questo privilegio le appartiene. Perciò, non è qualcosa di accidentale, ma fa parte della sua stessa natura. Ella stessa è la Concezione Immacolata» (SK 486).
Il Cuore della Madonna fu dunque sempre purissimo, infatti, prima che Pio XII istituisse per tutta la Chiesa la festa del Cuore Immacolato di Maria, si festeggiava la festa del Cuore purissimo di Maria. La Chiesa ha sempre creduto in questa totale purezza del Cuore della Madonna, purezza e immacolatezza che furono solennemente confermate dal dogma dell’Immacolata Concezione. Proprio Pio IX nella Bolla Dogmatica Ineffabilis Deus così parla della Madonna: «Giglio tra le spine; terra assolutamente inviolata, verginale, illibata, immacolata, sempre benedetta e libera da ogni contagio di peccato; giardino delle delizie piantato da Dio stesso, senza difetti, splendido, abbondantemente ornato di innocenza e di immortalità e protetto da tutte le insidie del velenoso serpente; legno immarcescibile che il tarlo del peccato mai poté intaccare; fonte sempre limpida [...], del tutto Immacolata; innocente, anzi innocentissima; illibata nel modo più eccelso; santa e assolutamente estranea al peccato; tutta pura, tutta intemerata, anzi l’esemplare della purezza e dell’innocenza; più bella della bellezza; più leggiadra della grazia».
Padre Alessandro M. Apollonio chiarisce il pensiero di San Massimiliano: «L’Immacolata Concezione appartiene alla natura della Vergine Maria nel senso che Ella è nata con essa e non l’ha mai perduta [...]. Se ha trionfato sempre la grazia, non è a motivo della natura, ma della volontà di Dio e della libera e meritoria cooperazione della Vergine». Egli precisa che per la Madonna la grazia fu invincibile ma non irresistibile: «La grazia che la Vergine ebbe in pienezza sin dal suo concepimento non poté essere irresistibile per natura sua, se di fatto la Vergine non ha mai resistito, è merito della sua volontà che non ha voluto resistere, anche se, assolutamente parlando, poteva farlo. Ciò significa che Dio ha circondato Maria di una tale sovrabbondanza di grazia e di attrazioni alla verità e al bene, ha sostenuto così potentemente la sua volontà verso il bene, da rendere psicologicamente impossibile il peccato, anche se, dal punto di vista della natura umana, anche in Maria, il peccato rimaneva sempre fisicamente possibile (in senso diviso, nello stesso istante dell’eternità)».

Le Apparizioni di Fatima e la Consacrazione
Il culto del Cuore Immacolato di Maria ha ricevuto un forte impulso dopo le apparizioni di Fatima del 1917. Proprio a Fatima la Madonna aveva promesso: «alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà». La Vergine Santissima, apparendo ai tre pastorelli, disse: «Per la salvezza dei peccatori Iddio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato, e se sarà fatto quanto io vi dirò, molte anime si salveranno». La Madonna chiedeva preghiere: Rosario quotidiano; Comunione riparatrice nel primo sabato del mese; penitenze, anche volontarie, come la rinuncia a qualche comodità, la mortificazione in qualche piacere anche lecito, e quelle imposte dal proprio dovere compiuto diligentemente e fedelmente; l’accettazione delle croci che il Signore ci manda. Ella stessa insegnò questa preghiera: «O Signore, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori ed in riparazione delle ingiurie commesse contro l’Immacolato Cuore di Maria» e la consacrazione di se stessi e di tutto il mondo al suo Cuore Immacolato. Nell’iconografia, il Cuore di Maria è rappresentato solitamente circondato da una corona di fiori, simbolo di purezza, e trapassato da una spada, in riferimento all’indicibile dolore che Maria provò per la morte del Figlio. Quando la Santissima Vergine apparve a Fatima, la corona non era di fiori ma di spine: «Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini.»
Appena due anni prima dell'estensione della festa, nel 1942, Papa Pio XII aveva consacrato la Chiesa ed il genere umano al Cuore Immacolato di Maria, in un tempo scosso dalla tragedia della guerra. Egli invocò: «A Voi, in quest'ora tragica della storia umana, al vostro Cuore Immacolato ci affidiamo e ci consacriamo, non solo in unione con la Santa Chiesa, corpo mistico del vostro Gesù, che soffre e sanguina in tante parti e in tanti modi tribola, ma anche con tutto il mondo straziato da feroci discordie, riarso in un incendio di odio, vittima della propria iniquità… Voi, o Madre di misericordia, impetrateci da Dio la pace». Nel decreto che istituì la festa per tutta la Chiesa nel 1944, si legge: «Con questo culto la Chiesa rende il debito onore al Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria, poiché sotto il simbolo di questo Cuore venera con somma devozione: l’esimia e singolare santità della Madre di Dio; la sua materna pietà verso gli uomini, redenti dal sangue divino di suo Figlio». Il motivo di tale devozione è affinché «per l’aiuto della Madre di Dio, sia concessa la pace a tutte le genti, la libertà alla Chiesa di Cristo e i peccatori siano liberati dai propri peccati e tutti i fedeli siano confermati nell’amore e nell’esercizio di tutte le virtù mediante la grazia».
