Il panorama bancario italiano è stato recentemente caratterizzato da importanti processi di consolidamento e riorganizzazione. In questo contesto, UBI Banca ha giocato un ruolo chiave, sia attraverso operazioni di integrazione di banche precedentemente commissariate, sia come oggetto di una significativa offerta pubblica di acquisto (OPS) da parte di Intesa Sanpaolo.

Contesto Operativo: L'OPS di Intesa Sanpaolo su UBI Banca e il Ruolo di BPER
L'amministratore delegato di Bper, Alessandro Vandelli, ha definito l'operazione come «un’opportunità unica e forse irripetibile di crescita» per Bper. L'operazione di Bper dipendeva dall’esito dell’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo su UBI Banca. Molti segnali lasciavano pensare che l’OPS di Intesa potesse avere successo. L'interesse di Bper derivava dalla successiva cessione di 532 filiali di UBI a Bper, ottemperando alle richieste dell’Antitrust. Questa acquisizione avrebbe portato il gruppo bancario emiliano a raggiungere i 115 miliardi di total asset.
Riguardo l'inizio dell'operazione, Vandelli ha chiarito che nell’autunno 2019 ci furono incontri preliminari con il CEO Massiah per valutare un’eventuale aggregazione, ma a dicembre UBI decise di procedere con un piano industriale in una logica "stand alone". Per questo, quando fu prospettata l’operazione con Intesa Sanpaolo, l’ipotesi UBI non era sul tavolo come alternativa. Un impatto era probabile in seguito all'aumento del prezzo di acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa, ma il contratto con Intesa era già stato modificato due volte per il perimetro dell’operazione dopo le richieste dell’Antitrust, e si sarebbe trovata una soluzione soddisfacente per entrambi. Le filiali da acquisire da parte di Bper rimanevano le 532 previste a seguito della richiesta Antitrust ed erano state identificate una ad una, con prevalenza nel nord del Paese, soprattutto in Lombardia (circa il 70% degli impieghi e della raccolta da clientela). Il lavoro era in corso con le Autorità (Antitrust, BCE e Consob) per le necessarie autorizzazioni. La presentazione dei conti semestrali avrebbe fornito gli elementi per definire l’operazione sul capitale. I tempi dell’acquisizione dipendevano dall’esito dell’OPS di Intesa e dalle valutazioni operative, in particolare sull'aspetto della migrazione informatica, che avrebbe richiesto alcuni mesi. In caso di superamento del 50% delle adesioni all'OPS, si sarebbe potuto procedere al rinnovo del CdA e Intesa, esercitando i propri diritti di controllo, avrebbe avuto un ruolo di coordinamento e indirizzo su UBI, permettendo la cessione degli asset.
Bper ha sempre dimostrato di essere una banca "connaturata ai territori", mantenendo i valori della sua matrice di banca popolare e crescendo gradualmente con circa quindici aggregazioni. L'acquisizione delle filiali UBI era vista come un'opportunità unica per acquisire nuovi clienti in aree di grande ricchezza e realizzare sinergie di ricavo, evitando duplicazioni nelle strutture centrali. I dipendenti delle filiali UBI che sarebbero passati a Bper sarebbero stati coinvolti in un progetto di crescita, con l'obiettivo di aumentare e non diminuire le risorse. L'effetto Covid e l'acquisizione delle filiali avrebbero richiesto un nuovo piano industriale da presentare nel primo semestre dell'anno successivo. L'OPS di Intesa su UBI ha innescato un processo di nuove aggregazioni, e Bper sarebbe stata impegnata nell'operazione sui 532 sportelli UBI, un'operazione che, dimensionalmente, era "come acquistare una banca".
LE FUSIONI NELLE BANCHE ITALIANE, SILEONI OSPITE DI TGCOM24
Integrazione delle "Good Banks" nel Gruppo UBI Banca
A seguito del perfezionamento dell'acquisto di Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti, UBI Banca ha annunciato le strategie di integrazione delle banche acquisite. Il modello di business UBI "stand alone", come da Piano Strategico, è stato esteso con le linee guida strategiche e operative alle bridge banks.
Strategie di Integrazione e Ottimizzazione
- Chiusura Filiali e Esuberi: 140 filiali sono state chiuse con l’integrazione nella rete commerciale (altre 230 filiali già di UBI sarebbero state chiuse entro il 2020), con 1.569 esuberi e una riduzione degli oneri operativi per circa 200 milioni di euro.
- Riprezzamento Raccolta: La raccolta a breve termine (il 90% della raccolta delle bridge banks) è stata oggetto di riprezzamento, con una riduzione del mark down negativo rispetto all’Euribor a un mese da 172 bps a 12.
- Migrazione IT: La migrazione IT di tutte e tre le banche è stata completata entro febbraio 2018. Per Nuova Banca Marche, i lavori di migrazione si sono conclusi nell’ottobre del 2017. Successivamente, è stato adottato il modello UBI per la gestione del credito, con il costo del credito atteso in riduzione a 87 punti base entro il 2020. Entro il primo semestre 2018 è stata richiesta l’estensione dei modelli interni di UBI Banca relativi al rischio di credito e operativo.
