Panoramica sui Letterati e le Epoche Letterarie

La storia della letteratura è un tessuto complesso di figure, movimenti e contesti storici che ne plasmano l'evoluzione. Attraverso l'analisi di autori specifici e periodi storici, è possibile tracciare un quadro più chiaro delle dinamiche che hanno influenzato la produzione letteraria in diverse culture.

Mappa delle influenze culturali in Europa nel Settecento

La Letteratura Spagnola tra Settecento e Novecento: L'Afrancesamiento

Nel 1° novembre del 1700, Carlo II abdicò in favore di Filippo d'Angiò, una componente non spagnola ma francese, segnando un'epoca di profonde trasformazioni. Il Settecento spagnolo fu infatti caratterizzato da quello che viene definito come "afrancesamiento". I modelli francesi furono presi in considerazione e si proiettarono sia in ambito sociale, economico, amministrativo che letterario.

Fu un periodo di repressione e di decadenza, contraddistinto dal passaggio dinastico. Filippo d'Angiò sarebbe passato alla storia con il nome di Filippo V. Si ebbe un passaggio dinastico dalla monarchia Asburgica, che aveva dominato nel corso del Seicento, a quella Borbonica, punto focale del Settecento, che favorì il concetto di "afrancesamiento". Il passaggio dinastico fu turbolento: Carlo II, già malato da tempo, aveva predisposto il suo testamento, stabilendo che il suo successore dovesse essere proprio Filippo D'Angiò. Carlo II morì il 1° novembre 1700, ma il nuovo re non si installò sul trono immediatamente dopo la morte di Carlo, bensì solo nel 1713-1714, a causa delle guerre di successione e della Pace di Utrecht.

Autografi dei Letterati Italiani del Cinquecento: Bartolomeo Cavalcanti

Bartolomeo (Baccio) Cavalcanti era un letterato stimato dai suoi contemporanei, noto soprattutto per la Retorica, un compendio della disciplina classica scritto in italiano su commissione del cardinale Ippolito d'Este. Era apprezzato anche per le numerose orazioni, per le traduzioni da Polibio e per i trattati politici.

Di tutta questa attività letteraria, benché vi siano molti manoscritti datati che indicano la diffusione delle sue opere, non sono rimasti autografi. Allo stato attuale delle conoscenze, gli scritti noti di mano del Cavalcanti sono di natura epistolare, ad eccezione di uno. Il suo epistolario, compreso entro trentacinque anni (1526-1561), è particolarmente corposo e consta di circa 300 pezzi, di cui 193 autografi.

I tre quarti dell'intero elenco sono conservati presso gli Archivi di Stato di Firenze e Parma e la British Library di Londra (in quest'ultima si trovano missive inviate soprattutto a Piero Vettori). Altri notevoli giacimenti di lettere autografe si trovano alla Biblioteca Estense e Universitaria di Modena e all'Archivio di Stato di Napoli, dove però un incendio ha distrutto parte delle missive del fiorentino ivi conservate.

La notevole dispersione del materiale autografo risente presumibilmente dell'agitata vicenda biografica dell'autore. Fautore dell'ultima repubblica fiorentina tra il 1527 e il 1530 ed esule volontario nel 1537, Cavalcanti ebbe infatti una vita errabonda, soggiornando a Ferrara, Parma, Siena, Roma e Padova. Inoltre, impegnato per tutta la vita in un'intensa attività diplomatica per conto non solo dei suoi compagni d'esilio, ma anche di alcune delle più potenti famiglie italiane (Este e Farnese), Baccio fu costretto a spostarsi continuamente e a recarsi di frequente in Francia e a Venezia.

