Il comune di Occhieppo si trova allo sbocco della Valle dell'Elvo, posizionato tra le colline di Muzzano e Camburzano a destra, e quelle di Occhieppo Superiore, la pianura di Biella e Ponderano a sinistra. Il centro abitato si sviluppa principalmente a sinistra del torrente Elvo, attorno a un piccolo poggio dove anticamente dominava il Castello e dove oggi sorge la Chiesa Parrocchiale. All'interno del ricco contesto storico e religioso di questo territorio, la Confraternita della Santa Vergine del Rosario ha rivestito un ruolo significativo, lasciando un'impronta indelebile nella devozione mariana locale.

L'Oratorio della Santa Vergine del Rosario: Culla della Confraternita
L'Oratorio della Santa Vergine del Rosario fu l'antica sede dell'omonima confraternita. Un tempo, era unito alla parrocchiale dei Santi Antonio e Clemente. Nel 1681, la volta di questa chiesa necessitò di essere sostenuta con una "chiave" di ferro, un tirante che probabilmente diede il nome alla strada adiacente, detta via della Chiave.
Successivamente, nel 1764, iniziarono importanti lavori di rifacimento dell'Oratorio. Sei anni più tardi, fu costruito l'altare maggiore, la cui pittura fu affidata a Giuseppe Maria Auregio Termine.
La Chiesa della Confraternita: Fondazione e Patrimonio Artistico
Una chiesa specificamente dedicata alla Confraternita della Santa Vergine del Rosario venne eretta tra il 1606 e il 1619. Questo edificio, sebbene la Confraternita si sia poi estinta, è ancora oggi consacrato e mantiene viva la tradizione della processione della Madonna del Rosario ogni prima domenica di ottobre.
La chiesa presenta un'unica navata e dispone di un ampio coro riservato ai confratelli, situato dietro l'altare maggiore. L'altare maggiore, dedicato alla Madonna del Rosario, risale al 1680 ed è realizzato in stucco, imponente quanto l'altezza della chiesa stessa. La statua della Madonna, in legno, è circondata da quindici misteri dipinti su tavolette di rame.

Altre cappelle arricchiscono l'interno: la prima, vicina al presbiterio sul lato dell'epistola, è dedicata alla Santa Croce. Il suo altare sfoggia un elegante dossale e la volta della cappella è ornata da stucchi seicenteschi, con dipinti raffiguranti gli angeli portanti i simboli della Passione. L'altare del Suffragio, spostato nella prima cappella a sinistra, è impreziosito da un dossale ligneo scolpito e dorato, con una scultura di Sant'Antonio Abate. Questo altare è dedicato all'Immacolata Concezione di Maria e presenta un affresco seicentesco con San Carlo Borromeo e San Venanzio.
La Devozione del Rosario nelle Chiese di Occhieppo Superiore
Anche a Occhieppo Superiore, il culto della Vergine del Rosario era fortemente radicato. Il Convento dei Padri Francescani, pur avendo origini medievali, fu ricostruito all'inizio del XVII secolo. Un Ordinato del comune del 2 dicembre 1601 testimonia che già a quella data erano state collocate l'ancona dell'altare maggiore e quella del Rosario, con un costo complessivo di 196 ducatoni.
Le visite pastorali forniscono ulteriori dettagli: in quella del 2 settembre 1602, il vescovo di Vercelli Giovan Stefano Ferrero descriveva la chiesa con tre altari, definendo l'ancona dell'altare maggiore come «magnificentissimam». La visita del 28 ottobre 1661 specificava che era «ligneam pulcherrime elaboratam», mentre nel 1667 veniva descritta come «multis statuis compositis».
Sul lato cornu Evangelij, un altare era dedicato alla Vergine del Rosario, dotato fin da subito di un'ancona lignea giudicata «decens». Successivamente, in occasione della visita pastorale del 28 ottobre 1661, fu registrato un altare dedicato a Sant'Agata «de novo constructo» e, adiacente, una cappella «elleganter constructa» fuori dal perimetro dell'edificio, nella quale fu intitolato l'altare del Rosario «cum simulacro B.M.V. in Niccia posito vitro». Ancora nel 1667 la cappella veniva definita «noviter constructa», suggerendo la sostituzione dell'ancona lignea del primo Seicento.
Un inventario del 1711 conferma la presenza di una «incona di calcina et matoni con diversi ornati a fiore et figure et statua del Rosario in Nichia con vinti quadretti tutt'all'intorno rappresentanti però in pitura sopra il muro la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo» presso l'altare del Rosario, pur conservando la vecchia ancona lignea.
Il Santuario di San Clemente: Un Antico Centro Mariano
La chiesetta medievale di San Clemente, di forma rettangolare e in gran parte conservata nella sua struttura odierna, presentava un coro affrescato con immagini di Madonne e Santi. In particolare, la Madonna venerata sull'altare laterale, conosciuta come la "Madonna del Mondoni" (di cui si ignora l'origine del nome), è la più antica tra gli affreschi, mostrando caratteri gotici del XV secolo.
Gli affreschi dietro l'altare maggiore sono attribuiti a diverse mani, tra cui Gaspare da Ponderano per il San Clemente centrale e Daniele de Bosis per le altre Madonne e Santi. La Chiesa di San Clemente divenne un piccolo Santuario dedicato alla Santissima Vergine, attirando un numero crescente di fedeli, anche dai paesi vicini, per le numerose grazie ricevute. Nel 1596, a seguito di ciò, il Vescovo di Vercelli inviò a Occhieppo il Pievano di Cavaglià per indagare sui miracoli operati dalla Madonna. Un manoscritto di 64 pagine redatto dal Notaio Guglielmo Trotta, conservato nell'Archivio Parrocchiale di Occhieppo Inferiore, raccoglie le testimonianze di quell'epoca, fornendo dettagli preziosi sulla storia dell'edificio e sulla devozione mariana.

La chiesa fu successivamente ampliata allo stato attuale, con navate divise da colonne in pietra e un'artistica facciata. Il campanile fu iniziato nel 1683, ulteriormente innalzato nel 1725, e nel 1744 furono spese 5 lire per la croce sulla sua sommità. La "fabbrica" della sacrestia ebbe inizio nel 1767. Un pezzo raro, un organo costruito nel 1786 dagli stessi organari dell'organo di Pesey Nancroix in Savoia, suonò in San Clemente fino agli anni '40. Negli ultimi anni, grazie al restauro curato dall'organaro svizzero Thomas Walti e supervisionato dalla Commissione Arte Sacra della Diocesi e dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici, l'Organo è tornato a riempire con i suoi suoni l'antica Chiesa di San Clemente, in una solenne cerimonia del 26 settembre 1998.
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