Museo Diocesano "Mons. Aurelio Sorrentino" di Reggio Calabria: Storia, Collezione e Sede

Il Museo Diocesano "Mons. Aurelio Sorrentino" di Reggio Calabria, inaugurato il 7 ottobre 2010 e dedicato a mons. Aurelio Sorrentino, è ubicato nel complesso architettonico dell'Arcivescovado.

L'Istituzione e la Nascita del Museo

Il Museo diocesano “Mons. Aurelio Sorrentino” di Reggio Calabria è stato eretto con Decreto arcivescovile di mons. Giovanni Ferro il 25 gennaio 1957. L'obiettivo era che il patrimonio artistico delle Chiese dell’Archidiocesi e della Diocesi di Bova fosse meglio conservato e più sicuramente custodito. Per questo scopo, fu costruita un’ampia sala annessa al nuovo Seminario, designata come sede del Museo Diocesano.

In tale contesto, fu affidata la direzione del Museo al rev.mo don Francesco Gangemi, il quale nel suo lavoro sarebbe stato coadiuvato dalla Commissione per l’Arte Sacra. Il decreto prescriveva che fossero trasferite in tale Museo tutte le opere d’arte e gli oggetti d’interesse artistico esistenti nelle Chiese e nelle case canoniche e comunque di proprietà ecclesiastica, come dichiarato dalla suddetta Commissione.

Il Direttore era tenuto a rilasciare per ogni oggetto ritirato una triplice ricevuta: una per la chiesa proprietaria, una per l’Ufficio amministrativo e una da conservarsi presso la direzione del Museo. L’obbligo della consegna non comprendeva le opere d’arte esposte al culto che, a giudizio dell’Autorità diocesana, fossero sicuramente custodite e non corressero pericolo di deterioramento.

Ritratto fotografico di Mons. Giovanni Ferro, fondatore del Museo Diocesano di Reggio Calabria

Le Fasi di Sviluppo e Rinnovamento

All'istituzione del Museo, ne conseguì l’avvio di una capillare ricognizione nel territorio che vide il trasferimento nei locali dell’Episcopio di un ingente patrimonio ecclesiastico. Questo patrimonio, in occasione della Campagna di inventariazione dei beni culturali mobili CEI-OA, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana fin dal 1997, fu recuperato alla conoscenza, costituendo attualmente il nucleo essenziale delle collezioni museali. Il processo ha incluso l'inventariazione informatizzata dei beni culturali mobili diocesani promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Progetto CEI OA).

Tra il 1998 e il 1999, nuovi interventi diedero esito ad un nucleo museale che, per rendersi pienamente funzionale, necessitava di una revisione e integrazione del sistema di allestimento degli spazi, allargati ad ambienti contigui per rendere integralmente fruibile il bene culturale architettonico destinato a spazio museale. L’attuale Progetto museografico si colloca nel più ampio contesto di un intervento denominato Sistema Mu.Di.C, promosso dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Calabria nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro (APQ) del 22/12/2003 “Beni e attività culturali per il territorio della Regione Calabria”.

La Sede del Museo

Il Museo Diocesano "Mons. Aurelio Sorrentino" si trova al pianterreno dell’ala tardo-settecentesca del Palazzo Arcivescovile. Questo edificio è quanto resta del Palazzo arcivescovile ricostruito alla fine del Settecento sulle rovine del preesistente, sorto accanto alla Cattedrale alla fine del XVI secolo.

Fotografia esterna del Palazzo Arcivescovile di Reggio Calabria, sede del Museo Diocesano

Le Collezioni e l'Allestimento

Il Museo accoglie una ricca e preziosa collezione. Gli spazi che si susseguono nel percorso museale sono distinti per temi e accuratamente organizzati per restituire la bellezza delle opere esposte e la memoria della loro funzione originaria.

Le opere, esposte in ordine cronologico e all’interno di specifiche sezioni, sono numerose. Si tratta per lo più di argenti, molti dei quali riconducibili alle botteghe messinesi e napoletane, ma anche ad artisti locali. Basti menzionare il celebre Ostensorio raggiato di Francesco Jerace, realizzato nel 1928 in occasione del Congresso Eucaristico regionale svoltosi a Reggio Calabria.

Appartiene alla collezione anche un consistente nucleo di tessuti liturgici di differente manifattura ed epoca. Una sala dedicata ai dipinti include opere come la Resurrezione di Lazzaro, attribuita a Francesco De Mura (terzo decennio sec. XVIII). Completano la raccolta frammenti lapidei provenienti dall’antica Cattedrale.

Immagine dell'Ostensorio raggiato di Francesco Jerace esposto nel Museo Diocesano

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