Mappa dei viaggi di Bartolomeo Cavalcanti in Italia e Francia

Riflessioni sulla Letteratura Italiana

Il Secondo Ottocento: tra delusione e nuovi bisogni

Con l'insuccesso della prima guerra d'indipendenza (1848-1849) crollarono tutti i sogni di riscatto nazionale e di rinascita civile, lasciando al loro posto delusione e tristezza. Presto, allo smarrimento iniziale, subentrò il raccoglimento, la riflessione e, più che di scrittori e di oratori ai quali fosse demandata la risoluzione dei problemi della Patria, si sentì il bisogno di politici, di diplomatici e di generali.

Alessandro Barbero - La Prima Guerra di Indipendenza

Il Novecento Letterario Italiano: definizioni e confini

Convenzionalmente, per Novecento letterario italiano si intende il XX secolo, ma questo periodo deve essere considerato in modo molto elastico. È fondamentale tener conto anche di ciò che c'è stato prima, prendendo come riferimento il 1861, anno dell'Unità nazionale, momento in cui si può iniziare a ragionare di lingua italiana e quindi di letteratura italiana. Il punto di arrivo di questo periodo va oltre la data di fine secolo (31 dicembre 1999), giungendo fino ai primi decenni del Duemila, con un rinnovamento che ha portato a una dimensione sempre più multiculturale, multilinguistica e multietnica.

Quando ci si interroga su cosa si intenda per "letteratura", la mente va subito all'insieme dei romanzi, novelle e poesie, ma ciò può confondere l'idea della sua vera natura. La definizione di letteratura comprende tutti quei testi scritti che esprimono la visione della vita dell'autore attraverso la creatività.

L'aggettivo "italiano" non intende sottolineare che la letteratura in lingua sia più importante di quella in dialetto. Se per letteratura italiana intendessimo solo quella scritta in lingua italiana, resterebbero escluse le opere dialettali e anche quei testi che autori italiani hanno scritto originariamente in un'altra lingua per ragioni personali o storiche. Bisogna tener conto anche di quegli scrittori stranieri che, trasferitisi in Italia, hanno imparato l'italiano per poter scrivere e pubblicare i loro libri. Tutte queste osservazioni permettono di intendere la letteratura italiana non tanto quella scritta in lingua italiana, ma quella nata all'interno della cultura italiana, che comprende quindi anche autori espatriati.

Dall'Unità Nazionale al Nuovo Secolo: la svolta culturale e il rinnovamento della poesia

La svolta culturale, e di conseguenza anche letteraria, conseguente a quella avvenuta in Italia dal 1861, nacque nell'Europa centro-settentrionale dopo la prima metà del Settecento, in concomitanza con la frattura della storia moderna (dopo la prima rivoluzione industriale e il mutamento economico). A seguito di ciò, ci fu una rivolta contro una secolare tradizione culturale.

All'inizio del secondo millennio prese forma e forza una tradizione letteraria fondata su un linguaggio molto diverso da quello parlato e rivolto soprattutto a un pubblico di nobili ed ecclesiastici (come nel caso del petrarchismo, ovvero l'imitazione della poetica di Petrarca). Questa tradizione si spezzò soprattutto in Francia, Germania e Inghilterra dopo la metà del Settecento, quando la borghesia reclamò un'arte che sapesse rappresentare con un linguaggio attuale i sentimenti e gli ideali degli uomini contemporanei. In Italia la tradizione si spezzò nell'Ottocento con il movimento romantico, che cercò di allargare il suo pubblico e di avvicinarsi sempre più alla prosa.

Illustrazione del periodo romantico italiano

Antoine Laurent Castellan: Un Letterato tra Arte e Viaggio

Antoine Laurent Castellan (Montpellier, 1772 - Parigi, 1838) è stato un importante pittore vedutista francese. Di ritorno dal suo viaggio in Turchia e Grecia, egli attraversò l'Italia. Nel 1819 pubblicò, in tre volumi, le sue "Lettres sur l'Italie", illustrate con 50 vedute disegnate e incise da lui stesso. Questo è un riferimento alla traduzione in italiano del secondo volume delle sue opere.

tags: #i #letterati #quaresima #iriarte