L'Ortopedia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è un centro di eccellenza e riferimento nazionale per la cura di patologie complesse in età evolutiva, con un'ampia casistica di interventi e trattamenti altamente specialistici. I volumi di attività dell'Unità Operativa di Ortopedia, situata nella sede di Palidoro, includono oltre 1500 pazienti ricoverati e circa 13 mila assistiti fra ambulatorio, day hospital e day surgery.
L'Unità Operativa di Ortopedia si occupa della gestione e del trattamento chirurgico d'urgenza dei bambini e ragazzi con politraumi, in collaborazione con altre figure specialistiche dell'emergenza. L'attività di damage control è inserita nell'ambito del Pronto Soccorso D.E.A. Inoltre, è attivo un percorso dedicato alla Traumatologia dello Sport Pediatrica, per la diagnosi e il trattamento di traumi e patologie da sovraccarico funzionale muscolo-scheletriche che interessano bambini e adolescenti impegnati in attività sportive. L'attività è rivolta anche a bambini e adolescenti con tumori dell'apparato muscoloscheletrico, per i quali si predilige un approccio iniziale il meno invasivo possibile per lesioni benigne o simil-tumorali.
La Chirurgia Percutanea Fibrotomica Mininvasiva per la Spasticità
La spasticità è una condizione che, a livello mondiale, interessa in media 3 bambini su 1000 nati vivi. Deriva da un danno alle aree del cervello o del midollo spinale che controllano il tono e l’attività dei muscoli in movimento. È caratterizzata da un aumento eccessivo del tono muscolare e da spasmi di più muscoli, che provocano rigidità, difficoltà nel controllo dei movimenti volontari e atteggiamenti viziati che si trasformano nel tempo in deformità articolari. La cura della spasticità richiede abitualmente trattamenti chirurgici agli arti inferiori e superiori, che si eseguono a partire dai 6-7 anni di età e prevedono l’allungamento e la sezione di muscoli e tendini.
Tradizionalmente, questi interventi vengono eseguiti utilizzando la tecnica open (a cielo aperto), con un’incisione cutanea di dimensione variabile, seguita dall’immobilizzazione dell’area trattata con un tutore in gesso.
Una nuova tecnica chirurgica mininvasiva per la cura della spasticità pediatrica, denominata chirurgia percutanea fibrotomica, è stata sviluppata dall’équipe di Neuro-Ortopedia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. L'Ospedale è l'unico Centro in Italia a eseguire questo tipo di intervento. Questa tecnica, che arriva dalla Russia e sviluppata quattro anni fa, ha permesso di trattare con successo circa 500 bambini e ragazzi dal 2018 a oggi.

L’intervento si esegue con un microbisturi di appena un millimetro di larghezza, con cui il chirurgo sfibra progressivamente le fasce e le fibre muscolari affette da spasticità fino a ottenere la correzione desiderata. Le incisioni sono minime, non richiedono punti di sutura e possono essere eseguite contemporaneamente in più aree. Questo metodo consente di intervenire solo sulle parti fibrotiche, riducendo il disagio postoperatorio e accelerando il recupero funzionale dei pazienti. Non si deve più portare il gesso dopo l'intervento e, a distanza di tempo, è difficile riconoscere le cicatrici sulla pelle.
«Per i bambini candidabili a questo tipo di operazione, ovvero gran parte dei casi di spasticità - sottolinea il professor Pier Francesco Costici, responsabile di Ortopedia del Bambino Gesù -, i vantaggi sono notevoli: i risultati funzionali sono sovrapponibili alla tecnica open; non si vedono ferite; il dolore si riduce sensibilmente ed è possibile dimettere i pazienti il giorno dopo l’intervento.» La nuova tecnica può essere eseguita già a 2-3 anni di età, offrendo un trattamento più precoce rispetto alla chirurgia tradizionale.