Questa consacrazione fu rinnovata da San Giovanni Paolo II il 13 maggio 1982. Il pontificato di Papa Francesco è scandito da una profonda devozione alla Beata Vergine Maria. Il 13 ottobre del 2013, al termine della Messa in occasione della Giornata mariana nell’Anno della fede, davanti alla statua della Madonna di Fatima trasportata per l’occasione dal Portogallo a Roma, Papa Francesco consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria: «Accogli con benevolenza di Madre l’atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia, dinanzi a questa tua immagine a noi tanto cara. Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi e che nulla ti è estraneo di tutto ciò che abita nei nostri cuori». Papa Francesco il 25 marzo 2022 consacrò al Cuore di Maria in particolare il popolo ucraino ed il popolo russo. L'11 marzo, inoltre, affidò la città di Roma, l’Italia e il mondo alla protezione della Madre di Dio, rivolgendo una speciale preghiera a Maria: «Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati, che presso la Croce sei stata associata al dolore di Gesù, mantenendo ferma la tua fede». Durante l’udienza generale del 13 maggio 2020, il Papa esortò a domandare «a Dio, per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, la pace per il mondo, la fine della pandemia, lo spirito di penitenza e la nostra conversione». In una lettera a tutti i fedeli per il mese di maggio, scrisse: «contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre, ci renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova».
Nel 2010, durante il viaggio apostolico in Portogallo, Benedetto XVI affidò i sacerdoti al Cuore immacolato di Maria: «Madre della Chiesa, noi, sacerdoti, vogliamo essere pastori che non pascolano se stessi, ma si donano a Dio per i fratelli, trovando in questo la loro felicità». A Maria, Madre della Chiesa, San Giovanni Paolo II affidò l’intera famiglia umana.
Messaggio della Madonna di Fatima a ciascuno di noi
Il Potere del Nome di Maria e del Suo Cuore Immacolato
Ogni cuore umano è il cuore di una persona umana, e il Cuore Immacolato è il Cuore di Colei che si chiama Maria: «Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria. Questo grande Iddio possiede un tesoro e un emporio ricchissimo, dove ha racchiuso tutto quanto possiede di bello, di splendido, di raro e di prezioso, perfino il proprio Figlio. E questo tesoro immenso è Maria, che i santi chiamano: tesoro del Signore, dalla cui pienezza gli uomini sono arricchiti» (TVD 23), sono le celebri parole di San Luigi Maria Grignion de Montfort, utilissime per aiutarci a comprendere il valore e il significato del nome della Madonna, ovvero della persona umana a cui appartiene il Cuore Immacolato.
Questo nome non è stato scelto dagli uomini ma da Dio. Il Guéranger giustifica questa tesi: «Sappiamo dalla Scrittura che Dio intervenne qualche volta nella designazione del nome da imporre a qualche suo servo. L’angelo Gabriele previene Zaccaria che suo figlio si chiamerà Giovanni ed egli ancora dice a Giuseppe, spiegandogli l’Incarnazione del Verbo: “Gli porrai nome Gesù”. Si può quindi pensare che Dio in qualche modo sia intervenuto, perché alla Santissima Vergine fosse imposto il nome richiesto dalla sua grandezza e dignità». Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, senza alcun dubbio, ci assicura che «il nome augusto di Maria dato alla divina Madre non fu trovato sulla terra né inventato dalla mente o dalla fantasia degli uomini, come avviene per tutti gli altri nomi, ma scese dal Cielo e fu imposto per ordine divino, come attestano san Girolamo, sant’Epifanio, sant’Antonino e altri. “Il nome di Maria - dice Riccardo di san Lorenzo - è stato tratto dal tesoro della Divinità”. “O Maria, tutta la Trinità ti diede tale nome, superiore a ogni nome dopo quello del Figlio tuo” e lo arricchì di tanta maestà e potenza che “al proferirsi del tuo nome volle che tutti prostrati lo venerassero, il Cielo, la terra e l’inferno”».
