Informazioni su Ururi e i Luoghi di Padre Pio

Questa articolo fornisce informazioni riguardanti il contesto storico di Ururi e i principali luoghi di interesse legati alla figura di Padre Pio, come descritto dalle fonti disponibili.

Il Contesto Storico di Ururi e la Diocesi di Larino

Il Vescovo Persio Caracci, nobile guastallese, lasciò un segno tangibile durante la sua permanenza a Larino. Dopo una breve esperienza di circa tre anni a Carpentras, su espressa volontà del Papa Urbano VIII, nel gennaio del 1631 fu consacrato Vescovo e si portò subito a Larino.

Appena giunto nella sua nuova residenza, Mons. Caracci dovette occuparsi di questioni legate ai beni della Mensa vescovile. Ritenne necessario interpellare il suo predecessore, Mons. Giovanni Tommaso Eustachio, il quale nel 1616, dopo aver governato la diocesi larinese per quattro anni e mezzo, rinunciò all’episcopato per tornare a vivere umilmente a Napoli presso la sua Congregazione dell’Oratorio, fondata da San Filippo Neri.

Mons. Eustachio, con una nota del 19 aprile del 1631, informò Mons. Caracci che nel 1616 gli fu riservato tutto ciò che sarebbe pervenuto alla Mensa vescovile dalla vertenza sorta, sul finire del XVI secolo, tra il Duca di Termoli e il Vescovo di Larino. Quest'ultimo era feudatario del Casale di Ururi, dove erano posti i territori contesi. Con la stessa nota, Mons. Eustachio incoraggiò Mons. Caracci a proseguire con decisione l’azione intrapresa e si rese disponibile a rinunciare a qualsiasi beneficio personale, dichiarando: “…dichiaro, che detta riserba fatta a mio favore, cedo totalmente a V. S. R.ma, affinché abbia il peso di far attendere a detta lite, et ottenendosi a favore, come si può sperare, tutto quello ne pervenerà sia di V. S.”

Questi e altri contrasti vennero risolti positivamente a favore della Chiesa larinese. Nel 1643, la diocesi ritenne di dover istruire un processo diocesano per la beatificazione e canonizzazione di Mons. Eustachio, morto due anni prima a Napoli dopo una vita vissuta all’insegna della preghiera e della penitenza. Questa iniziativa di Mons. Caracci, che affiancò un'altra intrapresa a Napoli l’anno precedente, servì a raccogliere significative testimonianze sulle eroiche virtù del predecessore.

Mons. Caracci prestò particolare attenzione al Seminario, che costruì in un’area posta a pochi metri di distanza dalla Cattedrale, nel periodo compreso tra il 1639 e il 1642. In quest'ultimo anno, come ricorda una lapide ancora oggi incastonata su una delle pareti esterne dell’edificio, fu possibile rendere pienamente funzionale questa nuova sede, che, ampliata dai suoi successori, venne utilizzata per quasi tre secoli, fino al 1936. Il Vescovo Caracci ripristinò in maniera consistente l’episcopio e nel 1641 apportò sostanziali restauri alla cripta realizzata in Cattedrale nel 1492, facendovi costruire robuste cancellate di ferro per protezione, allo scopo di accogliere la cassa di marmo contenente i resti mortali di San Pardo, patrono principale di Larino e diocesi.

Dopo aver lasciato Larino, Mons. Caracci fissò la sua stabile dimora a Roma, dove ricoprì importanti cariche. Il 28 aprile del 1669, ebbe parte attiva nella cerimonia di canonizzazione del Francescano spagnolo, San Pietro d’Alcantara (1499-1562), e della Carmelitana fiorentina, Santa Maria Maddalena de’ Pazzi (1566-1604).

Mappa storica della Diocesi di Larino con indicazione di Ururi

I Luoghi di Padre Pio: Un Percorso di Fede

I luoghi legati alla vita e all'opera di Padre Pio offrono un percorso spirituale significativo per i fedeli e i visitatori.

Il Convento dei Frati Cappuccini e la Chiesa della Sacra Famiglia

Il percorso di fede inizia con l'arrivo al Convento dei Frati Cappuccini, dove è possibile visitare la Chiesa della Sacra Famiglia e la tomba di fr. Modestino, confratello e figlio spirituale di Padre Pio, morto in odore di santità.

Il Museo “Ricordi di Padre Pio”

Successivamente, si prosegue con un percorso iconografico nel Museo “Ricordi di Padre Pio”. Qui sono conservate reliquie e oggetti appartenuti al Santo di Pietrelcina, offrendo un'immersione nella sua quotidianità e spiritualità.

Viale Cappuccini e le Chiese di Santa Maria degli Angeli e le Case di Padre Pio

Uscendo dal Museo e proseguendo verso sinistra, si percorre viale Cappuccini per circa 500 metri. Questo conduce prima alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli, luogo dove Padre Pio ha celebrato numerose Messe. Proseguendo si giunge al rione Castello, dove si trovano le “Case di Padre Pio”, alcune stanze separate che formavano un unico nucleo abitativo dove il Santo visse.

Foto panoramica del Convento dei Frati Cappuccini e dei luoghi di Padre Pio

Piana Romana

Per raggiungere Piana Romana con pullman o auto, è necessario ritornare sulla s.s. 212 e svoltare a destra, quindi, dopo aver superato il cimitero, svoltare ancora a destra. La distanza da percorrere è di circa 3 chilometri.

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