Trattamenti Complementari per la Spasticità e Deformità Ortopediche
L'Ortopedia del Bambino Gesù svolge tutte le procedure descritte in letteratura per le deformità ortopediche secondarie a malattie neuromuscolari. Tra i trattamenti per la spasticità, l'Unità di Ortopedia offre l'applicazione della pompa al Baclofen. Si tratta di un erogatore di farmaci continuo, collocato nella pancia del bambino e collegato al midollo spinale tramite un sottile catetere. In questo modo, il farmaco che riduce la spasticità muscolare viene erogato giorno e notte a dosi minime ma continue.
Altri trattamenti eseguiti su questi pazienti riguardano le deformità del rachide, dell'anca, del ginocchio, del piede e della mano. In particolare, vengono eseguiti interventi di tenotomiotomie, trasposizioni miotendinee, allungamenti tendinei, osteotomie e artrodesi.
I pazienti con paralisi cerebrale infantile, spesso con sofferenze cerebrali alla nascita, richiedono un approccio integrato. Il trattamento chirurgico viene concordato con i Neuroriabilitatori e ha lo scopo di ridurre la spasticità, migliorare la funzionalità motoria e prevenire o correggere le deformità ossee.
Tecniche Innovative per l'Allungamento degli Arti e la Correzione della Colonna Vertebrale
Tra i pazienti più complessi trattati figurano i bambini con scoliosi infantile, quelli che soffrono di forme di nanismo o di forme di accorciamento di un arto, e quelli con paralisi cerebrale. Rimettere un osso deformato nella posizione corretta richiede grande esperienza.
Il Chiodo Intramidollare Magnetico: Una Rivoluzione nell'Allungamento degli Arti

Fino a 15 anni fa, i metodi classici di cura per l'allungamento degli arti erano riconducibili al cosiddetto sistema di Ilizarov. Questo sistema prevedeva l'applicazione di cerchi metallici esterni alla gamba, ingombranti, con dei fili che passavano attraverso l'osso, causando potenzialmente infezioni. I tempi di durata di questo trattamento erano estremamente lunghi: un allungamento di un millimetro al giorno significava mesi per raggiungere l'obiettivo (es. 5-6 cm in 2 mesi), a cui si aggiungevano 3-4 mesi per la saldatura dell'osso. Questi trattamenti potevano durare anche un anno o un anno e mezzo, con lunghe ospedalizzazioni e un'alta percentuale di complicazioni legate alle infezioni, rendendoli molto pesanti per il bambino e la sua famiglia.
Oggi, un significativo passo avanti è rappresentato dal chiodo intramidollare capace di allungarsi. Questo sistema di allungamento è totalmente interno, senza fissatori esterni ingombranti o fonte di infezioni. Con un intervento chirurgico si inserisce il chiodo. Grazie a sessioni diurne in cui un dispositivo esterno fa ruotare il magnete interno al chiodo, allungandolo di frazioni di millimetro, si creano microspazi in cui le cellule ossee producono nuovo tessuto, coadiuvate dai vasi sanguigni, muscoli, tendini e nervi che si adattano gradualmente.
«Si, innanzi tutto richiede un solo intervento (due, considerando la rimozione del chiodo alla fine del trattamento), non ha nessuna sporgenza esterna, e l'allungamento "viene fatto dalla famiglia". Quindi non è necessario che il bambino trascorra in ospedale i due mesi in cui avviene l'allungamento.» Il sistema è controllato da un telecomando, e alla famiglia viene insegnato come utilizzarlo, permettendo al trattamento di avvenire sostanzialmente a casa. I pazienti sono sottoposti a controlli mensili per verificare il buon andamento. Questo chiodo magnetico ha trasformato l'allungamento degli arti in una cura domiciliare con un breve periodo di ricovero. Anche la fase di consolidamento e saldatura della parte allungata risulta meno pesante, poiché il bambino non viene mai allettato e continua a camminare (seppur con l'aiuto di stampelle).