Le bridge banks sono state acquisite dopo una ricapitalizzazione (da parte del venditore) per 713 milioni di euro e la cessione di portafogli di crediti deteriorati per 2,2 miliardi di euro lordi. Le assemblee dei soci delle bridge banks hanno anche nominato nuovi CdA e hanno modificato la denominazione sociale delle banche, le cui sedi legali sono state trasferite a Bergamo.

Il Futuro e la Leadership delle Banche Integrate in UBI Banca
Nuova Banca Marche diventa Banca Adriatica SpA
Nuova Banca Marche ha cambiato nome in Banca Adriatica SpA.
- Presidente del Consiglio di Amministrazione: Osvaldo Ranica. Nato nel 1952, è Presidente della Nuova Banca Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e di Nuova Cassa di Risparmio di Chieti a seguito del perfezionamento dell’acquisizione da parte del Gruppo UBI Banca. È inoltre membro del Consiglio di Gestione di UBI Banca, Vice Presidente del CdA di UBI Leasing e Presidente della Commissione Regionale ABI per la Lombardia. Fino a febbraio 2017 è stato Direttore Generale della Banca Popolare di Bergamo (Gruppo UBI Banca).
- Amministratore Delegato: Alberto Pedroli. Nato nel 1965, prima della nomina in Nuova Banca Marche era Responsabile della Direzione Investment Banking del Gruppo UBI Banca, a cui riferivano le funzioni di M&A e Advisory, Capital Markets, Sales Derivati OTC. In precedenza, sempre nella capogruppo, è stato responsabile del servizio Coverage e Supporto Commerciale per il Private e Corporate Banking.
- Consigliere: Maria Pierdicchi. Nata nel 1957, è Amministratore di Luxottica Group S.p.A. dal 24 aprile 2015. Si è laureata con lode nel 1982 in Economia Politica presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi e nel 1988 ha conseguito un Master in Business Administration con specializzazione in Finanza presso la New York University, Stern Graduate School of Business Administration.
Nuova Banca Etruria diventa Banca Tirrenica SpA
Nuova Banca Etruria ha cambiato nome in Banca Tirrenica SpA.
- Presidente del Consiglio di Amministrazione: Osvaldo Ranica (vedi profilo in Nuova Banca Marche).
- Amministratore Delegato: Silvano Manella. Nato nel 1956, prima della nomina in Nuova Banca Etruria era Vice Responsabile della Macro Area Centro Sud del Gruppo UBI Banca. Il precedente incarico, fino a febbraio 2017, è stato di Vice Direttore Generale, Responsabile Area Crediti della Banca Popolare di Bergamo (Gruppo UBI). In quest’ultimo istituto ha trascorso la propria carriera precedente, ricoprendo incarichi di responsabilità crescente sia nell’operatività commerciale che direttiva.
- Consigliere: Maria Pierdicchi (vedi profilo in Nuova Banca Marche).
Nuova CariChieti diventa Banca Teatina SpA
Nuova CariChieti ha cambiato nome in Banca Teatina SpA.
- Presidente del Consiglio di Amministrazione: Osvaldo Ranica (vedi profilo in Nuova Banca Marche).
- Amministratore Delegato: Raffaele Avantaggiato. Nato nel 1957, da novembre 2008 e fino a febbraio 2017 è stato Direttore Generale di Banca Carime (Gruppo UBI Banca) e prima ancora ha ricoperto ruoli dirigenziali nel Gruppo BPU, successivamente integrato in UBI. Tra il 1984 e il 2003 ha lavorato in Banca del Salento (poi Banca 121) ricoprendo incarichi di crescente responsabilità in ambito fiscale, amministrativo, marketing e commerciale.
- Consigliere: Maria Pierdicchi (vedi profilo in Nuova Banca Marche).
Il Futuro di Banca Federico del Vecchio in UBI Banca
Banca Federico del Vecchio, controllata di Banca Etruria, è specializzata in private banking e ha sede storicamente a Firenze. Rappresentava il Polo di Wealth Management del Gruppo Banca Etruria. Nei mesi successivi si sarebbe definito il suo ruolo rispetto a UBI Top Private, la nuova struttura di private banking dedicata ai clienti HNWI e Ultra HNWI.
- Presidente del Consiglio di Amministrazione: Costantino Vitali. Nato nel 1945, è Vicepresidente di UBI Banca International, Vicepresidente di UBI Factor e componente del consiglio direttivo di Pri.Banks -Associazione di Banche Private Italiane. Tra gli incarichi di vertice di maggiore rilievo ricoperti nella sua carriera, rientrano quelli di Presidente e prima ancora Direttore Generale del Banco di Brescia (Gruppo UBI Banca). È stato inoltre Direttore Generale di Banca Euromobiliare.
- Vice Presidente: Antonello Cestelli. Nato nel 1970, è Responsabile M&A & Equity Investments del Gruppo UBI, l’unità che supporta il top management nelle decisioni strategiche relative a investimenti in società partecipate. Nell’ambito della sua funzione ricopre vari incarichi in consigli di amministrazione di società italiane.
- Consigliere: Maria Pierdicchi (vedi profilo in Nuova Banca Marche).
Cassa di Risparmio di Loreto
Cassa di Risparmio di Loreto, controllata della ex Nuova Banca Marche, aveva convocato l’assemblea dei soci per il 17/18 maggio.