Don Ambrogio Villa e il Messaggio di Medjugorje

Un messaggio di notevole importanza, oserei dire salvifico, è stato rivelato con il permesso della Mamma Celeste da Don Ambrogio Villa, un grande esorcista della diocesi di Milano. È un'opportunità grandiosa concessa dalla Madonna che invita a non impressionarsi, ma a cogliere la profondità di queste rivelazioni. Non può succedere niente di male a chi ascolta; tuttavia, se ci sono bambini troppo piccoli, è consigliabile ascoltare in loro assenza. Per quelli più grandi, la valutazione è lasciata alla discrezione. Una grazia simile non può e non deve essere taciuta.

Chi è Don Ambrogio Villa

Don Ambrogio Villa è un sacerdote della diocesi di Milano, ordinato il 27 giugno 1970. Attualmente, è incaricato dalla Chiesa Milanese di esercitare il ministero di Esorcista. A partire da marzo 2013, un vero e proprio cambiamento ha segnato la sua vita, dando inizio a una profonda conversione personale.

Ritratto di un sacerdote con espressione di profonda meditazione o preghiera

La Verità del Demonio su Medjugorje

Don Ambrogio Villa racconta dettagliatamente ciò che il demonio ha riferito su Medjugorje durante un esorcismo, una verità che proviene da un "incredibile menzognero". Il demonio è stato costretto a dire la verità: «Per noi Medjugorje è l’inferno sulla terra!».

L'Esperienza dell'Esorcismo e la "Regina della Pace"

Sul canale YouTube "Medjugorje tutti i giorni", Don Ambrogio Villa, sacerdote esorcista della diocesi di Milano, ha condiviso un'omelia in cui racconta cosa Satana ha riferito su Medjugorje durante un esorcismo, affermando: "Quel posto è il nostro inferno sulla terra".

Durante gli esorcismi, il sacerdote, a nome di Dio, con la potenza del sangue di Cristo e la potenza di Maria, sperimenta il terrore che il diavolo prova per la Madonna. Il diavolo odia Maria, ma la teme in una maniera strepitosa. Don Ambrogio ha riferito di un esorcismo durato tre ore in cui il demone non si decideva ad andarsene, credendosi più potente. A quel punto, il sacerdote ha fatto sentire sul cellulare il canto "Gospa Majka Moja". Dopo due battute, il demone, parlando attraverso la voce della persona indemoniata, ha gridato: "non c'è nessuno lì". Don Ambrogio, con calma, ha replicato: "siccome tu sei un impostore, vuol dire che lì c'è qualcosa". A quel punto, il demone ha cambiato completamente tono e ha detto: "Lei piange per i suoi figli. Lei ama i suoi figli. E quel posto è il nostro inferno sulla terra".

Immagine panoramica del Santuario di Medjugorje, con la Collina delle Apparizioni (Podbrdo) o la Croce sul Križevac

La Prova dei Sassi Benedetti

Don Ambrogio ha anche riportato l'esperienza di un vescovo esorcista che gli ha confermato ciò che anche lui aveva avuto modo di ascoltare. Addirittura, quando durante l'esorcismo Don Ambrogio posa sul capo dell'indemoniato due sassi provenienti dalla terra della Gospa (dalla collina del Podbrdo), ricoperti da una custodia e perciò non direttamente visibili, il demonio riconosce la loro provenienza e urla arrabbiato di toglierli via.

Il demone ha intimato: "Tira via quella terra!". Al sacerdote che gli chiedeva "perché?", ha risposto: "È benedetta". E non sapeva cosa ci fosse dentro l'involucro. Questo episodio sottolinea l'efficacia e la santità dei luoghi benedetti dalla presenza della Vergine.

Foto ravvicinata di due piccole pietre avvolte in un panno, simbolo di reliquie o oggetti sacri

Medjugorje: La Madre e il Vangelo

La Majko, la Madre, ci porta a Gesù, a vivere come Lui, a credere che Lui è il nostro salvatore, ad amarLo e ad adorarLo, offrendoGli ogni cosa. Maria a Medjugorje ci reinsegna il Vangelo, invitandoci a una vita di fede e conversione.

Il Ministero di Liberazione: Un Passaggio dal Vangelo

Il ministero di esorcista di Don Ambrogio Villa trova la sua radice e il suo esempio nel Vangelo, rifacendosi direttamente all'azione di Gesù nel liberare gli ossessi.

Gesù e l'Indemoniato di Gerasa (Mc 5,1-20)

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Subito, sceso dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, tra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Legione è il mio nome - gli rispose -, perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, usciti, entrarono nei porci e la mandria, circa duemila, si precipitò giù dalla rupe nel mare e affogò nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Ed egli se ne andò e cominciò a proclamare nella Decàpoli quanto gli aveva fatto Gesù. E tutti ne erano meravigliati.

Illustrazione biblica di Gesù che, circondato dai discepoli, libera un uomo posseduto dai demoni

L'Importanza di Maria e dell'Eucaristia

Il sacerdote incoraggia tutti a vivere la messa, a confessarsi e a prendere l'Eucaristia, sottolineando che "Maria e l'Eucaristia sono strettissimamente uniti". Egli esorta ad "amare la messa", perché Maria è così importante in quanto "ha portato Gesù Cristo nel suo grembo", rendendola il tramite essenziale della presenza di Cristo tra noi.

Immagine simbolica della Vergine Maria che indica l'Eucaristia o una Santa Messa con l'ostia consacrata in evidenza

San Giovanni Paolo II e il suo Legame con Medjugorje

La testimonianza di Don Ambrogio Villa richiama quanto raccontato nel libro “San Giovanni Paolo II e Medjugorje” di mons. Dott. Eduard Pericic (Shalom editrice), in cui si evidenzia il totale affidamento del Santo Padre alla Vergine Maria. Il Santo Padre, pur non recandosi mai a Medjugorje per obbedienza alla Chiesa, fu un "pellegrino del cuore". Ogni volta che nei suoi viaggi si recava verso Est, chiedeva sempre che l’aereo passasse sopra Medjugorje, con la frase: «Io andrei anche a Medjugorje, ma… Sai come vado? Io quando vado a Est, chiedo sempre che l’aereo passi sopra Medjugorje».

Foto di Papa Giovanni Paolo II in un momento di riflessione o preghiera

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