Questa procedura non è priva di rischi: nelle fasi iniziali il paziente può avvertire dolore persistente, il consolidamento dell’osso potrebbe risultare incompleto, il rischio di infezioni - pur minore rispetto ai fissatori esterni - non è azzerato, e potrebbero esserci problemi muscolari o nervosi se i tessuti non si adattano correttamente all’osso che si allunga. Se l’intervento si fa su un bambino, sono necessari accorgimenti in più: ad esempio, il chiodo deve risparmiare le cartilagini di accrescimento, ovvero non deve toccare il punto in cui l’osso è in crescita.
Già negli anni ’90 esisteva un sistema analogo basato su chiodo interno, il “chiodo di Albizzia” francese, che non aveva il magnete ma veniva allungato con movimenti di intrarotazione ed extrarotazione della gamba, risultando più scomodo. Il chiodo magnetico, un'invenzione americana, è molto costoso, circa 18.000 euro. Il Servizio Sanitario Nazionale non lo rimborsa, ma passa l’alternativa più economica, il fissatore esterno, che costa circa 2.000 euro. Mentre in Cina questi interventi, se non motivati da malattie genetiche o traumi, sono stati vietati nel 2006 a causa dell’eccesso di richieste, in Italia e in Europa non esistono divieti simili, sebbene alcuni si spostino in Turchia per contenere i costi. Generalmente, l’osso soffre poco quando lo si allunga fino a un terzo della sua lunghezza iniziale.
Barre Magnetiche per la Correzione della Scoliosi Infantile

L'Ospedale Bambino Gesù ha introdotto l'utilizzo di un sistema con barre magnetiche allungabili con modalità non chirurgica per correggere il difetto della colonna vertebrale. Queste barre vengono inserite con un intervento chirurgico mininvasivo e sono controllate tramite un sistema computerizzato che le fa allungare progressivamente, fino a raggiungere la correzione della deviazione della colonna. Il primo impianto al mondo risale al 2009, e il Bambino Gesù ha iniziato a usarlo nel 2011, diventando il primo ad adottarlo in Italia e tra i pionieri a livello mondiale. Da allora, sono stati trattati 35 casi con questa metodica, rappresentando la casistica più alta in Italia.
La scoliosi infantile, una patologia che colpisce i bambini intorno ai 2 anni, non è molto frequente. Questo trattamento è molto costoso per le strutture sanitarie, ma permette di effettuare solo 2 interventi al posto di 10 o 12. Ciò offre un notevole beneficio per il paziente, che si sottopone a un numero molto minore di operazioni, e libera risorse in sala operatoria. Il sistema che veniva utilizzato in precedenza si basava anch'esso su barre allungabili, ma richiedeva di riportare il paziente in sala operatoria ogni 8-12 mesi per modificarne la lunghezza. Il nuovo sistema abbatte drasticamente il numero di interventi necessari.
Chirurgia delle Deformità Complesse degli Arti Inferiori e Superiori
Il Bambino Gesù è specializzato nella chirurgia delle deformità complesse degli arti inferiori, che includono dismetrie, acondroplasia, deviazioni assiali e torsionali degli arti. Vengono eseguiti interventi correttivi utilizzando sia sistemi di sintesi e "correzione guidata di crescita" interni, studiati appositamente per l'età pediatrica, sia apparecchi di fissazione esterna assiali o circolari. All'occorrenza, vengono impiegati anche sistemi di fissazione esterna più recenti, i fissatori esterni esapodalici, che utilizzano programmi computerizzati per effettuare le correzioni.
L'attività dell'Unità si focalizza anche sulla gestione degli esiti di traumi o malformazioni e sulle patologie congenite e acquisite che interessano la mano e l'arto superiore del bambino. Inoltre, gli interventi di Chirurgia vertebrale eseguiti dall'Unità di Ortopedia sono volti alla cura delle deformità complesse di varie eziologie (scoliosi idiopatiche, neurologiche, sindromiche) e includono interventi precoci di correzione con barre magnetiche per gravi scoliosi infantili.
Il trattamento della Displasia Congenita dell'Anca viene eseguito precocemente dopo un esame ecografico, assicurando un approccio tempestivo.
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