Nel provare quanto è potente il santissimo nome di Maria, dimostriamo anche quanto è potente il Cuore Immacolato di Maria. «Fugge il demonio e trema l’inferno quando dico: Ave Maria», scrive il beato Alano e similmente aveva già detto San Germano: «Con la sola invocazione del tuo nome onnipotente rendi sicuri i tuoi servi da tutti gli assalti del nemico». E anche Tommaso da Kempis ci assicura che «al tuono di questo grande nome il demonio fugge e l’inferno trema». Questa verità ci viene assicurata anche da un gran numero di esorcisti, i quali testimoniano che durante gli esorcismi non c’è cosa che il demonio odi di più e che lo tormenti maggiormente che il sentir invocare il santissimo nome di Maria, poiché fu tramite Lei, tramite questa pura creatura umana, che Dio gli schiacciò la testa e gliela schiaccerà per tutta l’eternità. Il diavolo è superbo e non sopporta di essere vinto da una creatura di natura a lui inferiore, per questo odia tanto la Madonna. Dio, da parte sua, vuole sempre umiliare il diavolo per mezzo della Vergine Maria: «La Santissima Vergine, unita con Cristo da un legame strettissimo e indissolubile, poté esprimere, con Lui e per mezzo di Lui, un’eterna inimicizia contro il velenoso serpente e, riportando nei suoi confronti una nettissima vittoria, gli schiacciò la testa con il suo piede immacolato [...]. Scelta e preparata dall’Altissimo da tutta l’eternità e da Lui preannunciata quando disse al serpente: “Porrò inimicizia fra te e la donna”, schiacciò veramente la testa di quel velenoso serpente» (beato Pio IX, Bolla Dogmatica Ineffabilis Deus). Per tutto questo Sant’Alfonso conclude: «Beato chi, nelle battaglie con l’inferno, invoca sempre il bel nome di Maria. Quante vittorie su questi nemici hanno riportato i devoti di Maria con il suo santissimo nome». Ecco quanto è potente il Cuore Immacolato di Maria!
La Medaglia Miracolosa: un Dono del Cuore Immacolato
La Medaglia Miracolosa fu il dono fatto da Maria Santissima, nella vigilia di Avvento, il 27 novembre 1830, all’umile novizia delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, Santa Caterina Labouré. Quel giorno, durante la meditazione in cappella, Caterina ebbe una nuova visione. Le apparve la Vergine vestita di un abito di seta bianca, che teneva il mondo tra le mani, stringendolo all’altezza del cuore. L’immagine era racchiusa in una cornice ovale, come se si delineasse il bozzetto di una medaglia, contornata da una scritta in lettere d’oro: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”, invocazione allora inusuale.
Subito dopo, Caterina vide come due quadri animati passarle davanti in dissolvenza incrociata. Nel primo, la Santa Vergine era in piedi su una semisfera (il globo terrestre) e teneva tra le mani un piccolo globo dorato, mentre i piedi di Maria schiacciavano un serpente. Nel secondo, dalle sue mani aperte uscivano raggi di uno splendore abbagliante. Successivamente, l’ovale della medaglia si girò e Caterina ne vide il rovescio: in alto una croce sormontava la M di Maria, in basso due cuori, l’uno incoronato di spine (il Cuore di Gesù), l’altro trapassato da una spada (il Cuore di Maria).
Caterina udì allora queste parole: “Fai coniare una medaglia, secondo questo modello.” La Vergine chiese alla giovane novizia di far coniare una medaglia secondo la visione avuta e di diffonderla in tutto il mondo. Dopo qualche resistenza da parte del suo confessore, la medaglia fu realizzata da un orafo di Parigi, mentre la città era devastata da una terribile epidemia di colera nel febbraio del 1832. Le Figlie della Carità cominciarono a distribuire le prime 2.000 medaglie. Le guarigioni si moltiplicarono, come le protezioni prodigiose e le conversioni spirituali. Il popolo di Parigi cominciò a chiamare la medaglia “miracolosa”. Nell’autunno 1834 c’erano già più di 500.000 medaglie. Un anno dopo soltanto ne circolavano più di un milione.

Devozione e Iconografia
Maria, che custodisce le parole ed i fatti del Signore meditandoli nel suo cuore (Lc 2,19), è dimora dello Spirito Santo, sede della sapienza (Lc 1,35), immagine e modello della Chiesa che ascolta e testimonia il messaggio del Signore. Papa Francesco in un tweet del 9 giugno 2018, giorno dedicato alla memoria liturgica del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria, ha scritto: "Maria è esattamente come Dio vuole la sua Chiesa: Madre tenera, umile, povera di cose e ricca di amore".
Numerose sono le congregazioni cattoliche istituitesi per la devozione di tale culto. La devozione al Cuore Immacolato di Maria si manifesta anche attraverso le consacrazioni di intere nazioni: la Francia fece la sua consacrazione nel 1638 e il Portogallo nel 1646. Per la Spagna nel 1760 Papa Clemente XIII firmò la bolla che "declaraba a la Immaculada patrona de España, de las Indias y de todos sus reinos...y declaraba la Purissima como principal Patrona de España". Re Carlo III di Spagna con tutto il Clero fece propria la proclamazione il 18 aprile 1761. L'Italia fu consacrata al Cuore Immacolato di Maria nel 1959 e il 17 novembre del 2009 i vescovi italiani ad Assisi hanno ricordato il cinquantesimo.
L'iconografia del Cuore Immacolato di Maria lo rappresenta solitamente circondato da una corona di fiori, simbolo di purezza, e trapassato da una spada, in riferimento all’indicibile dolore che Maria provò per la morte del Figlio. Le statue del Cuore Immacolato di Maria spesso mostrano il cuore trafitto, in segno non solo del suo grande dolore ma anche del suo eterno amore nei confronti di suo figlio, il Messia.
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