Le Donne e il loro Ruolo nella Musica e nella Teologia Evangelica in Italia

L'Impegno delle Donne nelle Chiese Evangeliche Italiane

A partire dall’Ottocento, l'ambito evangelico italiano ha visto lo sviluppo di attività specifiche dedicate alle donne e ai giovani. A livello giovanile, la Federazione Giovanile Evangelica in Italia (FGEI) rappresenta l'organizzazione principale che collega i giovani delle chiese battiste, metodiste e valdesi. I giovani e le giovani evangelici in Italia svolgono le loro attività sia nell’ambito delle chiese locali sia in collaborazione con centri giovanili e di vita comunitaria presenti sul territorio nazionale, come il Centro ecumenico Agape, il Centro per la gioventù Ecumene e il Centro giovanile evangelico Adelfia.

Le donne sono coinvolte attivamente anche nei ministeri ecclesiastici. La Commissione Ministeri (COMI), nominata annualmente dalla Tavola valdese, accompagna tutte le persone che intendono esprimere la propria vocazione al servizio nelle chiese valdesi e metodiste come pastore/pastori o diacone/diaconi, valutandone le attitudini, il percorso formativo e le competenze. I membri della Commissione Ministeri, insieme a quelli nominati dal Comitato Esecutivo dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI), compongono la Commissione Permanente per la Formazione Pastorale (CPFP), che segue le candidate e i candidati al pastorato e al diaconato durante il loro periodo di prova.

È significativo notare che la maggior parte delle chiese evangeliche "storiche" (luterane, metodiste, battiste, valdesi, anglicane) ha ormai aperto le porte del ministero pastorale a uomini e donne senza alcuna distinzione, riconoscendo l'importanza del contributo femminile in tutti gli ambiti del servizio ecclesiale.

La Musica Liturgica nel Contesto Evangelico

La musica riveste un ruolo fondamentale nella vita delle chiese evangeliche. La Commissione Culto e Liturgia delle chiese battiste, metodiste e valdesi si occupa specificamente di fornire materiale liturgico e musicale (o innologico) alle chiese per la celebrazione dei culti domenicali e dei diversi atti liturgici (battesimi, funerali, matrimoni). Questa commissione risponde alle necessità del Sinodo.

A partire dal 2008, la Commissione ha pubblicato diversi testi musicali e innari. Tra questi figurano: E tutto il popolo dica Amen! - canti e testi per la liturgia comunitaria (Claudiana, 2008), una collaborazione per Celebriamo il Risorto - inni e canti per l’annuncio dell’evangelo (a cura dell’UCEBI ed edito dalla Claudiana, 2014), e la revisione dell’Innario Cristiano (Claudiana, 2021). Ha inoltre curato una riflessione sulla benedizione, con suggerimenti testuali (Benedire ed essere benedetti, Claudiana, 2020) e due volumi di testi liturgici (Liturgia evangelica, 1° e 2° vol.). Questi materiali sono essenziali per supportare la pratica liturgica e la musicalità nelle comunità evangeliche.

Spartiti e testi musicali liturgici evangelici

La Donna nella Teologia Evangelica: Ruoli, Uguaglianza e Servizio

Dignità e Ruolo della Donna nella Creazione Divina

Riconoscendo che molte prese di posizione del movimento femminista hanno buone ragioni di esistere, è innegabile che la donna ha avuto da tempi antichi una posizione non solo subordinata all’uomo, ma spesso oppressa e sfruttata, privandola della dignità che ogni essere umano ha il diritto di avere. Tuttavia, questa condizione non era certamente nelle intenzioni originali di Dio rivelate sin dal libro della Genesi.

Dio ha progettato la distinzione tra maschi e femmine in modo che i due sessi si completassero e svolgessero funzioni diverse nella società. Negare oggi queste distinzioni, sventolando la bandiera dell’uguaglianza e della parità, è considerato deleterio e disonorevole quanto gli atti discriminanti contro le donne. L’annullamento dei ruoli dell’uomo e della donna nella società, secondo alcune interpretazioni evangeliche, sta provocando un risultato distruttivo, uno sfasamento dei ruoli stabiliti da Dio per una società funzionale, che comporta un disequilibrio demolendo le condizioni basilari per il benessere della popolazione umana.

L'espressione in Genesi 3:16, «alla donna disse… i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su te», non intende avvalorare una teoria maschilista, ma esprime un concetto diverso. Dopo il peccato, Dio dichiara che il rapporto tra uomo e donna sarebbe continuato, ma avrebbe subito perturbazioni. Non è un verdetto o un comando, ma l'enunciazione di una realtà: la tirannia maschile è il risultato della corruzione dell’armonia creata fra l’uomo e la donna.

Illustrazione di Adamo ed Eva nel Giardino dell'Eden prima e dopo la caduta

L'Esempio di Gesù e l'Insegnamento di Paolo

Nel Nuovo Testamento, Gesù manifestava un’attenzione molto particolare nei riguardi delle donne, anche di quelle più disprezzate ed emarginate, come la samaritana e la donna colta in adulterio. Tra il suo seguito vi erano donne benestanti che «assistevano Gesù e i dodici con i loro beni» (Luca 8). Gesù contava tra i suoi amici donne come Marta e Maria, a quest’ultima consentì di stare vicina a lui per ascoltare la sua parola, cosa inaudita per un rabbino del suo tempo. Furono le donne le ultime a rimanere vicino alla croce e le prime a diventare testimoni della resurrezione, e sono menzionate specificamente fra i discepoli che si trattenevano in preghiera per ricevere lo Spirito Santo. Gesù, con il suo modo di porsi, manifesta che «dal principio non era così» riguardo alla subordinazione femminile.

L’apostolo Paolo, spesso accusato a torto di maschilismo, dimostra grande sensibilità e profondo rispetto. Afferma che non c’è «né maschio né femmina in Cristo Gesù» (Galati 3:28). Paolo saluta con calore le donne nelle chiese alle quali scrive, riservando loro espressioni di lode e stima. Tuttavia, questa affermazione non implica l'annullamento di ogni distinzione di ruoli nella chiesa, ma richiama alla questione della salvezza in Cristo: tutti coloro che sono salvati sono uguali, indipendentemente dal sesso, razza o condizione sociale. Il contesto di Galati 3:28 riguarda l'unione con Cristo mediante la fede, non i ministeri o i ruoli nella chiesa, che Paolo affronta in altre circostanze, come in Efesini 5:23 dove afferma «il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa».

Secondo la teologia evangelica, entrambe queste verità coesistono: l'uguaglianza nella salvezza e i ruoli distinti stabiliti da Dio. Il concetto di uguaglianza, se portato alle estreme conseguenze, rischia di sminuire l'aspetto dell'autorità e della sottomissione, che la Bibbia presenta come un principio per l'unità, più che per l'uguaglianza dei sessi.

Rappresentazione di Paolo mentre scrive una delle sue lettere, con figure maschili e femminili ascoltanti

Il "Ministerio" Universale e i Ruoli Femminili nella Chiesa

Un esame imparziale delle Scritture rivela che Dio ha riservato alcune funzioni nella chiesa esclusivamente agli uomini (come la scelta dei dodici apostoli), ma gli spazi per il "ministero" aperti a entrambi i sessi sono vastissimi. Nel campo di Dio, tutti sono servitori e ministri. La parola greca "diakonia", tradotta con "ministerio", significa semplicemente "servizio". Gesù stesso è venuto "non per essere servito ma per servire" (diakonia), e la chiesa, come suo corpo, è per natura e vocazione una "chiesa serva".

Tutti i cristiani hanno una chiamata al ministero, uomini, donne e persino bambini. Il sacerdozio del nuovo patto appartiene a tutti i credenti senza distinzione, i quali sono stati costituiti un «sacerdozio santo per offrire sacrifici spirituali» (1 Pietro 2:5; Ebrei 13:15). Ogni membro ha accesso diretto a Dio per l'adorazione, e fu a una donna che Gesù diede la rivelazione che i veri adoratori avrebbero adorato Dio in spirito e verità. In virtù di questo privilegio, sia gli uomini che le donne possono e devono annunciare il vangelo.

Uomini e donne hanno lo stesso accesso a Dio per pregare e intercedere, e le esortazioni alla preghiera sono rivolte a tutti i credenti. È specificamente detto che anche le donne possono pregare ad alta voce nelle assemblee (1 Corinzi 11:5). Anche i doni dello Spirito Santo sono distribuiti a tutti e possono essere esercitati pubblicamente sia da uomini che da donne (1 Corinzi 12:7). L'Antico e il Nuovo Testamento sono ricchi di riferimenti a donne che ricoprono l'ufficio di profeta, come Miriam, Debora, Hulda, la moglie di Isaia e le figlie di Filippo (Atti 21:9). Un altro campo aperto a tutti nel servizio cristiano è l'amministrazione, come nel caso di Tabita di Ioppe, rinomata per questo ministero (Atti 9:36).

Figure Femminili Bibliche: Ispirazione e Immaginazione

Molti personaggi biblici maschili sognano, ma le donne della Bibbia spesso rivelano una capacità unica di immaginare un mondo diverso e di inseguirlo. Il femminile nella Bibbia rappresenta la capacità di ricorrere alla fantasia e alla creatività per trasformare, piuttosto che distruggere, ridisegnando situazioni scomode e anguste, suggerendo sempre una via d’uscita.

Figure indimenticabili, di grande forza e carattere, popolano i testi sacri:

  • Ester sa celarsi e svelarsi, vestirsi da regina al momento opportuno per salvare il suo popolo.
  • Tamar si fa sposa, vedova, prostituta e madre, cambiando pochi accessori ma dimostrando grande determinazione.
  • Rachav trova un pertugio, lei che vive nelle mura della città sa che una porta può essere un blocco o un passaggio.
  • Rachele sa tacere e mentire, piange facilmente, di rabbia come d’amore, rivelando la complessità delle sue emozioni.
  • Eva è la prima a trasgredire, ma se non lo avesse fatto, l'umanità non avrebbe intrapreso il suo percorso.
  • La moglie di Potifar è vendicativa, mostrando la forza dell'amore rifiutato.
  • La figlia del faraone disubbidisce al padre e alla sua legge, mettendo la vita e la tenerezza per un neonato al di sopra di ogni decreto.
  • Rut, seduttrice in una dolce notte di fine raccolto, gioca il ruolo di Cenerentola, facendosi nutrire e poi sposare dal ricco Boaz.
  • Miriàm, intelligente, coraggiosa, visionaria e ribelle, colma di fede e speranza, con un temperamento costruttivo, bontà attiva e solare, è lei a condurre danze e canti per celebrare un parto ancora più miracoloso degli altri: l’apertura del Mar Rosso.

Queste e molte altre donne della Bibbia colpiscono l'attenzione con le loro caratteristiche speciali, affascinando e ispirando. La loro narrazione sottolinea come il femminile incarni la capacità di immaginare il mondo diversamente, utilizzando fantasia e creatività per trasformare e ridisegnare la realtà.

Mosaico raffigurante figure femminili bibliche come Miriam, Ester e Debora

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